Nobile di nascita e canonico di Lione, Ponzio di Balmey fondò la certosa di Meyria prima di diventare vescovo di Belley nel 1121. Nonostante le sue alte funzioni e il suo ruolo diplomatico al concilio di Pisa, conservò una vita di austerità monastica rigorosa. Terminò i suoi giorni nella solitudine della sua cara certosa di Meyria nel 1140.
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IL BEATO PONZIO DI BALMEY,
VESCOVO DI BELLEY
Origini e formazione ecclesiastica
Ponzio di Balmey, proveniente dalla nobiltà del Bugey, si distinse per i suoi studi e divenne canonico, poi penitenziere e scolastico a Lione.
Il beato Ponzio di Balmey nacq Ponce de Balmey Vescovo di Belley e fondatore della certosa di Meyria. ue nel villaggio che porta questo nome, dipendente oggi dalla parrocchia di Vieux-d'Izenave (Ain, circondario di Nantua, cantone di Brenod), nel Bugey. Nobile rampollo di Northolde, signore del medesimo luogo, Ponzio accrebbe con l'integrità dei suoi costumi e con la santità della sua vita lo splendore della sua nascita.
Dopo essere stato accuratamente istruito in ogni genere di letteratura coltivata ai suoi tempi, fu accolto tra i canonici di Lione. Il suo merito lo fece promuovere in breve tempo alle dignità di penitenziere e di scolastico. La sua unica occupazione in tali uffici era quella di guadagnare anime a Dio attraverso le sue preghiere e le sue istruzioni. Persuaso che gli esempi predichino sempre più forte delle parole, fu il primo a praticare ciò che insegnava agli altri con le sue predicazioni. Informato della vita edificante che conducevano i religiosi della Grande Chartreuse, ottenne, nel 1116, il consenso dei suoi fratelli Garnier, signore di Balmey, e Guglielmo, sign ore di Dorches, per fondare una cer chartreuse dans la vallée de Meyria Monastero fondato da Ponce nel Bugey. tosa nella valle di Meyria, che possedeva congiuntamente a loro per diritto di eredità. Fece, alla presenza del capitolo di Lione, un'intera cessione di tale patrimonio, con diritto di proprietà, g iurisdizione e d Étienne de Bourg Parente di Ponzio e primo priore di Meyria. ipendenze, a Stefano di Bourg, suo parente, uno dei sette compagni di san Bruno che fu inviato a Meyria per presiedere alla costruzione di questa certosa, della quale fu stabilito come primo priore.
La fondazione della certosa di Meyria
Nel 1116, Ponzio cede il suo patrimonio per fondare la certosa di Meyria, affidata a Stefano di Bourg, compagno di san Bruno.
Si era occupati a erigere questo edificio, quando Ponzio prese la risoluzione di recarsi alla certosa di Grenoble per consacrarsi alla vita religiosa. Il venerabile Ghigo, che ne era allora priore, lo accolse con affettuosa benevolenza, e appena ebbe fatto professione fu inviato a Meyria per assumere il governo della nuova colonia religiosa che gli doveva il suo stabilimento e che aveva appena perso Stefano, il suo priore, morto il 4 gennaio 1118. Ognuno si felicitava di aver ritrovato in lui il santo uomo che si piangeva a così giusto titolo; sotto la sua direzione la certosa di Meyria divenne fiorente.
Impegno monastico e priorato
Dopo aver fatto professione alla Grande Chartreuse sotto il priore Guigo, Ponzio divenne priore di Meyria nel 1118.
La fama di Ponzio, accompagnata dal buon odore delle sue virtù, fece volgere verso di lui gli sguardi della Chiesa di Belley, vedova d Église de Belley Diocesi di origine e luogo di insegnamento del santo. i pastore, che lo richiese per sostituire il vescovo Guglielmo che la morte le aveva appena tolto. Il nostro Beato, spaventato da questa notizia, gemette, pianse, e solo la voce dell'autorità poté trarlo dalla solitudine e costringerlo a subire l'onere dell'episcopato nel 1121. In questa alta dignità, Ponzio, non solo diede al suo gregge l'esempio della più sublime virtù, ma seppe anche prevenire il suo favore con maniere dolci e affabili, e soprattutto con il suo temperamento indulgente nei confronti dei peccatori; accoglieva i più incalliti con una bontà paterna, e per quanto deplorevoli fossero i loro smarrimenti, non disperava mai del loro ritorno. In questo modo, addolcì per le sue pecorelle ciò che vi era di austero nella morale che predicava loro. Il suo tono di semplicità contribuì non poco a farlo amare: nemico dello sfarzo e di ogni magnificenza, insensibile all'adulazione che spesso viene a strisciare fino ai piedi del trono di un vescovo, sdegnando le premure affannose delle persone che lo circondavano, soprattutto quando si accorgeva che un sentimento basso le faceva agire, Ponzio non si compiaceva che in compagnia dei poveri, per i quali ebbe sempre viscere di padre.
Episcopato e virtù pastorali
Nominato vescovo di Belley nel 1121, si dedicò ai poveri, ai peccatori e alla ricostruzione degli edifici diocesani dopo un incendio.
Il suo amore per la penitenza eguagliava la sua umiltà; non si accontentava di predicare la mortificazione agli altri, ma castigava il proprio corpo con la più dura disciplina e portava sulla carne un cilicio capace di spaventare persino i penitenti della Tebaide. Il suo letto era semplice e duro come quello che aveva a Meyria; un po' di pane e acqua era tutto il suo nutrimento il lunedì, il mercoledì e il venerdì; gli altri giorni, vi aggiungeva solo qualche verdura grossolanamente preparata, talvolta del formaggio e qualche goccia di vino; per confor marsi alla regola d règle des Chartreux Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. ei Certosini, che seguiva quanto i doveri del suo stato glielo permettevano, si astenne sempre dalla carne, anche quando era malato.
È così che questo venerabile e vigile pastore univa l'esempio alla predicazione, per insegnare alle anime affidate alle sue cure il cammino della vita eterna tracciato dalla croce del Salvatore. I suoi lavori portarono frutti; distolse diversi grandi personaggi dalle vie dell'iniquità, aprì loro gli occhi sul nulla del mondo e li convertì al Signore. I suoi esempi e le sue esortazioni fecero nascere in molti dei suoi parenti e amici il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Tra questi vi furono Garnier, suo fratello, che si fece certosino a Meyria, dove visse e morì santamente il 1° giugno 1140, all'età di oltre cento anni, e il beato Nantelle, suo segretario, che andò a consacrarsi a Dio nella solitudine di Portes, da dove fu tratto per essere posto sulla sede episcopale di Belley, che illustrò con le sue virtù. Pastore formato sul modello che san Paolo traccia di un vero vescovo, Ponce vegliò sempre attentamente sulla sua Chiesa e pose tutta la sua sollecitudine nel preservarla dai lupi rapaci. Mai il favore, l'intrigo o la ricchezza gli fecero aprire il santuario a dei mercenari; la scienza e i costumi erano l'unica raccomandazione che avesse accesso presso di lui.
Una delle sue principali cure fu quella di risollevare la sua cattedrale, la dimora dei suoi canonici e gli ospedali di Belley, considerevolmente danneggiati sotto i suoi predecessori da un incendio che aveva causato grandi danni in città. La sua vigilanza non si limitò a Belley; non ebbe altri confini se non quelli della sua diocesi, che non cessò di evangelizzare con tutto lo zelo di un apostolo. Gli autori della sua vita affermano che il cielo si compiacque spesso di ricompensare il santo vescovo con favori straordinari e che guarì miracolosamente diverse persone affette da malattie inveterate.
Il Concilio di Pisa e le persecuzioni
Ponce partecipa al concilio di Pisa nel 1134 con san Bernardo, ma subisce violenze e la prigionia in Toscana durante il suo ritorno.
Nel 1138, Ponce si trovava alla certosa di Portes con Umbaldo, arcivescovo di Lione, e s ant'Ugo, vescovo di Grenoble, ch saint Hugues, évêque de Grenoble Vescovo di Grenoble e amico di Ponzio. e vi si erano recati per consacrare la chiesa superiore. Colse l'occasione per rivelare a quei venerabili prelati la risoluzione che aveva preso di lasciare la sua Chiesa per ritornare nella solitudine. «Ricordatevi», mio carissimo fratello, gli rispose sant'Ugo, «come fui rimproverato dal nostro maestro Bruno, quando volli rinunciare al mio vescovado per ritirarmi con lui nel deserto, cosa di cui vi ho spesso parlato. Non abbandonate dunque le pecore che il divino Pastore ha affidato alla vostra custodia. Continuate a vegliare su di esse fino alla morte». Questi saggi consigli sembrarono averlo distolto dal suo progetto; riprese le sue funzioni con un nuovo coraggio.
Il papa I nnocenzo II avev pape Innocent II Papa regnante durante la vita del santo. a convocato un concilio a Pisa nel 1134. Ponce vi si recò con san Bernardo, abate di Chiaravalle, saint Bernard, abbé de Clairvaux Abate di Chiaravalle e maestro spirituale di Raoul. e un gran numero di prelati francesi. Ebbe la consolazione di vedere canonizzare in quel concilio Ugo, vescovo di Grenoble, suo amico, rapito da due anni all'affetto del suo gregge. Al loro ritorno da Pisa, i vescovi francesi furono arrestati e maltrattati in Toscana da una banda di briganti assoldati dall'antipapa Anacleto e da Corrado III, re dei Romani, suo sostenitore. Arrivati a Pontremoli, furono di nuovo arrestati; Ponce, gravemente ferito, fu rinchiuso in una stretta prigione con molti altri vescovi e abati. Pietro il Venerabile, abate di Cluny, che era tra loro, scrisse al Papa questa lamentevole storia per pregarlo di agire severamente contro gli autori di questo crimine. Infine, liberato dalla sua prigione, il vescovo di Belley rientrò nella sua diocesi; ma indebolito dall'età e dalle sue lunghe austerità, ottenne, quello stesso anno, dal papa Innocenzo II, a forza di importunità, il permesso di ritornare nella solitudine. Non volendo tuttavia lasciare il suo gregge senza pastore, diresse i suffragi del clero e del popo lo su B Berlion Successore di Ponzio sulla cattedra di Belley. erlion, personaggio che, per una felice unione di tutte le virtù, gli sembrava degno dell'episcopato. Questa nomina essendo stata approvata dal Papa, Ponce fece gli addii più toccanti alle sue pecorelle, stabilì Berlion a capo del suo popolo, e riprese la strada di Meyria con l'allegrezza del viaggiatore che arriva al porto dopo le scosse di una violenta tempesta. Lì, ritrova con delizia il riposo che gli offre il ritiro; lì, gusta i piaceri della solitudine e non cessa di assaporare le dolcezze che trova l'anima fervente nei colloqui solitari con il suo Dio; lì, disprezzando lo sfarzo della dignità episcopale, non ambisce che all'ultimo posto tra i religiosi che considera come suoi fratelli; non vuole superarli se non per il suo fervore nel seguire la santa regola. Tale fu la vita del beato Ponce fino all'età più avanzata.
Ritorno alla solitudine e fine della vita
Dopo aver rinunciato alla sua sede episcopale, terminò i suoi giorni a Meyria dove morì nel 1140, circondato da una reputazione di santità.
Man mano che la sua anima si distaccava dal corpo e sembrava preludere al volo che stava per intraprendere verso il cielo, si sarebbe detto che le sue parole fossero gli oracoli della Divinità, tanto erano sublimi le esortazioni che rivolgeva ai religiosi per spingerli a vivere nella santità della loro vocazione. Dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti, rese senza sforzo il suo spirito a Dio, tra le gioie della corte celeste e le lacrime dei suoi confratelli, il 13 dicembre 1140. La sua tomba divenne celebre a causa del gran numero di miracoli che vi si operavano.
Histoire hagiologique du diocèse de Belley, di Mons. Depéry.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita nel villaggio di Balmey
- Canonico, penitenziere e scolastico a Lione
- Fondazione della certosa di Meyria nel 1116
- Professione religiosa alla Grande Chartreuse
- Nomina a Vescovo di Belley nel 1121
- Partecipazione al concilio di Pisa nel 1134
- Imprigionamento a Pontremoli da parte dei sostenitori dell'antipapa Anacleto
- Ritiro finale presso la certosa di Meyria
Miracoli
- Guarigioni miracolose da malattie inveterate
- Numerosi miracoli operati sulla sua tomba
Citazioni
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Cui similem toto vidit nec Sequana regne, Nec Rhodanus quantis circuit erva vadis.
Epitaffio del Beato Ponzio