15 novembre 14° secolo

Santa Gertrude di Eisleben

RELIGIOSA BENEDETTINA, BADESSA DI RODERSDORF E DI HELDEFS

Religiosa benedettina, badessa di Rodersdorf e di Heldefs

Festa
15 novembre
Morte
1334 (naturelle)
Epoca
14° secolo

Religiosa benedettina e badessa in Sassonia nel XIV secolo, santa Gertrude è una delle più grandi mistiche della Chiesa. Nota per le sue 'Rivelazioni', visse un'unione intima con Cristo, incentrata sulla devozione al Sacro Cuore. Morì nel 1334 dopo quarant'anni di superiorato segnato da una carità e un'umiltà eroiche.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 7

SANTA GERTRUDE DI EISLEBEN,

RELIGIOSA BENEDETTINA, BADESSA DI RODERSDORF E DI HELDEFS

Conversione 01 / 07

Risveglio e unione mistica

All'età di trentacinque anni, Gertrude sperimenta un'illuminazione spirituale maggiore che segna l'inizio di un'unione intima e costante con Cristo.

che non avrebbe potuto scoprire nei libri. Infatti, la vigilia della Purificazione di Nostra Signora, Egli la colmò di luci così pure e abbondanti che, sebbene la sua vita passata fosse stata un modello di santità per le anime più innocenti, essa la considerava solo come un tempo di tenebre e di vanità. Questo favore fu seguito da un'unione così intima con questo divino Sposo che, fino all'età di trentacinque anni in cui compose il Trattato in cui parla di questa unione, non perse mai di vista la Sua dolcissima e amabilissima presenza, eccetto per undici giorni in cui, per mettere alla prova la sua fedeltà, Egli non si fece sentire nel profondo del suo cuore in modo così sensibile come faceva ordinariamente.

Vita 02 / 07

Un'badessa esemplare

Nominata badessa a Rodersdorf e poi a Heidefs, dirige le sue comunità per quarant'anni con profonda umiltà, nonostante i suoi doni eccezionali.

Grazie così preziose non sfuggirono ai suoi superiori: persuasi del suo merito, la stabilirono badessa del monastero di Rodersdorf, dove aveva fatto professione, affinché, essendo elevata al di sopra delle altre, diffondesse più abbondantemente su tutta la comunità i raggi delle sue virtù. Non rimase tuttavia a lungo in quel monastero; fu incaricata poco tempo dopo, per ragioni che non conosciamo, della guida di quello di Heidefs. Non si possono rappresentare degnamente i frutti di grazia e di santità che questa ammirevole badessa produsse in queste due case, durante i quarant'anni in cui ne fu successivamente superiora, né quante giovani vergini formò alla perfezione. Non risparmiava nulla per favorire la loro santificazione, e vi lavorava con tanta abilità e unzione che le meno ferventi erano obbligate a entrare nelle vie che lei mostrava loro. Questi felici successi non le impedivano di avere sentimenti molto bassi verso se stessa. Si considerava solo una grandissima peccatrice; diceva di non meritare di essere tollerata sulla terra, perché chiunque altro avrebbe fatto un uso migliore del suo delle grazie che riceveva dalla bontà di Dio. Era tuttavia molto fedele nel corrispondervi, e basta leggere le opere che ha composto per vedere quale fosse la sua delicatezza di coscienza e la sua esattezza nel seguire tutte le ispirazioni del suo divino Sposo. Diffidava così tanto di se stessa che, per quanto illuminata fosse, non mancava di consultare le altre nelle minime difficoltà; si rivolgeva soprattutto a santa Mechtilde, che era religiosa nel suo monastero. Era talvolta combattuta da pensieri vani e inutili che si prese ntavano al suo s sainte Mechtilde Santa mistica citata come devota al Santo Volto. pirito; ma, poiché conosceva la corruzione della nostra natura e sapeva che tutte queste idee involontarie provenivano solo dal suo cattivo fondo, non se ne stupiva, cercava solo di reprimerle.

Teologia 03 / 07

Fervore eucaristico e visioni

La sua vita è scandita dalla devozione all'Eucaristia e da visioni mistiche in cui Cristo le manifesta un affetto singolare e trasforma il suo cuore.

La diversità delle sue occupazioni non diminuiva affatto il suo fervore, poiché tutto le serviva da soggetto e da motivo per elevarsi a Gesù Cristo. Tutte le azioni che compiva al mattino, prima della comunione, le offriva a Dio come preparazioni per accostarsi più degnamente alla santa Mensa; e per quelle che seguivano la comunione, le offriva come altrettante azioni di grazie per l'inestimabile beneficio che aveva ricevuto comunicandosi. Molte persone, conoscendo la sua esperienza nelle cose spirituali, la consultarono sui tempi in cui dovevano accostarsi alla santa Comunione; ella stessa ricorse alla preghiera, per apprendere dal suo divino Maestro in che modo dovesse comportarsi in tali occasioni, e per un favore non comune, questo divino Salvatore l'assicurò che le avrebbe comunicato le luci necessarie per non mancare nei consigli che avrebbe dato a tale proposito, e che avrebbe concesso inoltre alle persone a cui avrebbe consigliato di comunicarsi, le grazie di cui avrebbero avuto bisogno per non comunicarsi indegnamente. Questi favori straordinari mostrano l'affetto singolare che questo amabile Salvatore aveva per questa cara Sposa; ella era anche, dal canto suo, talmente infiammata del suo amore, che non poteva stare un istante senza fare qualcosa che credeva gli fosse gradito. Non desiderava e non cercava in tutte le cose che la sua gloria, e l'aveva talmente impressa nel suo spirito, che non poteva pensare che a lui; come questo divino Salvatore fece conoscere un giorno alla sua santa Matilde, in una visione in cui le apparve seduto su un trono, e Gertrude al suo fianco, la quale aveva gli occhi talmente fissi su di lui, da non distoglierli nemmeno per un momento: cosa che questa santa figlia prese per un segno evidente della bontà che Nostro Signore aveva per la sua degnissima superiora, e dell'applicazione continua e infaticabile che santa Gertrude aveva a Dio presente. Nostro Signore rivelò anche a una delle sue religiose l'eminente perfezione alla quale questa santa badessa era giunta. Le dichiarò che, come non vi era nessuno sulla terra che avesse una volontà così disinteressata e un'intenzione così pura come Gertrude, così non vi era cuore in questo mondo in cui dimorasse con più piacere che in quello di questa fedele amante. In effetti, non si possono spiegare le fiamme dell'amore divino che egli accese in questo cuore che gli era interamente devoto, né le misteriose operazioni della grazia che egli produsse nel profondo della sua anima; talvolta vi fece le stesse impressioni come se avesse preso una nuova nascita, facendosi sentire nello stato in cui era a Betlemme e nella sua infanzia; talvolta vi impresse spiritualmente le piaghe che aveva ricevuto sul suo corpo, nella Passione, al fine di farle comprendere qualcosa dell'eccesso dei suoi dolori; talvolta le mise degli anelli alle dita, come alla sua sposa, per segnare l'alleanza stretta che contraeva con lei; talvolta si presentò a lei accompagnato dalla sua santissima Madre, assicurandola che questa beata Vergine avrebbe avuto anche per lei una tenerezza di madre; talvolta infine, agì in lei come se avesse scambiato il cuore con lei, affinché ella non avesse altre affezioni, altre inclinazioni che le sue, e che lo amasse di un amore perfettamente purificato da tutte le cose di quaggiù.

Missione 04 / 07

Desiderio di sofferenza e zelo apostolico

Gertrude ricerca la mortificazione e lavora attivamente per la salvezza delle anime attraverso i suoi scritti spirituali e le sue esortazioni infuocate.

Tutte queste grazie straordinarie non fecero che esercitare in lei un ardente desiderio di sofferenze e un ammirevole zelo per la salvezza del prossimo. Non poteva vivere senza sentire qualche dolore. Il tempo che trascorreva senza soffrire le era estremamente noioso; diceva che l'uomo spirituale, che si compiaceva nello stato di quiete, non aveva ancora fatto molta strada nella virtù, e aggiungeva che colui che cerca questo riposo non ha ancora iniziato a lavorare per acquisirlo. Da qui deriva il fatto che praticava incessantemente rigorose mortificazioni, e che non si riusciva a convincerla ad accettare alcun sollievo nelle sue malattie, anche le più violente, se il suo divino Sposo non l'assicurava che non le disapprovava.

Non si può credere con quanto fervore cercasse di procurare la salvezza delle anime che il Salvatore si è acquistate con i meriti del suo sangue. Versava per esse torrenti di lacrime ai piedi della croce e davanti al Santissimo Sacramento; faceva, con ardore e con uno zelo da serafino, esortazioni capaci di toccare i cuori più induriti; scriveva lettere pressanti e Trattati spirituali colmi dell'unzione dell'amore divino che inviava da ogni parte, affinché la lettura delle massime salutari che questi scritti contenevano convertisse gli uni, istruisse gli altri e facesse entrare tutti nelle vie della perfezione e della santità. È con questo mezzo che ha guadagnato un gran numero di persone a Gesù Cristo, alcune delle quali hanno lasciato il mondo per ritirarsi nel chiostro, e le altre, essendo già religiose, si sono elevate a un altissimo grado di orazione e di unione con Dio.

Vita 05 / 07

Ultima malattia e trapasso

Dopo cinque mesi di una malattia vissuta nel silenzio e nella gioia, muore nel 1334 circondata da visioni celesti, con la sua anima che raggiunge il cuore di Cristo.

Non parleremo qui delle sue profezie né dei suoi miracoli, che ci tratterrebbero troppo a lungo; il lettore potrà vederne il dettaglio nelle sue stesse opere e nella sua vita che diversi autori molto illuminati nelle cose spirituali hanno posto all'inizio dei suoi libri. Dopo che ebbe accumulato sulla terra inestimabili tesori di meriti per circa settant'anni, piacque a Nostro Signore di darle la ricompensa in cielo. Cadde in una malattia assai acuta che durò non meno di cinque mesi. Durante questo tempo, non diede il minimo segno di impazienza né di tristezza; al contrario, era tanto più contenta quanto più le sue sofferenze erano violente. Poiché perse la parola e le religiose non potevano conoscere i suoi bisogni, le davano spesso tutto il contrario di ciò che le occorreva per alleviarla; ma lei non se ne lamentava mai, ed era tanto allegra e tranquilla come se le avessero dato tutti i sollievi che la natura poteva desiderare. Fece apparire con segni che, nel mezzo delle sue sofferenze, il suo cuore era tutto inondato di consolazioni celesti. In effetti, entrò in una così perfetta unione con il suo Sposo, che sembrava che il suo spirito fosse trasformato in quello di Gesù Cristo e che non avesse più altro spirito che il suo; ed è ciò che faceva sì che, nelle ventidue settimane in cui rimase senza parlare, la si sentisse nondimeno dire queste parole: Spiritus meus; — «il mio Spirito». E Nostro Signore fece conoscere per rivelazione, a una religiosa del suo monastero, che la dolorosa malattia che le aveva inviato era solo per esercitare la sua pazienza, nella quale trovava meravigliosi compiacimenti; e che, se le aveva tolto l'uso della parola, era affinché, non avendo più conversazione con gli uomini, non avesse più altro colloquio che con lui. Le sue figlie, alle quali la perdita di una tale madre non poteva che essere infinitamente sensibile, ricorsero a san Lebuino per ottenere la sua guarigione per i meriti della sua intercessione; ma questo illustre martire, app saint Lébuin Martire che appare in visione per annunciare l'imminente morte di Gertrude. arendo a una religiosa, le disse che, volendo il Re incoronare la Regina, non spettava a un soldato volerlo impedire.

Infine, giunto il giorno della sua morte (1334), vide scendere dall'alto dei cieli il suo celeste Sposo, accompagnato dalla santa Vergine, da san Giovanni Evangelista, al quale era sempre stata molto devota, e da un gran numero di altri spiriti beat i che venivano per condu saint Jean l'Évangéliste Santo verso il quale Zita nutriva una grande devozione. rla nella gloria che le era preparata. Vide anche vicino al suo letto diversi demoni sotto forme orribili e spaventose, ma vergognosamente incatenati, per contribuire, con le vittorie e i trofei che lei aveva riportato su di loro, alla pompa del suo trionfo. Nel momento in cui morì, la religiosa, che era stata la fedele depositaria di tutti i suoi segreti, scorse la sua anima andare dritta al cuore di Gesù Cristo, il suo diletto, come al centro di tutti i suoi affetti, e quel cuore si aprì per riceverla. Fu in questo carro di gloria che fu felicemente trasportata in cielo, per esservi eternamente immersa e perduta nella gioia del suo Dio. Alcune persone pie ebbero anche rivelazione che, alla stessa ora, diverse anime del purgatorio erano state liberate per i suoi meriti, affinché le tenessero compagnia nel suo ingresso trionfante nel soggiorno dei Beati.

Culto 06 / 07

Culto, reliquie e iconografia

Rappresentata con un cuore, il suo culto è celebrato all'interno dell'ordine benedettino e le sue reliquie sono menzionate in diverse regioni d'Europa.

