21 ottobre 4° secolo

San Malco di Maronia

Religioso prigioniero

Festa
21 ottobre
Morte
vers l'an 378 (naturelle)
Epoca
4° secolo

Monaco in Siria nel IV secolo, Malco lascia il suo monastero nonostante gli avvertimenti del suo abate. Catturato dai beduini, preserva la sua verginità nonostante un matrimonio forzato e fugge miracolosamente grazie a una leonessa che divora i suoi inseguitori. Finisce i suoi giorni in santità, testimoniando la sua avventura a san Girolamo.

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Sezioni di lettura: 6

SAN MALCO DI MARONIA, RELIGIOSO PRIGIONIERO

Vita 01 / 06

Origini e vocazione monastica

Malco, originario di Maronia in Siria, fugge dalle pressioni familiari al matrimonio per consacrarsi alla castità nel deserto di Calcide.

L'obbedienza è una potente armatura contro la quale vengono a infrangersi tutti i dardi del nemico. Giovanni Tritenio. Vedremo, in questa storia, l'estremo pericolo a cui si espone un religioso che lascia il suo monastero per rientrare nel mondo, e di quale straordinaria protezione di Dio egli abbia bisogno per non perdersi interamente, quando è separato dalla compagnia dei suoi confratelli. Mal co e Malc Religioso siriano del IV secolo, prigioniero dei Saraceni e modello di castità. ra del borgo di Mar onia, i Maronie Borgo d'origine di san Malco in Siria. n Siria, distante trenta miglia dalla celebre città di Anti ochia. I Antioche Antica città dove risiedeva santa Publia con la sua comunità. suoi genitori, ricchi agricoltori, non avendo che lui come figlio e considerandolo il sostegno della loro famiglia, vollero spingerlo al matrimonio, e impiegarono per questo carezze e minacce. Ma, ben lungi dal cedere alle loro insistenze, il desiderio di conservare inviolabilmente la castità fece sì che egli uscisse segretamente di casa e si ritirasse ne l deserto di Calc désert de Chalcis Luogo del primo ritiro monastico di Malco. ide, in una comunità di santi religiosi che erano sotto la guida di un abate.

Vita 02 / 06

La tentazione del ritorno al mondo

Nonostante gli avvertimenti del suo abate sui pericoli spirituali, Malco lascia il suo monastero per regolare questioni di eredità dopo la morte di suo padre.

Dopo avervi trascorso alcuni anni con grande fervore nella pratica della penitenza e delle altre virtù monastiche, apprese della morte di suo padre; ebbe allora il desiderio di fare un viaggio nel suo paese, tanto per consolare sua madre nella sua vedovanza, quanto per ricavare denaro dai beni che gli erano toccati in eredità, al fine di darne una parte ai poveri, un'altra al suo monastero e, con una infedeltà condannabile in un solitario, di riservarsene un poco per i propri bisogni. L'abate fece il possibile per togliergli questa fantasia dalla mente. Gli faceva notare che quella era una tentazione del demonio, il quale voleva, sotto questo bel pretesto, fargli perdere lo spirito della sua vocazione; che molti altri religiosi erano già stati sedotti dal medesimo artificio. Gli portò a tal proposito diversi esempi tratti dalla Sacra Scrittura e dalla Storia ecclesiastica, dove si vede la sventura di coloro che abbandonano Dio per suggestione del serpente. Infine, non potendo ottenere nulla da lui con le sue rimostranze, si gettò ai suoi piedi e lo scongiurò con le lacrime agli occhi di non abbandonarlo e di non perdere se stesso, lasciando l'opera della sua salvezza che aveva così generosamente iniziato. Ma Malco, che si immaginava che il santo vecchio gli facesse tutte queste istanze solo per la propria consolazione, non volle mai cambiare risoluzione; partì, nonostante il suo abate, assicurando, tuttavia, che sarebbe tornato al più presto. Quel buon superiore, come un vero pastore, seguì per qualche tempo il suo discepolo; ma, trovandolo sempre inflessibile, lo lasciò infine, dicendogli queste parole: «Vedo bene, figlio mio, che il demonio ti ha già indurito la coscienza: non hai alcuna buona ragione per abbandonare la tua solitudine, e non può essere che tu non perisca presto; poiché una pecora che si separa dall'ovile è sempre esposta alla furia del lupo».

Vita 03 / 06

Cattura da parte dei Saraceni

In viaggio, Malco viene catturato dagli Ismaeliti e ridotto in schiavitù, diventando pastore per un padrone arabo.

Poiché era necessario attraversare un deserto molto pericoloso, dove i Saraceni compivano continue scorrerie, i viaggiatori si riunivano in gruppi numerosi formando carovane, per essere più in grado di difendersi contro quei barbari. Il povero religioso si unì dunque a una compagnia di circa settanta persone di ogni età e sesso, e proseguì il cammino in loro compagnia; ma appena si furono inoltrati nei boschi, una banda di Ismaeliti, montati su cammelli e armati di lance e frecce, si gettò su di loro rendendoli tutti schiavi. Malco toccò in sorte a uno di quegli arabi, insieme a una donna che aveva il marito nella compagnia; furono entrambi fatti salire sui cammelli per andare alla casa del loro padrone; non vi erano tanto seduti quanto sospesi, e il latte di quegli animali insieme a carne semicotta era tutto il loro nutrimento. Quando giunsero presso quel barbaro, furono obbligati, secondo l'usanza, a prostrarsi davanti alla moglie e ai figli di lui, in segno della loro servitù; dopodiché, furono destinati a vari lavori: Malco, che fu lasciato quasi nudo, fu destinato alla guardia delle greggi; egli vi si dedicò con molta fedeltà, perché conosceva l'insegnamento di san Paolo, che bisogna onorare l'autorità di Dio nei padroni temporali, e servirli come Gesù Cristo.

Teologia 04 / 06

Il patto di castità

Costretto a sposare un'altra prigioniera sotto minaccia di morte, Malco conclude con lei un accordo per vivere in assoluta continenza, preservando la loro verginità.

Questo impiego gli diede persino consolazione nella sua sventura, poiché, non obbligandolo a stare in casa e a conversare con gli altri servitori, gli concedeva la libertà di fare orazione, di cantare salmi e di adempiere agli esercizi della vita religiosa. Si persuase dunque di aver trovato nella sua prigionia lo stato che avrebbe perduto nel suo paese. Ma il suo riposo non durò a lungo; poiché il suo padrone, vedendo che i suoi beni crescevano a vista d'occhio tra le sue mani, volle legarlo più fortemente al suo servizio facendogli sposare la donna che era stata fatta prigioniera con lui. Malco ebbe un bel rappresentargli che, essendo cristiano, non poteva in alcun modo sposare una donna il cui marito era ancora vivo; il barbaro, senza voler sentire ragione, sguainò la spada e, alzando il braccio, minacciò di massacrarlo se non avesse fatto all'istante la sua volontà. Tutto ciò che quel disgraziato prigioniero poté fare per evitare la morte fu di tendere le braccia a quella schiava come se la prendesse per sua moglie, con la risoluzione, tuttavia, di perdere mille vite piuttosto che compiere quella promessa. Giunta la notte, la condusse nella sua caverna come se fosse stata sua moglie. Allora, prosternandosi a terra, cominciò a deplorare la sua sventura e a rimproverarsi la colpa che aveva commesso nel voler ritornare al mondo e nel resistere alla volontà e ai saggi ammonimenti del suo abate. Mentre, tra un'infinità di sospiri, testimoniava che si sarebbe tolto la vita piuttosto che perdere i l tesoro della sua ver trésor de sa virginité Virtù centrale della vita di Malco, preservata nonostante il matrimonio forzato. ginità, quella donna, a cui la prigionia aveva dato un grande desiderio di vivere casta, gli disse saggiamente che non era affatto necessario per questo che si togliesse la vita; che ella era lontana quanto lui dal consentire a quel falso matrimonio; che potevano vivere insieme, all'insaputa del loro padrone, come fratello e sorella, in attesa che piacesse a Nostro Signore di soccorrerli e di liberarli. Malco fu molto sorpreso da quel discorso e, ammirando la prudenza e la virtù di quella donna, si attenne al consiglio che gli diede; ma, temendo di perdere in una pace apparente ciò che aveva conservato tra i combattimenti, si tenne sempre estremamente in guardia, vegliando con cura persino sui propri occhi.

Miracolo 05 / 06

La fuga e la protezione divina

I due prigionieri fuggono e trovano rifugio in una caverna dove una leonessa divora i loro inseguitori, risparmiandoli miracolosamente.

Trascorsero così molto tempo nelle buone grazie del loro padrone, il quale si era persuaso che quel matrimonio avrebbe tolto loro ogni desiderio di fuggire. Ma quel religioso pensava continuamente al suo monastero e non poteva rimpiangere abbastanza la vita santa che vi aveva condotto con i suoi confratelli. Essendo un giorno animato dall'esempio di un gruppo di formiche, che vedeva lavorare con tanto coraggio per fare le provviste per l'inverno, decise di tentare una fuga che, dopo tutto, non poteva procurargli altro che la morte. Ne conferì con la sua presunta sposa e, avendola trovata del suo stesso avviso, uccise due grandi capri del suo gregge, ne preparò la carne come provvista e ne dispose le pelli per aiutarli ad attraversare un fiume che avrebbero incontrato lungo il cammino. La notte seguente partirono molto segretamente e, avendo attraversato l'acqua grazie a quelle pelli, fecero ogni possibile sollecitudine per giungere al più presto nelle terre dell'impero romano. Dopo tre giorni, guardandosi indietro, scorsero il loro padrone con un servo, montati su cammelli, che venivano dietro di loro. Il timore e lo spavento li colsero e si credettero completamente perduti, tanto più che le tracce che imprimevano sulla sabbia li tradivano e facevano scoprire tutti i luoghi per cui passavano. Tuttavia, vedendo una caverna alla loro destra, vi si gettarono dentro e, poiché temevano che addentrandosi troppo potessero essere punti da animali velenosi di cui questi paesi ardenti sono pieni, si misero solo all'ingresso sul lato sinistro, abbandonandosi interamente alle disposizioni della divina Provvidenza. Intanto il loro padrone, che seguiva le loro orme, arrivò all'apertura della caverna e, tenendo la spada in mano, pronto a colpirli, ordinò al suo servo di entrarvi per farli uscire. Questi entrò molto addentro senza scorgerli, gridando con voce terribile: «Uscite, miserabili, uscite di qui; il vostro padrone vi attende per punirvi secondo il vostro merito». Il gran rumore che fece irritò una leonessa che si trovava in fondo all'antro: essa si gettò su di lui e, avendolo strangolato, lo trascinò via tutto insanguinato per servire da pasto ai suoi leoncini. I nostri fuggitivi, a tale spettacolo, oscillavano tra il timore e la gioia, perché, da un lato, vedevano perire colui che cercava la loro morte e, dall'altro, temevano che quell'animale facesse loro lo stesso trattamento che aveva riservato a quel crudele persecutore. Il loro padrone, non vedendo uscire il suo schiavo, s'immaginò che si fossero gettati su di lui e che, essendo in due contro uno, gli stessero facendo qualche violenza; così entrò tutto furibondo nella caverna per vendicarsi, da solo, della loro infedeltà e delle loro violenze. Ma appena vi ebbe messo piede, la leonessa si impadronì di lui, lo sgozzò, lo fece a pezzi e ne fece la sua preda.

Quale fu allora la consolazione di quei poveri prigionieri, nel vedersi liberati dalla rabbia di quei due barbari? Ma quale fu allo stesso tempo il loro spavento nel pericolo quasi evidente di perire nello stesso modo in cui erano morti gli altri? Mentre attendevano senza osare respirare ciò che sarebbe loro accaduto, la leonessa, che si credette scoperta, prese i suoi piccoli in bocca e li trasportò altrove, cedendo così il posto ai casti servitori di Gesù Cristo. Quando ebbero atteso qualche tempo nel timore che essa ritornasse, uscirono dalla caverna e, montando sui cammelli del loro padrone che trovarono carichi di provviste, continuarono il loro cammino e arrivarono, dopo dieci giorni di fuga, nelle terre dell'impero romano. Avendo raccontato tutta la loro avventura al tribuno della prima guarnigione, e in seguito al governatore della Mesopotamia, vendettero i loro cammelli per avere di che terminare il viaggio. Malco, apprendendo che il suo abate era morto, si unì ad altri religiosi e mise la sua presunta sposa in una compagnia di vergini. Da allora, l'amò sempre come una sorella, ma non si fidò di lei come di una sorella. Visse con tanta santità che coloro che lo conoscevano ne dissero meraviglie a san Girolamo. Questo santo dottore parlò lui stesso c on lui e con saint Jérôme Padre della Chiesa e autore della biografia originale di santa Asella. quella donna, e apprese dalle loro bocche ciò che ne ha scritto.

Eredità 06 / 06

Ritorno alla vita religiosa e posterità

Tornato in terra romana, Malco si unisce a un monastero e affida la sua storia a san Girolamo, che ne assicura la trasmissione.

Conclude la loro storia in questi termini: «Ecco ciò che il vecchio Malco mi ha raccontato quando ero ancora giovane, e ora che sono vecchio, lo racconto alle altre persone caste, pregando le vergini di conservare la loro integrità, e ciascuno dei miei lettori di informare la posterità di queste meraviglie, affinché tutti sappiano che la castità non può essere fatta prigioniera, che non cede né alle spade degli uomini né ai denti delle fiere, e che colui che si è consacrato a Gesù Cristo può ben morire, ma non può mai essere vinto». Il martirologio romano fa memoria in questo giorno di san M alco. Non saint Malc Religioso siriano del IV secolo, prigioniero dei Saraceni e modello di castità. bisogna confonderlo con un religioso di nome Malachia, di cui parla Sozomeno nel sesto libro della sua Storia, capitolo xxxii, sebbene i loro atti si somiglino in molte cose e siano vissuti nello stesso secolo. Si può dedurre da ciò che ne dice san Girolamo che morì verso l'anno 378. Viene rappresentato mentre custodisce le greggi del suo padrone. Ai suoi piedi vi sono diverse formiche che sembrano attirare l'attenzione del Santo. San Giro lamo, Vita d Saint Jérôme Padre della Chiesa e autore della biografia originale di santa Asella. ei santi eremiti, libro IV.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Fuga dalla casa paterna per preservare la propria castità
  2. Ingresso nel monastero nel deserto di Calcide
  3. Partenza dal monastero contro il parere del suo abate dopo la morte del padre
  4. Cattura da parte degli Ismaeliti e riduzione in schiavitù
  5. Matrimonio bianco forzato con una compagna di prigionia
  6. Fuga e protezione miracolosa in una caverna di fronte a una leonessa
  7. Ritorno nelle terre romane e vita ascetica finale

Miracoli

  1. Protezione divina in una caverna dove una leonessa uccide i suoi inseguitori senza toccarlo
  2. Ispirazione dall'esempio delle formiche per preparare la sua fuga

Citazioni

  • Una pecora che si separa dall'ovile è sempre esposta alla furia del lupo L'abate di Malc
  • Colui che si è dedicato a Gesù Cristo può ben morire, ma non può mai essere vinto San Girolamo

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo