Discepolo degli Apostoli inviato a evangelizzare la Turenna nel I secolo, Gaziano lottò contro l'idolatria romana e fondò le prime chiese di Tours. Costretto a nascondersi in grotte a Marmoutier, terminò la sua vita serenamente dopo aver ricevuto la comunione dalle mani di Cristo. Le sue reliquie, riscoperte da san Martino, furono protette dai Normanni ad Arras prima di tornare a Tours.
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SAN GAZIANO, PRIMO VESCOVO DI TOURS
L'invio in missione
Nel I secolo, Gaziano viene inviato a evangelizzare Tours insieme ad altri sei apostoli delle Gallie per dissipare le tenebre del paganesimo.
San Gaziano, Saint Gatien Primo vescovo di Tours e apostolo della Turenna. discepolo degli Apostoli e primo vescovo di Tour Tours Luogo di ritiro di Clotilde presso la tomba di san Martino. s, fu inviato in questa città, nello stesso periodo di san Trofimo ad Arles, san Marziale a Limoges, san Saturnino a Tolosa, san Paolo a Narbona, sant'Austremonio in Alvernia e san Dio nigi a Pari saint Denis Uno dei sette apostoli inviati in Gallia. gi. Il mondo era ancora immerso nelle tenebre dell'idolatria, poiché era passato poco tempo da quando Gesù Cristo era asceso al cielo. Gaziano trovò gli abitanti della sua città di Tours dediti a ogni sorta di superstizione: alle divinità della patria avevano aggiunto gli dèi della potente Roma, di cui subivano l'impero. Non appena ebbe riconosciuto la profondità delle tenebre in cui questi poveri idolatri si trovavano immersi, cercò i mezzi efficaci per trarveli fuori. Iniziò con lezioni evangeliche molto familiari, nelle quali fece loro conoscere chiaramente la vanità degli idoli, l'impossibilità della pluralità degli dèi, la falsità del culto superstizioso che rendevano alle divinità che erano obbligati ad adorare; e, dopo aver così dissipato gli errori del paganesimo, distrutto tutte le vane cerimonie del paese e annientato negli spiriti tutte le false idee che avevano concepito riguardo agli dèi dell'impero, presentò loro le luci della fede evangelica, annunciò il vero Dio e ne provò l'unità e la verità; li fece poi scendere nella conoscenza delle tre persone della santa Trinità; fece loro comprendere la necessità del mistero dell'Incarnazione e la venuta di Gesù Cristo sulla terra; parlò loro del secondo avvento del Salvatore come giudice, che sarebbe venuto un giorno a ricompensare il merito di coloro che avessero agito bene durante la loro vita e a condannare a pene eterne coloro che avessero agito male. Li abituava anche, allo stesso tempo, al culto del vero Dio, sostituendo saggiamente pratiche ed esercizi evangelici alle cerimonie superstiziose alle quali erano attaccati.
Persecuzioni e vita clandestina
Di fronte all'ostilità dei pagani, Gaziano si ritira in una grotta sulle rive della Loira, futuro sito dell'abbazia di Marmoutier, per istruire i suoi discepoli.
Sarebbe difficile spiegare qui in quanti modi i più ostinati del paese si opposero ai disegni del nostro zelante missionario, sia interrompendo le sue istruzioni, sia denunciandolo ai magistrati, o maltrattandolo e minacciandolo di morte; così questo prudente Apostolo, seguendo il consiglio di Gesù Cristo, andava a nascondersi in una grotta scavata con le sue stesse mani nelle rocce che costeggiano la riva settentrionale della Loira e dove più tardi sorse l'illustre abbazia di Marmoutier. Circonda to da sterpaglie e r abbaye de Marmoutier Abbazia vicino a Tours da cui dipendeva il priorato di Arcis. ovi, questo luogo era di difficile accesso, e l'Apostolo poté facilmente sottrarvisi all'odio dei pagani e riunirvi i suoi rari neofiti. Ancora oggi il pio pellegrino può visitare questa grotta, quasi in rovina, che fu la culla del cristianesimo in Turenna. San Gaziano aveva dedicato questo p iccolo o Touraine Regione di origine di San Braque. ratorio alla Vergine Maria, Madre di Dio. La storia della sua vita ci assicura persino che, nel tempo dei ritiri che era costretto a fare nelle caverne e nelle foreste lontane, non smetteva di essere seguito da un gran numero dei suoi discepoli e di ritornare persino in certi giorni nelle città e nei borghi, per sostenere la fede dei nuovi cristiani, ripetere loro le verità che aveva annunciato e confermarli nella loro credenza.
Predicazione e miracoli
Con la sua vita ascetica e numerosi miracoli, in particolare guarigioni ed esorcismi, convertì la popolazione e fondò le prime chiese della Turenna.
Avendo a che fare con uomini molto rozzi, poco capaci di penetrare verità elevate come quelle del Vangelo e tanto attaccati al culto degli idoli, sarebbe stato molto difficile e quasi impossibile per il santo Prelato giungere al compimento delle sue sante imprese, se non fosse stato favorito da aiuti particolari; ma due cose contribuivano meravigliosamente a sostenere la sua opera: la sua vita più angelica che umana, e un gran numero di prodigi miracolosi che accompagnavano le sue predicazioni. La santità della sua condotta, il rigore che esercitava verso il proprio corpo, i suoi digiuni, le sue veglie, la sua preghiera continua, il suo disinteresse, la sua estrema bontà, la sua prudenza in tutto ciò che intraprendeva, la sua pazienza nel sopportare ingiurie, calunnie e minacce, la sua profonda umiltà, tutte virtù fino ad allora sconosciute a quei popoli; questo insieme di tante perfezioni spingeva quegli spiriti a riconoscere che vi era in quest'uomo qualcosa di straordinario e di cui non avevano ancora visto alcun esempio; di modo che, sebbene il santo vescovo sia stato privato della consolazione di vedere grandi frutti del suo raccolto agli inizi, il prezioso seme che aveva gettato non mancò di presentare in seguito un'abbondantissima messe, di cui ebbe la gioia di fare il felice raccolto. Due dei più ostinati si trovarono costretti a cedere e ad approvare nel nostro santo apostolo costumi e una dottrina che non era possibile rifiutare; i primi discepoli già conquistati, che non lasciavano più il nostro Santo, ma che lo seguivano e lo accompagnavano, sia nei suoi ritiri, sia nei suoi viaggi o negli altri esercizi delle sue missioni, riferivano poi ai loro compatrioti induriti tutta l'economia della vita santa di colui che riconoscevano come loro maestro, e finivano così per convincere quegli ostinati e per aprire loro gli occhi affinché vedessero la luce che veniva loro presentata.
Alla potenza della parola divina, Gaziano aggiungeva quella dei miracoli, e furono principalmente le operazioni straordinarie che compiva a stupire e a fermare coloro che contribuivano maggiormente alla persecuzione esercitata contro i nuovi fedeli. In effetti, non vi era malattia alla quale non apportasse qualche guarigione, né demoni di cui non si rendesse padrone e che non scacciasse tramite gli esorcismi; il solo segno della croce era il mezzo più ordinario e più potente di cui si serviva in tali occasioni; questo dominio sovrano, che san Gaziano esercitava con tanta facilità sulle potenze dell'inferno, costringeva i più increduli a confessare che la religione di colui che aveva una così grande autorità era quella vera che bisognava seguire. Fu dunque allora che la persecuzione si allentò, che le conversioni furono più frequenti, che il culto degli idoli fu trascurato, che le cerimonie pagane furono disprezzate e gli altari abbandonati e demoliti. La stima e l'autorità che il santo prelato si era acquisite prevalsero infine talmente nello spirito della maggior parte degli uomini, che si ebbe la libertà di erigere altri altari e piccoli oratori dove coloro che avevano abbracciato la fede potevano riunirsi; si costruirono nei borghi circostanti, come nella città di Tours, luoghi idonei che venivano chiamati piccole chiese, per esercitarsi nelle funzioni della vera religione: se ne contano fino al numero di otto. Era in questi luoghi santi, consacrati dalle preghiere del nostro celebre missionario e dalle esortazioni continue che vi teneva, che si formavano alle pratiche e alle cerimonie cristiane coloro che avevano abbracciato la fede di Gesù Cristo; che si davano le istruzioni, i consigli e i mezzi necessari per perseverare nella confessione della vera religione. Vi si imparava a cantare le lodi del vero Dio, vi si formavano chierici per essere elevati alle dignità della Chiesa; vi si ordinavano sacerdoti per sostenere la gloria del sacerdozio ed esercitare le funzioni ecclesiastiche; vi si amministravano i sacramenti e ci si riuniva almeno il giorno della domenica per ricevervi il nutrimento necessario al nuovo stato che si aveva avuto la felicità di abbracciare.
Il riposo del giusto
In età avanzata, Gaziano riceve la visita di Cristo che gli reca il viatico prima della sua morte, avvenuta sette giorni dopo.
Infine, il nostro santo prelato, avendo adempiuto gloriosamente a tutti i doveri della sua missione, essendo in età molto avanzata, oppresso dal peso delle fatiche evangeliche, avendo provveduto a tutte le necessità urgenti delle chiese che aveva fondato, e non avendo più desideri se non per il cielo, sentì con felicità avvicinarsi il momento del riposo e l'ora della ricompensa. Un giorno il santo apostolo, oppresso dalle fatiche e dalla vecchiaia, era disteso sul suo giaciglio; un sonno leggero si era appena impadronito di lui, quando Gesù Cristo gli apparve, lo svegliò e gli presentò egli stesso il suo corpo, come viatico, per fortificarlo in quell'istante supremo in cui stava per lasciare la vita. La malattia seguì da vicino questa visita divina, e fece progressi così rapidi che, sette giorni dopo, il quindicesimo delle calende di gennaio, Gaziano era in cielo.
L'invenzione delle reliquie da parte di san Martino
Molto tempo dopo la sua morte, san Martino riscopre per rivelazione la tomba di Gaziano e instaura un dialogo spirituale con il suo predecessore.
Essendo trascorsi lunghi anni, e la vacanza della sede essendo durata a lungo dopo la morte del beato Gaziano, il popolo aveva dimenticato il luogo della sua sepoltur a; san Marti saint Martin Modello spirituale di Aquilino. no lo conobbe per una rivelazione speciale, e fece allora trasportare il corpo del santo vescovo nella sua chiesa principale, in mezzo a un concorso immenso di popolo. Animato da una grande devozione per il suo illustre predecessore, andava spesso a pregarlo; non si allontanava mai dalla sua città episcopale e non vi rientrava mai senza prostrarsi davanti alla sua tomba. Ora, un giorno vi giunse, secondo la sua abitudine, vi pregò con molte lacrime, poi, prima di ritirarsi, disse al gloriosissimo san Gaziano: «Uomo di Dio, benedicimi». E subito una voce uscì dalla tomba, e si udirono distintamente queste parole: «Servo di Dio, ti prego, benedicimi».
Traslazioni ed esili delle sacre spoglie
Minacciate dalle invasioni normanne, le reliquie viaggiarono dalla Vandea ad Arras prima di tornare parzialmente a Tours nel XIII secolo.
Si ebbe un'altra traslazione delle reliquie del Santo, quando i Normanni si gettarono sulla Francia e vi causarono devastazioni straordinarie, rovinando le città e bruciando le chiese e gli altri luoghi sacri, dove sapevano che vi erano corpi di santi martiri o confessori in deposito. Per timore dunque che il corpo di san Gaziano non fosse coinvolto in queste rovine, si ritirò l'urna dalla grande chiesa e la si trasportò dapprima a Maltezaie (Vandea), nel Poitou; di lì nella Gallia Belgica, fino a Béthune (Passo di Calais), nel monastero di Saint-Prix.
Infine, questo prezioso deposito fu affidato ai religiosi del monastero d i Saint-Vaast, nella cit monastère de Saint-Vaast Monastero riformato da Riccardo e Federico. tà di Arras, dove rimase finché tutti i disastri della guerra non furono terminati con la conversione dei Normanni alla fede di Gesù Cristo, tempo in cui queste preziose spoglie furono restituite alla città di Tours, alla quale appartenevano, lasciandone tuttavia una parte ai religiosi di Saint-Vaast, in riconoscimento delle cure che avevano preso per custodire questo ricco tesoro. La storia di questa traslazione indica che si favorirono anche altri luoghi con alcune particelle di queste sante reliquie, poiché erano state custodite anche in quei luoghi per i quali erano passate: ciò dà modo di accordare le diverse chiese che si gloriano di possedere il santo deposito di cui parliamo, dicendo che diversi luoghi differenti ne possiedono alcune particelle. Si celebra la festa della traslazione delle reliquie del santo apostolo di cui parliamo, il secondo giorno di maggio. È un arcivescovo di Tours, chiamato Juheit Mattefion, che l'ha istituita nel XIII secolo, come notano i continuatori di Bollandus nel primo tomo di maggio, dove sembrano supporre che si facesse già la festa di qualche traslazione di minore solennità; poteva essere la festa della traslazione del corpo del nostro Santo, che fece san Martino quando lo ritirò dal cimitero dei poveri per dargli posto nella grande chiesa.
Intercessioni reali e militari
Il santo è accreditato della liberazione del re Giovanni il Buono e della revoca dell'assedio di Tours sotto Carlo VI grazie a voti pubblici.
La devozione dei popoli verso san Gaziano aumentando di giorno in giorno, si ritenne opportuno, nell'anno 1354, erigere una Confraternita, accompagnata da una fondazione che porta l'obbligo di celebrare tutti i giorni dell'anno una messa in onore del Santo e in favore di tutti coloro che hanno il vantaggio di essere in questa Congregazione. Non sarebbe facile riferire qui in dettaglio tutti i soccorsi che si sono ricevuti invocando questo illustre apostolo della Turenna, né i miracoli che sono stati compiuti per sollevare e accrescere la gloria di questo incomparabile ser vitore di D Le roi Jean Re di Francia contemporaneo di Gertrude. io. Essendo il re Giovanni stato fatto prigioniero, la regina, sua madre, avendo fatto un voto per ottenere la libertà del figlio e avendo preso san Gaziano come suo avvocato presso Dio in questa faccenda, non fu frustrata nella sua attesa, avendo il re recuperato la libertà poco tempo dopo; ciò obbligò questa illustre principessa a pubblicare ovunque che era debitrice di questa grazia a san Gaziano, nel quale aveva riposto tutta la sua fiducia. Sotto il regno di Carlo VI, gli inglesi, tenendo la città di Tours molto strettamente assediata, gli abitanti, avendo fatto un voto e delle preghiere alla tomba del loro santo apostolo e protettore, per essere liberati dalla triste situazione in cui questo assedio li teneva ridotti, furono anche incontanente esauditi e liberati per mezzo di una pace onorevole, che fu conclusa poco dopo tra gli assedianti e i cittadini della città.
Prove moderne delle reliquie
Dopo le devastazioni degli Ugonotti e della Rivoluzione, nuove porzioni delle reliquie vengono restituite a Tours dalla chiesa di Arras nel 1827.
Le reliquie di san Gaziano, apostolo della Turenna, erano sfuggite in parte ai furori sacrileghi degli Ugonotti, che commisero tanti eccessi a Tours nel 1562. Questi frammenti preziosi perirono durante la Rivoluzione del 1793. La chiesa metropolitana ne possiede tuttavia porzioni abbastanza considerevoli che le furono donate, nel 1827, dalla chiesa di Saint-Vaast di Arras, su richiesta di monsignor Augustin-Louis de Monthiane, arcivescovo di Tours.
San Gaziano è invocato specialmente per ritrovare prontamente le cose perdute o rubate. La festa del nostro Santo è segnata al 18 dicembre nei martirologi di Adone e di Usuardo, come in quello di Francia.
Abbiamo tratto questa vita dalle lezioni del nuovo breviario di Tours e da altre memorie della stessa chiesa, che ci sono state comunicate. — Cfr. Dissertation sur l'époque de l'apostolat de saint Gatien, premier évêque de Tours, et sur les Origines des Églises de France, dell'abate Rolland.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Invio in missione a Tours da parte degli Apostoli
- Predicazione contro l'idolatria e il paganesimo romano
- Ritiro in una grotta sulle rive della Loira (Marmoutier) durante le persecuzioni
- Fondazione di otto piccole chiese e di un cimitero cristiano
- Apparizione di Gesù Cristo che gli porta il viatico prima della morte
Miracoli
- Guarigioni da malattie varie
- Esorcismi tramite il segno della croce
- Voce che esce dal sepolcro per rispondere a san Martino
- Liberazione del re Giovanni dopo un voto della regina madre
- Fine dell'assedio di Tours da parte degli inglesi sotto Carlo VI
Citazioni
-
Uomo di Dio, benedicimi
San Martino rivolto alla tomba di Gaziano -
Servo di Dio, ti prego, benedicimi
Risposta miracolosa di San Gaziano dalla sua tomba