16 dicembre 9° secolo

Sant'Everardo di Cysoing

Fondatore dell'abbazia di Cysoing

Conte del Friuli e pio guerriero del IX secolo, Everardo fondò l'abbazia di Cysoing e vi trasferì le reliquie di san Callisto. Dopo aver servito la cristianità contro i Saraceni, morì nell'869 di ritorno dall'Italia. Le sue reliquie, salvate durante la Rivoluzione, sono oggetto di un culto solenne a Cysoing.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 6

SANT'EVERARDO,

Vita 01 / 06

Contesto politico e imprese militari

Evrard, conte nel ducato del Friuli sotto l'imperatore Lotario, si distinse per le sue vittorie militari contro i Saraceni in Italia.

fino al momento in cui si recarono in Italia, nel ducato del Friuli. Lot ario, fi Lothaire Imperatore e figlio di Ludovico il Pio, sovrano di Everardo in Italia. glio primogenito di Ludovico il Pio, governava allora l'Italia con il titolo di imperatore. È noto che questo principe, dopo aver innalzato, con i suoi fratelli, lo stendardo della rivolta contro suo padre, mosse a questi stessi fratelli una guerra accanita che fu per la Francia una nuova fonte di calamità. Sarebbe difficile dire se il conte Evrard intervenne in queste violente contese e in queste guerre sanguinose. Gli antichi autori parlano quasi esclusivamente dei vantaggi che egli ottenne sui nemici della cristianità, vale a dire «i Numidi e i feroci abitanti della Mauritania, che spesso sconfisse e scacciò dalle coste d'Italia».

Nei rari intervalli di riposo che gli lasciavano questi implacabili nemici della Chiesa, il virtuoso signore si dedicava interamente alla costruzione di nuove chiese e cappelle nelle terre sotto il suo dominio.

Fondazione 02 / 06

Fondazione di Cysoing e reliquie di san Callisto

Evrard ottiene da papa Leone IV le reliquie di san Callisto per la sua abbazia di Cysoing, segnando l'inizio di un culto importante nella regione.

Come tutti i grandi servitori di Dio, Evrard aveva uno zelo particolare per onorare le reliquie dei Santi. Volendo arricchire la sua cara abba zia di Cysoing, e abbaye de Cysoing Monastero fondato da sant'Everardo dove riposano le sue reliquie. bbe la fortuna di ottenere il corpo intero di un successore del Principe degli Apostoli, san Callisto, il cui nome è divenuto da allora così popolare in queste contra de. Papa Leone Le pape Léon IV Papa che autorizzò la traslazione delle reliquie di san Callisto. IV, tanto per affetto verso sant'Evrard, quanto per riconoscenza per i numerosi e segnalati servizi che questo pio guerriero aveva reso alla Chiesa, permise che egli portasse via da Roma questo deposito prezioso. Dei sacerdoti lo caricarono sulle loro spalle, attraversarono tutta la Francia e arrivarono infine nelle terre del Vermandois, dove un numeroso corteo venne loro incontro. Questa traslazione del corpo di san Callisto fu segnalata da guarigioni, riconciliazioni e altri benefici del cielo, che colmarono di gioia le popolazioni accorrenti da ogni parte incontro al corteo. Queste pie reliquie, dopo essere state depositate per qualche tempo nel villaggio di Hornain, tra Valenciennes e Douai, arrivarono infine nell'abbazia di Cysoing. Per otto giorni, il pio Evrard si compiacque di onorare la sacra spoglia del Pontefice martire, con canti solenni, preghiere e digiuni. Tutti i religiosi, che questo evento colmava di felicità, presero parte a questi esercizi di religione. Terminato questo periodo, si dedicò a Dio, sotto il patrocinio di san Callisto, la chiesa dell'abbazia con una magnificenza straordinaria e in mezzo ai più vivi trasporti di gioia. Questa cerimonia ebbe luogo verso l'anno 854.

Vita 03 / 06

Vita familiare e virtù cristiane

Il santo conduce una vita familiare esemplare con la moglie Gisle e i loro otto figli, praticando al contempo una carità attiva verso i poveri.

San Everardo, già così ammirevole per le opere che compiva, sia in favore della cristianità, respingendo gli infedeli, sia per la prosperità di questo paese, stabilendovi chiese e monasteri, si distingueva ancora per le virtù toccanti e sublimi che praticava nella sua famiglia. Sposo virtuoso e saggio, padre religioso e attento alla condotta dei suoi figli, non trascurava nulla di ciò che poteva contribuire a formare il loro spirito e il loro cuore. Quattro figli e altrettante figlie che il cielo gli donò camminarono degnamente sulle sue orme, e contribuirono ciascuno a modo proprio a far fiorire la pietà e la religione. La sua carità per i poveri e gli infelici, la sua dolcezza verso coloro che gli erano sottomessi, gli attiravano l'affetto e la venerazione di tutti. Portava nei tratti del suo volto l'impronta dei sentimenti di cui la sua bella anima era penetrata, e nessuno poteva vederlo senza sentirsi attratto verso di lui da una dolce e irresistibile inclinazione.

