Nobile nato nel 799, Adone fu monaco a Ferrières e poi arcivescovo di Vienne nell'860. Grande viaggiatore e studioso, compose un celebre Martirologio e una Cronaca universale, riformando al contempo la disciplina ecclesiastica. Morì nell'875, lasciando l'immagine di un prelato caritatevole, rigoroso e vicino ai papi.
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SANT'ADONE, ARCIVESCOVO DI VIENNE
Giovinezza e formazione monastica
Nato nel 799 in una famiglia nobile, Adone viene educato nell'abbazia di Ferrières sotto la guida di Lupo Servato, dove si distingue per la sua pietà e la sua scienza.
La carità si eleva meravigliosamente alle azioni più alte, quando sa scendere misericordiosamente alle più umili necessità del prossimo. San Gregorio Magno.
Sant'Adone, di famig lia nobile Saint Adon Arcivescovo di Vienne e agiografo del IX secolo. e illustre, nacque nel 799 e fu allevato fin dai suoi primi anni nell'abbazia benedettina di Ferrières, nella diocesi di Sens, sotto la disciplina del celebre Lupo Servato, abat e. Vi prese Loup Servat Abate di Ferrières e maestro di sant'Adone. anche l'abito religioso e vi divenne uno dei più ragguardevoli, tanto per la scienza quanto per l'osservanza regolare. Custodì la sua castità con una vigilanza perpetua e, applicandosi alla conversazione dei più anziani, divenne come loro un modello di virtù e di prudenza consumata.
Peregrinazioni e lavori di studio
Dopo un difficile passaggio al monastero di Prüm, Adone intraprende pellegrinaggi a Roma e Gerusalemme, soggiornando a lungo in Italia per le sue ricerche agiografiche.
Dopo alcuni anni, passò al monastero di Prüm, in Germania, di cui era abate Marcuardo, già religioso di Ferrières; ma poiché i suoi confratelli gli recavano continuamente dispiacere, per la segreta gelosia che avevano concepito verso i suoi grandi meriti, intraprese, con il permesso dei suoi superiori, i viaggi a Gerusalemme e a Roma. Prese per questo un abito da pellegrino e adempì alle sue devozioni con tutto il fervore possibile. A Roma, dove rimase per più di quattro anni, si fece conoscere da tutte le persone di scienza e di pietà. Ritornando in Francia, si fermò per qualche tempo a Ravenna, e vi copiò un libro che un religioso gli prestò; questo libro gli servì in seguito per comporre il suo Martirologio, come egli s Martyrologe Opera agiografica che censisce martiri e santi. tesso afferma nella sua prefazione.
L'ascesa alla sede di Vienne
Sostenuto da san Remigio di Lione, Adone viene eletto arcivescovo di Vienne nell'860 nonostante l'opposizione di un conte locale, grazie alla giustificazione del suo antico abate.
Passando per Lione, vi fu accolto favorevolmente da san Remigio, che ne era arcivescovo, e questo prelato, avendo riconosciuto in un colloquio che egli era al contempo dotto e virtuoso, lo trattenne nella sua diocesi, dopo averne ottenuto il permesso dal suo abate, concedendogli tuttavia per il suo ritiro, qualora avesse voluto vivere più solitario, la chiesa di San Romano, vicino a Vienne. I suoi benefici verso Adone non si fermarono qui; poiché Agilmaro, arcivescovo di quella sede, essendo morto nell'860, egli si adoperò per metterlo al suo posto, e non ebbe difficoltà a riuscirvi, perché il clero e il popolo, con Abbone, vescovo di Grenoble, lo desideravano. Un conte del paese, chiamato Bernardo, vi si oppose, perché i nemici del nostro Santo fecero correre la voce che fosse uscito dal suo monastero s Loup Servat Abate di Ferrières e maestro di sant'Adone. enza permesso; ma Lupo Servato, il suo antico abate, lo giustificò da una così nera calunnia con la lettera cxxii che scrisse a quel conte.
Relazioni con il papato
Adone intrattiene una stretta corrispondenza con papa Niccolò I, trattando questioni teologiche e affari di Stato come il divorzio del re Lotario.
Non appena il nostro Santo fu sul trono episcopale, scrisse a papa Niccolò I, pape Nicolas Ier Papa che ha confermato i titoli di Rodolfo. facendogli nella sua lettera, secondo l'usanza, la sua professione di fede. Sua Santità gli rispose e gli inviò il Pallio, come segno della sua dignità arcivescovile. In questa risposta gli testimonia la sua sorpresa per il fatto che, nella sua professione di fede, avesse fatto menzione solo di quattro concili generali, invece dei sei già avvenuti. Ma il Santo lo aveva fatto in riferimento a quanto diceva san Gregorio Magno, che onorava i quattro concili come i quattro Vangeli. Adone ebbe in seguito un santo commercio di lettere con questo grande Papa, e gli scrisse spesso per affari importanti, tanto della Chiesa quanto dello Stato. Ce ne è rimasto un frammento di un rescritto apostolico, riguardante la questione del divor zio del re L roi Lothaire Re di Lotaringia il cui divorzio fu un affare di Stato trattato da Adone. otario, dove papa Niccolò lo chiama suo santissimo confratello.
Azione pastorale e carità
L'arcivescovo si dedica alla penitenza del suo popolo, all'ospitalità verso i poveri e alla costruzione di edifici religiosi ispirati ai luoghi santi.
La cura che aveva di spronare il suo popolo alla penitenza lo portò a far costruire, all'ingresso della sua chiesa cattedrale, una cappella sul modello del sepolcro di Nostro Signore. Davanti alla porta di questa cappella, consacrò un altare sotto il nome di Maria peccatrice, di Pietro colpevole di rinnegamento e del buon ladrone confessore. I malati che vi si recavano per fare le loro preghiere e invocare questi illustri penitenti, vi ricevevano grande sollievo nei loro mali e spesso ne tornavano in salute. Esercitava l'ospitalità verso gli stranieri, e la sua carità per i poveri era così grande che voleva che la porta del suo palazzo fosse loro sempre aperta, anche durante i suoi pasti, per poter dire con Giobbe: «La mia casa è stata aperta agli stranieri, e sono stato il padre dei poveri». Sebbene si dedicasse durante il giorno con molta fatica ai doveri del suo ufficio, non riposava quasi per nulla la notte; poiché, dopo aver concesso pochissimo tempo ai bisogni della natura, passava il resto a pregare o a comporre libri santi.
Riforme e disciplina ecclesiastica
Lavora al ripristino della disciplina monastica, alla regolarità degli uffici divini e alla protezione dei poveri contro i potenti.
Essendosi allentata l'osservanza regolare nei monasteri, egli lavorò per ristabilirla e, tra i buoni regolamenti che stabilì a tal fine, prescrisse il modo di cantare giorno e notte gli Uffici divini, dei quali egli stesso dava l'esempio. Ebbe anche una cura particolare affinché gli ecclesiastici della sua diocesi, da cui dipende la salvezza del popolo, vivessero in conformità alla santità del loro stato e adempissero al loro ministero con tutta la decenza dovuta alla Maestà divina. Si opponeva vigorosamente ai ricchi e ai potenti del secolo che intraprendevano azioni contro i poveri. Ma quanto era severo verso coloro che resistevano alle sue esortazioni pastorali, tanto aveva dolcezza e tenerezza per coloro che volevano trarne profitto.
Eredità letteraria e fine della vita
Autore prolifico di una Cronaca e di un celebre Martirologio, Adone muore nell'875 e viene sepolto nella chiesa di San Pietro a Vienne.
Poiché non voleva essere utile solo con la sua parola alle persone del suo secolo, ma anche a quelle dei secoli a venire, ci ha lasciato per iscritto dei monumenti preziosissimi della sua dottrina, tra gli altri una Cronaca, dall'inizio del mondo fino ai suoi tempi; un Trattato sulle feste degli Apostoli e dei Santi che furono loro discepoli o successori, o che si avvicinarono ai loro tempi; un Martirologio che egli chiama Litanie, e in particolare l Martyrologe qu'il appelle Litanies Opera agiografica che censisce martiri e santi. e Vite di san Desiderio, arcivescovo di Vienne e martire, e di san Teodoro, abate di Vienne. Morì dopo questi gloriosi lavori, il 16 dicembre 875, all'età di sessantasei anni, e fu sepolto con i suoi predecessori nella chiesa di San Pietro, fuori città, che dai Benedettini è passata ai Canonici secolari.
Sant'Adone è rappresentato: 1° mentre studia la Sacra Scrittura in mezzo a una biblioteca; 2° mentre tiene un libro in mano o scrive.
Tratto dalla sua Vita, di Mabillon Mabillon Monaco benedettino e storico, autore degli Annales Ordinis Sancti Benedicti. . — Cfr. Dom Cellier.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita nel 799 in una famiglia nobile
- Educazione e professione religiosa presso l'abbazia di Ferrières
- Soggiorno presso il monastero di Prüm in Germania
- Pellegrinaggio a Gerusalemme e soggiorno di quattro anni a Roma
- Copia di un manoscritto a Ravenna per il suo futuro Martirologio
- Elezione all'arcivescovado di Vienne nell'860
- Ricevimento del Pallio da parte di papa Niccolò I
- Mediazione nella causa di divorzio del re Lotario
- Ripristino della disciplina monastica e redazione di opere storiche
Miracoli
- Guarigioni di malati all'altare di Maria peccatrice, di Pietro e del buon ladrone
Citazioni
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La mia casa è stata aperta ai forestieri, e sono stato il padre dei poveri
Giobbe (citato da Adone)