Santa Gertrude di Eisleben viene rappresentata con il cuore socchiuso che serve da trono a Gesù Bambino, oppure con il cuore sulla mano. Si tratta di un'allusione alle parole di Nostro Signore: «Mi troverete nel cuore di Gertrude»; e la Chiesa ne ha conservato il ricordo nell'orazione della sua festa. ## CULTO E RELIQUIE. ## SCRITTI E SPIRITO DI SANTA GERTRUDE. La festa di santa Gertrude di Eisleben è celebrata in giorni differenti nell'Ordine di San Benedetto: alcuni m onasteri la celebrano Ordre de Saint-Benoît Ordine religioso che occupa il monastero di Honnecourt. il 12 aprile, altri il 12 novembre, altri ancora il 15 dello stesso mese; il Breviario romano la prescrive in quest'ultimo giorno. Mabillon parla delle reliquie di santa Gertrude che sarebbero state trasportate al Mont-Sainte-Marie. Si conserverebbe anche il suo mantello in Neustria; ma non si sa nulla di molto positivo su tutto ciò, così come sulla sua tomba. La Lipsanographia o Catalogo delle reliquie che si conservano nel palazzo elet torale di Brunswick-Lüneburg fa menzion palais électoral de Brunswick-Lünebourg Luogo che conserva un reliquiario con i resti della santa. e di una bella cassa che racchiude i resti sacri di santa Gertrude.

Predicazione 07 / 07

Estratti dalle Rivelazioni

I suoi scritti descrivono dettagliatamente i dialoghi con Cristo sul valore dell'avversità, la preparazione alla comunione e la misericordia divina attraverso i sacramenti.

Santa Gertrude ha tracciato il ritratto della sua anima nel libro delle sue Rivelaz ioni o Insinuazioni Insinuations pieuses Opera maggiore di Gertrude che narra le sue comunicazioni con Dio. pie. Non è altro che il racconto delle sue comunicazioni con Dio. Ne estrarremo alcuni passaggi per l'edificazione dei nostri lettori:

In una rivelazione di Gesù Cristo alla nostra Santa, le fu detto che, come l'anello è il segno dell'alleanza degli sposi tra loro, così l'avversità, tanto corporea quanto spirituale, è il segno più autentico dell'elezione divina e come l'alleanza dell'anima con Dio.

Un giorno, mentre, unendosi al sacerdote al momento dell'elevazione della santa ostia, offriva essa stessa questa ostia senza macchia a Dio Padre per degna riparazione di tutti i suoi peccati, sentì che Gesù Cristo si era degnato di presentare la sua anima al Padre, e si sforzava subito, alla vista di tanta bontà, di pagare a Dio un giusto tributo di azioni di grazie. Allora ricevette da Gesù Cristo stesso l'intelligenza di questa verità: che ogni volta che qualcuno assiste con devozione al santo sacrificio della Messa, e pone con cura la sua attenzione sul Dio che si offre in questo sacramento per il bene comune di tutti gli uomini, costui è veramente guardato con favore da parte di Dio Padre, a causa della sua compiacenza per l'ostia tre volte santa che gli viene offerta. Tale sarebbe, per esempio, colui che, uscendo dalle tenebre, camminasse in mezzo ai raggi del sole e si trovasse tutto a un tratto irradiato di splendori. E allora rivolse al Signore questa domanda nei termini che seguono: «È vero, Signore, che non appena qualcuno cade nel peccato, perde anche nello stesso tempo questa felicità, come colui che dal mezzo dei raggi del sole ritorna nelle tenebre, perde l'aggradevole chiarezza della luce? — No, rispose il Signore; sebbene colui che pecca oscuri in qualche modo per la sua anima la luce dei favori divini, tuttavia la mia bontà gli conserva sempre qualche resto di questa felicità per l'eterna vita, la quale felicità l'uomo aumenta e accumula tante volte quante assiste con devozione alla Messa e agli altri sacramenti».

Un altro giorno, dopo aver ricevuto la santa comunione e mentre rifletteva nel suo spirito con quanta attenzione si debba osservare la propria lingua, che è tra le altre membra del corpo quella destinata a ricevere il prezioso mistero di Cristo, ne fu istruita dall'alto con questo paragone: «Se qualcuno, che non veglia sulla sua bocca riguardo alle parole vane, false, vergognose, maldicenti o altre simili, si accosta senza pentimento e senza penitenza alla comunione santa, costui riceve Gesù Cristo (per quanto è in lui) nello stesso modo di colui che sommergerebbe sotto una grandine di pietre l'ospite che viene da lui, nel momento di varcare la soglia della sua casa, o che gli fracasserebbe la testa con un martello di ferro. Che colui che legge questo paragone, aggiunge, consideri con un profondo sentimento di compassione il rapporto che c'è tra una così grande crudeltà da parte nostra, e una così grande bontà da parte del Signore; che guardi se colui che viene per la salvezza dell'uomo con tanta dolcezza, merita di essere perseguitato da coloro che viene a salvare, con una così dura barbarie: e si può dire lo stesso di tutti gli altri generi di peccati».

Un altro giorno in cui doveva comunicarsi, mentre si considerava meno ben preparata dell'ordinario e il momento della comunione si avvicinava, parlava alla sua anima in questi termini: «Ecco che lo Sposo già la chiama, e come oserai andare incontro a lui, non essendo affatto adornata degli ornamenti dei meriti, che farebbero sì che tu ne fossi degna?» Ma allora, ripassando ancora di più la sua indegnità, diffidando interamente di se stessa, e ponendo tutta la sua speranza nell'infinita carità di Dio, si disse: «A che pro ritardare, poiché anche se avessi mille anni per applicarti, non potresti tuttavia prepararti degnamente, non avendo assolutamente nulla di te stessa che possa bastare a una preparazione così magnifica e così difficile; ma avanzerò al contrario incontro a lui con umiltà e fiducia, e quando mi avrà vista da lontano, il mio dolce Salvatore, toccato dal suo stesso amore, sarà abbastanza potente da inviare verso di me ciò di cui ho bisogno per presentarmi degnamente e in perfetta preparazione»; e avanzando, infatti, con questa disposizione, tenne gli occhi del suo cuore fissi sulla sua deformità e bruttezza.

E quando si fu un po' avvicinata, il Signore le apparve, guardandola con un'aria di misericordia, che dico, di affetto, e le inviò incontro, per prepararla degnamente ad apparire davanti a lui, quell'innocenza che ella chiedeva, e di cui la coprì come di una tunica morbida e sfolgorante di tutta bianchezza, e poi le diede la sua umiltà, quell'umiltà per la quale egli si degna di associarsi a noi così indegni, affinché se ne coprisse come di una veste violetta; e la sua speranza poi, quella speranza per la quale egli stesso desidera e brucia di ricevere gli abbracci dell'anima, per rivestirsene come di un ornamento verde. Poi il suo amore, quell'amore di cui è penetrato verso l'anima, e che le diede come un mantello di colore d'oro per abbellirla. Inoltre, la sua gioia, quella che egli gusta lui stesso nel seno dell'anima fedele e che le fece imporre come una corona guarnita di pietre preziose e di perle. Infine la sua fiducia, la quale egli si degna lui stesso di ispirare, facendosi sostegno del vile fango della fragilità umana e ponendo le sue delizie nel vivere tra i figli degli uomini, affinché ne facesse la sua calzatura e così ornata da ogni parte, si presentasse degnamente davanti a lui.

Dopo aver ricevuto la comunione, e mentre era raccolta nel più profondo di se stessa, il Signore si presentò davanti a lei sotto la forma di un pellicano che si squarciava il cuore con il suo becco, come si è soliti rappresentare questo uccello, il che dandole ammirazione, ella diceva a Dio: «Signore, che cosa volete dunque cercare di persuadermi con questa visione?» Il Signore le rispose: «Ho disegno di farti considerare che offrendoti un dono così augusto, sono pressato da così grandi sentimenti d'amore, che se non fosse sconveniente parlare in tal modo, oserei avanzare che dopo aver fatto questo dono agli uomini, preferirei rimanere morto nel sepolcro che vedere l'anima amante astenersi da questo frutto della mia liberalità; è, infine, per farti considerare quanto sia eccellente il modo in cui la tua anima è vivificata per la vita eterna prendendo questo alimento divino, poiché lo è alla maniera del piccolo del pellicano che riceve la vita dal sangue che scorre dal cuore di suo padre».

Mentre essendo in orazione si informava presso il Signore dell'utilità delle sue preghiere per i suoi amici, poiché, pregando così spesso per loro, vedeva che non ne risentivano alcun profitto, il Signore si degnò di istruirla con questa similitudine: «Quando un bambino è adottato da un imperatore, ed è arricchito dall'immenso patrimonio dei suoi domini, chi è tra coloro che vedono questo bambino, che si accorga, dalla sua statura e dalla sua forma, dell'effetto di questa donazione, quando i testimoni tuttavia sanno benissimo chi è, e quanto sarà grande un giorno per così abbondanti ricchezze?» Non siate dunque stupita di non notare con gli occhi del corpo il frutto delle vostre preghiere, di cui dispongo nella mia sapienza eterna, per un maggior profitto: e più si prega per qualcuno, più lo si rende felice, poiché nessuna preghiera dell'anima fedele rimarrà senza effetto, sebbene gli uomini non ne vedano il modo».

Un'altra volta, dovendo comunicarsi, disse al Signore: «O Signore! che cosa mi darete?» Il Signore le rispose: «Me stesso tutto intero, con tutta la mia essenza divina, come la Vergine, mia madre, mi ricevette nel suo seno!» E allora ella aggiunse: «Che avrei di più di coloro che vi ricevettero bene con me e che si astengono oggi, poiché vi date sempre tutto intero!» A che il Signore rispose: «Se, tra gli uomini di questo secolo, colui che avrebbe ricevuto due volte la dignità del consolato, deve prevalere in onore su colui che non ne sarebbe stato rivestito che una volta, come colui non prevalerebbe in gloria nella vita eterna, che mi avrà ricevuto più volte sulla terra?» Allora, gemendo in se stessa, diceva: «Oh! per quale grande gloria i sacerdoti del Signore prevarranno dunque su di me, loro che per stato si comunicano ogni giorno?» E il Signore le disse: «È vero, quelli brilleranno di una grande gloria, che vi si accostano degnamente; ma tuttavia bisogna giudicare ben diversamente dall'affetto e dall'amore di colui che vi si accosta, che dalla gloria esteriore che appare in questo mistero. Così dunque, altra è la ricompensa accordata a coloro che vi si accostano per desiderio e con amore; altra quella che è riservata a coloro che lo prendono con timore e riverenza, e altra anche è quella che ricevono coloro che si preparano a riceverlo con l'applicazione di tutte le loro pratiche ed esercizi, mentre nessuna di queste ricompense è destinata a colui che non celebra che per abitudine».

Un giorno che esaminava la sua coscienza e che trovava qualcosa di cui si sarebbe confessata con piacere, se non le fosse mancato il confessore, ebbe ricorso, secondo la sua consuetudine, al suo unico consolatore, il Signore Gesù Cristo, e gli espose con qualche inquietudine l'impedimento che provava; e il Signore le rispose dicendo: «Perché ti turbi, mia diletta, poiché tutte le volte che desideri questo da me, io stesso, sommo sacerdote e vero pontefice, sarò a tua disposizione, e ogni volta rinnoverò nella tua anima i sette sacramenti alla volta? Io stesso, infatti, ti battezzerò nel mio prezioso sangue; ti confermerò con la virtù stessa della mia vittoria; ti sposerò con la fedeltà stessa del mio amore; ti consacrerò con la perfezione della mia santissima vita; nell'eccesso della mia misericordia ti scioglierò e ti assolverò dai tuoi peccati; nella sovrabbondanza del mio amore ti nutrirò di me stesso, e godendo di te, sarò saziato, e infine nella soavità del mio spirito, penetrerò tutto il tuo interno di una cozione così efficace, che da tutti i sensi e i pori scorrerà senza interruzione un'abbondanza di pietà, per la quale diventerai di giorno in giorno più perfetta e più santa per la vita eterna».

Abbiamo completato il racconto del Padre Gtry con Godescard, le Caratteristiche dei Santi, del Padre Cablot, e lo Spirito dei Santi, del Sig. abate Grimes. — Cfr. Risoluzioni di santa Gertrude, stampate in latino nel 1664, e tradotte in francese nel 1676.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Professione religiosa nel monastero di Rodersdorf
  2. Elezione ad badessa di Rodersdorf
  3. Direzione del monastero di Heidefs (Heldefs) per quarant'anni
  4. Esperienze mistiche e visioni di Cristo a partire dall'età di venticinque anni
  5. Redazione di trattati spirituali e del libro delle Rivelazioni
  6. Malattia finale di cinque mesi e perdita della parola

Miracoli

  1. Visioni mistiche di Cristo e della Vergine
  2. Stimmate spirituali (piaghe della Passione impresse nella sua anima)
  3. Dono di profezia
  4. Liberazione di anime dal purgatorio al momento della sua morte

Citazioni

  • Spiritus meus Parole pronunciate durante la sua agonia
  • Mi troverete nel cuore di Gertrude Parole attribuite a Nostro Signore

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo