31 gennaio 5° secolo

Santa Marcella, vedova

Vedova

Festa
31 gennaio
Morte
410 (naturelle)
Categorie
vedova , religiosa
Epoca
5° secolo
Luoghi associati
Roma (IT) , Roma (IT)

Illustre dama romana del IV secolo, santa Marcella consacrò la sua vedovanza allo studio delle Scritture sotto la guida di san Girolamo. Fu la prima a introdurre la vita religiosa femminile a Roma, trasformando la sua dimora in un monastero. Morì nel 410, poco dopo il sacco di Roma da parte dei Goti, dopo essere stata maltrattata dai soldati.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 7

SANTA MARCELLA, VEDOVA

Vita 01 / 07

Giovinezza e rifiuto di risposarsi

Proveniente da un'illustre famiglia romana, Marcella divenne vedova giovanissima e rifiutò di sposare il magistrato Cereale per consacrarsi a Dio.

Santa Marcella, Sainte Marcelle Madre di santa Potamiena, martirizzata insieme a lei. che il grande san Girolamo definisce «il modello della vedovanza e della santità dei Romani», nacque a Roma Rome Città natale di Massimiano. da una famiglia così illustre che non riconosceva tra i suoi antenati che consoli, proconsoli e governatori di province; ma ella accrebbe tale nobiltà quando volle dimenticarla per seguire Gesù Cristo in una perfetta umiltà e povertà evangelica. Avendo perso il padre, e poco dopo il marito, con il quale visse solo sette mesi, rimase vedova nel fiore della sua età e della sua bellezza, nell'abbondanza dei beni e nello splendore di una grande fortuna, ma ancor più arricchita da una virtù che non aveva eguali. Cereale, che deteneva allora la prima magistratur a dell Céréal Magistrato romano che desiderava sposare Marcella dopo la sua vedovanza. 'impero, pretese di sposarla, poiché, oltre alle cariche che lo rendevano ragguardevole, possedeva beni e credito; ma essendo egli già avanti negli anni, per conquistarla diceva di non volerla considerare tanto come sua moglie quanto come sua figlia ed erede di tutti i suoi beni. Albina, madre di Marcella, era d'accordo e pregava la figlia di volervi acconsent ire a Albine Madre di santa Melania la Giovane. causa dell'appoggio che sperava da un uomo di tale considerazione; ma Marcella non volle mai ascoltare questa proposta, dicendo che anche se non fosse stata risoluta a consacrare la sua vedovanza a Dio, e avesse avuto desiderio di sposarsi, avrebbe scelto piuttosto un uomo che dei beni.

Cereale le fece dire che i vecchi potevano vivere a lungo e che i giovani potevano morire improvvisamente. Marcella replicò abilmente che coloro che sono giovani possono morire, ma che i vecchi non potrebbero vivere a lungo; così troncò quel colloquio e chiuse la porta ad altri.

Predicazione 02 / 07

Studio delle Scritture e guida di san Girolamo

Marcella conduce una vita di modestia a Roma e diviene esperta delle Scritture sotto la guida di san Girolamo, del quale diviene l'interprete riconosciuta.

Ella visse con tale condotta e modestia nella città di Roma, che mai nessuno osò aprire bocca per calunniarla; e, se qualcuno lo avesse fatto, non sarebbe stato creduto, né tantomeno ascoltato. Ella era lo specchio delle vedove cristiane; il candore della sua anima e delle sue opere serviva da lezione alle dame della sua condizione, e fu la prima che insegnò loro con il suo esempio il modo di confondere con la propria modestia i nemici della devozione. I suoi abiti erano semplici, e li usava solo per difendere il corpo dall'ingiuria delle stagioni, avendo rinunciato alle pietre preziose e agli ornamenti preziosi, il cui prezzo aveva impiegato per il nutrimento dei poveri. Non volle mai vedere alcun uomo, di qualunque qualità fosse, se non in presenza di diverse persone. Aveva sempre al suo servizio vedove e fanciulle di vita irreprensibile, perché sapeva che le padrone portano tutta la colpa quando le loro serve commettono qualche errore. Non si stancò mai di leggere, meditare e studiare la santa Scrittura; e aveva un desiderio estremo di vivere secondo le leggi che vi sono prescritte, credendo che coloro che osservano esattamente ciò che Dio comanda nella santa Bibbia meritano che Egli ne riveli loro la vera intelligenza. San Girolamo, giunto a Ro ma con sant' Saint Jérôme Padre della Chiesa e autore della biografia originale di santa Asella. Epifanio e san Paolino, sebbene evitasse la frequentazione delle dame di corte, fu nondimeno così spesso sollecitato da questa virtuosa vedova e pressato con tanti mezzi diversi a spiegarle i passi difficili della santa Scrittura, che non poté rifiutarle questo servizio. Tutte le volte che la vedeva, ella gli proponeva nuove difficoltà per averne la soluzione, e usava diversi mezzi per comprendere meglio i chiarimenti che le dava; in tal modo, divenne così illuminata che, quando san Girolamo partì da Roma per ritirarsi a Gerusalemme, ella rimase come l'interprete di ciò che aveva appreso da quel grande dottore della Chiesa. Quando si presentava qualche difficoltà su un passo oscuro della Scrittura, si ricorreva alla spiegazione di Marcella: ella se ne disimpegnava con tanta modestia che, senza attribuire ciò che diceva alla propria sufficienza, ne riportava tutto l'onore a san Girolamo o ad altri autori, conoscendo molto bene la dottrina di san Paolo, che non spetta alla donna insegnare, ma solo imparare.

Vita 03 / 07

Ascetismo e vita solitaria

Pratica un digiuno rigoroso, evita le mondanità e si ritira in una casa di campagna per vivere nella solitudine e nell'obbedienza.

I suoi digiuni, secondo il racconto di san Girolamo, erano regolati; non mangiava carne, beveva tuttavia un po' di vino a causa della debolezza dello stomaco e delle altre infermità alle quali era soggetta, ma lo allungava così tanto che non ne sentiva più nulla. Le sue visite presso altre dame erano assai rare, per non vedere presso di loro ciò che aveva disprezzato nella propria persona. Si recava nelle chiese dei santi Apostoli e dei Martiri, ma segretamente e nelle ore in cui era certa di non incontrarvi quasi nessuno o nessuno affatto. E per vivere maggiormente nella solitudine, uscì da Roma e si ritirò in una delle sue case di campagna. La sua obbedienza verso la madre fu sempre grandissima; forzava per lei le proprie inclinazioni al fine di adattarsi alle sue e, con un'ammirevole compiacenza, la lasciò padrona di tutti i suoi grandi beni, affinché potesse disporne in favore dei suoi parenti, sebbene le sue vedute fossero ben differenti.

Fondazione 04 / 07

Introduzione della vita religiosa a Roma

Ispirata dai racconti di sant'Atanasio sui monaci d'Egitto, è la prima nobile romana a prendere il velo e a fondare comunità.

Non vi era allora a Roma alcuna dama che conoscesse l'eccellenza della professione religiosa: al contrario, le persone di condizione avevano in disprezzo il nome di religiosa. Ma Marcella, dopo aver appreso da sa nt'Atanasio il saint Athanase Patriarca di Alessandria, difensore dell'ortodossia contro l'arianesimo. modo di vivere di sant'Antonio e la celeste conversazione delle Vergini e delle vedove che si santificavano nella Tebai de sotto Thébaïde Regione dell'Alto Egitto dove si ritira Atanasia. la guida di san Pacomio, abbracciò questo genere di vita con tale affetto, che prese l'abito di religiosa, non vergognandosi affatto di fare professione di una cosa che era gradita a Gesù Cristo. Ella fu la prima a Roma a velarsi; in seguito, fu imitata da molte dame, e un gran numero di case religiose furono fondate per servire da ritiro alle vergini che volessero abbracciare la pietà; di modo che ciò che, in precedenza, era stimato poco onorevole, fu poi tenuto per glorioso e guardato con venerazione: la gloria di ciò è dovuta a santa Marcella, essendo stata la guida e la maestra delle vedove e avendo incitato con il suo esempio le dame romane ad abbracciare questa vita.

Vita 05 / 07

Il sacco di Roma e le prove

Durante la presa di Roma da parte di Alarico nel 410, Marcella viene maltrattata dai Goti ma riesce a proteggere la sua compagna Principia.

La virtù eroica di questa generosa vedova apparve meravigliosamente nella spaventosa rovina di Roma, quando Dio permise che questa città cadesse nelle mani dei suoi nemici: essi ridussero in cenere la gloria di questa illustre città e tolsero la libertà a colei che, un tempo, aveva ridotto tutta la terra in servitù; Alarico, re dei Goti, avendola assediata e presa d'assalto, la mise a ferro e fuoco ed eseguì contro di essa tutto ciò che un principe vittorioso e irritato può fare in una città in cui è entrato con la spada in mano e la rabbia nel cuore.

Alcuni soldati insolenti, essendo entrati nella casa di Marcella per saccheggiarla, furono da lei ricevuti pacificamente e senza scomporsi. Le chiesero dove avesse nascosto le sue ricchezze: ella dichiarò loro, mostrandosi il suo povero abito, che aveva scelto di gran cuore di essere povera per amore di Gesù Cristo. Fu picchiata e frustata da quei barbari, che non le credevano; ma ella non nutriva alcun risentimento per i colpi che le davano. Si gettò ai loro piedi per pregarli tra le lacrime di lasciarle una giovane ragazza di nome Principia, sua compagn a, alla q Principia Compagna e discepola di santa Marcella, testimone delle sue sofferenze durante il sacco di Roma. uale san Girolamo ha dedicato la vita della nostra Santa, e che ne era stata testimone oculare; temeva che questa fanciulla soffrisse nella sua giovinezza ciò che la sua età avanzata non le faceva più temere. Dio ammorbidì i cuori induriti di quei soldati, e la pietà trovò qualche posto tra le spade sanguinanti di quei pagani, poiché le condussero entrambe nella chiesa di San Paolo; e sse non sapevano se église de Saint-Paul Luogo di rifugio per Marcella e Principia durante il sacco di Roma. fosse per dar loro la vita o per metterle nella tomba, ma quando videro che quei barbari le lasciavano in libertà in quel luogo, ne furono estremamente consolate e resero grazie al loro sovrano Signore Gesù Cristo per la cura che aveva avuto delle loro persone. La prigionia non la rese più povera di quanto non fosse in precedenza; poiché lo era già talmente, che non aveva pane da mangiare; ma, d'altronde, era così piena e così sazia di Gesù Cristo, che non sentiva la fame, e che poteva dire con verità: «Sono uscita nuda dal seno di mia madre, vi ritornerò con la stessa nudità; non mi è accaduto che ciò che è piaciuto a Dio: che il suo nome sia benedetto!»

Eredità 06 / 07

Morte di Marcella e posterità di Principia

Marcella muore serenamente poco dopo il sacco di Roma; la sua discepola Principia prosegue la sua opera di pietà fino alla propria morte verso il 418.

Pochi giorni dopo, la illustrissima vedova santa Marcella, essendo ancora piena di vigore, rese serenamente l'anima a Nostro Signore, nell'anno 410, lasciando Principia erede della sua povertà. Mentre era in agonia, sorrideva alle lacrime di Principia, la sua buona coscienza rendendole testimonianza della sua vita passata e riempiendola di speranza per i beni della vita futura che attendeva per la misericordia del suo Redentore.

Principia visse allora sola, sotto lo sguardo e alla presenza di Dio, che la custodì come la pupilla dei suoi occhi e la colmò di tutti i suoi favori. Continuò il modo di vivere della sua santa maestra, diventando a sua volta un modello per le sue compagne e ammassando tutti i suoi tesori nel cielo. Matura per la ricompensa, se ne andò da questa terra per salire al soggiorno degli eletti, il 24 gennaio, verso l'anno 418.

Fonte 07 / 07

Fonti agiografiche e lotta contro l'origenismo

Gli scritti di san Girolamo testimoniano la sua santità e il suo ruolo cruciale nella denuncia delle eresie contenute nell'opera di Origene.

La sedicesima lettera di san Girolamo a Principia ruota interamente attorno alla santità e al fervore dell'illustre Marcella. Nei suoi altri scritti, il grande dottore non smette mai di nominare Marcella senza poter fare a meno di lodarla. Discepola di sant'Atanasio, non oculare per la pratica della vita religiosa, ma per la purezza della fede, quando l'opera d i Origene, Periarchon Importante trattato teologico e filosofico di Origene. *Periarchon*, tradotta da Rufino, fu introdotta a Roma, ella fu la prima a scoprire le eresie che celava e a perseguirne la condanna con fermezza. — V. anche *Annales di Baronius*.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Matrimonio di sette mesi seguito da una vedovanza precoce
  2. Rifiuto del matrimonio con il magistrato Cereale
  3. Incontro e studio della Sacra Scrittura con san Girolamo
  4. Prima donna a Roma a prendere l'abito religioso e a velarsi
  5. Saccheggio della sua casa da parte dei Goti di Alarico nel 410
  6. Denuncia delle eresie di Origene nell'opera Periarchon

Citazioni

  • Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò; non mi è accaduto se non ciò che è piaciuto a Dio: sia benedetto il suo nome! Santa Marcella (citando Giobbe)

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo