San Wilfrido (Wilferder) d'Inghilterra
ARCIVESCOVO DI YORK E CONFESSORE
Arcivescovo di York e Confessore
Arcivescovo di York nel VII secolo, san Wilfrido fu un grande difensore delle tradizioni romane in Inghilterra, in particolare durante il sinodo di Whitby. Nonostante numerosi esili causati da conflitti con il potere reale, evangelizzò la Frisia e gli Anglosassoni. Morì nel 709 dopo una vita segnata dal suo zelo apostolico e dalla fondazione di diversi monasteri.
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SAN WILFRIDO O WILFERDER D'INGHILTERRA,
ARCIVESCOVO DI YORK E CONFESSORE
Giovinezza e vocazione monastica
Nato nel 634 in Inghilterra, Wilfrid manifesta presto una pietà eccezionale ed entra nel monastero di Lindisfarne a quattordici anni.
Questo beato prelato Ce bienheureux prélat Vescovo inglese che consacrò Suitberto. nacque in Inghilterra, nell'anno di Nostro Signore 634, sotto il regno di Edbauld nel regno del Kent e di sant'Oswald in quello di Northumberland. Quando venne al mondo, apparve sulla casa di suo padre una colonna di fuoco che illuminava tutta la strada, senza tuttavia causare alcun danno: ciò fu interpretato come un presagio che egli sarebbe stato un giorno una luce splendente della Chiesa. Avendo dato, fin dall'infanzia, segni di un temperamento incline alla virtù, fu inviato dal padre alla corte della regina Eanflède, moglie del re Oswï, successore di Oswald. Questa principessa lo accolse con grande benevolenza; e, notando in lui il desiderio di una vita ritirata, lo fece entrare, all'età di quattor dici anni, nel monastero monastère de Lindisfarne Sede episcopale e monastero situato su un'isola in Northumbria. di Lindisfarne. Vi visse alcuni anni in grande pietà, senza tuttavia aver ancora ricevuto la tonsura monastica. Imparò il salterio di Davide e iniziò a studiare i libri sacri; ma, vedendo che i religiosi di quella casa, che erano scozzesi, non gli insegnavano le vie più sicure della perfezione, decise di recarsi a Roma per farsene istruire e apprendere, allo stesso tempo, le cerimonie ecclesiastiche e tutte le cose riguardanti la regolarità.
Primo viaggio a Roma e soggiorno a Lione
Wilfrid viaggia verso Roma con Benedetto Biscop, si ferma a Lione presso l'arcivescovo Chamond, quindi studia i Vangeli e il ciclo pasquale a Roma.
Eanfleda, sua protettrice, ed Ercomberto, re del Kent, ai quali comunicò il suo disegno, avendolo per questo unito a san Benedetto Biscop, egli si mise subito in cammino con lui. Passando per Lione, vi sal utò l'arcivescovo san Cham l'archevêque saint Chamond Arcivescovo di Lione che accolse Wilfrid. ond. Questo prelato, riconoscendo subito, e alla sola vista, questo giovane che la natura e la grazia avevano lavorato per rendere perfetto, volle trattenerlo presso di sé, e gli fece grandi offerte per impegnarlo a stabilirsi in Francia. Ma Wilfrid, che non aveva altro pensiero che di darsi interamente a Gesù Cristo, lo ringraziò dell'onore che gli faceva e continuò il suo viaggio. Non appena fu a Roma, sotto il ponti ficato di Martino I, vis pontificat de Martin Ier Papa martire mandato in esilio da Costante II. itò la tomba di san Pietro, e ottenne da lui una grande apertura di spirito per apprendere ciò che voleva sapere, un'espressione facile per poter ridire ai popoli d'Inghilterra ciò che avrebbe appreso. Dio, che lo guidava, lo indirizzò a un sant'uomo chiamato Bonifacio, arcidiacono e consigliere della Santa Sede, che gli interpretò allegoricamente i quattro Vangeli, gli sviluppò le difficoltà del ciclo pasquale e gli mostrò molte altre cose che non aveva potuto apprendere nel suo paese. Essendosi così fatto istruire su ciò che si era proposto, riprese la via dell'Inghilterra e si recò prima a Lione, presso il santo arcivescovo che gli aveva testimoniato tanta benevolenza. Non lo trovò meno affezionato a lui che al suo primo passaggio; così rimase tre anni presso di lui, e ricevette dalle sue mani la tonsura clericale, per disporsi a entrare negli Ordini sacri. Era il disegno del santo prelato di avanzarlo e persino di farlo suo successore e suo erede; ma la morte violenta che egli subì poco dopo per la giustizia arrestò l'esecuzione di questo progetto. Wilfrid voleva morire con lui, per avere la sua parte nella gloria del martirio; tuttavia, poiché i sicari di Ebroino riconobbero che era straniero, non gli fecero alcun male. Ritornò dunque in Inghilterra e, con il favore e l'aiuto di Alcfrido, re dei Bernici, costruì un monastero a Stamford e prese possesso di quello di Ripon, che era precedentemente occupato da religiosi scozzesi. Si conobbe presto in questo impiego l'eminenza della sua virtù e della sua saggezza.
Il sinodo di Whitby e l'episcopato
Wilfrid difende con successo la liturgia romana contro le usanze celtiche durante il sinodo di Whitby nel 664, prima di diventare vescovo di York.
Ricevette gli Ordini sacri dalle mani di Agilberto, vescovo dei Sassoni occidentali. Si distinse in una celebre conferenza tenutasi nel monastero di Santa Ilda, a Streaneshalch, l'odierna Whitby, alla presenza dei re Oswiu e Alhfrith, figlio del primo (664), sul tempo della celebrazione della Pasqua; gli Scoti e i Britanni volevano seguire l'usanza d'Oriente; il nostro Santo vi difese vivamente l'usanza romana. Nulla di più notevole del punto della discussione in cui le due parti riconoscono ugualmente, in linea di principio, l'autorità della Santa Sede. Wilfrid, facendo notare che Gesù Cristo aveva detto a san Pietro: «Tu sei Pietro, ecc.», subito Oswiu disse: «Riconoscete tutti, da una parte e dall'altra, che Gesù Cristo rivolse queste parole a san Pietro e che, rivolgendogliele, gli diede le chiavi del regno dei cieli?» — «Sì», risposero, «lo riconosciamo». — «Ebbene!» riprese il re, «dichiaro che non voglio oppormi a colui che custodisce la porta del cielo e che mi propongo di obbedire ai suoi ordini, per timore che questa porta mi sia chiusa». La risoluzione del re fu approvata da tutta l'assemblea. Nominato vescovo di York e consacr ato in Francia, san Nommé évêque d'York Vescovo inglese che consacrò Suitberto. Wilfrid poté occupare questa sede solo più tardi, nel 669. Non appena fu in possesso della sua Chiesa, si adoperò con uno zelo incredibile per riordinarla. Vi introdusse la frequenza ai Sacramenti, la recita degli uffici divini, l'uso delle cerimonie ecclesiastiche e della predicazione della parola di Dio, e si curò di formare i costumi dei fedeli sulle regole infallibili del Vangelo: di modo che la sua diocesi assunse immediatamente un altro volto.
Primo esilio e missione in Frisia
Perseguitato dal re Egfrido, si esiliò ed evangelizzò la Frisia, battezzando migliaia di persone prima di recarsi a Roma per perorare la sua causa.
Il suo zelo per le leggi della Chiesa gli attirò l'odio di Egfrido, secondo figlio di Oswiu. Indegnamente perseguitato da questo principe, s'imbarcò per Roma; ma appena fu in mare, una tempesta lo gettò sulle coste della Frisia. Era certamente la divina Provvidenza che lo conduceva lì. Fu ricevuto con benevolenza dal re Adalgiso e da tutti i suoi popoli, sebbene idolatri. Vi predicò Gesù Cristo, ed ebbe la felicità di battezzarne diverse migliaia, e di spianare così la strada a san Willibrord per stabilirvi una nuova chiesa. Dopo aver trascorso l'inverno in quel paese, si recò a Roma, dove il papa sant'Agat one gli diede ogni pape saint Agathon Papa che scagionò Wilfrid durante il suo primo esilio. sorta di testimonianza di stima e di benevolenza. La sua causa fu esaminata in un'assemblea di vescovi, e la sua innocenza vi apparve con tale splendore che fu reintegrato senza alcuna difficoltà nel possesso della sua sede. Fu dunque rimandato in Inghilterra per continuare l'esercizio del suo incarico; ma, non volendo il re concedergli l'ingresso nei suoi Stati, andò presso gli Anglosassoni, per illuminarli con la luce del Vangelo. Le sue predicazioni ebbero tutto il successo che poteva pretendere. Non solo ne battezzò un gran numero, ma ve ne furono anche molti che elevò alla perfezione cristiana e che fece entrare nella via dei consigli evangelici. Stabilì in quella contrada i monasteri di Bosenham e di Selsey. Oltre a colmare i barbari di benedizioni spirituali, attirò su di loro ogni sorta di benedizioni temporali; li liberò soprattutto dal flagello della carestia che una lunga siccità aveva loro causato; procurò loro, con le sue preghiere, una pioggia abbondante che restituì alle loro terre una felice fertilità.
Conflitti reali e interventi papali
Nonostante il sostegno dei papi Agatone e Giovanni VII, Wilfrid subì diversi esili successivi dovuti alle tensioni con i sovrani locali.
Tuttavia, essendo morto Egfrido, suo fratello e successore, Alcfrido, richiamò il nostro Santo, nel 686, nella sua diocesi. Non poté governarla a lungo; costretto a difendere le leggi ecclesiastiche contro il nuovo re, come aveva fatto contro i suoi predecessori, fu nuovamente esiliato, cinque anni dopo il suo ristabilimento. Questo bando non era meno ingiusto del primo; Giovanni VII, che sedeva sul soglio di san Pietro, lo dichiarò tale in pieno sinodo; e non potendo tollerare che un tale pastore fosse separato dal suo gregge, emanò un breve apostolico con il quale ne ordinava il reintegro. Con questo breve, Wilfrid, che si era ritirato a Roma, tornò in Francia per rientrare nel suo paese. Mentre si trovava a Meaux, cadde così gravemente malato che non si credeva potesse guarire; ma Dio gli inviò l'arcangelo san Michele, che lo consolò, lo fortificò e lo rimise in perfetta salute. Quando fu di ritorno in Inghilterra, Brithwald, arcivescovo di Canterbury, ed Etelredo, che, dopo aver lasciato la corona per abbracciare la vita religiosa, era stato fatto abate di Wearmouth, unirono i loro sforzi per riconciliarlo con il suo principe e per ottenere l'esecuzione del giudizio del Sommo Pontefice; ma fu inutilmente. Dio permise, per la maggiore perfezione del nostro Santo, che la sua persecuzione durasse quanto la vita del re Alcfrido, e che non potesse risalire sul suo seggio se non sotto il regno di Osredo, suo figlio, che gli succedette. Allora si applicò con più fervore e tranquillità alla contemplazione delle verità eterne e a preparare il rendiconto di tutta la sua vita per apparire al giudizio di Dio; cosa che faceva abitualmente nel monastero di Undalum (oggi Oundla). Infine, volendo Dio ricompensarlo delle sue fatiche e delle sue sofferenze, egli rese lo spirito in quello stesso monastero, il 24 aprile 709, in mezzo alla schiera dei santi religiosi che vi aveva riunito, e il suo corpo fu portato nel suo antico convento di ancien couvent de Rippon Monastero fondato o ripreso da Wilfrid e luogo della sua prima sepoltura. Rippon.
Morte, reliquie e posterità
Wilfrid muore nel 709 nel monastero di Undalum; le sue reliquie sono più tardi trasferite a Canterbury da Lanfranco e sant'Anselmo.
Essendo stato questo monastero distrutto in seguito, le sue reliquie furono trasferite in gran parte nella cattedrale di Canterbury e deposte sotto l'altare principale di questa chiesa, nel 959. Lanfranco le fece racchiudere in un reliquiario e sant'Anselmo le pose a nord dello stesso altare, il 12 ottobre. Si cominciò da allora a celebrare in questo giorno la festa principale del Santo, che si era tenuta precedentemente il 24 aprile, come si vede dall'antico messale della chiesa britannica, che si conserva a Jumièges; dall'antico calendario di san Massimo; dal martiro martyrologe en vers de Bède Agiografo il cui martirologio attesta l'antichità del culto. logio in versi di Beda, che ha pubblicato d'Achéry, e dagli antichi martirologi inglesi. Si dice che le reliquie di san Wilfrid siano attualmente presso la tomba del celebre cardinale Pole.
Lo si rappresenta mentre resuscita un bambino per conferirgli il battesimo.
Il P. Gley aveva composto il suo racconto basandosi su Beda; noi l'abbiamo completato con i Bollandisti, Peck, *Histoire de Stamford*, Lingard e soprattutto Alban Butler.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita in Inghilterra nel 634
- Ingresso nel monastero di Lindisfarne all'età di 14 anni
- Viaggio a Roma e soggiorno a Lione
- Difesa della consuetudine romana al concilio di Whitby nel 664
- Nomina ad arcivescovo di York
- Evangelizzazione della Frisia e degli anglosassoni
- Numerosi esili in seguito a conflitti con i re Egfrido e Alfrido
- Apparizione dell'arcangelo san Michele a Meaux
- Morto nel monastero di Undalum
Miracoli
- Colonna di fuoco apparsa alla sua nascita
- Cessazione di una carestia e ottenimento della pioggia tramite le sue preghiere
- Guarigione miracolosa a Meaux dopo l'apparizione di san Michele
- Resurrezione di un bambino per conferirgli il battesimo
Citazioni
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Il nemico può ben affliggere i giusti con le sue persecuzioni; ma non potrà mai abbatterli.
Ugo di San Vittore (in epigrafe)