Discepolo degli apostoli inviato dall'Asia da Pietro e Paolo, san Demetrio sbarca in Provenza sotto l'imperatore Claudio. Primo vescovo di Gap, evangelizza le popolazioni alpine prima di essere decapitato nell'anno 86 per ordine del prefetto Simone. La tradizione riporta che portò la sua testa mozzata fino in città.
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SAN DEMETRIO, PRIMO VESCOVO DI GAP
Origini e missione apostolica
Discepolo degli Apostoli in Asia, Demetrio viene inviato da Pietro e Paolo per evangelizzare le Gallie al fianco di altre figure di rilievo come Trofimo di Arles.
San Demetrio, Saint Démètre Primo vescovo e martire di Gap, discepolo degli Apostoli. secondo la tradizione più costante e rispettabile, fu discepolo degli Apostoli. Dall'Asia, dove viveva vicino a Gaio al quale viene proposto come modello, giunse, per ordine dei santi apostoli Pietro e Paolo, a evangelizzare le Gallie, di concerto con un gran numero di uomini apostolici, tra i quali figurano nominalmente: san Trofimo di Arles, san Paolo di Narbona, san Marziale di Limoges, sant'Austremonio d'Alvernia, san Gaziano di Tours, san Saturnino di Tolosa, san Valerio di Treviri.
Fu sotto l'impero di Claudio che questi illustri confessori sbarcarono in Provenza. Si recarono dapprima ad Arles e, da questa antica città romana, nelle missioni che erano state loro assegnate. Pochi anni dopo, san Trofimo ritornò in Asia presso san Paolo; san Crescente venne a stabilirsi a Vienne degli Allobrogi e san Demetrio, dopo aver predicato per qualche tempo in quest'ultima città, si recò a Gap dove si stabilì per evangelizzare le numerose popolazion i d Gap Diocesi che accolse Gregorio nelle Alpi. elle Alpi.
L'evangelizzazione delle Alpi
Demetrio si stabilì a Gap per convertire le popolazioni montane (Voconzi, Caturigi) che vivevano nel paganesimo, fondando così la sede episcopale.
Partito dalle contrade ridenti e colte dell'Oriente, san Demetrio giunse nelle nostre Alpi in un'epoca in cui la civiltà e la fede non avevano ancora dissipato le profonde tenebre e i grossolani errori che avvolgevano le idee religiose e morali dei loro rudi abitanti. Sebbene Dio gli avesse misurato la sua eredità in fredde e austere montagne, tra popolazioni sempre pronte alla guerra, sempre disposte a far pagare a caro prezzo ogni sorta di dominio che si volesse loro imporre, Demetrio non perse coraggio; stabilì fin da allora quella sede episcopale che doveva, più tardi, essere illustrata da tanti pontefici che vi si sono succeduti fino a noi. In queste contrade abitavano, da secoli, popolazioni conosciute sotto il nome di Voconzi, Tricori e Caturigi. O ra, al t Voconces Popolazione gallica che abitava la regione di Gap. empo di Demetrio, questi popoli erano abbandonati a tutte le menzogne del politeismo; ignoravano l'esistenza di un solo Dio, il dogma ammirevole della santa Trinità, l'Incarnazione del Verbo eterno e la Redenzione del mondo; il loro culto non era che una serie di onori resi alle creature, che un miscuglio di cerimonie tanto ridicole quanto empie. La loro morale non valeva molto meglio.
San Demetrio, solo, senza ricchezze e senza armi, spera nondimeno di trionfare sulla superstizione e sulla barbarie di questi popoli; tenta di far brillare la luce evangelica in seno alle tenebre. Fortificato dalla virtù della croce, comincia col predicare con l'esempio. Sa che la preghiera è un dardo infuocato che penetra le nubi, arriva fino al trono di Dio e ne fa discendere torrenti di grazie capaci di determinare la conversione dei peccatori più induriti. Sa che viene ad attaccare il nemico della salvezza nei suoi trinceramenti meglio difesi, e che non c'è nulla di più efficace, contro questo spirito impuro, della penitenza. Si dedica dunque, notte e giorno, alla meditazione delle verità eterne, al digiuno, a ogni sorta di mortificazioni. Si interpone come vittima, cercando di espiare i crimini e le infedeltà di un popolo prevaricatore di cui si considera già come il pastore e il padre.
Così, ammirando la sua condotta, questi uomini, immersi poco prima nel sensualismo più grossolano, cominciano a gustare i santi precetti del divino legislatore, a comprendere la castità, la temperanza, la carità fraterna, tutte le pure virtù del cristianesimo; poi prendono piacere nell'ascoltare il santo pontefice parlar loro delle misericordie e delle giustizie del Signore, degli impenetrabili consigli della sua sapienza, dei misteri della redenzione universale e della vita futura. Riconoscono che una morale così pura, una religione così sublime non può venire che dal cielo; a poco a poco i cuori retti cedono alla grazia, e dei catecumeni vengono battezzati. Questa Chiesa nascente ritrae l'immagine delle Chiese fondate dagli Apostoli stessi. I fedeli non hanno più che un cuore e un'anima per sostenersi e soccorrersi, e un solo desiderio: quello di versare il loro sangue per l'esaltazione della loro fede.
Questi felici successi accrebbero le forze del nuovo apostolo; lo si guardava come un angelo venuto dal cielo. La sua vita, molto conforme a quella del divino maestro, era uno specchio di innocenza e come un fiore di purezza; sotto la sua direzione, molti si votarono alla perfetta pratica di questa celeste virtù. Il santo pastore prese una cura speciale della gioventù e mise tutto in opera per preservare dal contagio del secolo questa tenera porzione del suo gregge prediletto, il che gli valse il glorioso titolo di Custode dell'innocenza.
Miracoli e opposizione pagana
Il successo delle sue predicazioni e le sue guarigioni miracolose provocano l'ira dei sacerdoti pagani che denunciano Demetrio al prefetto Simone.
I miracoli che Demetrio operava sui malati e sugli infermi che gli venivano presentati o che egli stesso andava a visitare nelle loro tristi dimore, vennero a dare un nuovo splendore alle sante predicazioni che rivolgeva al popolo. Tuttavia l'inferno si irritava nel vedere crescere rapidamente il numero dei cristiani; così, più di una volta, i demoni tentarono di spaventare il santo pontefice e di distoglierlo dalle sue vittoriose conquiste. Demetrio, senza turbarsi, invocava il nome di Gesù e, davanti alla sua fiduciosa preghiera, le potenze delle tenebre fuggivano, abbandonando una folla di infedeli fino ad allora sottomessi alla loro tirannica possessione.
I sacerdoti degli idoli, a loro volta spaventati dai progressi della religione di Gesù Cristo che si stava stabilendo sulle rovine del paganesimo, tramano la rovina del nostro generoso atleta; corrono, tutti aff litti Simon Abate che organizzò la traslazione furtiva delle reliquie. , a gettarsi ai piedi di Simone, prefetto della città. Gli rappresentano vivamente che uno straniero è riuscito a affascinare lo spirito del popolo e a sedurre la folla; che, con grande disprezzo per gli dei dell'impero, tutta la città e gli abitanti della contrada stanno per diventare cristiani; e che, nel loro fanatismo, non tarderanno a convertire il tempio, costruito nel mezzo della città, all'esercizio del nuovo culto; che così sarà della religione antica. Il governatore, molto scosso da queste lamentele, non sa quale partito prendere. Da un lato, prevede che la sua inazione, in una simile circostanza, solleverà contro di lui potenti odi, gli causerà la perdita della sua dignità e forse gli costerà la vita; dall'altro, comprende meglio di chiunque altro quanto gli sarà difficile rovesciare una dottrina così pura, sradicare una credenza così fortemente sostenuta, che contava già numerosi seguaci e aveva saputo conciliarsi ardenti simpatie, tanto tra le alte classi quanto tra il popolo; non ignorava che si era presa in così grande affetto il venerabile pontefice, che tutti i nuovi adepti avrebbero dato di gran cuore la loro vita per salvare la sua.
Martirio e cefaloforia
Condannato a morte, Demetrio viene decapitato nell'anno 86; la tradizione riporta che portò la sua testa tra le mani fino in città.
La situazione era imbarazzante; ma le lamentele facendosi più vive, i mormorii più minacciosi, il prefetto si decise infine a condannare a morte il santo confessore, nella speranza che, perdendo colui che era il custode e il capo di quella moltitudine di convertiti, sarebbe poi diventato facile disperdere il gregge o costringere i neofiti a tornare alle pratiche superstiziose dei loro padri.
Il santo confessore viene dunque arrestato; lo si getta in catene, si esercitano su di lui mille crudeltà; Demetrio si mostra pieno della forza dall'alto; confessa Gesù Cristo, predica la sua legge e annuncia il suo regno a tutti coloro che lo circondano.
Infine, disperando di vincerlo e volendo, d'altronde, spaventare il popolo e arrestare le conversioni con un castigo pubblico e severo, il governatore, irritato, condanna Demetrio ad essere decapitato sul luogo stesso in cui si era soliti giustiziare i grandi criminali. Questa sentenza iniqua sta per ricevere esecuzione. Il santo pastore, che ha dedicato la sua vita alla salvezza del suo gregge, viene tratto di prigione e condotto su una piccola eminenza a nord della città. La folla era numerosa per assistere a questo crudele spettacolo; il generoso confessore di Cristo, giunto sul luogo del supplizio, si mette in ginocchio, raccomanda la sua anima a Dio con una breve preghiera e, in questa umile postura, impassibile e sereno, attende la morte che gli aprirà i cieli.
Presto la testa dell'apostolo cade sotto la scure del carnefice, e il sangue del martire zampilla su quella terra idolatra: rugiada fecondante, farà, più tardi, produrre al centuplo il seme del Vangelo.
Se dobbiamo credere a una tradizione che è giunta fino a noi, Demetrio si r ialzò da terra, prese la sua prit sa tête entre les mains Fenomeno agiografico in cui un martire decapitato porta la propria testa. testa tra le mani e la portò fino in città. Questo prodigio gelò di un tale spavento i più accaniti, che fu permesso ai fedeli di raccogliere le gloriose spoglie del loro vescovo. Un antico quadro, incastonato in uno dei pilastri della cattedrale di Gap, ritrae questo fatto meraviglioso e ci trasmette la data dell'anno 86.
Storia e traslazione delle reliquie
I suoi resti, spostati durante le guerre di religione e le invasioni sabaude, sono stati infine ricollocati nella cattedrale di Gap nel XIX secolo.
## CULTO E RELIQUIE.
Il corpo dell'illustre martire fu conservato nella chiesa di Saint-Jean-le-Rond dove era stato inizialmente deposto e dove si continuò a circondarlo di venerazione fino ai tempi delle guerre di religione, epoca infausta durante la quale il tempio antico e molti altri edifici religiosi che formavano il più bell'ornamento della città di Gap, furono saccheggiati, poi demoliti fino alle fondamenta. A quell'epoca, le reliquie furono trasportate a La Beaume-lès-Sisteron dal vescovo di Gap, Pierre Paparin de Chaumont, che si era rifugiato in quella città per sottrarsi alle persecuzioni degli Ugonotti. Il suo successore, Charles-Salomon Dusserre, credette di poter, nel 1616, riportare a Gap le reliquie di san Demetrio e quelle di sant'Arnolfo, che il suo predecessore aveva avuto cura di trasportare a La Beaume-lès-Sisteron. Esse rimasero esposte alla venerazione pubblica fino al 1692.
Ma nel mese di settembre di quello stesso anno, le truppe del duca di Savoia invasero e bruciarono la città di Gap. Le reliquie di san Demetrio, di sant'Arnolfo e di molti altri erano state estratte dalle loro casse e nascoste sotto il pavimento dietro l'altare maggiore della cattedrale. Il 9 novembre seguente, monsignor Charles Bénigne Hervé, vescovo di Gap, le fece esumare. Le reliquie di san Demetrio furono subito collocate in un cofanetto di legno di noce, ornato di dorature e di disegni a intarsio. Si leggeva sul coperchio, in lettere gotiche, queste parole: *Hic reconductae sunt Reliquiae S. Demetrii Pontificis Vapincensis*, con l'anno MDCLXXXII. (Qui sono racchiuse le reliquie di san Demetrio, vescovo di Gap. 1692).
È in questo stato che furono venerate fino al 1764. A quell'epoca, la liturgia subiva in Francia deplorevoli mutilazioni. Il culto antico di molti Santi fu interrotto poiché non offriva a critici esasperati una certezza abbastanza grande; quello di san Demetrio, vescovo di Gap, fu sostituito nel nuovo breviario da quello di san Demetrio, soldato, e le reliquie del nostro santo pontefice furono depositate in un armadio sopra la porta della sacrestia della cattedrale.
Il prezioso deposito fu infine ritirato da quel luogo ignorato. Il 20 aprile 1845, monsignor Jean-Irénée Depéry, do po aver riconosciuto g Mgr Jean-frénée Depéry Vescovo di Gap nel XIX secolo, restauratore del culto dei santi. li atti autentici di cui le reliquie erano ancora rivestite; dopo aver ritrovato, sulle quattro facce del cofanetto di cui abbiamo parlato, i sigilli del vescovo impressi in ceralacca rossa e perfettamente conservati, fece redigere il verbale dell'invenzione di queste reliquie. E poiché l'antica cassa in noce cadeva in rovina per la vetustà, lo stesso prelato ricollocò le ossa sacre in un nuovo cofanetto all'incirca della stessa forma. In seguito, il 29 settembre, pubblicò un Mandato sul ristabilimento del culto di san Demetrio, vescovo di Gap, e fissò la sua festa al 26 ottobre, sotto il rito doppio maggiore, giorno in cui questa festa era celebrata nella diocesi, secondo tutti gli antichi breviari e messali in uso in quella Chiesa.
Le ossa del glorioso fondatore della Chiesa di Gap furono portate processionalmente per le vie della città e depositate nella cattedrale il 26 ottobre 1845. Un'escavazione fu praticata nella tomba dell'altare maggiore, ed è lì che riposa la preziosa reliquia.
Estratto dalla *Histoire hagiologique du diocèse de Gap*, di monsignor Depéry, vescovo di Gap.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Discepolo degli Apostoli in Asia
- Missione in Gallia sotto l'imperatore Claudio
- Predicazione a Vienne degli Allobrogi
- Fondazione della sede episcopale di Gap
- Evangelizzazione dei Voconzi, Tricori e Caturigi
- Arresto da parte del prefetto Simon
- Decapitazione e miracolo della cefaloforia
Miracoli
- Guarigioni di malati e infermi
- Espulsione di demoni tramite la preghiera
- Cefaloforia: si rialza dopo la decapitazione e porta la propria testa fino in città
Citazioni
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Hic reconducteur Reliquiae S. Demetrii Pontificis Vapincensis
Iscrizione sul cofanetto del 1692