17 settembre 13° secolo

San Francesco d'Assisi

Stimmate

Fondatore e patriarca dell'Ordine dei Frati Minori

Festa
17 settembre
Morte
Deux ans après la stigmatisation (naturelle)
Epoca
13° secolo

Due anni prima della sua morte, durante un digiuno sul monte della Verna, san Francesco d'Assisi ricevette miracolosamente le stimmate di Cristo dopo la visione di un serafino crocifisso. Queste piaghe sanguinanti, impresse da raggi di luce, fecero di lui un'immagine vivente del Salvatore. La Chiesa istituì una festa il 17 settembre per commemorare questo prodigio attestato da numerosi testimoni.

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Sezioni di lettura: 6

LE STIMMATE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

Fonte 01 / 06

Introduzione e fonti agiografiche

Presentazione del mistero delle stimmate di san Francesco d'Assisi, basata sugli scritti di san Bonaventura e di san Francesco di Sales.

Stigmata Domini Jesu in corpore non parta.

OAL, VI, 17.

Che cosa significano queste piaghe? Sono bocche spalancate che persuadono al disprezzo del mondo e alla gloria della croce.

Padre Nonet, Meditazioni.

Bisognerebbe essere in un trasporto attuale dell'amore divino per spiegare degnamente le meraviglie di questo mistero, che consiste nel fatto che Nostro Signore Gesù Cristo, per un favore insigne e straordinario, ha voluto imprimere le cinque principali piaghe che ha ricevuto nella sua Passione sul corpo del suo fedele ser vitore, san Francesco d saint François d'Assise Fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. 'Assisi, fondatore e patriarca dell'Ordine dei Frati Minori. Poiché non abbiamo parole abbastanza forti per rappresentare un così grande soggetto, prenderemo in prestito quelle di due uomini eccellenti, i cui cuori sono stati mirabilmente infiammati da questo amore: l'uno sarà il Dotto re Serafico, san saint Bonaventure Teologo francescano e biografo di san Francesco. Bonaventura; e l'altro, san Francesco saint François de Sales Vescovo di Ginevra che profetizzò la vocazione di Olier. di Sales, vescovo e principe di Ginevra. Ecco cosa ne dice san Bonaventura, al capitolo XII I della Légende Biografia di san Francesco scritta da san Bonaventura. sua Leggenda:

Vita 02 / 06

La visione del monte della Verna

Resoconto della visione serafica sul monte della Verna, dove Francesco riceve i segni fisici della Passione di Cristo.

«San Francesco, due anni prima della sua morte, si ritirò s ul monte del mont Alverne Luogo celebre dell'ordine francescano dove soggiornò Corrado. la Verna per digiunare quaranta giorni in onore di san Michele. Nel corso della sua penitenza e nel fervore della sua contemplazione, si sentì straordinariamente pervaso da una dolcezza celeste e colmato di grazie così intime che desiderava con ammirevole ardore unirsi più perfettamente a Gesù Cristo crocifisso. Era trasportato in Dio da queste fiamme serafiche; tutto il suo cuore, per una compassione estremamente tenera, si trovava trasformato nel suo Salvatore, che, per un eccesso di carità, si è lasciato mettere a morte per la salvezza degli uomini; un giorno, verso la festa della Santa Croce, ebbe la seguente visione: un serafino, avente sei ali ugualmente luminose e infuocate, discese dall'alto dei cieli e, avvicinandosi al luogo in cui egli si trovava, gli apparve sotto la forma di un uomo crocifisso. Aveva i piedi e le mani distesi e attaccati a una croce, e le sue ali erano disposte in modo tale che due si elevavano sopra la testa, due si estendevano per volare e le altre due gli coprivano tutto il corpo. Questo prodigio lo sorprese meravigliosamente e in quello stesso istante si produsse nella sua anima un misto di gioia e di dolore. Da un lato, provava un'allegrezza indicibile nel vedere un serafino apparirgli così familiarmente e in modo così straordinario. Ma, dall'altro, la figura di Gesù Cristo sofferente sulla croce gli trafiggeva il cuore con una spada di amarezza. Mentre considerava attentamente questo divino oggetto, una voce interiore gli disse che, sebbene le sofferenze non si addicessero affatto a uno spirito celeste, che è impassibile, gli veniva tuttavia data la visione di un serafino sofferente, affinché riconoscesse che non era per un martirio esteriore, ma per un mistico incendio dell'amore divino, che egli doveva essere trasformato nella somiglianza di Gesù Cristo crocifisso, di cui doveva essere una viva immagine. Dopo un colloquio misterioso e del tutto familiare con questo spirito beato, la visione scomparve; e subito questo santo patriarca sentì il suo cuore bruciare di un ardore serafico, poi si produssero sul suo corpo delle impressioni dolorose che lo resero conforme al divino Crocifisso che aveva visto; poiché, in quell'istante, i segni delle piaghe del Salvatore apparvero sulle sue mani e sui suoi piedi, e anche il suo fianco destro ricevette una cicatrice rossa, come se fosse stato aperto da un colpo di lancia, e ne uscì persino una tale quantità di sangue che i suoi abiti ne furono bagnati». Ecco, in sostanza, ciò che dice san Bonaventura di un favore così sorprendente che Gesù Cristo accordò a san Francesco, e del quale non si era visto alcun esempio in tutti i secoli precedenti.

Teologia 03 / 06

Interpretazione mistica di Francesco di Sales

Analisi teologica che spiega come l'amore divino interiore abbia trasformato il corpo del santo per renderlo conforme al Crocifisso.

San Francesco di Sales, nel trattato VI del suo incomparabile libro dell'A mor di Dio, a Amour de Dieu Somma teologica e mistica del santo. l capitolo IV, dove parla del languore amoroso di un cuore ferito di dilezione, spiega mirabilmente bene questo mistero. Le sue parole sono così devote, così toccanti e così energiche che, sebbene non siano più nell'esatta purezza della nostra lingua, non abbiamo tuttavia osato alterarle, tanto per il rispetto che abbiamo per questo grande Santo, quanto per timore di diminuire la forza e l'unzione che egli ha dato loro attraverso gli ardori del suo amore. Ecco dunque come egli parla:

«Questo grande servitore di Dio, quest'uomo tutto serafico, vedendo la viva immagine del suo Salvatore crocifisso rappresentata in un serafino luminoso che gli apparve sul monte della Verna, si intenerì più di quanto si possa immaginare, e fu colto da una consolazione e da una compassione sovrane; poiché, guardando questo bel specchio d'amore, che gli angeli non possono mai saziarsi di guardare, ahimè! egli sveniva di dolcezza e di contentamento; ma, vedendo anche d'altra parte la viva rappresentazione delle piaghe del suo Salvatore crocifisso, sentiva nella sua anima il gladio impetuoso che trapassò il santo petto della Vergine Maria, nel giorno della passione, con tanto dolore interiore come se fosse stato crocifisso con il suo caro Salvatore. O Dio! Teotimo, se l'immagine di Abramo che solleva il colpo della morte sul suo caro figlio unico per sacrificarlo, immagine fatta da un pittore mortale, aveva ben il potere di intenerire e di far piangere il grande san Gregorio, vescovo di Nissa, tutte le volte che la guardava, oh! quanto fu estremo l'intenerimento del grande san Francesco, quando vide l'immagine di Nostro Signore che sacrificava se stesso sulla croce! Immagine che non una mano mortale, ma la maestra mano di un serafino celeste aveva copiata e tratta dal suo proprio originale, e che rappresentava così vivamente e così al naturale il divino Re degli angeli straziato, trafitto e crocifisso.

