Erudito e filosofo convertito, Clemente Alessandrino diresse la celebre scuola catechetica di Alessandria dopo Panteno. Grande viaggiatore e autore prolifico, cercò di conciliare la filosofia greca con la fede cristiana. Sebbene qualificato come Dottore della Chiesa, il suo titolo di santo è stato rimosso dal martirologio romano da Benedetto XIV.
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CLEMENTE ALESSANDRINO, DOTTORE DELLA CHIESA (216).
Stato e controversia agiografica
Il titolo di santo di Clemente Alessandrino è storicamente contestato ed egli fu rimosso dal martirologio romano da papa Benedetto XIV.
Clemente Alessandrino è stato qualificato come Santo; ma tale titolo gli è da lungo tempo contestato. Si trovava un tempo nel martirologio romano, dove era passato da quello di Usuardo; ma ne è stato rimosso; e Benedett o XIV, nel Benoît XIV Papa che ha beatificato Girolamo Emiliani. la sua lettera a Giovanni V, re del Portogallo, giustifica tale rimozione. L'abate Bergier, che, nel suo Dizionario di Teologia, ha dedicato un dotto articolo a questo dottore della Chiesa, lo nomina semplicemente Clemente Alessandrino.
Una formazione intellettuale universale
Clemente percorre il mondo antico, dalla Grecia all'Egitto, studiando presso vari maestri prima di legarsi all'insegnamento di Panteno ad Alessandria.
Tito Flavio Clemente, che alcuni autori dicono at eniese d Athénien Luogo di origine di uno studente che criticò l'eloquenza di Alessandro. i nascita, iniziò i suoi studi in Grecia; li continuò in Italia, in Asia Minore, in Assiria e in Palestina, e li terminò in Egitto. Un incredibile desiderio di apprendere lo portò così a percorrere le diverse parti del mondo. Ebbe, tra gli altri, cinque maestri celebri: uno in Grecia, che era della setta ionica, due in Calabria e due in Oriente. Sebbene fosse molto versato nella filosofia di Platone, dava la preferenza ai principi degli Stoici; ma non voleva legarsi a nessuna setta particolare; sceglieva ciò che c'era di meglio ovunque si trovasse. Uno dei maestri che ebbe in Palestina era di estrazione ebraica; pare persino che fosse cristiano. L'ultimo che ascoltò, e che egli stesso pone al di sopra di tutti gli altri, fu il celebre Panteno, che era a capo della scuola dei catecheti di Alessandria.
Conversione e ricerca della verità
Scoprendo gli errori dell'idolatria, si volge alla teologia cristiana, considerandosi un erede della tradizione apostolica diretta.
Clemente, i cui studi avevano per oggetto la ricerca della verità, scoprì gli errori dell'idolatria e vide brillare ai suoi occhi la luce della fede. Per quanto fosse versato nelle diverse branche della letteratura profana, vide che gli mancava la più essenziale delle conoscenze, quella da cui dipende la felicità dell'uomo e che non può trovarsi che nella vera religione. Si mise dunque a studiare la teologia, scienza che, secondo lui, non ha altro scopo che una vita perfezionata da tutte le virtù. Egli ci insegna che alcuni dei successori immediati degli Apostoli, che avevano conservato la vera tradizione della beata dottrina insegnata da san Pietro, da san Giacomo, da san Giovanni e da san Paolo, vivevano ancora ai suoi tempi. «Essi seminano», diceva, «nei nostri cuori il divino seme che hanno ricevuto dagli Apostoli, loro predecessori».
Direzione della scuola di Alessandria
Succedendo a Panteno nel 189, dirige la scuola catechetica e forma discepoli illustri come Origene, utilizzando la filosofia come preparazione al cristianesimo.
Essendo Pantène Maestro di Clemente ad Alessandria e predecessore alla scuola catechetica. stato Panteno inviato nelle Indie dal vescovo Demetrio, nel 189, Clemente gli succedette nella carica di catechista di Alessandria, che ricoprì con grande successo. Si annoverano, tra i suoi principali dis cepoli, Origène Grande teologo e maestro di Gregorio a Cesarea. Ori gene e san Ales saint Alexandre Discepolo di Clemente, vescovo di Gerusalemme e martire. sandro, in seguito vescovo di Gerusalemme e martire. Il suo metodo consisteva nell'istruire dapprima coloro che venivano ad ascoltarlo su ciò che vi era di buono nella filosofia pagana, al fine di condurli per gradi alla conoscenza del cristianesimo. Per farvelo amare e ispirare loro il desiderio di abbracciarlo, insisteva su alcuni punti di morale che le luci naturali scoprono e che si trovano seminati negli scritti dei filosofi. Fu ordinato sacerdote verso l'inizio del regno di Severo; p oiché Sévère Imperatore romano sotto il cui regno Clemente fu ordinato sacerdote e perseguitato. Eusebio gli conferisce questo titolo nel 195.
