Figlio di Dagoberto I, Sigeberto III fu re d'Austrasia nel VII secolo. Distintosi fin dal battesimo per un motto miracoloso, governò con saggezza, consigliato da san Pipino e san Cuniberto. Grande costruttore di monasteri e protettore dei poveri, è il santo patrono di Nancy.
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SAN SIGEBERTO O SIGISBERTO, RE D'AUSTRASIA
Introduzione e fonti storiografiche
Il testo sottolinea l'importanza delle virtù regali e giustifica l'iscrizione di Sigeberto III nel catalogo dei santi basandosi su storici europei come Baronio e Surio.
Le colpe dei re sono punite nei popoli: le loro virtù ci salvano, i loro errori ci perdono. Sant'Ambrogio, IV. 1° di Apologia David, cap. 22. Saremmo certamente riprovevoli se, facendo una raccolta della vita dei Santi per l'istruzione di tutti i fedeli, trascurassimo questo santo re della Francia o rientale, mentre gli stranieri n saint roi de la France orientale Re d'Austrasia il cui passaggio del corpo a Lambres funge da punto di riferimento cronologico. e arricchiscono le loro storie: come Baronio, italiano; Surio, tedesco; e Aubert Le Mire, fiammingo; questi autori ne parlano con molto onore, e gli conferiscono senza difficoltà il titolo di Santo.
Nascita e battesimo miracoloso
Figlio di Dagoberto I, Sigeberto viene battezzato da sant'Amando a Clichy; durante la cerimonia a Orléans, il bambino di quaranta giorni risponde miracolosamente 'Amen'.
Era figlio di Dag oberto I, re Dagobert Ier Re dei Franchi sollecitato da Sulpizio per annullare un'imposta. di Francia, e di Ragintrude o Ragnetrude. Il re, che da qualche tempo conduceva una vita piuttosto sregolata, fu così toccato dalla grazia che Dio gli concedeva nel donargli un figlio che, per riconoscere tale favore, concepì il disegno di correggersi interamente. Risoluto a far battezzare questo figlio dal più santo prelato del suo regno, pose lo sguardo su s ant'Amando, saint Amand Vescovo missionario e amico di sant'Aubert. vescovo di Maastricht, che in precedenza aveva esiliato a causa della generosa libertà con cui lo rimproverava per i suoi disordini. Avendolo dunque fatto venire a Clichy, vicino a Parigi, si prostrò ai suoi piedi, gli chiese perdono per l'ingiustizia commessa nei suoi confronti e lo convinse, con l'aiuto di sant'Ouen e sant'Eligio, che erano ancora laici, a conferire a suo figlio il sacramento della rigenerazione. Gli diede come padrino Cariberto, re d'Aquitania, suo fratello, e si poté fin da allora sperare che questo figlio di Francia sarebbe stato un principe di pace, poiché la sua nascita riconciliò così perfettamente tra loro questi tre grandi personaggi. Dio fece anche presagire quale sarebbe stato questo piccolo principe, attraverso un fatto miracoloso avvenuto al suo battesimo:
La folla della nobiltà francese che si trovava allora a Orléans, dove si svolgeva la cerimonia, era così grande che non si trovò alcun chierico accanto a sant'Amando, che lo battezzava, per rispondere amen; il bambino, che non aveva ancora che quaranta giorni, pronunciò questa parola distintamente e a proposito: ciò che causò grande ammirazione nei signori che furono testimoni di questa meravigli a. L'educazione del piccolo bienheureux Pépin de Landen Maestro di palazzo e tutore di Sigeberto III. principe fu affidata al beato Pipino di Landen, maestro di palazzo, il quale, costretto a cedere all'invidia della nobiltà, si ritirò con lui negli Stati di Cariberto, dove possedeva diverse terre per conto della beata Itta, sua moglie.
Ascesa al trono d'Austrasia
Dagoberto I divide i suoi Stati tra i figli: Sigeberto riceve l'Austrasia (Francia orientale) mentre suo fratello Clodoveo II ottiene la Neustria.
Appena ebbe raggiunto il quinto anno di età, il re, desiderando provvedere alla quiete del suo regno e seguire in ciò gli esempi dei suoi predecessori, divise i suoi Stati tra i suoi due figli, ovvero: il nostro Si geberto e Clod notre Sigebert Re d'Austrasia il cui passaggio del corpo a Lambres funge da punto di riferimento cronologico. oveo II; e, su parere del suo consiglio, diede l'Austrasia, vale a dire la Francia orientale, a colui che era il primogenito, lasciando la Neustria a Clodoveo, il più giovane.
Cinque o sei anni dopo, essendo il re Dagoberto vicino a lasciare questa vita insieme al regno, per andare a regnare più felicemente in cielo, fece convocare, pochi giorni prima, un'assemblea dei più grandi signori dei suoi Stati, dove, confermando la spartizione che aveva fatto tra i suoi due figli, li dichiarò re. E questi principi osservarono così religiosamente l'ordinanza del re, loro padre, riguardante tale spartizione, e vissero sempre in così buona intesa, che ciascuno, dal canto suo, governò molto pacificamente i sudditi del proprio regno.
Quanto al re Sigeberto, egli fu fortunato in Austrasia ad avere ac canto a sé san Pipino, signore d saint Pépin, seigneur de Brabant Maestro di palazzo e tutore di Sigeberto III. el Brabante, che nominò maggiordomo di palazzo, e san Cuniberto, arcivesc saint Cunibert, archevêque de Cologne Vescovo contemporaneo presente a corte. ovo di Colonia, che scelse come suo principale consigliere; entrambi erano santi personaggi, che lo assistettero potentemente con i loro saggi consigli. Furono questi due fedeli servitori che, dopo il decesso di suo padre, lo persuasero a chiedere al re Clodoveo, suo fratello, la spartizione dei tesori e dei beni del defunto re: cosa che negoziarono con tanta abilità e prudenza che, per questo, si tenne una nuova assemblea nella città di Compiègne, dove, infine, tutto fu concluso pacificamente e con l'intera soddisfazione delle due parti.
Guerra contro i Turingi
All'età di dodici anni, il giovane re deve affrontare la rivolta dei suoi vassalli turingi; dopo un iniziale rovescio, riesce a ristabilire l'ordine grazie alla sua prudenza.
Tuttavia Sigeberto vide la pace del suo regno turbata dalla rivolta di alcuni spiriti inquieti che spinsero i Turingi, suoi vassalli, a levare le armi contro il loro principe; non avendo dunque ancora che dodici anni, si vide costretto a far loro guerra: e, dapprima, riportò qualche vantaggio su di loro, sconfisse le loro truppe e abbatté il loro duca. Ma, poiché le armi sono soggette al capriccio, ben mutevoli sono gli eventi che il loro gioco fa nascere: la cattiva intesa dei suoi ufficiali diede modo ai Turingi di riorganizzarsi e di avere la meglio a loro volta; essi sconfissero l'intero esercito reale. Nondimeno, il re raccolse nuove forze, prese nuovo coraggio e, avendo riattraversato il Reno, si comportò con tanta prudenza e saggezza che ricondusse infine i rivoltosi alla ragione e li obbligò a sottomettersi.
Pietà e fondazioni monastiche
Sigeberto si dedica alla vita contemplativa e utilizza le sue ricchezze per fondare dodici monasteri, tra cui le abbazie di Stavelot e Malmédy.
Questo virtuoso principe, vedendosi poi in pace nel suo regno, si dedicò interamente agli esercizi della pietà e si lasciò talmente andare alla vita contemplativa, che lo si sarebbe preso piuttosto per un religioso cresciuto in un chiostro che per un re allevato nella porpora e nelle armi. Da qui deriva che alcuni dei nostri storici francesi, non considerando le cose che secondo la politica e la prudenza umana, disapprovano la sua condotta e lo accusano di viltà; ma coloro che hanno parlato di lui con maggiore distacco dalle cose temporali, lo hanno paragonato al grande Salomone, e dicono che ne abbia persino superato la gloria. In effetti, l'uno e l'altro sono stati dotati dal Signore, fin dai loro anni più teneri, di una saggezza straordinaria, e ne hanno ricevuto molte ricchezze e potenza. Questo re di Giudea, invece di trarre profitto da tutti questi doni, ne ha abusato fino a impiegarli per la propria rovina e per la perdita della sua anima; al contrario, il re Sigeberto se n'è servito per la sua salvezza e per quella del suo popolo. Salomone dissipò la parte migliore degli immensi beni che il re Davide, suo padre, gli aveva lasciato, e che Dio gli aveva dato, in prodigiose dissolutezze, in folli spese con le sue concubine, e per costruire templi ai loro idoli e alle loro false divinità. Ma il pio re Sigeberto ha impiegato molto più utilmente i tesori che aveva ereditato dal re Dagoberto, suo padre, o che si era acquisito durante la pace del suo regno, nel fare grandi elemosine ai poveri e nel costruire dodici bei monasteri, tra i quali si annoverano le celebri a bbazie d Stavelot Monastero fondato da Sigeberto III. i Stavelot, nella diocesi di Liegi, e di Malmédy, nella diocesi di Treviri; a una di esse, di cui san Remaclo, vescovo di Liegi, fu abate, donò non meno di dodici leghe di terra, in lunghezza e in larghezza; cosa che confermò in seguito con il suo testamento.