«Quest'anima dunque, così ammorbidita e quasi tutta sciolta in questo amoroso dolore, si trovò, per questo mezzo, estremamente disposta a ricevere le impressioni, i segni dell'amore e del dolore del suo sovrano Amante; poiché la sua memoria era tutta penetrata dal pensiero di questo divino amore; la sua immaginazione era fortemente applicata a rappresentarsi le ferite che apparivano nell'immagine che gli era presentata; il suo intelletto era riempito dalle specie infinitamente vive che la sua immaginazione gliene forniva; il suo amore, infine, impiegava tutte le forze della sua volontà, per conformarsi alla passione del suo Beneamato; così, quest'anima si trovò senza dubbio tutta trasformata in un secondo Crocifisso, e l'anima, come forma e maestra del corpo, usando del suo potere su di lui, gli impresse i dolori delle piaghe di cui essa era ferita, nei luoghi corrispondenti a quelli in cui il suo Amante le aveva sopportate. L'amore fece passare i tormenti interiori di questo grande san Francesco fino all'esterno, e ferì il suo corpo con lo stesso dardo di dolore con cui aveva ferito il suo cuore. Quanto alle aperture nella carne, l'ardente serafino scagliò raggi di una chiarezza così penetrante, che essa fece realmente nella carne le piaghe esteriori del Crocifisso, che l'amore aveva impresse interiormente nell'anima. Così, il serafino vedendo Isaia non osare intraprendere di parlare, tanto più che sentiva le sue labbra contaminate, venne, in nome di Dio, a toccargli e purificargli le labbra con un carbone preso sull'altare, secondando in questa guisa il desiderio del Profeta. La mirra produce il suo stretto e primo liquore come per sudore e traspirazione; ma affinché essa getti bene tutto il suo succo, bisogna aiutarla con l'incisione. Allo stesso modo, l'amore divino di san Francesco apparve in tutta la sua vita come per sudore; poiché egli non respirava, in tutte le sue azioni, che questa santa dilezione. Ma per farne apparire del tutto l'incomparabile abbondanza, il celeste serafino venne a trafiggerlo e ferirlo, e affinché si sapesse che le piaghe erano piaghe dell'amore divino, esse furono fatte non con il ferro, ma con raggi di luce! O vero Dio! Teotimo, quanti dolori amorosi! poiché, non solo allora, ma per tutto il resto della sua vita, questo povero Santo andò sempre trascinandosi e languendo, come ben malato d'amore». Tali sono le parole di san Francesco di Sales: esse ci mostrano che l'amore divino è infinitamente più operante dell'amore naturale e dell'amore sensuale, e che, se facciamo così poco per Dio, mentre non troviamo nulla di difficile per piacere al mondo, è che non amiamo quasi per nulla il primo e siamo tutti appassionati per il secondo.

Vita 04 / 06

Testimoni e vita di imitazione

Ritorno del santo al suo monastero, discrezione sulle sue piaghe e testimonianze dei suoi contemporanei, tra cui santa Chiara e il futuro papa Alessandro IV.

Il beato servo di Dio, dopo aver terminato il suo digiuno di quaranta giorni, lasciò il monte e tornò al suo monastero per celebrarvi la festa di San Michele. Poiché le sacre piaghe apparivano visibilmente sul suo corpo, fece quanto poté per tenerle nascoste agli occhi degli uomini. Non aveva ancora usato calzature, da quel momento in poi le portò, e si curò di avere sempre le mani coperte; ma, nonostante tutte le sue precauzioni, ci si accorse delle meraviglie che Dio aveva operato in lui. Molti dei suoi religiosi le videro, come attestarono in seguito sotto giuramento. Alcuni cardinali ebbero anche la consolazione di vederle, come certificarono a voce e per iscritto. Il papa Alessandro IV, ancora cardinale, fu tra questi e, pape Alexandre IV Papa che chiamò Alberto a Roma. in un sermone a cui assisteva san Bonaventura, assicurò di averle viste con i propri occhi. Dopo la sua morte, anche santa Chiara le vide, insieme a cinqua nta religiosi sainte Claire Discepola di san Francesco e testimone delle stimmate dopo la sua morte. e a un gran numero di persone secolari, che le baciarono il giorno della sua sepoltura.

Questo insigne favore fu una ricompensa che Dio gli diede fin da questa vita, a causa della sua devozione verso Gesù crocifisso. All'inizio della sua conversione, la sua anima era stata penetrata da una tenera compassione per le sofferenze del suo Salvatore. Il Crocifisso gli aveva parlato più volte e gli aveva fatto sperare che un giorno sarebbe stato conforme a Lui; un religioso aveva visto uscire una croce dalla sua bocca, e un altro era stato testimone di una visione in cui due spade, a forma di croce, gli trafiggevano le viscere. Lo si vide elevato in aria durante un sermone di sant'Ant onio di Padova, che par saint Antoine de Padoue Santo francescano contemporaneo di Francesco. lava dell'iscrizione della croce. Infine, tutta la sua vita non era stata che una perfetta imitazione di Gesù Cristo crocifisso. Era necessario, dice san Bonaventura, che prima della sua morte ne fosse un'immagine compiuta e che, dopo aver bruciato interiormente dal desiderio di essere simile al suo Dio morente, ne portasse gloriosamente la similitudine sul suo corpo attraverso le sacre stimmate.

Miracolo 05 / 06

Miracoli e prove postume

Resoconto di miracoli legati alle stimmate (guarigioni, fenomeni climatici) e interventi soprannaturali per convincere gli scettici.

Si compirono diversi miracoli per la virtù di queste piaghe misteriose. Nella provincia di Rieti, un'orribile peste devastava tutto il bestiame, senza che si potesse arrestarla con alcun rimedio umano. Un uomo timorato di Dio fu avvertito, in una visione, di recarsi al convento di San Francesco, di chiedervi dell'acqua che fosse servita a lavare i piedi e le mani di quel fedele servitore di Dio, e di gettare poi quest'acqua sul bestiame. Egli lo fece, e subito gli animali si trovarono interamente guariti. Prima dell'apparizione del serafico, sul monte della Verna, si formavano tempeste di grandine che, scaricandosi sui luoghi vicini, rovinavano i beni della terra; ma dopo il soggiorno che il Santo vi fece e la grazia che vi ricevette, queste tempeste cessarono, e il cielo, con grande stupore degli abitanti, divenne sereno in quel luogo come lo era nei dintorni. Avendo toccato con la mano un pover'uomo intirizzito dal freddo, gli trasmise un calore così dolce e potente, che gli diede la forza di camminare facilmente sulle rocce e in mezzo alle nevi.

Si riportano ancora altre cose miracolose accadute in occasione di queste divine piaghe. Papa Gregorio IX dubitava di q uella del costat pape Grégoire IX Papa che ha attestato i miracoli di Bruno. o: il Santo gli apparve e, dopo averlo ripreso per la sua incredulità, sollevò il braccio, gliela scoprì, e ne colò del sangue che il Papa stesso ricevette in un'ampolla. Un religioso del suo Ordine, che, non potendo comprendere come si fosse operato questo mistero, lo revocava in dubbio, ne fu molto severamente rimproverato da san Francesco, che apparve anche a lui. Un sacerdote della provincia di Puglia, nel r egno di Pouille Regione dell'Italia meridionale menzionata a proposito di un sacerdote scettico. Napoli, guardando un'immagine in cui il nostro Santo era rappresentato mentre riceveva le stimmate, cominciò a dubitare della verità di questa storia, e subito si sentì egli stesso colpito nel palmo della mano da un dolore acuto, e, avendo tolto il guanto, vi scorse una ferita che gli fece confessare per la sua stessa esperienza che la cosa era possibile, e dichiarare apertamente di credere al fatto rappresentato sul quadro.

Culto 06 / 06

Istituzione della festa liturgica

Riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa e istituzione della festa delle stimmate da parte dei sommi pontefici.

Tutte queste meraviglie, che Dio ha operato per provare quella delle stimmate, hanno spinto la Chiesa a istituire una festa particolare per eccitare i fedeli alla devozione verso la passione di Nostro Signore, e ravvivare nel loro cuore l'amore per le sofferenze, che rendono i cristiani immagini perfette della sua santa umanità. I sommi pontefici Gregorio IX e Alessandro IV hanno emanato bolle espresse a tal fine. Benedetto XI permise di celebrarne pubblicamente l'ufficio. I n segui Sixte V Papa che ha curato l'edizione delle opere di Ambrogio. to, Sisto V ordinò di inserirne la memoria nel martirologio romano al 17 settembre. Infine, il Papa ha concesso a tutti gli ecclesiastici di celebrarne l'ufficio doppio, come appare da un decreto della Congregazione dei Riti.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Ritiro sul monte della Verna per un digiuno di quaranta giorni
  2. Visione di un serafino sotto forma di uomo crocifisso
  3. Ricezione delle cinque piaghe della Passione (stimmate) sul corpo
  4. Celebrazione della festa di San Michele al monastero dopo la visione
  5. Validazione delle stimmate da parte di papa Alessandro IV e santa Chiara

Miracoli

  1. Guarigione dalla peste del bestiame tramite l'acqua usata per lavare le stimmate
  2. Cessazione delle tempeste di grandine sul monte della Verna
  3. Calore miracoloso trasmesso a un uomo intirizzito dal freddo
  4. Apparizione a papa Gregorio IX per provare la ferita al costato

Citazioni

  • Non fu per un martirio esteriore, ma per un mistico incendio dell'amore divino, che egli dovette essere trasformato nella somiglianza di Gesù Cristo crocifisso. San Bonaventura
  • Le piaghe erano piaghe dell'amore divino, furono fatte non con il ferro, ma con raggi di luce! San Francesco di Sales

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo