San Domenico Loricato
RELIGIOSO A FONTE AVELLANA, IN ITALIA (1060).
Penitente, religioso
Religioso italiano dell'XI secolo, Domenico rinunciò al sacerdozio per orrore della simonia commessa dai suoi genitori. Si ritirò in solitudine, in particolare a Fonte Avellana sotto la guida di san Pier Damiani, dove praticò penitenze estreme. Soprannominato Loricato per la cotta di maglia che portava a contatto con la pelle, morì nel 1066.
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SAN DOMENICO LORICATO, PENITENTE,
RELIGIOSO A FONTE AVELLANA, IN ITALIA (1060).
Rifiuto della simonia
Inorridito nell'apprendere che i suoi genitori avevano pagato il vescovo per la sua ordinazione, Domenico rinuncia a ogni funzione ecclesiastica per dedicarsi alla penitenza.
La severità con cui Domeni co si pun Dominique Discepolo di Pier Damiani celebre per le sue austerità. isce per una colpa che non gli era affatto personale, è ben capace di confondere coloro che, avendo commesso colpe lievi di proposito deliberato, s'immaginano di ottenerne il perdono senza farne una vera penitenza. Avendo testimoniato nella sua giovinezza un grande desiderio di abbracciare lo stato ecclesiastico, ricevette dai suoi genitori il permesso di seguire la sua vocazione; ma essi fecero un dono al vescovo affinché gli conferisse il sacerdozio. Non appena ebbe appreso quanto era accaduto, colto da orrore alla vista di un crimine così severamente condannato dalle leggi della Chiesa, non volle esercitare alcuna funzione ecclesiastica; formò persino la risoluzione di consacrarsi agli esercizi della più rigorosa penitenza.
L'eremo di Montefeltro
Domenico si unisce a una comunità di eremiti rigorosi guidata da Giovanni a Montefeltro, dove supera rapidamente i suoi confratelli nelle austerità.
Vi era, nel deserto di Montefeltro (Marca di Ancona), un uomo santo di nome Giovan ni, Jean Successore di Alessandro e predecessore di Marcello. che conduceva una vita assai austera. Diciotto discepoli pieni di fervore erano venuti a vivere sotto la sua guida. Si astenevano dall'uso del vino, della carne e di ogni sorta di latticini. Digiunavano a pane e acqua ogni giorno, eccetto il giovedì e la domenica. Il tempo che dedicavano al sonno era assai breve; impiegavano il resto nella preghiera e nel lavoro manuale. Osservavano un silenzio perpetuo e conversavano tra loro solo la domenica sera, tra i Vespri e la Compieta. Rude flagellazioni facevano parte della loro penitenza. Domenico, dopo aver trascorso del tempo nell'eremo di Loréolo, andò a trovare il superiore di questi santi eremiti e lo pregò con molta umiltà di accoglierlo tra i suoi discepoli. La grazia che chiedeva gli fu accordata, e ben presto superò tutti i fratelli nelle austerità.
Fonte Avellana e il Corazzato
Sotto la guida di san Pier Damiani a Fonte Avellana, adottò l'uso permanente di una corazza di ferro sulla pelle, da cui il suo soprannome.
Trascorso qualche anno in tal modo, ottenne dal suo superiore il permesso di trasferirsi nell'eremo di Fonte Avellana (provincia di Spoleto). San Pier Damiani ne aveva allora la direzione. Sebbene fosse abituato a vedere grandi esempi di virtù, il fervore del suo nuovo discepolo gli causò ammirazione. Domenico portava sulla carne una corazza di ferro, il che da allora lo ha fatto soprannominare il Corazz ato; non la l'Encuirassé Discepolo di Pier Damiani celebre per le sue austerità. toglieva mai se non per prendere la disciplina.
Pratiche di penitenza e morte
Domenico divenne un modello di flagellazione volontaria, sostituendo tali mortificazioni alle penitenze canoniche fino alla sua morte nel 1066.
In quel periodo si cominciava a commutare con una certa facilità la penitenza canonica prescritta per alcuni peccati gravi. La concessione delle indulgenze divenne più frequente; si sostituivano alla penitenza canonica pellegrinaggi o altre buone opere. Si vide allora introdursi anche l'uso delle flagellazioni volo ntarie, e si credeva di s flagellations volontaires Pratica di mortificazione corporale centrale nella vita del santo. upplire a un anno di penitenza canonica con tremila colpi che ci si infliggeva recitando dieci salmi. Domenico si distingueva sopra tutti gli altri per il suo fervore in questo genere di austerità. Poiché era spesso malato, il suo superiore lo obbligava talvolta a bere un po' di vino; ma vi rinunciava non appena si sentiva meglio. Apparve sempre animato dallo stesso spirito di penitenza, fino alla sua ultima malattia. La notte che precedette la sua morte, recitò ancora Mattutino e Lodi con i suoi fratelli. Spirò mentre si cantava l'Ora Prima, il 14 ottobre 1066.
Iconografia e Fonti
Il santo è raffigurato con la sua corazza e un flagello; la sua vita è documentata da san Pier Damiani e dallo storico Tarchi.
Viene rappresentato: 1° rivestito di una corazza o di una cotta di maglia; 2° mentre tiene in mano un flagello.
Si veda la sua vita scritta da saint Pierre Damien Priore di Fonte Avellana e biografo di Romualdo. san Pier Damiani, e un'altra vita più estesa, con diverse disserta zioni, Tarchi Autore di un'ampia biografia del santo pubblicata nel 1731. ad opera di Tarchi. È stata stampata a Roma nel 1731.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Rinuncia alle funzioni ecclesiastiche in seguito a una simonia parentale
- Ingresso nel deserto di Montefeltro sotto la guida di Giovanni
- Soggiorno presso l'eremo di Loréolo
- Ingresso nell'eremo di Fonte Avellana sotto san Pier Damiani
- Pratica di flagellazioni volontarie e uso di una corazza di ferro