Morte e sepoltura a Metz
Il re muore prematuramente e viene sepolto nella chiesa di San Martino a Metz; la sua tomba diventa rapidamente un luogo di miracoli attestati dal monaco Sigeberto.
Questo principe era degno della corona, poiché seppe governare così bene se stesso che, usando con prudenza gli onori e le ricchezze della terra, si è guadagnato le vere grandezze dell'immortalità; e la sua vita è stata tale che, se la sua potenza terrena lo ha reso temibile agli uomini, la sua pietà e la sua giustizia lo hanno reso gradito agli occhi di Dio. Se nella sua condotta si sono riscontrati alcuni difetti contro le regole della prudenza umana, le sue elemosine e le altre sue buone azioni li hanno sufficientemente riparati, per farlo apparire senza macchia davanti alla divina Maestà. Morì santamente, nel fiore degli anni, il 1° febbraio, verso la metà dell'VIII secolo, duecentosessantatré anni dopo la morte di san Martino, secondo il modo di contare allora gli anni in Francia. Poiché il nostro santo re era molto devoto a questo grande vescovo, volle che il suo corpo fosse inumato vicino alla c ittà Metz Città dove il santo ha ricevuto la sua formazione teologica. di Metz, in una chiesa dedicata al suo onore, che è una delle dodici che egli aveva fondato. Dio ha manifestato la sua santità attraverso una quantità di miracoli avvenuti presso la sua tomba; il monaco Sigeberto, le moine Sigebert, auteur de sa vie Cronista medievale che ha narrato la traslazione delle reliquie a Metz. autore della sua vita, ne riporta un gran numero e afferma di esserne stato testimone oculare.
Il santo re d'Austrasia viene rappresentato con una chiesa in mano, in allusione alle sue pie fondazioni. In Lorena, lo si invoca per la pioggia e per il bel tempo.
Invenzione e traslazione delle reliquie
Nel 1063, il suo corpo viene ritrovato intatto. Le sue reliquie sono in seguito trasferite a Nancy nel 1603 sotto l'impulso del duca Carlo III.
## RELIQUIE E CULTO DI SAN SIGIBERTO.
L'anno 1063, quattrocento anni dopo la sua morte, il corpo di san Sigiberto fu trovato nel suo sepolcro tanto integro come se vi fosse stato deposto solo due ore prima; ne fu estratto per essere deposto in un luogo più decoroso, come egli stesso aveva ordinato a un religioso di quel monastero di Saint-Martin-les-Metz di nome Villan, al quale era apparso. Sette anni dopo, fu rinchiuso solennemente in una ricca teca d'argento e collocato accanto all'altare maggiore della chiesa, ma sempre accompagnato da miracoli che si possono vedere nell'autore della vita riportata da Surius e Rollandus al primo giorno di questo mese.
Infine, l'anno 1552, questa abbazia di Saint-Martin fu interamente rovinata dalle guerre tra la Francia e la Spagna; allora questo prezioso deposito fu trasportato a Metz nella chiesa del priorato di Notre-Dame, dove rimase fino al 1603, epoca in cui Carlo III, che aveva ottenuto dal P Nancy Capitale del ducato di Lorena dove riposano i duchi. apa l'erezione di una collegiata a Nancy, lo fece trasportare nella chiesa provvisoria dove i canonici avevano iniziato a celebrare i loro uffici... La teca contenente questo santo corpo era d'ebano, ricoperta d'argento, riccamente smaltata; era stata portata da Milano per ordine e a spese di Antoine de Lenoncourt, secondo primate di Lorena.
Esame anatomico e distruzione rivoluzionaria
Dopo una constatazione di conservazione eccezionale nel 1740, il corpo fu bruciato dai rivoluzionari nel 1793, sebbene alcuni frammenti siano stati salvati.
Nel 1740, si dovettero rinnovare gli ornamenti che ricoprivano l'insigne reliquia, a causa della loro vetustà. Questa operazione fu compiuta con grande solennità. Non si leggerà senza interesse in quale stato furono trovati i resti del santo re: «La testa, il tronco, le braccia e le cosce si tengono insieme, il tutto ricoperto dai muscoli, dai tegumenti e dalla pelle, eccetto la testa di cui le ossa del cranio sono scoperte dalle sopracciglia fino alle ossa delle tempie e dell'occipite...; la faccia è intera così come il naso..., le labbra sono conservate, e la superiore abbastanza sollevata da lasciar intravedere i quattro denti incisivi della mascella superiore; le altre parti della faccia sono anch'esse conservate e senza lesioni, così come il corpo, le braccia, le cosce...; l'avambraccio sinistro, il polso, la mano, le dita con le unghie sono senza lesioni; la mano destra, dal polso fino all'estremità delle dita, è intera; la gamba destra è intera con le ossa del tarso, ecc.
Dopo aver constatato lo stato in cui si trovava il corpo del santo re, lo si ricollocò nella cassa con nuovi e ricchi ornamenti. È da questo reliquiario, in ultimo luogo deposto sotto l'altare, che nel 1793 degli uomini, per i quali nulla era né rispettabile né sacro, lo strapparono per consegnarlo alle fiamme. Alcune persone tuttavia ne salvarono dei resti, la cui parte migliore, religiosamente conservata dal signor Simouin, signore del direttore della scuola di medicina di Nancy, è stata, il 30 gennaio 1883, rimessa a Monsignor Osmond, vescovo diocesano, ed esposta di nuovo alla venerazione dei fedeli. Questi resti sono, per quanto è possibile riconoscerli: due ossa del braccio, un altro osso e una piccola costola, un osso della gamba, una scapola alla quale sono rimasti attaccati muscoli e filamenti carnosi, tre grandi costole, tre frammenti di costola e una rotula.
Patrocinio e devozione moderna
San Sigisberto è onorato come patrono di Nancy e invocato per le condizioni meteorologiche; il suo culto persiste anche nella diocesi di Metz.
La venerazione dei popoli per le reliquie di san Sigisberto, e le grazie ottenute dal cielo per l'intercessione di questo Beato, lo hanno fatto scegliere come patrono del la capitale dell'antico ducato di Lore capitale de l'ancien duché de Lorraine Capitale del ducato di Lorena dove riposano i duchi. na. Nelle calamità pubbliche, su richiesta dei magistrati della città, portavoce delle popolazioni, la sua cassa veniva fatta scendere dall'arca in cui era rinchiusa, sopra il seggio primaziale, e posta su un altare speciale dove rimaneva esposta per tutto il tempo delle suppliche ordinate dall'autorità competente. È da qui che deriva la locuzione volgare «scendere le reliquie di san Sigisberto», ancora oggi utilizzata quando si parla della loro esposizione solenne per ottenere da Dio la liberazione da qualche flagello.
La diocesi di Metz, perdendo questo prezioso tesoro, non ha smesso per questo di onorare il santo re d'Austrasia. Una bella vetrata gli è stata recentemente consacrata nella chiesa di Santa Segolena, costruita vicino al luogo in cui sorgeva l'antico palazzo dei re d'Austrasia, di cui si vedono ancora alcuni resti.
Informazioni fornite dal signor abate Guillaume, canonico di Nancy, cappellano della cappella ducale. Si veda l'Histoire fidèle de saint Sigisbert, deuxième roi d'Austrasie et troisième du nom, ecc., tratti dalle Antiquités germaniques, dal R. P. Vincent, di Nancy, religioso del Terz'Ordine di San Francesco. Nancy, 1762: — La prima vita di questo santo re è stata scritta dal monaco Sigisberto. Monaco, nelle aggiunte di Umar, dice che fece costruire venti monasteri invece di dodici come indicato dal P. Giry; — e per le reliquie: La cathédrale de Nancy, notice, ecc., a cura del signor abate Guillaume.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita di Dagoberto I e Ragintrude
- Battesimo miracoloso a Orléans per mano di sant'Amando, durante il quale il bambino di 40 giorni risponde 'Amen'
- Educazione impartita da Pipino di Landen
- Incoronazione a re d'Austrasia all'età di 5 anni
- Guerra contro i Turingi all'età di 12 anni
- Fondazione di dodici monasteri, tra cui Stavelot e Malmédy
- Morto nel fiore degli anni
Miracoli
- Parola miracolosa all'età di 40 giorni durante il suo battesimo, pronunciando 'Amen'
- Incorruttibilità del corpo constatata nel 1063 e nel 1740
- Apparizione al religioso Villan per la traslazione delle sue reliquie
Citazioni
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Le colpe dei re sono punite nei popoli: le loro virtù ci salvano, i loro errori ci perdono.
Sant'Ambrogio (citato in epigrafe)