Vergine del Cambrésis che consacrò la sua vita a Dio, Massellenda rifiuta di sposare il signore Harduin nonostante il consenso dei genitori. Mentre fugge, viene raggiunta dal suo pretendente che la uccide con un colpo di spada, perdendo subito la vista per punizione divina. Harduin riacquisterà la vista anni dopo pentendosi davanti alle reliquie della santa durante la loro traslazione a Caudry.
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SANTA MASSELLENDA O MASSELLINDA,
MARTIRE A CAUDRY, NEL CAMBRÉSIS
Giovinezza e vocazione alla castità
Maxellende crebbe nella pietà e nella carità, decidendo molto presto di consacrare la sua verginità a Gesù Cristo nonostante le aspettative sociali.
agli insegnamenti e agli esempi dei suoi genitori, la attirava sempre più verso il bene. Già, per soddisfare il suo gusto per la preghiera, amava ritirarsi ora in un piccolo oratorio, ora in una chiesa; e come se la grazia avesse illuminato la sua anima con le luci più pure della fede, e le avesse rivelato il merito della castità volontaria, amava dichiarare che non avrebbe mai avuto altro sposo che Gesù Cristo.
Per amore verso di Lui, la si vedeva distribuire ai poveri, con una gioia ingenua, tutto ciò che i suoi genitori le davano per i suoi divertimenti, e più di una volta, si dice, Dio si compiacque di moltiplicare le provviste della caritatevole Maxellende Maxellende Vergine e martire del Cambrésis, uccisa per aver rifiutato un matrimonio. , e di manifestare in modo sensibile e sorprendente quanto queste opere di misericordia Gli fossero gradite. A queste virtù aggiungeva ancora una modestia angelica e una toccante bontà che le attiravano tutti i cuori. Semplice nei suoi modi, nemica della vanità e dell'orgoglio, non voleva affatto apparire come una padrona in mezzo ai servitori della casa di suo padre; e lungi dal coprirsi, alla maniera delle fanciulle della sua età, di ornamenti e collane che esaltassero la sua bellezza, si compiaceva al contrario di fuggire gli sguardi del mondo, e non cercava di essere bella se non agli occhi di Dio, per la purezza del suo cuore e l'innocenza della sua vita. Così trascorsero nella pace e nella preghiera i primi anni della giovane Maxellende, così giunse all'adolescenza, ornata dei pregi della natura, e ancor più di tutte le virtù del suo sesso.
Il rifiuto del matrimonio imposto
Suo padre Humlinus promette la sua mano al signore Harduin; Maxellende rifiuta questa unione, sostenuta da una visione angelica.
Già una moltitudine di signori, attratti da tutto ciò che si diceva della sua saggezza e delle sue brillanti qualità, avevano sollecitato l'onore di sposarla. Le richieste erano addirittura così pressanti che i genitori ne erano quasi importunati. Un giovane della contrada, chiam ato Har Harduin Giovane signore della regione, pretendente respinto e assassino di Maxellende. duin, fece soprattutto tante insistenze presso H Humlinus Padre di santa Maxellenda. umlinus, che strappò dalle sue labbra una promessa di matrimonio; e affinché nessun nuovo ostacolo venisse a opporsi a questa unione che desiderava ardentemente, fece determinare e fissare il giorno in cui sarebbe stata celebrata.
Quando Maxellende conobbe questo impegno che suo padre aveva preso senza consultarla su una faccenda così importante, ne provò dapprima un profondo dolore; ma gettandosi poi in spirito ai piedi di Gesù Cristo, gli rinnovò la promessa che gli aveva fatto di vivere, per il suo amore, nella castità perpetua, e lo scongiurò di aiutarla ad essergli fedele fino alla morte.
Tuttavia il giorno si avvicinava in cui la giovane vergine doveva essere fidanzata. L'imbarazzo era grande nella famiglia, e aumentava ad ogni istante per le difficoltà che si temevano da ogni parte. Humlinus dunque e la sua sposa, prendendo allora la figlia in disparte, le chiesero se non volesse dare la sua mano al giovane signore a cui era promessa. Le vantavano le sue qualità, le sue ricchezze, la potenza di cui godeva nella contrada, e tutto ciò che poteva essere capace di fare impressione su di lei. La madre soprattutto, unendo le sue istanze a quelle del marito, rivolgeva a Maxellende le parole più lusinghiere e più coinvolgenti: «Potrai, mia cara figlia», diceva, «servire Dio nello stato del matrimonio, come desideri. Quante donne, fin dal principio del mondo, sono piaciute al Signore con una vita santa, irreprensibile e piena di buone opere». L'umile e dolce Maxellende rispose loro con rispetto: «Miei cari genitori, lasciatemi, vi prego, per questa notte; domani vi scoprirò il fondo della mia anima, e vi dirò ciò a cui sono decisa». La giovane, che sentiva forse il suo cuore scosso dai discorsi del padre e della madre che amava teneramente, chiedeva un po' di tempo per consultare il Signore, e implorare di nuovo il suo sostegno.
Tutta la notte, sparse le sue lacrime e le sue preghiere davanti a Dio, e Dio, a sua volta, aumentò nel suo cuore lo spirito di forza e di generosa costanza. Un angelo stesso, se si deve credere al suo biografo, venne a consolarla e a rafforzarla con la sua presenza. Il giorno seguente, Maxellende si affrettò ad andare dai suoi genitori. Alla sua vista, si sentirono pieni di gioia: una così pronta apparizione faceva loro credere che fosse disposta ad arrendersi ai loro desideri. «Ebbene, figlia mia», disse allora il padre, «ecco il momento in cui ci dichiarerai la tua volontà, come hai promesso ieri. Dimmi dunque a cosa hai pensato questa notte, cosa hai risolto di fare». Maxellende rispose allora con modesta sicurezza: «Non vi nasconderò affatto la verità, e vi dirò francamente ciò che penso nel mio cuore. Se consultassi solo il mio amore per voi, sarei felice di darvi questa prova di obbedienza; ma al di sopra di voi, miei cari genitori, c'è un maestro che devo amare di più, alla cui volontà devo cedere in tutto; questo maestro è il mio dolce Gesù, e il suo desiderio, la sua volontà mi è stata rivelata questa notte stessa. Egli vuole essere il mio unico sposo, e, non ve lo nascondo, gli ho impegnato la mia fede. Ho giurato di non avere mai altro sposo che questo divino Maestro».
Questo tenero discorso fece versare lacrime ai genitori della Santa, e se avessero ascoltato solo i propri sentimenti, non c'è dubbio che i desideri della casta vergine sarebbero stati esauditi. Ma la loro parola era data, e Harduin venne in quel momento a ricordarglielo crudelmente. Giurò che, con le buone o con le cattive, Maxellende sarebbe stata sua moglie.
La fuga e il martirio
Essendo fuggita presso la sua nutrice, viene raggiunta da Harduin che la uccide con un colpo di spada prima di essere colpito da cecità.
Nel frattempo, Maxellende si era ritirata nella sua stanza e, attingendo da Gesù Cristo una forza soprannaturale, decise di fuggire dalla casa dei suoi genitori. Partì dunque sola, a piedi, senza altra risorsa che la sua fiducia in Colui al quale aveva votato la sua verginità. Ma non sapendo dove dirigere i suoi passi, decise di andare a chiedere rifugio a una santa donna che dimorava lì vicino e che, avendola nutrita col suo latte, l'amava come una madre. Tuttavia Harduin, esasperato da questa fuga improvvisa, fu presto sulle sue tracce e, alla testa di molti dei suoi amici, corse all'inseguimento della sua vittima. Quest'ultima, rifugiata presso la sua nutrice, si credeva al sicuro, ma il suo nascondiglio era già noto e presto udì risuonare vicino a sé il passo dei cavalli, le grida dei cavalieri; allora la paura la colse: nel suo turbamento, e non sapendo più quale mezzo prendere per mettere la sua innocenza al sicuro, scongiurò la sua nutrice di indicarle un luogo dove potersi nascondere ed evitare l'inseguimento di quegli uomini. Questa le presentò un grande baule, Maxellende vi si pose e subito la ricoprirono con degli abiti. Harduin aveva già forzato la casa; la percorreva e la visitava in ogni angolo senza voler ascoltare la nutrice e le altre donne che lo circondavano. Vedendo l'inutilità delle sue ricerche, si preparava a partire, quando uno dei suoi compagni, come se fosse ispirato dal demonio, gli indicò il baule che non era stato esaminato e nel quale, diceva, si sarebbe potuta trovare la fuggitiva. Si avvicinarono e scoprirono infatti, nascosta sotto un mucchio di abiti, la timida vergine che lanciava grida di spavento alla loro vista e li scongiurava nel nome di Dio di risparmiarla. Senza aver riguardo alle sue preghiere, la afferrarono con violenza e la trascinarono fino al luogo dove fu poi edificata una chiesa in onore di tutti i Santi, di san Vedasto in particolare e di santa Maxellende. Arrivata lì, si strappò con violenza dalle loro mani e con un'energia e un coraggio che la religione sola può ispirare: «Sono fidanzata a Gesù Cristo», disse, «non temo le vostre minacce; potete far perire il mio corpo, ma non potete nulla sulla mia anima».
Nell'udire queste parole, Harduin divenne furioso e, afferrando la sua spada, c olpì la Harduin Giovane signore della regione, pretendente respinto e assassino di Maxellende. vergine che cadde ai suoi piedi, bagnata nel suo sangue. La vendetta del cielo non si fece attendere: appena la vittima fu abbattuta, Harduin, per un terribile giudizio di Dio, perse la vista. Tutti i suoi complici, colpiti dal terrore, presero la fuga e si dispersero, senza osare parlarsi l'un l'altro, tanto lo spavento li aveva presi.
Sepoltura e guarigione di Harduin
Inumata a Pommeroul, il suo corpo viene più tardi trasferito a Caudry da san Vindiziano, miracolo durante il quale Harduin riacquista la vista.
La notizia di questa morte e dell'orribile crimine che l'aveva causata non tardò a diffondersi in tutta la contrada, e presto si videro arrivare sacerdoti, religiosi, pii laici e una moltitudine di parenti e alleati della giovane martire. Tutti si abbandonarono al dolore e versarono lacrime in abbondanza vedendo il suo corpo insanguinato. Avendolo sollevato da terra con il più profondo rispetto, lo deposero su una barella e lo portarono, al canto di inni e cantici, nella chiesa degli apostoli Pietro e Paolo, nel borgo di Pommeroul. È lì che la martire fu sepolta il secondo giorno dopo il suo trapasso.
La spada, strumento del martirio di santa Massellenda, è la sua caratteristica più ordinaria.
[APPENDICE: CULTO E RELIQUIE.]
Dio non permise che la sua memoria cadesse nell'oblio. Numerosi miracoli non tardarono infatti ad operarsi alla sua tomba, e diffusero la gioia in tutto il paese circostante. San Vindiziano, in seguito a una visione che Saint Vindicien Vescovo di Cambrai e di Arras che procedette alla traslazione delle reliquie. ebbe una pia vedova, chiamata Amaltrude, che serviva fedelmente il Signore nei digiuni e nelle veglie, e veniva spesso a pregare nella chiesa dove riposava il corpo di santa Massellenda, procedette all'elevazione del corpo della santa Martire. La cerimonia si svolse con il più religioso rispetto, in mezzo a una moltitudine innumerevole e silenziosa che dava le più toccanti testimonianze di devozione. Le preziose reliquie furono depositate su una barella preparata appositamente, poi, al canto di inni e cantici, furono portate nel luogo che Dio stesso aveva indicato.
Harduin, da quando aveva commesso il suo crimine, era rimasto cieco, disprezzato da tutti e dilaniato dal rimorso. Apprendendo ciò che stava accadendo, chiese subito che lo conducessero davanti al corteo che si recava a Caudry: alcune persone ca ritate Caudry Luogo principale del culto e della sepoltura finale della santa. voli accolsero la sua richiesta e lo condussero per mano. Arrivato vicino a coloro che portavano il corpo della vergine martire, si gettò ai loro piedi, lanciando grida di dolore e di pentimento, confessando i suoi peccati e chiedendo a Gesù Cristo, in considerazione dell'innocente Massellenda, il perdono del suo crimine. Appena ebbe terminato la sua preghiera, i suoi occhi si aprirono di nuovo alla luce: nello stesso momento, si rialzò, corse da san Vindiziano e, prosternandosi ai suoi piedi, gli raccontò tutto ciò che era accaduto.
Il pontefice, al colmo della gioia, ringraziò Dio con tutto l'ardore della sua anima per il miracolo che aveva appena operato agli occhi del suo popolo, e rivolgendosi ai fedeli che lo circondavano: «Fratelli miei», disse, «avete visto l'opera che il Signore ha fatto in vostra presenza, rendiamogli grazie e ringraziamolo perché degna così di glorificare la vergine Massellenda. Non c'è dubbio che ciò che facciamo qui sia la sua volontà. Terminiamo dunque questa santa cerimonia con rispetto e devozione». Avendo così parlato, diede la sua benedizione alla moltitudine e la processione si rimise in cammino al canto dei cantici. Infine si arrivò al luogo indicato e il santo vescovo, avendo celebrato i divini Misteri, vi depositò le preziose reliquie.
Traslazioni e culto medievale
Le sue reliquie viaggiano tra Caudry, Cambrai e Le Cateau, diventando oggetto di divisioni e venerazioni solenni nel corso dei secoli.
Poco tempo dopo questa traslazione del corpo di santa Massellenda a Caudry, san Vindiziano stabilì in quel luogo una fondazione per chierici e religiosi, incaricati di celebrare l'ufficio divino e di conservare questo prezioso deposito. Umilino, padre della giovane vergine, donò a questa comunità, per provvedere ai suoi bisogni, i beni che possedeva nel villaggio, e lo stesso Arduino le fece generose liberalità per ringraziare Dio dei suoi benefici e delle sue misericordie. Più tardi, a causa delle guerre e delle scorrerie compiute dai nemici, si fu costretti a trasportare altrove questo corpo santo: senza poter designare la data precisa di questa seconda traslazione, appare assai probabile che essa abbia avuto luogo nell'VIII secolo: fu portato nella chiesa di San Martino fuori le mu ra di C Cambrai Sede episcopale principale di sant'Aubert. ambrai, dove rimase fino al vescovo Bothard, nel X secolo: in quell'epoca, fu collocato nella chiesa cattedrale dove santa Massellenda ebbe da allora una cappella particolare sotto il suo titolo; un ufficio doppio, con sei lezioni proprie, vi era celebrato ogni anno il 13 novembre, giorno anniversario del suo martirio.
Nelle tre traslazioni che abbiamo appena riportato, le reliquie di santa Massellenda furono conservate nella loro integrità: fu il vescovo Gerardo di Florines, fondatore dell'abbazia di Sant'Andrea di abbaye de Saint-André du Cateau Monastero che ha ricevuto una parte delle reliquie nel 1025. Le Cateau, che le divise per primo, per darne una parte a questo nuovo monastero, il 22 settembre 1025; l'altra parte, più considerevole, fu conservata a Cambrai. Si celebrava un tempo, nel monastero di Sant'Andrea, questa traslazione con un ufficio doppio di seconda classe. Vi era in questa chiesa, come nella cattedrale di Cambrai, una cappella dedicata a santa Massellenda, e ogni anno, il 13 novembre, vi si celebrava la sua festa, con ottava e in maniera molto solenne. Nelle quattro lezioni proprie dell'ufficio del giorno, si riportavano in abbreviato la vita, la morte e le diverse traslazioni delle reliquie della santa Martire.
La Confraternita e i privilegi pontifici
Viene istituita una confraternita sotto il patrocinio di Clemente X, che arricchisce il culto della santa con indulgenze e pratiche liturgiche.
Il culto reso a santa Massellenda nell'abbazia di Sant'Andrea divenne ancora più celebre con l'istituzione di una Confraternita che i sovrani Pontefici stessi degnarono di arricchire con indulgenze. C lemente X Clément X Papa che estese il culto di san Gonsalvo a tutto l'ordine domenicano. , nel 1671, concesse in perpetuo un'indulgenza plenaria per tutti i confratelli, il giorno del loro ingresso nell'associazione, un'altra il 13 novembre di ogni anno, e in punto di morte; 2° sette anni e sette quarantene, il 6 gennaio, festa dell'Epifania; il 9 maggio, giorno della traslazione di sant'Andrea; il 29 giugno, festa dei santi apostoli Pietro e Paolo e il 22 settembre, anniversario della traslazione delle reliquie di santa Massellenda nel suddetto monastero; 3° infine, sessanta giorni a ogni confratello per ogni opera di pietà o di carità che esercitassero.
A questi privilegi del sovrano Pontefice, gli arcivescovi di Cambrai aggiunsero ancora diverse indulgenze di quaranta giorni. Ladislao Jonart, che governò questa diocesi al tempo di Clemente X, si mise egli stesso nel numero degli associati. Il reverendo Dom Couvreur, abate del monastero di Sant'Andrea, fece anch'egli parte della Confraternita, così come tutti i suoi religiosi. Questo pio abate, per aumentare la devozione dei fedeli verso la santa Martire e per propagare l'associazione istituita in suo onore, stabilì che, la prima domenica di ogni mese, una messa sarebbe stata celebrata per tutti i confratelli, e che, ogni anno, il primo giorno libero dopo il 12 novembre, si sarebbe cantato un ufficio solenne per i confratelli defunti. Tutte queste pie pratiche si conservarono fino all'epoca della Rivoluzione del 1793.
Eredità e devozione attuale
Il culto si mantiene a Caudry dove le sue reliquie sono ancora onorate ogni 13 novembre con una processione e atti di pietà.
Si conservano ancora oggi nel villaggio di Caudry delle reliquie di santa Maxellende. Esse sono racchiuse in un reliquiario ben lavorato ed esposto nella chiesa alla venerazione dei fedeli. Quattro giovani ragazze, distinte per la loro virtù e la loro buona condotta, hanno l'onore di portarlo nelle processioni pubbliche. Si vede parimenti il vecchio castello abitato da santa Maxellende, o piuttosto quello che lo ha sostituito: dal viale che vi conduce si scorge una piccola nicchia che racchiude la statua della Santa; sul lato del castello c'è ancora una cappella antichissima, costruita forse nel luogo in cui si trovava la vecchia chiesa dedicata a santa Maxellende. Ogni anno, la festa della santa Martire è celebrata con la massima solennità, il 13 del mese di novembre. Quel giorno, o la domenica seguente, tutti gli abitanti del villaggio si fanno un obbligo di adempiere ai propri doveri religiosi e di onorare la loro santa patrona con atti di pietà. Vie des Saints de Cambrai et d'Artois, di M. Fabié Destombas. SAN DIDACO O DIEGO, DI SAN NICOLA, CONFESSORE.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Voto di castità perpetua
- Rifiuto del matrimonio con il signore Harduin
- Fuga dalla casa paterna verso la sua nutrice
- Ritrovamento in un forziere da parte di Harduin
- Martirio per spada
- Cecità miracolosa dell'assassino Harduin
- Guarigione di Harduin durante la traslazione delle reliquie
Miracoli
- Moltiplicazione delle provviste per i poveri
- Apparizione di un angelo per consolarla
- Cecità immediata dell'assassino Harduin
- Guarigione dalla cecità di Harduin al passaggio delle reliquie
- Numerosi miracoli presso la tomba
Citazioni
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Sono promessa sposa a Gesù Cristo, non temo le vostre minacce; potete far perire il mio corpo, ma non potete nulla sulla mia anima.
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