Prigioniera cristiana condotta in Iberia nel III o IV secolo, convertì i suoi padroni con la sua pietà e i suoi miracoli, in particolare la guarigione della regina e di un bambino. Ottenne la conversione del re e del suo popolo dopo un voto fatto durante una caccia, diventando l'apostola di questa nazione. Il suo nome di 'Cristiana' evoca la sua fede piuttosto che la sua identità civile d'origine.
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SANTA CRISTIANA, VERGINE E SCHIAVA,
APOSTOLA DEGLI IBERI.
Introduzione e contesto missionario
La sapienza divina utilizza prigionieri cristiani per convertire i popoli barbari, sull'esempio di santa Cristiana presso gli Iberi.
III secolo. Multum est virtus orationis. Stupefacente è la potenza della preghiera. San Bonaventura. Tra gli strumenti di cui la sapienza divina si è servita per convertire i popoli più barbari che si trovavano fuori dai confini dell'impero romano, uno dei più meravigliosi è stato quello di inviarvi esiliati, fuggitivi, prigionieri e schiavi cristiani, i quali, per la purezza dei loro costumi, per lo splendore dei loro miracoli e per la luce delle loro esortazioni, hanno convertito i loro stessi padroni e hanno fatto loro aprire gli occhi per conoscere la verità del Vangelo. Ne abbiamo un gran numero di esempi in tutta la Storia ecclesiastica; ma uno dei principali e più illustri è quello di santa Cristiana, che s i trovò prigionie sainte Chrétienne Giovane schiava cristiana divenuta l'apostola dell'Iberia. ra e schiava presso gli Iberi, oltre il Pont o Eusino Ibériens Regione situata oltre il Ponto Eusino, corrispondente all'attuale Georgia. , al tempo dell'imperatore Costantino il Grande. Non si dice di qua l'empereur Constantin le Grand Imperatore romano la cui conversione pose fine alle persecuzioni cristiane. le paese fosse, né per quale sventura cadde nelle mani di questi barbari; il suo stesso nome non ha potuto essere conosciuto, e quello di Cristiana è piuttosto il nome della religione che professava e che fece accogliere nell'Iberia, che quello del suo battesimo.
Vita di servitù e virtù
Schiava esemplare, Cristiana conduce una vita di preghiera, digiuno e modestia che suscita l'ammirazione delle donne del paese.
Nella servitù, il suo spirito non fu affatto prigioniero; ella serviva Dio con un'innocenza e una purezza ammirevoli. L'orazione era la sua vita e il digiuno il suo nutrimento. Obbediva al suo padrone e alla sua padrona con una dolcezza, una pazienza e una modestia che li rapivano; disprezzava l'oro, l'argento e gli ornamenti del corpo, e si preoccupava solo di adornare la sua anima delle più nobili virtù; la si vedeva, dopo aver compiuto il dovere della sua condizione, ritirarsi in un angolo della casa e passarvi ore intere, tanto di giorno quanto di notte, con le lacrime agli occhi e in una preghiera molto fervente. Questa condotta stupì dapprima le donne del paese. Non riuscivano ad ammirare abbastanza il fatto che ella vivesse casta in un corpo corruttibile, e che fosse gioiosa e contenta in una condizione così misera. Le sue preghiere e le sue astinenze, così lunghe e costanti, le spaventavano, e non comprendevano perché rifiutasse tutti i piaceri della vita, anche quando poteva goderne e le venivano offerti. Esse la interrogarono su tutte queste cose, ed ella disse loro che il Dio che adorava era un Dio di una purezza infinita; che Gesù Cristo, suo Figlio, essendo disceso sulla terra per la salvezza degli uomini, aveva dato loro, con il suo esempio e con la sua parola, lezioni di mortificazione e di penitenza che ella era obbligata a praticare, e che attendeva dopo questa vita di miseria una felicità eterna, che avrebbe ricompensato abbondantemente tutte le sue buone azioni.
Miracoli e guarigioni
Attraverso la sua preghiera nel nome di Gesù Cristo, la santa guarì un bambino malato e poi la regina degli Iberi, rifiutando ogni ricompensa materiale.
Questa risposta li stupì ancora di più, ma non vi comprendevano nulla. Poiché avevano l'abitudine, quando un bambino era malato, di portarlo dalle loro vicine per sapere se avessero qualche rimedio per il suo male, una di queste barbare le portò un giorno suo figlio e le chiese se non conoscesse un modo per guarirlo. Ella le disse che non ne conosceva alcuno naturale, ma che Gesù Cristo, suo Signore e suo Dio, lo poteva fare, e che sperava che Egli non le avrebbe rifiutato questa grazia. In effetti, lo prese, lo pose sul cilicio che le serviva da letto e, con una fervente preghiera, gli restituì la salute. Questo miracolo fece grande scalpore in città; la regina, che era estremamente malata, ne fu informata e mandò subito a cercare la prigioniera per ricevere da lei lo stesso beneficio; ma questa saggia cristiana, rifiutandosi di andarvi per modestia e umiltà, la regina si fece portare nella sua stanza, dove, essendosi coricata sul suo cilicio, guarì similmente per mezzo della sua preghiera. La nostra Santa le disse subito che, avendola Gesù Cristo guarita, ella doveva credere in Lui se voleva evitare le pene eterne preparate per gli idolatri e gli infedeli. Non appena fu tornata al palazzo, raccontò al re quanto era accaduto, e questo principe, volendo inviare grandi doni a Cristiana in riconoscimento di una grazia così considerevole, la regina gli disse che la prigioniera non voleva né oro, né argento, né abiti preziosi, perché amava la povertà e le sofferenze; ma che chiedeva soltanto che si riconoscesse Gesù Cristo come vero Dio e che si abbandonasse la superstizione dell'idolatria, che non è altro che un culto abominevole dei demoni.
Conversione del re e del popolo
Dopo essere stato salvato da un pericolo durante una battuta di caccia, il re abbraccia la fede cristiana ed esorta il suo popolo a distruggere gli idoli.
Il re dapprima fece orecchie da mercante a queste proposte; ma, essendosi recato a caccia e trovandosi in grave pericolo di morte, fece voto, se ne fosse stato liberato, di abbracciare la religione della prigioniera e di credere in Gesù Cristo. La sua liberazione seguì immediatamente il suo voto; così, essendo tornato sano e salvo nel suo palazzo, fece chiamare la nostra Santa e le chiese i consigli necessari per abbracciare questa nuova religione. Ella gli spiegò i nostri misteri, secondo le istruzioni che aveva ricevuto nella Chiesa e le luci soprannaturali che le erano state date nell'orazione, e lo pregò di far costruire una chiesa di cui gli diede la pianta. Egli si arrese a tutto ciò che ella volle, riunì il suo popolo con i signori del suo Stato, fece loro la proposta di tutto ciò che aveva appreso da una così santa donna, riferì loro i miracoli che Gesù Cristo aveva già compiuto per suo mezzo, e li esortò come un apostolo ad abbandonare gli errori in cui avevano vissuto fino ad allora, per riconoscere la verità di un solo Dio. La regina, da parte sua, e la nostra Santa, predicarono alle donne in modo molto forte e toccante. Così, tutti convennero che bisognava abbracciare il Cristianesimo, distruggere gli idoli e i loro templi e costruire una chiesa dove adorare Gesù Cristo.
Costruzione miracolosa della chiesa
Una colonna si eleva miracolosamente per l'edificazione della prima chiesa, e l'imperatore Costantino invia un vescovo per battezzare la nazione.
Il re e la regina si applicarono con grande zelo a questa costruzione, dove accadde che, essendo stato fatto il recinto delle mura e due colonne già poste sulla loro base e sul loro piedistallo, la terza divenne talmente immobile che né gli uomini, né i buoi la poterono mai muovere; ma la notte, alla preghiera della prigioniera, essa si elevò da sé al di sopra della sua base, in modo tale, tuttavia, che era sospesa in aria a un piede sopra il suo basamento. Al mattino, tutti furono testimoni di questa meraviglia, e si vide la colonna scendere a poco a poco nel luogo dove doveva essere posta. Gli iberici, avendo visto questo nuovo miracolo, furono perfettamente confermati nella fede. Il re, su consiglio di Cristiana, inviò degli ambasciatori a Cos tantino pe Constantin Imperatore romano la cui conversione pose fine alle persecuzioni cristiane. r avere un vescovo e dei sacerdoti, e ottenne ciò che chiedeva, con grandi onori che l'imperatore gli fece di sua spontanea volontà. Si fece battezzare con tutto il suo popolo, e si mantenne per tutta la vita nello zelo ardente che aveva per la religione cristiana. Quanto alla nostra beata prigioniera, ella continuò fino alla morte la vita santa che aveva condotto tra questi popoli, e li confermò sempre di più nella fede con le sue parole e con i suoi miracoli. Infine, il grande Padre di famiglia la chiamò in cielo per ricompensarla dei servizi che gli aveva reso sulla terra, e tutto il paese la onorò da allora come una Santa.
Eredità e congregazione moderna
Nel 1807, il vescovo di Metz fonda la Congregazione di Santa Cristiana, ispirandosi all'umiltà e allo zelo della santa schiava.
Monsignor Jauffret, vescovo di Metz, fondò nel 1807 una Congregazione insegnante, detta di Santa Cristiana. Inizialmente le aveva dato il nome di Congregazione della Santa Infanzia di Gesù e di Maria. Ma poiché diverse Congregazioni religiose erano già riconosciute in Francia sotto questo bel titolo, parve opportuno distinguere con un nome particolare quella che stava per formarsi, pur lasciandole i divini protettori che si era scelta fin dalla sua prima origine. Il pio vescovo cercava nei suoi pensieri un Santo che potesse diventare, con Gesù e Maria, il patrono della società nascente. Nel suo imbarazzo, aprì il martirologio romano, e il primo nome che colpì il suo sguardo fu quello di questa umile schiava, a cui cette humble esclave Giovane schiava cristiana divenuta l'apostola dell'Iberia. la nazione degli Iberi dovette la conoscenza del Vangelo, e che non è conosciuta tra gli uomini se non per il suo titolo di Cristiana. Il prelato credette che fosse in effetti una buona protettrice da offrire nel cielo a delle religiose che, sulla terra, non devono aspirare ad altro che a fare ciò che, per prima, lei aveva fatto, vale a dire condurre una vita tutta nascosta, non ambire che all'obbedienza, praticare nel silenzio i consigli evangelici e contribuire alla salvezza delle anime con gli esempi molto più che con le parole. La Congregazione di Santa Cristiana, la cui sede è a Metz, ha numerose e importanti case di educazione in questa diocesi, in quelle di Reims, di Châlons-sur-Marne e in Germania. Questa biografia è tratta da Enfin, libro IV della su a Sto Enfin Storico ecclesiastico la cui opera funge da fonte (menzionato erroneamente come 'Enfin'). ria, e completata da Note per gentile concessione dell'Abate Noël, della diocesi di Metz.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Prigionia presso gli Iberi
- Guarigione miracolosa di un bambino su un cilicio
- Guarigione della regina degli Iberi
- Voto del re durante un pericolo a caccia
- Conversione del popolo iberico e costruzione di una chiesa
- Miracolo della colonna sospesa in aria
- Richiesta di un vescovo all'imperatore Costantino
Miracoli
- Guarigione di un bambino malato adagiato sul suo cilicio
- Guarigione della regina degli Iberi tramite la preghiera
- Elevazione e sospensione miracolosa di una colonna della chiesa in costruzione
- Salvezza del re durante un pericolo a caccia
Citazioni
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Multum est virtus orationis. (Sorprendente è la potenza della preghiera.)
San Bonaventura (in epigrafe)