Persecuzione e viaggi pastorali
Fuggendo dalla persecuzione di Settimio Severo nel 202, viaggiò in Cappadocia, a Gerusalemme e ad Antiochia per incoraggiare le comunità cristiane.
La persecuzione che questo imperatore scatenò, nel 202, lo costrinse ad abbandonare la sua scuola. Si ritirò in Cappadocia. Lo vediamo a Gerusalemme poco tempo dopo, e apprendiamo da una lettera d i sant'Alessand saint Alexandre Discepolo di Clemente, vescovo di Gerusalemme e martire. ro, vescovo di quella città, che vi predicò con molto zelo e successo. Da Gerusalemme si recò ad Antiochia. In tutti i luoghi per i quali passava, incoraggiava i discepoli di Gesù Cristo e cercava di aumentarne il numero. Da Antiochia, ritornò ad Alessandria.
Produzione letteraria e teologica
L'autore analizza gli scritti maggiori di Clemente, in particolare l'Esortazione ai Gentili e gli Stromati, definendo la figura del vero gnostico cristiano.
Gli antichi hanno elogiato grandemente la sua virtù e la sua sapienza, e tali elogi sono ben giustificati da ciò che ci resta dei suoi scritti. Li faremo conoscere in poche parole.
La sua *Esortazione ai Gentili* ha lo scopo di far sentire l'assurdità dell'idolatria; e tale assurdità diventa singolarmente sorprendente grazie al compendio storico che l'autore fornisce della mitologia pagana. Clemente ha inserito in quest'opera diverse scoperte curiose fatte durante i suoi viaggi, di cui si serve per rafforzare i suoi ragionamenti e che avvincono piacevolmente il lettore.
Compose in seguito i suoi *Stromati* o arazzi, Stramates Raccolta di miscellanee teologiche e filosofiche in otto libri. che non sono altro che una raccolta di miscellanee, divisa in otto libri, in cui vi è poco ordine. Non si può, dice l'autore stesso, paragonare quest'opera a un giardino dove gli alberi e le piante sono disposti con simmetria; assomiglia piuttosto a un ammasso di alberi selvatici, nati spontaneamente e sparsi qua e là. Aggiunge di averlo fatto per servirsene come repertorio nella vecchiaia, quando la memoria fosse venuta a mancargli. È stato accusato di aver seguito troppo i dogmi degli antichi filosofi e di non essersi sempre espresso con sufficiente esattezza. Ma in generale non si possono interpretare in modo favorevole i punti che appaiono riprovevoli. Se lo stile di quest'opera è un po' duro, se ne è ricompensati dall'erudizione che vi regna e dall'abbondanza e varietà dei materiali che racchiude. Clemente vi tratta con solidità diverse questioni che hanno per oggetto la morale, la metafisica, le eresie apparse fino ad allora, il paganesimo e la teologia. Nel sesto libro, traccia il carattere del vero cristiano, al quale dà il nome di *gnostico*. Vuole che egli domini le sue passioni, gnostique Nome dato da Clemente al vero cristiano compiuto. che osservi esattamente le regole della temperanza e che non conceda al suo corpo altro che ciò che è necessario per sostenerlo. Il vero gnostico, aggiunge, deve amare Dio sopra ogni cosa, e le creature per Dio; nulla deve essere capace di separarlo dall'amore di Dio. Sopporta con pazienza tutti gli accidenti di questa vita e si occupa solo dei mezzi per unirsi al sommo bene: mai si lascia trasportare dall'ira; prega continuamente per ottenere la remissione dei suoi peccati, con la grazia di non peccare più in futuro e di praticare la virtù.
Nel settimo libro, Clemente parla della virtù del suo gnostico. «Si applica», dice, «con tutte le sue forze a onorare Dio e ad amarlo; ad ascoltare, a imitare il suo Verbo che si è fatto uomo per la nostra salvezza; è dolce, onesto, affabile, paziente, caritatevole, sincero, fedele, temperante; disprezza i beni di questo mondo ed è nella disposizione di soffrire tutto per Gesù Cristo; non fa nulla per ostentazione, e le sue azioni non hanno altro motivo che l'amore per la giustizia e per la bontà di Dio. Infine, è un uomo interamente santo e tutto divino. Lo gnostico prega in ogni luogo, ma principalmente in segreto e nel profondo del suo cuore; prega senza sosta, al mattino alzandosi, a mezzogiorno, in viaggio, quando riposa, cercando in tutto di glorificare Dio, sull'esempio dei Serafini di cui si parla in Isaia». Distingue i veri Gnostici dagli eretici noti con questo nome, che turbavano allora la Chiesa con la loro abominevole dottrina su una perfezione immaginaria. Per premunire i fedeli contro gli errori e le stravaganze dei falsi mistici, spiega la natura e l'estensione di ogni virtù teologale, e mostra soprattutto in cosa consista l'amore puro. Insegna a non confondere la rassegnazione con l'indifferenza; tratta dell'attività, della trasformazione e dell'unione: ma in modo da evitare gli estremi e fissare i confini che separano la misticità dalle illusioni del fanatismo.
Trattati di morale e vita cristiana
Attraverso 'Il Pedagogo' e altri trattati, Clemente dettaglia le regole di condotta, di temperanza e l'uso cristiano delle ricchezze.
Il trattato intitolato: Quale ricco si salverà? è una spiegazione delle parole che Gesù Cristo rivolse a un giovane ricco di cui parla il Vangelo. L'autore vi mostra che non è affatto necessario, per essere salvati, rinunciare alle ricchezze, purché se ne faccia un buon uso. Vi tratta anche dell'amore di Dio e del prossimo, così come della penitenza, di cui prova l'efficacia attraverso la storia di quel giovane ladro che san Giovanni convertì.
Il Pedagogo di Clemente, diviso in tre libri, è un eccellente compendio di morale, dove si vede in che modo i buoni cristiani vivevano in quei primi tempi. L'autore mostra nel primo libro che Gesù Cristo è il Maestro, il Condottiero, il Pastore degli uomini, che tutti hanno bisogno di essere istruiti, e che la vita di un cristiano deve essere una serie ininterrotta di azioni virtuose. Si trovano nel secondo libro delle regole di condotta riguardo a certi doveri particolari, come l'astinenza, la mortificazione, l'umiltà, la preghiera, l'elemosina, la castità, tanto nello splendore del matrimonio quanto in quello della verginità. Seguendo la dottrina di Clemente, bisogna preferire un nutrimento semplice, non fosse altro che per ragioni di salute; un solo pasto al giorno deve bastare, due al massimo; vale a dire, oltre alla cena, una colazione di pane secco, senza bere. Egli prova, contro gli Encratiti, che l'uso moderato del vino è permesso, ma lo proibisce ai giovani. Si scaglia con forza contro il lusso nei mobili e nelle stoviglie. Vuole che si dorma poco, e mai di giorno; che si inizi la notte con la preghiera, e che non si sia più a letto quando appare il giorno. Egli prova, contro i pagani, che tutte le azioni impure sono crimini agli occhi stessi della ragione. Nel terzo libro, tratta della modestia e di molte altre virtù. Lo conclude esortando i suoi lettori ad ascoltare le divine lezioni di Gesù Cristo, che ringrazia per averlo reso membro della sua Chiesa. La preghiera che gli rivolge è ugualmente indirizzata al Padre e allo Spirito Santo. Quest'opera racchiude eccellenti massime per giungere alla perfezione cristiana; ma non la si potrebbe tradurre se non addolcendo certe espressioni, per riguardo ai costumi attuali.
Riconoscimento dotto e fine vita
Lodato per la sua erudizione da san Girolamo e Fozio, Clemente muore ad Alessandria verso il 217, lasciando un'opera monumentale.
Fozio osserva che lo stile di Clemente è fiorito, elegante e sublime nel Pedagogo e nell'Esortazione ai Gentili, sebbene la sua dizione non sia perfettamente pura. Abbiamo fatto notare che lo stile degli Stromati aveva qualcosa di più aspro rispetto a quello delle altre opere del santo dottore. Ma in tutte si ammira una vasta erudizione. San Girolamo definisce Clemente Alessandrino il più dotto degli scrittori ecclesiastici. Teodoreto dice che superava tutti gli altri per l'ampiezza delle sue conoscenze. Sant'Alessandro di Gerusalemme e gli antichi autori tessono grandi lodi della santità della sua vita.
Clemente morì ad Alessandria, prima d ella fine Alexandrie Luogo di rifugio e di studio durante la persecuzione. del regno di Caracalla, che fu assassinato nel 217.
Godescard, edizione Lefort, Lilla.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Studi in Grecia, Italia, Asia Minore, Assiria, Palestina ed Egitto
- Conversione al cristianesimo dopo la ricerca della verità
- Succede a Panteno come capo della scuola catechetica di Alessandria nel 189
- Ordinazione sacerdotale verso il 195
- Fuga in Cappadocia durante la persecuzione di Settimio Severo nel 202
- Predicazione a Gerusalemme e Antiochia
Citazioni
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La teologia è una scienza che non ha altro scopo se non una vita perfezionata da tutte le virtù.
Testo fonte -
Il vero gnostico deve amare Dio sopra ogni cosa, e le creature per amore di Dio.
Stromati, Libro VI