Papa di origine africana all'inizio del IV secolo, Milziade governò la Chiesa durante la pace di Costantino. Presiedette il concilio del Laterano nel 313 per risolvere lo scisma donatista, confermando l'innocenza di Ceciliano di Cartagine. Riconosciuto per la sua prudenza e moderazione, morì nel 314 e fu sepolto nelle catacombe di San Callisto.
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SAN MILZIADE O MELCHIADE, PAPA (314).
Pontificato e decreti liturgici
Originario dell'Africa, Melchiade esercitò il suo pontificato all'inizio del IV secolo, segnando il suo regno con decreti contro il manicheismo e l'organizzazione delle Eulogie.
«M elchiade o Milziade», Melchiade ou Miltiade Papa di origine africana che ha regnato dal 310 al 314. dice il Liber Pontificalis, «era nato in Africa; sedette per tre anni, sette mesi e dodici giorni, dal consolato di Massimiano (310), fino alle idi di gennaio, sotto il consolato di Volusiano e Aniano (10 gennaio 314). Con una costituzione, proibì a tutti i fedeli di digiunare il giovedì e la domenica, perché i Manichei, veri idolatri che allora infestavano la città di Roma, avevano scelto ques Rome Città natale di Massimiano. ti due giorni per i loro digiuni solenni. Regolarizzò con un decreto la distribuzione del pane fermentato, benedetto dal vescovo sotto il nome di Eulogie. In un'ordinazione nel mese di dicembre, impose le mani a sette sacerdoti, cinque diaconi e dodici vescovi destinati a diverse chiese. Fu sepolto nella cripta pontificia della catacomba di San Callisto, sulla via Appia. Dopo di lui la sede pontificia rimase vacante per sedici giorni».
Le origini dello scisma donatista
Il testo descrive la crisi di successione a Cartagine tra Ceciliano e Maiorino, alimentata dalle accuse di Donato riguardanti i 'traditores' durante la persecuzione.
Il primo anno del pontificato di san Milziade (311) fu segnato dal compimento dello scisma dei Donatisti. I vescovi d'Africa, approfittando della pace che era appena stata restituita alla Chiesa dall'imperatore Galerio, si erano riuniti a Cartagine per dare un successore a Mensurio, vescovo di quella città, morto durante la persecuzione. Il diacono Cecilian Cécilien Vescovo di Cartagine la cui elezione fu contestata dai donatisti. o fu eletto all'unanimità. Felice, vescovo di Aptungi, gli impose le mani, lo fece sedere sulla cattedra episcopale e gli consegnò l'inventario dei vasi d'oro e d'argento di cui Mensurio aveva affidato la custodia agli anziani della Chiesa. Alcuni di questi infedeli depositari avevano sperato di sottrarre a proprio vantaggio alcuni di questi oggetti preziosi. Si allearono con due diaconi intriganti, Botro e Celeusio, che avevano manifestato le loro pretese alla sede di Cartagine. Di concerto con questi ministri ambiziosi, chiamarono quei vescovi di Numidia che non era stato possibile convocare all'epoca dell'ordinazione di Ceciliano. Sotto la guida di Donato, vescovo di Case Nere, città della Numidia, si riunirono in conciliabolo e deposero Ceciliano, con il pretesto che Felice di Aptungi, che gli aveva imposto le mani, fosse un traditore; che inoltre Ceciliano si era rifiutato di recarsi alla loro assemblea; infine, che essendo ancora diacono, avrebbe impedito ai fedeli di portare soccorso ai Martiri nelle loro prigioni, durante la persecuzione di Diocleziano. Considerando dunque la sede di Cartagine come vacante, elessero e ordinarono vescovo il lettore Maiorino. Tale fu l'origine del lungo scisma di Cartagine, noto sotto il nome di scisma dei Donatisti, perché Donato, il vescovo di Case Nere, ne fu il più ardente e il principale fautore.
Il giudizio del concilio di Roma
Sotto l'impulso di Costantino, Melchiade presiede un concilio al Laterano nel 313 che scagiona Ceciliano e condanna Donato, promuovendo al contempo la riconciliazione.
Tuttavia Costantino aveva appena sconfitto il tiranno Massenzio e fatto il suo ingresso trionfale nella città eterna. I donatisti gli presentarono una richiesta per sostenere il loro scisma con la sua autorità. Per tutta risposta, Costantino incaricò il Papa di giudicarli e di pronunciare contro di loro una sentenza definitiva. Conformemente alle intenzioni dell'imperatore, Melchiade aprì, il 2 ottobre 313, nell'antico palazzo del Laterano, allora abitato dall'imperatrice Fausta, un concilio composto da diciannove vescovi d'Italia e delle Gallie. Donato si presentò di persona per sostenere le accuse calunniose che il suo partito non cessava di avanzare contro Ceciliano, il vescovo legittimo di Cartagine. Ma riuscì solo ad attirare su di sé la severità del concilio. Convinto di aver ribattezzato gli eretici e di aver conferito l'ordinazione episcopale a traditori notoriamente conosciuti come tali, fu scomunicato. Si esaminarono poi in dettaglio gli atti del conciliabolo dei vescovi di Numidia che, nel 311, avevano condannato Ceciliano. Furono trovati macchiati di irregolarità, violenza e spirito di parte. Ciascuno dei capi d'accusa articolati contro Ceciliano fu poi discusso ed esaminato attentamente. Nessuno reggeva a un esame serio; non era che un tessuto di invenzioni menzognere e di calunnie. La questione così chi arita, san Melc saint Melchiade Papa di origine africana che ha regnato dal 310 al 314. hiade, con l'unanime parere dei vescovi del concilio, proclamò l'innocenza di Ceciliano e la legittimità della sua ordinazione. Ma, con quello spirito di alta prudenza che distingue tutte le misure emanate dalla Santa Sede, il Papa non volle separare dalla sua comunione né i vescovi che avevano condannato Ceciliano, né quelli che erano stati inviati a Roma per accusarlo. Offrì persino, aggiunge sant'Agostino, di ricevere nella sua comunione coloro che erano stati ordinati da Maiorino, il vescovo donatista di Cartagine; in modo che in tutti i luoghi in cui si fossero trovati due vescovi, in seguito allo scisma, colui che avesse l'anzianità di ordinazione sarebbe stato mantenuto e si sarebbe dato il primo seggio vacante all'altro. Donato fu il solo escluso da questa misura di misericordia. Fu condannato come l'autore di tutto il turbamento. Ripartì per l'Africa, più animato che mai e pronto a fomentare nuove discordie.
Morte e posterità
Melchiade muore nel 314, lodato da sant'Agostino per la sua moderazione; le sue reliquie sono in seguito traslate nella chiesa di San Silvestro in Capite.
Il papa san Melchiade non ne vide la fine. Morì tre mesi dopo, il 16 gennaio 314. La sua moderazione, la sua prudenza e la sua carità gli valsero le lodi di san t'Agostino che saint Augustin Padre della Chiesa e maestro spirituale di Possidio. esclama, parlando del santo Pontefice: «O uomo eccellente! o vero figlio della pace! o vero padre del popolo cristiano!». Fu sepolto nel cimitero di Callisto, e traslato più tardi nella chiesa di San Silvestro in Capite, da san Paolo I.
M. l'a bbé Darras, Hi saint Paul Ier Papa che ha traslato le reliquie di Melchiade. stoire générale de l'Église, tomo VIII, pagine 606-639.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Elezione al pontificato nel 310 o 311
- Divieto di digiunare il giovedì e la domenica contro i manichei
- Regolarizzazione della distribuzione del pane fermentato (Eulogie)
- Presidenza del concilio del Laterano il 2 ottobre 313
- Condanna di Donato e dello scisma donatista
- Proclamazione dell'innocenza di Ceciliano di Cartagine
Citazioni
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O uomo eccellente! o vero figlio della pace! o vero padre del popolo cristiano!
Sant'Agostino