Vescovo di Cambrai e di Arras nel VII secolo, Sant'Aubert fu un pastore influente vicino al re Dagoberto I. Svolse un ruolo importante nell'espansione del monachesimo nella Gallia belgica, guidando grandi figure come San Landelino, Santa Valdetrude e San Ghislain. È tradizionalmente venerato come patrono dei panettieri.
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SANT'AUBERT, VESCOVO DI CAMBRAI E DI ARRAS
Introduzione e primi anni
San Aubert è presentato come un vescovo importante del Nord della Francia, sebbene le sue origini esatte rimangano sconosciute.
L'episcopato di sant'Aubert saint Aubert Vescovo che conferì la tonsura a Mauger. è uno dei più belli che la storia delle diocesi di Cambrai e d i Arras Cambrai Sede episcopale principale di sant'Aubert. possa presentare; esso pone incontestabilmente questo pontefice al rango dei grandi vescovi che brillarono nell'VIII secolo nel nord del paese dei Franchi. Per la sua posizione e il suo carattere, fu in rapporto con illustri personaggi e si servì prudentemente del loro ministero per estendere la fede nelle vaste contrade affidate alla sua sollecitudine pastorale.
I primi anni di sant'Aubert sono sconosciuti. Non si sa nemmeno chi fossero i suoi genitori, né in quale paese sia nato. Se si vuole credere ad alcuni autori, fu nel villaggio di Haucourt, o almeno in un luogo abbastanza vicino a Cambrai. Fin dalla giovinezza si distinse per una modesta gravità e una saggezza precoce che gli guadagnavano tutti i cuori. La sua anima, nemica della dissimulazione, si apriva a tutti i bei sentimenti e riceveva con santa avidità le benedizioni e le grazie del cielo. Di buon'ora, queste inclinazioni virtuose gli aprirono le porte del santuario, dove appariva manifesto che Dio lo chiamava. Se ne fu prontamente convinti quando si vide il giovane chierico, appena ammesso alla tonsura, camminare con fervore nelle vie della perfezione. Qualche anno dopo, fu giudicato degno di essere promosso al sacerdozio, e la chiesa di Cambrai vide con felicità salire all'altare colui che Dio destinava a governarla presto con saggezza.
Elezione e relazioni reali
Eletto vescovo nel 633, intrattiene stretti legami con il re Dagoberto I che dota riccamente la chiesa di Cambrai.
In effetti, essendo morto Aldeberto o Ableberto, i suffragi del clero e del popolo si rivolsero all'umile Aubert, a cui questo onore e questo incarico ispiravano i timori più vivi. Se avesse consultato i desideri del suo cuore, si sarebbe ritirato in qualche solitudine per consacrarvi la sua vita alla preghiera e alla meditazione delle cose del cielo; ma fu necessario cedere e accettare, con il fardello dell'episcopato, le pene e le fatiche che ne sono la condizione inseparabile. Fu il 21 marzo dell'anno 633 che sant'Aubert ricevette la santa unzione dalle mani di Leudegise, metropolita di Reims, assistito da Athole di Laon, e da sant'Achaire di Tournai e Noyon. La grazia dell'ordinazione sembrò aumentare ancora in lui il desiderio che aveva di camminare sulle tracce di Gesù Cristo: così, in poco tempo, la sua reputazione di saggezza, di scienza e di virtù si diffuse in ogni luogo. Dalle città più lontane si veniva per ascoltare alcuni dei suoi discorsi o per chiedergli consigli; e la chiesa di Cambrai contemplava, con legittimo orgoglio, questo spettacolo che faceva la sua gloria e attestava la sua felicità. Il re dei Franchi s tesso, Dagob Dagobert Ier Re dei Franchi sollecitato da Sulpizio per annullare un'imposta. erto I, visitò sant'Aubert nella sua città episcopale, e fu tanto colpito quanto soddisfatto dalle parole sagge che sentì uscire dalla sua bocca. Più di una volta ritornò con i signori della sua corte, per ricevere i consigli, le esortazioni e forse i rimproveri paterni del pio vescovo. Sant'Aubert gli parlava allora «della vigilanza, della sollecitudine che doveva apportare nell'amministrazione del suo regno. Gli ricordava la felicità che Dio riserva a coloro che avranno ben vissuto sulla terra, il terribile giudizio che seguirà la morte, e le dolci speranze dell'eternità che dobbiamo mantenere nelle nostre anime». Dagoberto, affascinato dall'ascoltarlo, sentiva aumentare ancora la sua gioia quando vedeva il venerabile pontefice levare le mani verso il cielo per invocare sul suo capo reale le benedizioni del Signore. Tanto per soddisfare la sua pia liberalità quanto per dare a sant'Aubert una testimonianza del suo affetto e della sua riconoscenza, fece dono alla chiesa di Nostra Signora di una villa del dominio reale, chiamata Onnaing. Vi aggiunse in seguito Quaroube, villaggio situato a poche leghe da Valenciennes.
In mezzo a questi onori che la sua virtù gli attirava, il degno vescovo, sempre pieno di umiltà, riportava fedelmente a Dio gli omaggi che sapeva essere dovuti solo a Lui. Nulla poté mai distoglierlo da questi sentimenti, né i rispetti di cui Dagoberto lo circondava, né l'incarico e la dignità di cui era rivestito, né le opere ammirevoli e i miracoli che operava. Un giorno, persino, mentre il popolo, colpito da un prodigio compiuto sotto i suoi occhi, esplodeva in trasporti e grida di allegrezza, si sforzò, con una toccante semplicità, di calmarlo, non smettendo di ripetere che non era affatto a lui, ma alla sola virtù di Dio che bisognava attribuire queste meraviglie.
Il tutorato di san Landelino
Aubert guida il giovane Landelino, piange il suo momentaneo smarrimento e lo accompagna nella sua conversione e nelle sue fondazioni monastiche.
Per le sue opere e le sue virtù, sant'Aubert si era reso estremamente caro ai suoi diocesani, e tutti amavano trovarsi vicino a lui per godere dei suoi colloqui. Le famiglie più potenti gli affidavano i propri figli, affinché egli ispirasse loro, insieme al gusto per la scienza, l'amore di Dio e la pratica del bene. Tra questi fanciulli, si cita in particolare il gio vane Lan Landelin Discepolo e figlio spirituale di sant'Aubert, fondatore di monasteri. delino, nato nel villaggio di Vaulx, vicino a Bapaume, che il Santo aveva tenuto egli stesso al fonte battesimale. Il giovane adolescente cresceva nel casto timore del Signore, sotto gli occhi di sant'Aubert, che non trascurava nulla per sviluppare nel suo cuore i germi delle virtù. Per qualche tempo poté sperare che il successo coronasse i suoi desideri; ma un giorno, Landelino, per imprudenza, prestò orecchio a parole perfide, che lo gettarono sulla via del vizio. Sant'Aubert pianse a lungo questo figlio prodigo che l'aveva abbandonato. Rivolse al cielo le più ferventi preghiere affinché la grazia toccasse il suo cuore e lo riconducesse a Dio. I suoi voti furono esauditi; ebbe la consolazione di ricevere tra le sue braccia questo figlio tanto amato, che il rimorso per il crimine e il timore dei giudizi di Dio richiamavano alla virtù. La vita di Landelino, divenuto in seguito un grande Santo, ci insegna come il saggio pontefice seppe volgere a vantaggio spirituale del suo discepolo e della religione la sventura dei suoi smarrimenti. Tre viaggi a Roma intrapresi in spirito di penitenza, quattro celebri monasteri fondati sulle rive della Sambre, numerosi missionari usciti da questi ritiri per evangelizzare i popoli delle contrade vicine, virtù che suscitarono l'ammirazione di tutto il paese: tali sono le opere che segnarono il ritorno a Dio del figlio spirituale di sant'Aubert.
Espansione monastica e incontri
Il vescovo accoglie san Ghislain e consacra diversi monasteri, influenzando figure come san Vincenzo e santa Valdetrude.
A questa consolazione succedette quella che gli procurò la vi sita di san Ghislain di saint Ghislain d'Athènes Santo straniero accolto da Aubert, fondatore di un monastero. Atene, che una voce dal cielo aveva chiamato in quei luoghi, dove contribuì molto anche a diffondere la fede e a propagare la vita religiosa. Arrivato in un luogo chiamato Ursidongus, dove in seguito si formò la città che porta il suo nome, san Ghislain vi gettò le fondamenta di un monastero, proponendosi di andare subito a rendere omaggio al vescovo del luogo. Ma già sant'Aubert era stato avvertito da alcune persone, il cui zelo non apparve puro ai suoi occhi. Almeno approfittò del rapporto che gli fecero per dare loro una lezione di carità e di semplicità. Poiché gli annunciavano che uno straniero, venuto, si diceva, da un paese lontano, si stabiliva nella sua diocesi; che forse era un falso apostolo, capace di sedurre e di ingannare la fede dei fedeli, il santo vescovo disse loro con la sua bontà abituale: «Non spetta a voi giudicare così un uomo che non è conosciuto, e non dovete fermarvi a questi pensieri prima di aver provato se vengono da Dio». Allo stesso tempo inviò un uomo di fiducia a pregare san Ghislain di venire a trovarlo a Cambrai. Il pontefice si intrattenne con lui e non tardò a concepire per il virtuoso straniero un profondo rispetto e un religioso affetto. Promise persino che sarebbe andato a benedire la sua chiesa non appena fosse stata terminata. Infatti, all'epoca fissata, vi si recò con sant'Amando, il suo v enerabile a saint Amand Vescovo missionario e amico di sant'Aubert. mico, ed entrambi consacrarono questa nuova casa di preghiera, in mezzo a una moltitudine di spettatori. Nella folla appariva Mauger, da allora cos ì cono Mauger Signore convertito da Aubert e Amando, fondatore di Hautmont. sciuto sotto il nome di san Vincenzo. Questo signore fu così toccato dalle esortazioni che rivolsero alla folla, dopo la cerimonia, i due santi vescovi, che risolse fin da allora di lasciare il mondo per dedicarsi al servizio di Dio. Infatti, qualche tempo dopo, andò a Cambrai a conferire su questo importante affare con sant'Aubert e ricevette dalle sue mani la tonsura; dopo di che si ritirò in un monastero che fece costruire sulla collina di Hautmont.
Santa Valdet rude, sua spo Sainte Vaudru Sposa di san Vincenzo, ricevette il velo da sant'Aubert. sa, imitò il suo esempio. Chiese il velo al santo vescovo, poi se ne andò ad abitare una umile dimora, a Château-Lieu, dove sorge oggi la città di Mons. Non era l'ultima consolazione che questa nobile famiglia dava alla chiesa: Aldegonda, sorella di santa Valdetrud Aldegonde Sorella di santa Valdetrude, fondatrice di Maubeuge. e, apprendendo un giorno che sant'Amando e sant'Aubert si trovavano con altri servitori di Dio nell'abbazia di Hautmont, vi si recò in tutta fretta e li pregò con lacrime di permetterle di abbracciare, come sua sorella, la vita religiosa. I due pontefici, dopo averla interrogata con cura, accedettero alla sua richiesta e le diedero il velo delle vergini. Poco dopo fondò, in un luogo deserto e selvaggio, sulle rive della Sambre, un monastero attorno al quale sorse la città di Maubeuge.
Consacrazioni e missioni
Aubert moltiplica le consacrazioni di chiese (Marchiennes, Maroilles) e sostiene i missionari irlandesi nell'Hainaut.
Così, il venerabile Aubert vedeva prosperare la religione e le istituzioni cristiane moltiplicarsi nelle sue due diocesi, dove tutte queste comunità divenivano mezzi di santificazione per i popoli. Ebbe ancora la consolazione di consacrare la chiesa del monastero di Marchiennes, dove santa Rictrude si era ritirata con le sue figlie dopo la tragica morte del marito Adalbaldo; quella di Maroilles, che san Umberto costruì al ritorno dal suo secondo viaggio a Roma; e, verosimilmente anche, quella di Nostra Signora di Condé, dove san Wasnon, giunto dalla Scozia, annunciava la parola di Dio. Inoltre, favorì molto queste colonie di apostoli irlandesi, che percorrevano le vaste diocesi del nord, evangelizzando ovunque i popoli e fondando spesso oratori, chiese o monasteri, fino nelle terre più lontane dell'Hainaut e del Brabante.
Venerazione delle reliquie
Organizza la traslazione dei resti di san Vedasto ad Arras dopo una visione e assiste sant'Eligio per quella di san Fursio.
Ma nello stesso tempo in cui cercava, con tutte le sante premure del suo zelo, di formare nuovi Santi per il cielo, sant'Aubert vegliava anche a onorare le reliquie di coloro che già godevano della gloria, e i cui resti mortali erano conservati sulla terra. Si direbbe che Dio stesso, in diverse circostanze, si compiacque di soddisfare questi desideri del santo vescovo. Una notte che si trovava ad Arras, dove Arras Città in cui Federico esercita le sue funzioni di prevosto. si recava in certi periodi per regolare gli affari di quella chiesa, mentre i suoi discepoli riposavano, egli si alzò, secondo la sua consuetudine, e si mise a pregare fino all'aurora. La sua orazione non era ancora terminata quando, uscendo dalla sua dimora, si recò sulle mura della città, come per respirarvi l'aria pura del mattino. Lì un pensiero colse improvvisamente il suo spirito. «Si domandava perché il beato Vedasto, rinchiuso così a lungo in un'u Vaast Predecessore di cui Aubert organizza la traslazione delle reliquie. mile sepoltura, non ricevesse sulla terra l'onore che gli era dovuto, mentre nel cielo era già partecipe delle gioie della celeste Gerusalemme, dove brillava come un astro nel firmamento». Iniziò subito a esaminare in quale luogo avrebbe fatto traslare quel corpo santo, per rendergli gli omaggi che meritava. Il suo spirito era tutto colmo di questi pensieri quando, al levar del sole, avendo il volto rivolto verso l'Oriente, vide, al di là del piccolo fiume chiamato Crinchon, un uomo tutto brillante di luce. Con una verga in mano, misurava l'ubicazione di una chiesa; come l'angelo che Ezechiele, in una visione profetica, scorse mentre misurava il tempio di Gerusalemme. A questa vista, sant'Aubert comprese che la volontà di Dio era che il corpo di san Vedasto fosse trasferito in quel luogo. Si affrettò a darne avviso al suo venerabile collega sant'Omero, e lo invitò alla cerimonia che preparava per la traslazione di quelle reliquie. Nonostante la sua tarda età e le sue infermità, il santo vescovo di Thérouanne si recò con premura presso sant'Aubert, e si congratulò per il felice pensiero che il cielo gli aveva ispirato. Una folla immensa si riunì quel giorno nella città di Arras. Quando tutto fu disposto, si aprì il sepolcro, e al canto di inni e cantici si rimosse da quel luogo il prezioso deposito con il più profondo rispetto. Alcune parti abbastanza considerevoli vi furono lasciate tuttavia, affinché quella basilica, dove san Vedasto aveva così spesso celebrato i divini misteri e istruito il suo popolo, non fosse interamente privata della sua presenza. A un segnale dato ci si mise in cammino, e la processione si diresse verso il luogo indicato dall'angelo del Signore. Sant'Aubert ebbe ancora l'occasione di soddisfare la sua pietà verso i Santi, durante la traslazione del corpo di san Fursio, abate del monastero di Lagny, nella chiesa di Péronne, che aveva fatto costruire Erchinoaldo, maggiordomo di palazzo. Sant'Eligio, nella cui diocesi si tro vava quell Saint Éloi Vescovo contemporaneo e amico di Aubert. a città, lo pregò di assisterlo nell'adempimento di questo pio ministero. I due santi pontefici si edificarono a vicenda, durante i giorni che trascorsero sotto lo stesso tetto, intrattenendosi insieme sulle cose di Dio e della Chiesa: poi, dopo essersi scambiati il bacio fraterno, si separarono per rivedersi poco più tardi in cielo.
Fine della vita e patronato
Aubert muore verso il 669. È tradizionalmente rappresentato con un asino e diventa il patrono dei panettieri.
Non si trovano altri eventi degni di nota nella vita di sant'Aubert prima del giorno della sua morte, sulla quale non si hanno dettagli. Essa dovette avvenire verso l'anno 669.
Sant'Aubert viene rappresentato con accanto un asino carico di due ceste piene di pane, che porta al collo una borsa destinata a ricevere il prezzo della consegna. Questo perché sant'Aubert è onorato, non sappiamo per quale motivo, come patrono dei panettieri in Belgio e nei Paesi Bassi francesi.
Traslazioni e culto postumo
Le sue reliquie furono spostate per proteggerle dai Normanni, e successivamente condivise con Magdeburgo sotto l'imperatore Ottone il Grande.
[APPENDICE: CULTO E RELIQUIE.]
Si ritiene che il corpo di sant'Aubert sia stato sepolto nella chiesa di San Pietro, allora situata fuori città e ora racchiusa entro le sue mura. Vi riposò fino al tempo di Bodilon, il suo quattordicesimo successore. Questo prelato, vedendo gli orribili devastazioni causate dai Normanni nel paese, e notando inoltre con rammarico che il venerabile vescovo Aubert non riceveva più gli omaggi che meritava, traslò il suo corpo nella sua chiesa cattedrale di Santa Maria, nell'anno 888, il terzo anno del suo episcopato.
Quando l'imperatore Ottone il Grande, fi Othon le Grand Imperatore del Sacro Romano Impero, fratello di Brunone di Colonia. glio di Enrico l'Uccellatore, salì sul trono imperiale e cercò di riparare ai mali delle guerre passate, fondò in Germania diversi nuovi vescovadi, tra cui quello di Magdeburgo, ai c onfini del Magdebourg Sede arcivescovile dove viene nominato Norberto. paese dei Sassoni e degli Slavi. Questi popoli si stavano allora convertendo in gran numero alla voce dei missionari che vi predicavano il Vangelo. Al fine di arricchire queste chiese con le reliquie dei Santi, le cui virtù, ricordate ai fedeli, facessero sul loro spirito una salutare impressione, ne chiese a diversi prelati, e in particolare al venerabile Fulberto di Cambrai. Ottone avrebbe desiderato ottenere, per la sua città di Magdeburgo, a cui era particolarmente affezionato, i corpi di san Gery e di sant'Aubert; ma, nonostante tutti i favori che l'imperatore aveva concesso alla città di Cambrai, Fulberto non ritenne di poter accedere ai suoi desideri. Per soddisfarlo tuttavia in qualcosa, e dargli una prova di buona volontà, il pontefice, dopo aver sollecitato il consiglio di alcuni ecclesiastici prudenti, esumò il corpo di san Teodorico, uno dei suoi predecessori, e quello di un altro Santo il cui nome non è noto. Li inviò all'imperatore Ottone il Grande, aggiungendovi una parte del corpo di sant'Aubert, che divenne così allo stesso tempo il difensore e il patrono delle città di Cambrai e di Magdeburgo.
Poco tempo dopo, Herluin pensò di riparare la chiesa di San Pietro, nella quale sant'Aubert era stato sepolto; ma la morte lo colse quando l'aveva appena iniziata. Gerardo I completò la sua opera: consacrò questa chiesa il 1° ottobre 1615 e ricollocò il corpo di sant'Aubert nel luogo della sua sepoltura.
Fulberto di Chartres, terminando la sua Vita di sant'Aubert, dice che, ai suoi tempi, venivano operati miracoli per sua intercessione. Balderico riporta la stessa cosa, e Molanus aggiunge che furono soprattutto numerosi, nel 1637, per uno spazio di quaranta giorni.
Vies des Saints de Cambrai et d'Arras, par M. l'abbé Dectombea.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Consacrazione episcopale il 21 marzo 633 da parte di Leudegise
- Visita di re Dagoberto I a Cambrai
- Battesimo di san Landelino
- Consacrazione dell'abbazia di San Ghislain con sant'Amando
- Traslazione delle reliquie di san Vedasto ad Arras
- Assistenza a sant'Eligio per la traslazione di san Fursy
Miracoli
- Visione di un angelo che misura il luogo della chiesa per san Vaast
- Numerosi miracoli riportati nel 1637
Citazioni
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Non spetta a voi giudicare così un uomo che non è conosciuto, e non dovete affatto fermarvi a questi pensieri prima di aver provato se provengono da Dio
Parole rivolte a coloro che criticavano san Ghislain