Vita 04 / 06

Ritiro e testamento di Muliastro

Dopo nuovi combattimenti sotto Ludovico il Giovane, Evardo redige il suo testamento nell'866 a Muliastro, organizzando la spartizione dei suoi beni tra i figli.

Sembra che più tardi sant'Evardo dovette combattere di nuovo contro popoli barbari, e soprattutto contro i Saraceni che facevano continui sforzi per penetrare in Italia. Dopo aver reso, come negli anni precedenti, importanti servizi alla cristianità e all'Italia, sotto il governo di Ludovico il Giovane, che era succeduto a suo padre Lotario in questa parte dei suoi Stati, si dimise dalle sue cariche e dalle sue dignità, e fece tra i suoi figli la spartizione dei suoi beni. Secondo questa spartizione, Unrocco e B erenga Unroch Figlio primogenito di sant'Evrardo. rio ebbero possedimenti soprattutto in Italia e in Germania; gli altri due, Alardo e Rodolfo, ricevettero in eredità terre situate in diverse contrade, come provano molto bene i pochi scritti che sono giunti fino a noi, e in particolare il testamento del nobile conte. Questo testamento fu fatto nell'anno 866, nel palazzo di Muliastro, nella marca d i Treviso, in Itali palais de Muliastro Luogo di redazione del testamento di Évrard nell'866. a. Questo documento è uno dei monumenti più importanti di quell'epoca, e quello in cui si può meglio riconoscere l'influenza che il virtuoso Evardo deve aver esercitato in tutta la sua famiglia e persino in tutto il regno.

Vita 05 / 06

Morte e prima sepoltura

Evrardo muore nell'869 al suo ritorno dall'Italia; il suo corpo viene riportato a Cysoing da suo figlio Unroch per esservi inumato con sfarzo.

Il resto della vita di sant'Evrardo non presenta più alcun fatto ben noto fino alla sua morte, avvenuta nell'869, nel momento in cui ritornava dall'Italia a Cysoing. Questo virtuoso principe, dopo aver ricevuto i soccorsi della religione con le testimonianze della più edificante pietà, rimise pacificamente la sua anima al suo Creatore in presenza dei suoi due figli Unroch e Berengario, che spargevano lacrime in abbondanza sul corpo del loro amato padre.

Unroch, che era il primogenito della famiglia, si affrettò a inf Gisle Moglie di sant'Everardo. ormare la sua venerabile madre Gisla della perdita che aveva appena subito. Egli stesso si adoperò per riportare presso di lei il corpo prezioso, che ella ricevette con tutte le dimostrazioni più toccanti di dolore e di rispetto, e al quale fece rendere gli onori della sepoltura con grande magnificenza.

Lo si rappresenta mentre tiene due piccole riproduzioni di chiese, emblemi delle sue numerose fondazioni monastiche.

Culto 06 / 06

Storia del culto e delle traslazioni

Il culto di Everardo attraversa i secoli, segnato da elevazioni di reliquie da parte degli arcivescovi di Reims e Cambrai, nonostante i torbidi della Rivoluzione.

[APPENDICE: CULTO E RELIQUIE.]

I resti di sant'Everardo furono deposti nella c hiesa del monastero église du monastère Monastero fondato da sant'Everardo dove riposano le sue reliquie. che egli aveva fondato, e tale era l'alta opinione che si aveva della sua santità e della sua virtù, che tutti pensavano meno a pregare Dio per lui, in quel momento, che a raccomandarsi alla sua potente protezione. Cinquant'anni erano trascorsi da quel beato trapasso, quando il corpo del Santo fu levato da terra con l'autorizzazione dell'arcivescovo di Reims, poi rinchiuso in un'elegante cassa ed esposto pubblicamente alla venerazione dei fedeli. Questa cassa occupava dapprima il posto dove si trovavano in precedenza le reliquie di san Callisto, trasportate da poco nella chiesa di Notre-Dame a Reims, per sottrarle al furore dei Normanni.

L'anno 1282, Pietro, arcivescovo di Reims e metropolita della Provincia ecclesiastica, si recò egli stesso a Cysoing per venerare le reliquie di sant'Everardo. In mezzo a un immenso concorso di popolo, di religiosi e di signori del paese, egli trasferì la testa e le ossa del Santo in due nuove casse preparate a tale scopo.

L'arcivescovo di Cambrai, François Vander-Burgh, le visitò anch'egli il 17 maggio 1637. Le depose a sua volta in altre due, religiose di pregevole fattura, che sostituirono le precedenti quasi deteriorate dal tempo. Fu alcuni anni dopo quest'ultima traslazione che l'abbazia di Cysoing fece dono, all'insigne chiesa collegiata di San Pietro a Lilla, di uno o del braccio di sant'Everardo. Questa preziosa reliquia fu ricevuta dai canonici della basilica, alla presenza del vescovo di Tournai e tra i trasporti di gioia del popolo di Lilla.

Nei giorni cattivi che hanno così tristemente segnato gli ultimi anni del XVIII secolo, l'abbazia di Cysoing fu invasa da rivoluzionari in delirio, che vi commisero i più grandi disordini e profanarono indegnamente i corpi santi che vi si trovavano. La sola testa di sant'Everardo, con la mascella superiore di san Callisto, furono salvate a Tournai per le cure di Augustin Gosse de Saint-Amand, ultimo abate di Cysoing. Queste reliquie ven erabili rimasero lontane da q Augustin Gosse de Saint-Amand Ultimo abate di Cysoing che salvò le reliquie durante la Rivoluzione. uel luogo fino all'anno 1841. Grazie alle cure e alla pietà di M. Salembier, pastore di Cysoing, un prezioso deposito fu allora reso ai suoi legittimi possessori, con tutte le garanzie e le testimonianze di autenticità desiderabili. La cassa, nella quale si trovava la testa di sant'Everardo, racchiudeva ancora tre lettere rivestite delle firme e dei sigilli di coloro che le avevano scritte. La prima era dell'abate Robert, in data dell'anno 1284, la vigilia di Pentecoste; la seconda, di François Vander-Burgh, arcivescovo di Cambrai, in data dell'anno 1667, e infine la terza, dell'abate Gosse, che morì a Tournai nel 1882. I vicari capitolari di Cambrai, con la sede vacante per la morte di Mons. Belmas, recuperarono questa santa reliquia, così come quelle di san Callisto, di sant'Eligio e di santa Aldegonda. Vi era un pezzo della santa spina e della vera croce di Nostro Signore. Esse furono tutte trasportate in processione e con una pompa straordinaria nella chiesa di Cysoing, il 12 giugno dell'anno 1842, in mezzo a un immenso concorso di popolo e con tutte le testimonianze della devozione più sincera.

Mons. Pierre Giraud, allora arcivescovo di Cambrai, permise che, ogni anno, la memoria di questa traslazione fosse celebrata da una festa solenne con ottava, assegnando per la sua celebrazione la domenica che cade in quell'ottava, vale a dire dal 12 al 19 giugno. Egli approvò parimenti per questa festa e per molte altre degli uffici propri, che risalgono a un'antichità molto remota. Infine il pontefice diede sant'Everardo come patrono secondario alla parrocchia di Cysoing, e ordinò che in futuro si facesse, come prima della Rivoluzione del 1793, la sua memoria nei suffragi dei Santi con quella degli altri patroni titolari di questa chiesa.

Nel 1843, un nuovo Proprio contenente gli uffici di san Callisto e di sant'Everardo fu stampato per le cure di M. Salembier. Essi sono interamente conformi a quelli dell'antica abbazia di Cysoing. Vi si sono aggiunte solo alcune righe che ricordano il riconoscimento e la traslazione delle sue reliquie avvenute nel 1841 e 1842. Vi sono in questo Proprio due feste di sant'Everardo: una il 12 giugno, per quest'ultima traslazione: essa è doppia di prima classe con ottava; l'altra il 16 dicembre, che ricorda la morte di questo Santo: essa è anch'essa doppia di prima classe, ma senza ottava. La messa è propria in queste due solennità.

Abbiamo preso in prestito questa biografia dalla Vie des Saints de Cambrai et d'Arras, dell'abate Destombes.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Guerre contro i Numidi e gli abitanti della Mauritania in Italia
  2. Traslazione delle reliquie di san Callisto da Roma a Cysoing verso l'854
  3. Redazione del suo testamento nel palazzo di Muliastro nell'866
  4. Divisione dei suoi beni tra i figli
  5. Morto nell'869 durante il ritorno dall'Italia verso Cysoing

Miracoli

  1. Guarigioni e riconciliazioni durante la traslazione del corpo di san Callisto

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo