San Guria era un cristiano di Edessa che conduceva una vita di pietà ritirata con il suo compagno Samona. Sotto la persecuzione di Diocleziano, furono arrestati per aver sostenuto i fedeli e rifiutato di sacrificare agli idoli. Dopo lunghi mesi di prigione e atroci supplizi, furono decapitati nel 299.
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I SANTI GURIA E SAMONA, MARTIRI A EDESSA,
IN SIRIA (299).
Vita contemplativa e missionaria
Guria e Samona conducono una vita di ascesi vicino a Edessa prima di raggiungere la città per sostenere i cristiani perseguitati e convertire i pagani.
Guria Gurie Martire di Edessa nel III secolo. e S amona, Samonas Compagno di martirio di san Guria. nativi di E dessa, Édesse Città natale di san Simeone in Siria. in Siria, si erano ritirati insieme in campagna e vi avevano stabilito la loro dimora per essere meno interrotti negli esercizi della pietà cristiana. Vi conducevano una vita così pura e così distaccata dagli affetti della terra, che divennero in poco tempo uomini del tutto celesti. Gli esempi di virtù che si davano l'un l'altro aumentavano di giorno in giorno il loro fervore e li facevano senza sosta aspirare, di comune accordo, a una più alta perfezione. Tuttavia, poiché avevano molto zelo per estendere la gloria di Dio e l'onore di Gesù Cristo, lasciavano spesso la loro solitudine per venire in città a fortificare i fedeli perseguitati dagli ordini di Diocleziano e per lavorare alla conversion Dioclétien Imperatore romano sotto il quale sarebbe avvenuto il martirio. e degli idolatri.
Arresto e primo interrogatorio
Arrestati da Antonio, governatore di Edessa, i due santi rifiutano di obbedire agli editti imperiali e affermano la loro fede nella vita eterna.
Ciò fece sì che Ant Antoine Sacerdote nascosto vicino a Pisa che battezzò Torpè. onio, governatore di Edessa, che era uno dei più appassionati ministri della crudeltà di quell'imperatore, li fece arrestare e gettare in una prigione oscura. Avendoli poi richiamati al suo tribunale, impiegò ogni sorta di artificio per persuaderli a obbedire agli editti del principe, ma essi risposero coraggiosamente: «Dio non voglia che abbandoniamo mai la vera fede che ci procurerà una vita eterna, per adorare le opere degli uomini!». Il giudice li minacciò dei più crudeli supplizi e della morte stessa se non avessero cambiato risoluzione; ma essi gli dissero: «Vi sbagliate, signore, e volete ingannarci; moriremmo veramente se vi obbedissimo; ma, facendo la volontà di Dio, non moriremo: al contrario, otterremo una vita che non finirà mai». A questa risposta, Antonio li rimandò in prigione e riferì a Diocleziano tutto ciò che era accaduto.
Supplizi e fermezza
Agli ordini del prefetto Musonio, subiscono torture prolungate, la fame e l'oscurità delle prigioni per diversi mesi.
Questo principe, accanito contro i cristiani, diede ordine a Musonio, prefetto di Antiochia, di recarsi al più presto a Edessa e di istruire il processo contro questi gloriosi Confessori della fede di Gesù Cristo. Musonio vi giunse, chi amò d Gurie Martire di Edessa nel III secolo. avan ti a sé Samonas Compagno di martirio di san Guria. Gurie e Samona, e li sollecitò a lungo a sacrificare a Giove. Ma tutti i suoi sforzi furono inutili, e i nostri generosi atleti gli risposero audacemente che non avrebbero fatto nulla di simile. Allora il giudice ordinò che fossero sospesi per una mano e che venisse legata a un piede una pietra estremamente pesante. Rimasero in questo stato per cinque ore, sopportando dolori incredibili; ma non emisero un solo grido e non dissero nemmeno una parola per lamentarsi; tanto che si sarebbe detto che soffrissero pene così atroci in un corpo preso in prestito, e che fossero spettatori piuttosto che pazienti. Il giudice li fece poi gettare in una fossa, che il suo fetore e la sua oscurità rendevano insopportabile, con l'ordine di non dare loro nulla da mangiare durante i primi tre giorni e, per il resto del tempo, di dare loro solo pochissimo cibo, al fine di affliggerli con una fame continua. Vi rimasero molto contenti dall'inizio del mese di agosto fino alla fine del loro martirio. Il 10 novembre furono interrogati di nuovo e, poiché apparvero più fermi e incrollabili che mai, il prefetto, sfogando la sua furia su Samona, che era di costituzione molto più forte di Gurie, gli fece ripiegare un piede con orribile violenza e lo legò al ginocchio con un cerchio di ferro; poi, avendolo fatto sospendere in aria per quello stesso piede, fece attaccare all'altro un peso di ferro che gli slogava tutte le membra. Questo tormento sembrò così crudele agli stessi carnefici, che ne furono toccati da compassione e scongiurarono tra le lacrime il santo Confessore di liberarsene sacrificando agli dei; ma il generoso Martire, disprezzando la loro falsa compassione, non degnò di rispondere. Si rivolse a Dio e gli chiese la forza di soffrire fino alla fine per il suo amore. Quanto a Gurie, non ebbe parte in questo supplizio; non perché il prefetto avesse pietà di lui, ma, poiché era molto delicato e la fame e i tormenti precedenti lo avevano ridotto in uno stato pietoso, quel barbaro temeva che soccombesse tra le mani degli esecutori. Infine, il 15 novembre, li fece comparire per l'ultima volta davanti al suo tribunale e, vedendo che la loro costanza aumentava invece di indebolirsi, li condannò alla decapitazione: ciò che fu eseguito lo stesso giorno, nell'anno di grazia 299, secondo il cardinale Baronio. I loro corpi furono s epolti dai cristi cardinal Baronius Storico della Chiesa che inserì il santo nel martirologio romano. ani a Edessa e Dio li rese illustri con grandi miracoli.
Esecuzione e culto
Condannati alla decapitazione il 15 novembre 299, i loro corpi vengono sepolti a Edessa dove operano numerosi miracoli.
Questo racconto è di Padr Père Giry Agiografo francese, autore della versione del racconto presentata. e Giry.
Fonte agiografica
Il racconto della vita e del martirio di questi santi è attribuito a Padre Giry.
Questo racconto è di Padre Giry.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.