Giovane soldato della legione dei Marmariti nel IV secolo, Teodoro fu martirizzato ad Amasea per la sua fede cristiana e per aver incendiato un tempio di Cibele. Dopo essere sopravvissuto alla fame grazie a una visita angelica, morì bruciato vivo nel 304. Il suo culto, molto celebre in Oriente, si è diffuso in Occidente dopo le Crociate.
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SAN TEODORO TIRO, O IL RECLUTA,
Introduzione e contesto
Teodoro, soprannominato Tiro o l'Amaseo, è un soldato della legione dei Marmariti di guarnigione ad Amasea, dove afferma apertamente la sua fede cristiana.
Questo Martire è uno dei più celebri di tutto l'Oriente, e i Greci gli hanno tributato tante lodi e hanno edificato tante chiese in suo onore, che è giusto far conoscere la grandezza del suo merito. Viene comunemente chiamato Tiro, che significa «nuovo soldato», per distinguerlo da un altro Teodoro, vecchio soldato, di cui abbiamo riportato gli Atti al 7 febbraio. È chiamato anche l'Amaseo, a cau sa del Amasée Città della Turchia dove il santo subì il martirio. la città di Amasea (oggi Amasya, città della Turchia asiatica, nel pashalik di Sivas), dove subì il martirio. Poiché faceva parte della legione dei Marmariti, fu invia to di guarnigione in légion des Marmarites Legione militare alla quale apparteneva Teodoro. quella città. La persecuzione contro i cristiani vi era molto forte e, poiché egli non nascondeva affatto la sua religione, e al contrario si dichiarava liberamente servitore di Gesù Cristo, fu presto catturato e presentato al suo capitano. Questo barbaro gli rivolse diverse interrogazioni alle quali il Santo rispose sempre con una saggezza e un vigore meravigliosi. Si vide bene da ciò che non era affatto disposto a cambiare risoluzione. Tuttavia, poiché era giovane, coraggioso, di bell'aspetto e dai modi molto gradevoli, si limitarono a minacciarlo e lo lasciarono in libertà.
Incendio del tempio e arresto
Per manifestare il suo zelo, Teodoro incendia un tempio dedicato a Cibele. Viene arrestato dal giudice Publio e condannato a morire di fame.
Teodoro si servì di questo vantaggio per fortificare gli altri confessori e per animarli al martirio; e, volendo segnalare il suo zelo e l'odio che nutriva per l'idolatria con qualche azione che gettasse turbamento e confusione tra i pagani, diede fuoco a un tempio dedicato a Cibele, che quei poveri ciechi chiamavano la Madre degli dei. Non si nascose per questo e non rinnegò affatto la sua azione; ma, essendo stato arrestato, confessò francamente di essere l'autore di quell'incendio, e di averlo fatto per impedire i sacrilegi che si commettevano ogni giorno in quel luogo di abominio. Il giudice del luogo, chiamato Publio, prese conos cenza d Publius Marito di Anastasia, ambasciatore presso il re di Persia. el fatto e, non potendo persuadere Teodoro a condannare quell'attentato, ad averne rimorso e a ripararlo adorando le divinità dell'impero, lo fece frustare molto crudelmente e in seguito rinchiudere in un carcere, con l'ordine di non dargli nulla da mangiare, ma di lasciarlo morire di fame.
Visioni miracolose in prigione
Imprigionato, il santo riceve la visita di Cristo e degli angeli, il che terrorizza le sue guardie ma non converte i suoi giudici.
Durante la notte, Nostro Signore gli fece visita, lo consolò e lo rassicurò che lo avrebbe nutrito egli stesso, senza che avesse bisogno di un alimento corruttibile. Questa visita gli diede tanta gioia che egli si mise a cantare le lodi del suo sovrano Signore; e, all'istante, gli angeli apparvero nella sua prigione, vestiti di abiti bianchi per cantare con lui cantici di gioia. I carcerieri e le guardie videro essi stessi questo spettacolo. Publio, che lo aveva condannato, lo vide pure; ma né gli uni né gli altri si convertirono; soltanto, gli diedero ogni giorno un'oncia di pane e un vaso d'acqua, più per prolungare il suo martirio che per impedire la sua morte; ma il Santo, al quale Nostro Signore aveva promesso di essere egli stesso il suo nutrice, rifiutò tali offerte.
Supplizi e martirio
Dopo aver rifiutato di rinnegare la propria fede nonostante le torture, Teodoro viene condannato ad essere bruciato vivo e muore tra le fiamme.
Fu dunque tratto fuori dal carcere, gli furono fatte grandi promesse e fu vivamente esortato a piegarsi alle volontà degli imperatori; gli dissero persino che, se avesse finto anche solo la minima sottomissione, si sarebbero accontentati e lo avrebbero poi lasciato vivere in libertà. Egli si fece beffe generosamente di tutte queste proposte empie e protestò che non avrebbero mai ottenuto da lui una sola parola né un solo gesto contro la fedeltà che doveva al suo sovrano Signore. Questa risposta fece sì che fosse flagellato e che gli venisse straziato tutto il corpo con uncini di ferro; dopodiché, per stancare la sua pazienza, gli bruciarono i fianchi con torce ardenti. Infine, Publio, non potendo più sopportare le lodi che egli rivolgeva a Gesù Cristo nel pieno rigore dei suoi tormenti, lo condannò ad essere bruciato vivo. I carnefici trassero legna dai bagni pubblici che si trovavano nei dintorni e, avendo legato il generoso Confessore della fede, accesero un grande fuoco attorno a lui. Allora Teodoro si munì del segno della croce e, pieno di fede, di speranza e di puro amore per il suo Dio, gli rese la sua bella anima, carica di meriti e di trionfi. I cristiani lo videro salire al cielo come un raggio di fuoco e di luce.
Sepoltura e confusione agiografica
Eusebia trasporta il suo corpo a Eucaita. La storia nota una frequente confusione con un altro santo Teodoro, detto il Generale.
Una donna assai pia, di nome E usebia, Eusèbie Donna pia che raccolse e imbalsamò il corpo del martire. avendo ottenuto il corpo del santo Martire, lo imbalsamò, lo avvolse in un sudario bianchissimo e lo tra sportò a Euchsite Città episcopale dove fu traslato il corpo del santo. Eucaita, città episcopale dipendente dalla metropoli di Amasea, dove lo seppellì nella propria casa. È questo anche il l uogo in cui fu sepolto san saint Théodore le capitaine Altro santo di nome Teodoro festeggiato a febbraio, spesso confuso con Teodoro Tiro. Teodoro il Generale: il che fa sì che, secondo l'osse rvazione del card cardinal Baronius Storico della Chiesa che inserì il santo nel martirologio romano. inale Baronio, si confondano spesso l'uno e l'altro, e si attribuisca a quello del mese di febbraio ciò che appartiene a quello del mese di novembre. È soprattutto dalle Crociate che il suo culto si è diffuso in Occidente.
Iconografia e patronato
Il santo è rappresentato come soldato o con una torcia. È patrono di Brindisi ed è invocato contro i temporali.
Viene rappresentato: 1° con l'armatura dei soldati di Diocleziano: una vetrata della cattedrale di Chartres riproduce questa caratteristica; 2° bruciato vivo per ordine dei persecutori, per punirlo di aver dato fuoco a un tempio di idoli; 3° a cavallo di un cavallo bianco; 4° coronato di spine: si racconta che avrebbe subito questo supplizio prima di quello del fuoco; 5° tenendo in mano un flagello piombato, perché subì, si dice, questo supplizio, sebbene sia spirato solo tra le fiamme; 6° con una torcia in mano, perché incendiò un tempio pagano.
È pat rono di Brindes Città di cui san Teodoro è il patrono. Brindi si e di Coulanges-le Coulanges-les-Nevers Comune francese di cui è patrono. s-Nevers (Nièvre). Viene invocato contro i temporali.
Fonti bibliografiche
Il racconto si basa sui lavori di Padre Giry e di Padre Cahier.
Pad re Giry c Père Giry Agiografo francese, autore della versione del racconto presentata. ompletato con le Caractéristiques des Saints di Padre Cahier.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Arruolamento nella legione dei Marmariti
- Guarnigione ad Amasea e professione di fede pubblica
- Incendio del tempio di Cibele
- Imprigionamento e visione celeste
- Supplizio dei ganci di ferro e delle torce
- Martirio tramite il fuoco
Miracoli
- Visita di Nostro Signore e degli angeli nella sua prigione
- Rifiuto del cibo corruttibile a favore di un nutrimento divino
- Anima vista salire al cielo come un raggio di fuoco e di luce
Citazioni
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Tiro (nuovo soldato)
etimologia citata nel testo