8 ottobre 5° secolo

Santa Pelagia di Antiochia

Penitente

Penitente

Festa
8 ottobre
Morte
Vers 460 (naturelle)
Categorie
penitente , attrice , anacoreta
Epoca
5° secolo

Celebre attrice di Antiochia che conduceva una vita di dissolutezza e lusso, Pelagia si convertì dopo aver ascoltato un sermone del vescovo Nonno. Dopo il battesimo, distribuì le sue ricchezze e fuggì a Gerusalemme travestita da uomo. Vi visse come eremita sul Monte degli Ulivi fino alla sua morte intorno al 460.

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Sezioni di lettura: 6

SANTA PELAGIA DI ANTIOCHIA, PENITENTE.

Contesto 01 / 06

Contesto storico e spirituale

La vita di santa Pelagia si colloca nel V secolo sotto il regno dell'imperatore Leone I e il pontificato di Leone Magno, illustrando la potenza della penitenza.

Verso il 460. — Pap a: San Leone I, il Magno Saint Léon Ier, le Grand Papa citato come riferimento maggiore accanto a Gelasio. . — Imperatore d'Oriente: Leone I, il Trace o il Magno.

*Lætantur et mundi sunt, qui et præterita plangunt, et fienda iterum non committunt.*

Colui che piange il passato ed evita d'ora in poi tutto ciò che sarebbe per lui motivo di lacrime, trova nella penitenza un bagno salutare che lo purifica.

*Sant'Isidoro di Siviglia.*

Vita 02 / 06

L'incontro ad Antiochia

Pelagia, celebre attrice e donna di malaffare di Antiochia, incrocia il vescovo Nonno, la cui reazione spirituale di fronte alla sua bellezza mondana prepara la sua conversione.

Sotto l'impero di Teodosio il Giovane (408-450), il santissimo patriarca di Antiochia, Massimiano, riunì un Sinodo di vescovi per alcune questioni particolari della sua provin cia. Il beato Nonno, Le bienheureux Nonne Vescovo di Edessa la cui predicazione convertì Pelagia. che a causa della sua eminente santità era stato tratto dalla sua vita solitaria per essere posto sul seggio episc opale Édesse Città natale di san Simeone in Siria. di Edessa, essendo tra il numero di quei prelati, fu pregato dagli altri di rivolgere loro un'esortazione spirituale. La fece alla porta della chiesa del martire san Giuliano; mentre i suoi uditori erano sospesi alle sue labbra, Pelagia, la prima e la più dissoluta delle attrici della città di Antiochia, vi passò elegantemente vestita, coperta di perle, d'oro e di pietre preziose, il cui splendore abbagliava gli occhi di tutti, e seguita da un'infinità di altre persone che erano anch'esse riccamente adornate, al fine di rendere il suo cammino più pomposo. Era una donna di una bellezza così avvenente che non ci si poteva stancare di contemplarla; più la si guardava, più si scoprivano grazie e fascino nel suo portamento e nel suo volto. Portava sempre profumi così eccellenti che inebriava i luoghi per cui passava. Aveva la testa scoperta e il seno nudo con un'immodestia che giungeva fino all'impudenza. In una parola, non le mancava nulla per attirarsi adoratori e sedurre i cuori meno sensibili alla voluttà. Non appena i vescovi la scorsero in quello stato, voltarono la testa dall'altra parte per non vederla mentre passava, deplorando in se stessi la perdita di quell'anima. Solo il predicatore la guardò fissamente e la seguì con lo sguardo il più lontano possibile. Dopodiché, rivolgendosi ai suoi confratelli, disse loro, con gli occhi bagnati di lacrime: «Avete considerato la bellezza e gli ornamenti di questa creatura? Ahimè! Nostro Signore si servirà di lei per condannare la nostra negligenza nelle funzioni del nostro ministero: poiché, quale cura non si prende essa per adornarsi e aggiustarsi per piacere agli uomini mortali? Impiega tutto il suo tempo in questo, è tutta l'occupazione del suo spirito, del suo cuore e delle sue mani. È sempre intenta a trovare nuove invenzioni per rendersi sempre più gradevole e farsi amare da coloro che sono oggi, e che forse non saranno più domani. E noi, che abbiamo un Dio di infinita maestà, uno Sposo immortale che gli angeli non cessano mai di contemplare, di cui il sole e la luna ammirano la bellezza, e che ha promesso grandi ricompense a coloro che lo serviranno fedelmente; noi, che siamo illuminati da queste belle luci, trascuriamo l'abbellimento delle nostre anime; e, per una viltà insopportabile, le lasciamo tutte languenti e coperte di un'infinità di macchie che le rendono orrende agli occhi del nostro Padre celeste». Non appena ebbe finito di parlare, si ritirò nella sua stanza; là, abbandonandosi di nuovo ai gemiti, si prostrò a terra per chiedere perdono a Dio della viltà con cui lo aveva servito fino ad allora: «Perdonate, Signore», diceva, «questo miserabile peccatore; confesso che la cura che questa donna si prende per ornare il suo corpo supera tutto ciò che ho fatto per abbellire la mia anima, sebbene io abbia così spesso l'onore di apparire all'altare davanti alla vostra divina Maestà. Essa ha promesso che non avrebbe risparmiato nulla per piacere agli uomini, e non manca alla sua parola; e io, che vi ho promesso tante volte di rendermi gradito alla vostra divina Maestà, vacillo nelle mie risoluzioni e, per una pigrizia che ora condanno, vi ho ingannato e non ho avuto il coraggio di eseguire ciò che vi avevo promesso».

Conversione 03 / 06

Conversione e Battesimo

Toccata da un sermone di Nonno, Pelagia confessa i suoi peccati, chiede il battesimo e rinuncia pubblicamente alla sua vita passata sotto la guida della diaconessa Romana.

La domenica seguente, essendo stato pregato il beato Nonno dal patriarca di fare un'istruzione al popolo dopo il Vangelo, egli parlò con tanta veemenza dell'orrore del peccato, del tremendo giudizio di Dio e della ricompensa preparata per coloro che lo servono durante la loro vita, che trasse lacrime da tutti gli uditori. Pelagia, per un effetto visibile della misericordia divina su di lei, non era mai entrata in chiesa e non vi era venuta quel giorno con l'intento di convertirsi e di abbandonare la sua cattiva vita, ma piuttosto per vedere ed essere vista. Tuttavia, si sentì così toccata dalle parole del santo prelato che, dopo aver pianto amaramente i suoi peccati come gli altri, risolse di espiarli con una sincera penitenza. Ritiratasi nella sua casa, gli scrisse questo biglietto: « Al santo discepolo di Gesù Cristo, la peccatrice e discepola del demonio. Ho sentito dire del vostro Dio che è disceso dai cieli, non per salvare i giusti, ma i peccatori; che si è umiliato fino al punto di conversare con i pubblicani, e che non ha nemmeno disdegnato di intrattenersi con una donna peccatrice di Samaria. Se siete discepolo di un tale Maestro, non disprezzate una povera peccatrice che desidera parlarvi per convertirsi ». Il vescovo ricevette questa lettera; ma, temendo che il demonio si servisse dell'artificio di questa donna per sorprenderlo, le fece questa risposta: « Chiunque voi siate, siete conosciuta da Dio, che penetra il fondo del vostro cuore e l'intenzione che avete; guardatevi bene dal voler tentare la fragilità di un uomo peccatore, che ha il vantaggio di essere il servitore del Dio onnipotente; se avete una volontà sincera di convertirvi, potete venirmi a trovare in presenza degli altri vescovi; poiché non credo di dovervi accordare un'udienza particolare per non espormi alla malizia del demonio ».

Pelagia non ebbe appena letto queste parole, che corse alla chiesa di San Giuliano; e lì, trovando Nonno con gli altri vescovi riuniti, si gettò ai suoi piedi in loro presenza, li baciò e li inondò delle sue lacrime, poi dopo aver confessato pubblicamente che tutta la sua vita non era che peccati, lo scongiurò di imitare la dolcezza di Nostro Signore Gesù Cristo, e di avere la bontà di farla cristiana. Il vescovo, avendola obbligata ad alzarsi, le disse che era proibito dai Canoni battezzare una peccatrice pubblica, se non avesse prima dato delle persone che giustificassero che era fortemente risoluta a non tornare più alla sua cattiva vita. A questa obiezione, ella si prostrò di nuovo a terra, e lo pregò con un fervore ammirevole di non differire nell'accordarle la grazia che chiedeva, aggiungendo che, se avesse rifiutato di lavarla prontamente nelle acque salutari del Battesimo, lo rendeva responsabile al giudizio di Dio della salvezza della sua anima. Queste parole, interrotte da sospiri e singhiozzi, che animava con una fede viva, fecero giudicare ai vescovi che, essendo la sua penitenza vera, si poteva essere indulgenti in suo favore riguardo alla disciplina ecclesiastica e conferirle il primo Sacramento della Chiesa: per questo inviarono al patriarca, per chiedergli delle diaconesse alle cui cure potesse essere affidata. Romana, che teneva il primo rango tra loro, fu subito destinata a questa Romaine Vergine romana battezzata da Silvestro. funzione. Essendosi recata al santo tempio, vi trovò ancora Pelagia ai piedi dei vescovi, da dove ebbe molta difficoltà a ritirarla per farla esorcizzare. Allora, il beato Nonno le chiese il suo nome; ella rispose che i suoi genitori l'avevano chiamata Pelagia, ma che quelli di Antiochia la soprannominavano Margherita, a causa della grande quantità di perle di cui si adornava ordinariamente per piacere agli uomini. Fu poi esorcizzata, secondo le cerimonie della Chiesa, quindi il vescovo le conferì il Battesimo e le impose le mani per confermarla. Infine, la sua penitenza apparve così meravigliosa, che giudicò persino opportuno darle il corpo di Nostro Signore Gesù Cristo. Dopo di che, la lasciò alla guida di Romana per essere più ampiamente istruita sui misteri della religione.

Vita 04 / 06

Penitenza e vita eremitica

Dopo aver distribuito i suoi beni ai poveri, Pelagia fuggì a Gerusalemme per vivere come eremita sotto un'identità maschile (Pelagio) fino alla sua morte.

Questo cambiamento produsse effetti ben diversi negli animi. I servi di Dio ne resero grazie alla Sua misericordia, e i libertini non cessarono di rimpiangere la perdita di una creatura i cui vezzi piacevano loro così tanto. Il demonio stesso, che perdeva una così bella conquista, fece udire una voce orribile per lamentarsi del santo vescovo, il quale, non contento di avergli sottratto trentamila Saraceni e tutti gli abitanti della città di Eliopoli, convertiti dalle sue predicazioni, gli toglieva ancora Pelagia, che costituiva la sua gloria più grande. Pertanto, quello spirito delle tenebre impiegò ogni sorta di artificio per tentare di farla ricadere nel disordine; ma, per mezzo del segno della croce che il santo prelato le aveva comandato di fare ogni volta che quello spirito delle tenebre la tentasse, ella trionfò sempre sulla sua malizia.

Tre giorni dopo il suo battesimo, ella donò a sa n Nonno tut saint Nonne Vescovo di Edessa la cui predicazione convertì Pelagia. ti i suoi abiti preziosi, il suo oro, il suo argento, le sue pietre preziose e tutto ciò che era servito alla sua vanità, pregandolo di distribuirli ai poveri, alle vedove e agli orfani, senza riservarne nulla per alcun uso, per quanto santo potesse essere, affinché il frutto dei suoi crimini e le ricchezze di una peccatrice pubblica divenissero un tesoro di giustizia, per riparare allo scandalo che aveva dato al popolo. Ella affrancò anche tutti i suoi schiavi di entrambi i sessi, esortandoli a profittare della loro libertà, non per sottomettersi alla servitù del peccato e all'iniquità del secolo, ma per servire Dio e condurre una vita cristiana. L'ottavo giorno, in cui doveva lasciare la veste bianca di cui era stata rivestita al battesimo, prese un rude cilicio con una povera tunica da uomo e, all'insaputa di Romana, sua maestra nella fede, uscì segretamente dalla città di Antiochia e si ritirò a Ge rusalemme Jérusalem Città santa dove la Croce fu perduta e poi riportata. sul monte degli Ulivi, dove si costruì una cella che riceveva la luce del sole solo da una piccola apertura. Vi visse per tre o quattro anni, sotto il nome di Pelagio, negli esercizi di una perfetta penitenza. Alla fine di quel tempo, un diacono del beato Nonno, chiamato Giacomo, venne a visit are i l Jacques Diacono del vescovo Nonno e biografo di santa Pelagia. uoghi santi e, essendosi informato, secondo l'ordine del suo vescovo, del solitario Pelagio, vi trovò la nostra penitente in quell'eremitaggio. Non la riconobbe, perché era talmente estenuata dalle austerità che non le restava più nulla della sua antica bellezza. Dopo averle fatto le raccomandazioni del santo prelato, percorse tutti i monasteri della Palestina, dove sentì parlare di Pelagio come di un prodigio di santità. Quella alta stima che se ne aveva gli diede il desiderio di ritornare alla sua cella per avere la consolazione di parlargli ancora una volta; ma lo trovò morto. Ne avvertì i solitari, che vennero subito per dargli sepoltura. Si rimase molto stupiti nell'apprendere che si trattava di una donna, e la notizia di questa meraviglia, che si diffuse all'istante nei luoghi circostanti, attirò alle sue esequie un gran numero di religiosi e di vergini dei monasteri di Gerico e del Giordano; essi vennero a compiere la cerimonia con ceri e lampade accese, rendendo gloria a Dio per aver dato il coraggio a una donna di compiere una così rude penitenza.

other 05 / 06

Iconografia e attributi

La santa è rappresentata sia nel suo sfarzo mondano, sia come penitente austera, spesso accompagnata da un crocifisso o da un nimbo.

Viene rappresentata: 1° nella sua solitudine, in preghiera davanti a un crocifisso; 2° mentre riceve le istruzioni di un vescovo, per poi ritirarsi in un convento; 3° con abiti da donna mondana, coperta di stoffe riccamente ricamate; 4° dopo la sua conversione, rivestita di un costume nero e di una gravità tutta cristiana; qui il suo capo è circondato dal nimbo, attributo della sua santità.

Culto 06 / 06

Culto e reliquie

Il culto di Pelagia si estende dall'Oriente alla Francia, con reliquie segnalate in particolare nell'abbazia di Jouarre e nella diocesi di Digione.

## CULTO E RELIQUIE.

Il culto di santa Pelagia divenne celebre in Oriente e in Occidente. I Greci hanno segnato la sua festa nel loro menologio all'8 ottobre. Il martirologio romano e Ussard la collocano nello stesso giorno. Si pretende che il suo corpo sia stato portato in Francia, diversi secoli dopo la sua morte, e deposto nella reale e celebre abbazia di Jouarre, nella diocesi di Meaux, abbazia di cui non restano che le torri della chiesa e l'abbaziale. Ma nell'antico cimitero della chiesa parrocchiale, si vede ancora, addossata a una cappella, una cripta magnifica designata sotto il nome di *Sainte Chapelle de Jouarre*. Si scendono dapprima cinque gradini e ci si trova in un sagrato sostenuto da muri a terrazza; altri nove gradini introducono nell'enceinto. La volta è sostenuta da sei colonne corinzie, differenti nel disegno: due sono di alabastro, altre due di porfido e due di diaspro. Questo luogo servì da chiesa ai primi cristiani; alcuni vi soffrirono persino il martirio. Vi si vedono sette tombe: una del fondatore dell'abbazia, l'altra di santa Teodechilde, prima badessa; le altre di diversi Santi; tra queste ultime si trovava senza dubbio quella di santa Pelagia. Ogni anno, le popolazioni affluivano alle processioni dove si portano queste venerate casse, che gli abitanti hanno potuto salvare dagli oltraggi della Rivoluzione.

Tuttavia leggiamo nella *Vie des Saints du diocèse de Dijon*, che verso l'anno 1463, delle reliquie di santa Pelagia, celebre penitente di Antiochia, furono portate dall'Oriente, con reliquie di san Giuliano, martire di Alessandria, e di san Macario d'Egitto, dai conti d'Armagne, signori di Mont-Saint-Jean, e depositate nella chiesa di questo borgo, nell'attuale decanato di Pontily. Conservate con cura gelosa e circondate da pii omaggi, sono, ogni anno, festeggiate da un concorso premuroso di sacerdoti e fedeli.

Vedi la sua vita scritta da Giacomo, diacono di Eliopoli e riportata da Jacques, diacre d'Héliopolis Diacono del vescovo Nonno e biografo di santa Pelagia. Surio; Balliat; l'*Histoire de l'Église d'Anton*; *Vie des Saints de Dijon*, dell'abate Duplus.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Celebre attrice ad Antiochia che viveva nel lusso
  2. Conversione dopo aver ascoltato un'esortazione del vescovo Nonno
  3. Battesimo per mano del vescovo Nonno e cresima
  4. Distribuzione dei suoi beni ai poveri e affrancamento dei suoi schiavi
  5. Fuga a Gerusalemme travestita da uomo sotto il nome di Pelagio
  6. Vita da anacoreta sul Monte degli Ulivi
  7. Scoperta della sua identità femminile alla morte

Miracoli

  1. Conversione improvvisa per grazia divina
  2. Trionfo sulle tentazioni del demonio tramite il segno della croce

Citazioni

  • Al santo discepolo di Gesù Cristo, la peccatrice e discepola del demonio. Lettera di Pelagia al vescovo Nonno
  • Lætantur et mundi sunt, qui et præterita plangunt, et fienda iterum non committunt. Sant'Isidoro di Siviglia (citato in epigrafe)

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo