San Giovanni da Kęty
SACERDOTE SECOLARE, PROFESSORE DI TEOLOGIA ALL'UNIVERSITÀ DI CRACOVIA
Sacerdote secolare, professore di teologia
Sacerdote e professore all'Università di Cracovia nel XV secolo, Giovanni da Kęty si distinse per una carità eroica verso i poveri e un'austerità rigorosa. Grande viaggiatore, effettuò diversi pellegrinaggi a piedi a Roma e a Gerusalemme. Morì nel 1473, lasciando l'immagine di uno studioso di un'umiltà e di una probità assolute.
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SAN GIOVANNI DA KĘTY,
SACERDOTE SECOLARE, PROFESSORE DI TEOLOGIA ALL'UNIVERSITÀ DI CRACOVIA
Carità e dedizione pastorale
Giovanni da Kęty si distinse per una carità estrema, giungendo a spogliarsi dei propri abiti e delle scarpe per i poveri, una tradizione perpetuata dai professori di Varsavia.
doveva elevarsi in santità, man mano che veniva elevato in dignità. Avrebbe voluto dare la vita per il suo gregge, al quale consacrava almeno ogni istante. Si ammirava soprattutto la sua grande carità verso i poveri. A volte arrivava fino a spogliarsi dei propri abiti per rivestire coloro che ne erano privi; cedeva loro spesso le proprie scarpe; lasciava allora che il suo mantello strascicasse il più possibile, affinché non si vedesse che tornava a piedi nudi alla sua dimora. Una domenica mattina, recandosi in chiesa, trovò un povero disteso sulla neve, quasi nudo e morente di freddo e di fame: subito il buon Padre si tolse la tonaca per coprire quel membro sofferente di Gesù Cristo; poi lo condusse con sé in canonica e lo fece mangiare alla sua tavola. È in memoria di questa carità che un tempo ogni professore del collegio di Varsavia era obbligato, una collège de Varsovie Luogo di fondazione di un monastero in Polonia. volta all'anno, a far pranzare un povero con lui.
Vita accademica e grandi pellegrinaggi
Dopo aver lasciato la sua parrocchia per l'università, intraprende viaggi a Gerusalemme e quattro pellegrinaggi a Roma, dando prova di un'onestà eroica di fronte ai ladri.
Ma la cura delle anime, che ha fatto tremare tutti i Santi, parve a Giovanni un peso troppo gravoso per le sue spalle: lasciò la sua parrocchia dopo alcuni anni e, su richiesta dell'università, tornò a riprendere il suo posto di professore. Non per questo smise di proporsi in tutto per la salvezza delle anime; vi lavorava soprattutto attraverso la predicazione e la preghiera, nella quale riceveva favori straordinari. Trascorreva parte delle notti a meditare la Passione di Nostro Signore, ed è questa devozione per tale mistero che lo spinse a intraprendere il viaggio a Ger usalemme. Jérusalem Città santa dove la Croce fu perduta e poi riportata. Durante il cammino, non temeva di predicare ai Turchi Gesù crocifisso, sperando così di ricevere la corona del martirio alla quale anelava ardentemente. Fece anche quattro volte il viaggio a Roma per v isit Rome Città natale di Massimiano. are le tombe dei santi Apostoli, per dare alla Santa Sede segn i pubblici Saint-Siège Autorità papale che ha approvato il culto di Emiliano. del suo rispetto e per cercare, come diceva, di preservarsi dalle pene del purgatorio. Andava sempre a piedi, portando egli stesso il suo bagaglio. In uno di questi pellegrinaggi, fu incontrato da dei ladri che gli presero tutto ciò che aveva e gli chiesero se non avesse più nulla: egli rispose di no; ma, essendosi accorto in seguito che gli restavano ancora alcune monete d'oro cucite nel mantello, per fuggire persino dall'ombra della menzogna e praticare lo spogliamento assoluto tanto raccomandato da Nostro Signore, corse dietro a loro, li chiamò e diede loro il suo oro. I ladri, stupiti da un simile comportamento, rifiutano di riceverlo e gli restituiscono persino tutto ciò che gli avevano preso, tanto il candore e l'amore per la verità hanno potere sulle anime più dure.
Ascetismo e devozione
Il santo conduce una vita di severe privazioni, astenendosi dalla carne e praticando la disciplina, dedicandosi al contempo alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento.
Penetrato di rispetto per il precetto del Vangelo, che ci ordina di amare il nostro prossimo come noi stessi, il santo Sacerdote lo osservava con la massima esattezza. Seguendo l'esemp io di sant'Ago saint Augustin Padre della Chiesa e maestro spirituale di Possidio. stino, aveva fatto iscrivere sulle pareti della sua dimora dei versi che mostravano il suo orrore per la maldicenza. Tanto severo con se stesso quanto indulgente verso gli altri, portava abitualmente il cilicio, digiunava spesso e si sottoponeva frequentemente alla disciplina. Durante gli ultimi trent'anni della sua vita, si astenne interamente dall'uso della carne. Concedeva pochissimo tempo al sonno e mangiava solo quanto bastava per non morire di fame. Restava in preghiera notti intere davanti a un crocifisso e cadeva allora spesso in lunghe estasi. Non mancava mai di recarsi ogni giorno, uscendo dalla sua classe, in chiesa davanti al Santissimo Sacramento e di restarvi per un tempo considerevole. Vivendo solo per Dio, lo aveva continuamente nel cuore e sulla bocca. Al fine di mantenere in sé questo fuoco sacro, si era legato ad alcuni uomini virtuosi: la loro conversazione non aveva per oggetto che le cose spirituali, ed egli si applicava a
imitare ciò che notava di più perfetto in ciascuno di questi santi amici. Infine, quando si vide vicino a comparire davanti al tribunale supremo, vi si dispose raddoppiando il fervore nel servizio di questo Giudice temibile. Il suo amore per i poveri lo portò a donare loro tutto ciò che si trovava nella sua casa. Morì della morte dei Santi, il 24 dicembre 1473, all'età di settantasei anni.
Culto, miracoli e patronato
Deceduto nel 1473, la sua tomba divenne luogo di miracoli; fu canonizzato nel 1767 e divenne un patrono principale della Polonia e della Lituania.
Avendo diversi miracoli illustrato la sua tomba, se ne fece l'apertura centotrent'anni dopo la sua morte, e ne esalò un odore dolce e soave. Si conservava religiosamente la veste di porpora che aveva indossato come dottore, e di essa si rivestiva il decano della facoltà di filosofia, il giorno del suo insediamento, facendogli giurare di imitare le virtù del Santo di cui portava l'abito. La memoria di san Giovanni da Kęt saint Jean de Kenty Sacerdote e docente polacco del XV secolo, celebre per la sua carità e il suo ascetismo. y è in grande venerazione in tutta la Polonia e la Lituania, di cui è uno dei principali patroni. Clemen te XIII lo c Clément XIII Papa che concesse indulgenze per il culto di san Gregorio. anonizzò nel 1767.
Si rappresenta san Giovanni da Kęty mentre si spoglia dei suoi abiti per vestire i poveri, durante i rigidi inverni della Polonia.
Cf. Acta Sancto rum e i contin Acta Sanctorum Raccolta agiografica citata come fonte. uatori di Godescard.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Professore di teologia all'Università di Cracovia
- Ministero parrocchiale lasciato per tornare all'insegnamento
- Viaggio a Gerusalemme per meditare sulla Passione
- Quattro pellegrinaggi a Roma compiuti a piedi
- Incontro con dei ladri e donazione volontaria delle sue ultime monete d'oro
- Canonizzazione da parte di Clemente XIII nel 1767
Miracoli
- Odore dolce e soave emanato all'apertura della tomba 130 anni dopo la sua morte
- Conversione del cuore dei ladri grazie alla sua candore