Primo vescovo noto di Poitiers a partire dal 290, Nettario (spesso identificato con Vittorino) era probabilmente di origine orientale. Scrittore ecclesiastico e commentatore delle Scritture, sostenne i fedeli prima di morire martire nel 304 sotto Diocleziano. La sua esistenza è confermata da un'antica iscrizione funeraria ritrovata a Poitiers.
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SAN NETTARIO O VITTORINO,
PRIMO VESCOVO NOTO DI POITIERS E MARTIRE
Origini e doppia identità
Nettario, primo vescovo dei Pittoni verso il 290, è identificato con il santo Vittorino menzionato da san Girolamo, suggerendo un'origine orientale e una fuga di fronte alle persecuzioni.
393. — Papa: San Marcellino. — Imperatori romani: Diocleziano e Massimiano.
*Amor scientiam Scripturarum.*
*Amate la scienza delle Scritture.*
*San Girolamo.*
È verso il 290 che i Pittoni ricevettero la loro autonomia religio sa. Nettario o Nectar Nectaire ou Nectarius Primo vescovo di Poitiers e martire. ius, il loro primo vescovo, appare allora, e il suo nome, giunto fino a noi sotto la forma greca latinizzata, autorizza a credere che fosse originario d'Oriente per parte sua o della sua famiglia. Dobbiamo fare di lui e di un san Vittorino, v issuto n Victorin Primo vescovo di Poitiers e martire. ello stesso periodo e il cui nome sembra essere una traduzione latina dell'appellativo greco dato a Nectarius, un'unica persona? L'affermativa non ci è dubbia su questa questione, controversa finora, e che forse lo sarà ancora, ma che ci sembrano risolvere alcune particolarità di grande peso. In quest'epoca di migrazioni forzate, in cui i vescovi erano i primi destinati al martirio, e spesso obbligati a sottrarsi alle ricerche dei carnefici, cosa c'è di sorprendente se un vescovo d'Oriente, cacciato dalla sua sede da una di quelle formidabili persecuzioni che spaventarono l'ultima metà del III secolo, si sia rifugiato su spiagge lontane dove il suo zelo potesse esercitarsi ancora alla guida di una nuova Chiesa? Ciò spiegherebbe come san Girolamo non si fosse sbagliato nel qualificare Vittorino come vescovo di Poitiers, così come il marti Poitiers Città dove la santa si stabilì e visse come reclusa. rologio romano nell'indicare la sua festa sotto questo titolo al 2 novembre.
L'opera esegetica
Nonostante una padronanza imperfetta del latino, Nectaire redasse numerosi commentari biblici (Genesi, Profeti) destinati a sostenere i fedeli contro l'idolatria.
Nonostante i tempi così difficili che dovette attraversare, il nostro santo Nectaire non mancò di unire il suo nome a quelli degli scrittori che seguirono le orme di Tertulliano, di san Giustino e di san Melitone, per la predicazione della fede e la confutazione delle eres ie. Secondo saint Jérôme Padre della Chiesa e autore della biografia originale di santa Asella. san Girolamo, egli si applicò, secondo la legittima preoccupazione del suo ufficio pastorale, a sviluppare il senso delle Sacre Scritture a beneficio della morale pratica, e compose commentari sulla Genesi, l'Esodo e il Levitico; pubblicò anche esposizioni sulle profezie di Isaia, di Ezechiele e di Abacuc. La scelta di questi studi si adattava bene ai bisogni dei cristiani perseguitati, e doveva servire da consolazione, tanto quanto da insegnamento, a coloro che bisognava sostenere sia contro l'ignoranza dei misteri che contro la vanità dell'idolatria. Ma di questi scritti non ci è rimasto nulla. Secondo il giudizio di san Girolamo, essi valevano più per il contenuto che per lo stile, poiché l'autore rifletteva molto meglio di quanto scrivesse, e rendeva il suo pensiero solo con una difficoltà piuttosto notevole. La lingua latina gli era molto meno familiare del greco, il che conferma la nostra opinione sulla sua origine orientale, e spiega come, dando la preferenza per le sue *Esposizioni* a un idioma che il suo popolo doveva comprendere meglio, sia riuscito meglio nel senso delle cose che nell'espressione.
Martirio e destino delle reliquie
Vittima della persecuzione di Diocleziano nel 303, fu sepolto a Poitiers prima che i suoi resti fossero trasferiti a Long-Rhée e poi profanati dai calvinisti.
San Nettario non diede solo testimonianze della sua fede attraverso insegnamenti teologici. La confermò ancora con un glorioso martirio, uno degli ultimi che segnarono la sesta persecuzione ordinata nel 303 da Diocleziano. E ra il penu Dioclétien Imperatore romano sotto il quale sarebbe avvenuto il martirio. ltimo anno del regno di questo tiranno, il quattordicesimo dell'episcopato di Nettario, che, secondo l'unanime parere degli storici, lo aveva iniziato nel 290. Nonostante il furore dei pagani, che non fu mai più grande che in quest'ultima battaglia contro il cristianesimo, i fedeli poterono conservare i suoi resti e seppellirli; senza dubbio, non si attese che la pace concessa alla Chiesa da Costantino permettesse di rendergli un omaggio pubblico; ma ci si limitò a segnalare la sua sepoltura con una semplice e modesta iscrizione, ritrovata di recente, e chiunque volesse pregare sulla sua tomba poteva riconoscerla da queste quattro parole incise su una stretta pietra: HIC REQUIESCIT NECTARIUS ANTISTES. Un tale monumento vale tutte le asserzioni storiche di cui oggi ci mancano le pergamene. Tutto fa credere che il santo corpo fu deposto, prima della fine dello stesso secolo, nella chiesa di Sant'Ilario, costruita nel 308. È da lì che, a seguito delle invasioni normanne, fu trasferito al monastero di Long-Rhée monastère de Long-Rhée Luogo di traslazione delle reliquie di san Nettario. , dipendente dalla celebre collegiata della diocesi di Auxerre. Lì come a Poitiers, il santo vescovo era onorato il 19 luglio. Era dunque il giorno della sua traslazione, e non quello della sua morte (che era il 2 novembre, come abbiamo visto). Queste reliquie vi furono custodite fino ai gi orni in cui Calvinistes Gruppo religioso che distrusse le reliquie del santo nel 1567. i calvinisti, portando la desolazione nel luogo santo, le profanarono e si impossessarono dell'urna d'argento che le conteneva.
L'autonomia della diocesi di Poitiers
Inizialmente legata a Limoges sotto l'influenza di san Marziale, la sede di Poitiers ottenne la sua indipendenza alla fine del III secolo in seguito ai decreti pontifici.
San Marziale, dopo aver stabilito nel primo secolo la sua sede a Limoges e aver fondato un altro centro di cristianesimo a Poitiers, non ebbe inizialmente alcuna ragione di istituire in quest'ultimo luogo un vescovado, sia perché la nuova cristianità non vi era ancora abbastanza considerevole nonostante la sua importanza relativa, sia perché sperava che un po' più tardi vi giungesse qualche apostolo da Roma, con la quale tuttavia le comunicazioni erano tanto rare quanto difficili. Il territorio dei Lemovici e dei Pittoni non formò dunque che uno solo per le attribuzioni religiose, e per più di un secolo e mezzo i due popoli furono della stessa diocesi. Questa lunga unione poté ben derivare anche dall'opposizione spesso energica fatta dall'autorità romana ai rapidi progressi del cristianesimo presso i Pittoni. Questa intimità dovette persuadere san Marziale a non affrettarvi la presenza di un vescovo. Egli morì senza aver potuto realizzare questa parte essenziale del suo piano, e poco dopo, essendo sopraggiunte le persecuzioni, i suoi successori a Limoges dovettero rinunciarvi come lui, e mantenere la direzione delle due province. Così i due popoli limitrofi, molto distinti per suolo, carattere e abitudini popolari, ma molto uniti dalla stessa fede, rimasero sotto lo stesso pastorale, e i vescovi di Augustoritum (Limoges) furono gli stessi Limonum Città dove la santa si stabilì e visse come reclusa. di Limonum (Poitiers).
Cause di grande gravità determinarono infine, verso la fine del III secolo, la divisione di quest a troppo vasta dio diocèse de Limoges Possibile luogo di nascita del santo e origine della donna miracolata. cesi di Limoges in due Chiese indipendenti l'una dall'altra. Già questa delimitazione era stata prescritta in molti altri luoghi, sia dai Papi, sia dai Concili. Il papa san Dionigi, t Le pape saint Denys Papa che regolò la giurisdizione delle diocesi nel 271. ra gli altri, aveva rinnovato nel 271 un decreto anteriore che regolava la giurisdizione dei vescovi e dei parroci, e prescriveva a ciascuno di mantenere i limiti ormai invariabili della propria diocesi o parrocchia.
Arriviamo così verso la fine del III secolo. Mancava molto perché la Gallia avesse conservato la pace religiosa che gli imperatori le avevano lasciato all'inizio. Il numero dei cristiani era considerevolmente aumentato; il trionfo della fede sulla filosofia pagana, le cui sette così varie erano altrettanti nemici per essa, così come l'antagonismo interessato dei sacerdoti idolatri, aveva suscitato odi violenti, e gli imperatori, che trovavano nelle loro odiose passioni altrettanti pretesti per combattere una dottrina così scomoda, si erano quasi tutti sforzati di abolirla. Le sanguinose contese dei trenta tiranni, l'anarchia che precedette di poco la sconfitta e la caduta di Valeriano, non avevano impedito a quest'ultimo di ordinare una persecuzione che fu l'ottava, e si estese su tutta la superficie delle Gallie. È dunque simultaneamente al rigore delle persecuzioni e al bisogno tanto più grande di esercitare una più attiva sorveglianza sul clero e sui fedeli in circostanze in cui l'unità divenne più necessaria, che bisogna attribuire la separazione in due diocesi del territorio che fino ad allora ne aveva formato una sola.
Per riassumere, la lega apostolica di san Marziale appare all'origine primo-secolare della Chiesa di Poitiers; quella di san Nettario o Vittorino apre, verso la fine del III secolo, il catalogo dell'episcopato di questa stessa Chiesa, che ha appena conquistato per la forza delle circostanze la sua autonomia religiosa.
Fonte storica
Lo studio si basa sui lavori dell'abate Auber pubblicati nel 1866 sulle origini della Chiesa di Poitiers.
Abate Auber, Origines de l'Église de Poitiers. Poitiers, presso Dupré, 1866.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Inizio dell'episcopato nel 290
- Redazione di commentari sull'Antico Testamento
- Martirio durante la persecuzione di Diocleziano nel 303-304
- Traslazione delle reliquie al monastero di Long-Rhée in seguito alle invasioni normanne
Citazioni
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HIC REQUIESCIT NECTARIUS ANTISTES
Iscrizione funeraria