18 dicembre 7° secolo

L'Attesa del Parto di Nostra Signora

Madre di Dio

Festa
18 dicembre
Categorie
Vergine
Epoca
7° secolo
Luoghi associati
Toledo (ES) , Spagna (ES)

Istituita al X concilio di Toledo nel 654, questa festa celebra l'attesa del parto della Vergine Maria otto giorni prima di Natale. Permette di solennizzare l'Annunciazione e l'Incarnazione, spesso oscurate dalla Quaresima o dalla Pasqua in marzo. È caratterizzata dal canto delle antifone 'O' che invocano la Sapienza eterna.

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Sezioni di lettura: 5

FESTA DELL'ATTESA DEL PARTO DI NOSTRA SIGNORA

Culto 01 / 05

Istituzione e origine della festa

La festa dell'Attesa del Parto, chiamata anche Nostra Signora dell'O, fu istituita nel 654 durante il X concilio di Toledo per celebrare l'Annunciazione al di fuori della Quaresima.

Istituita nel 654. — Papa: Sant'Eugenio I. — Re di Francia: Clodoveo II.

*Ipse erit expectatio gentium.* *Le nazioni attenderanno con impazienza il loro liberatore.* *Genesi, XIX, 10.*

Questa festa fu stabilita in questo giorno al X concilio di Toledo, tenutosi nel 654, al tempo del re Recesvindo e di sant'Eugenio III, vescovo di quella sede, in onore dell'A nnunciazio Notre-Dame Madre di Gesù, apparsa a Bertrand. ne di Nostra Signora e del mistero dell'Incarnazione del Verbo divino, poiché il 25 marzo, giorno in cui questi misteri furono compiuti, cadendo ordinariamente in Quaresima o nella solennità di Pasqua, periodo in cui si è occupati in altre cerimonie, non si potevano celebrare con tutta l'attenzione che è loro dovuta. È così che ne parla questo Concilio in un decreto riportato da Garcias de Loaysa, Ambrogio, Morales, Francesco Padilla e Giovanni Tamayo Salazar, nel suo martirologi Saint Ildefonse Successore di Eugenio a Toledo, confermò e istituì la festa. o dei Santi di Spagna. Sant'Ildefonso, successore di Eugenio, confermò questa istituzione e ordinò che questa festa fosse chiamata l'Attesa del parto di Nostra Signora, poiché doveva celebrarsi otto giorni prima del suo adorabile parto. Divenne molto celebre in tutte le chiese di Spagna, e le fu dato anche il nome di Nostra Signora dell'O, perché è in questo giorno, ai primi Vespri, che si comincia a cantare quel le celebri antifone chiamate le antiennes que l'on appelle les O Canti liturgici che iniziano con 'O' invocanti la Sapienza eterna. O, per invitare la Sapienza eterna a venire sulla terra a liberare il genere umano, perduto e rovinato dal peccato.

Teologia 02 / 05

L'attesa dei Patriarchi e dei Profeti

Dalla caduta di Adamo, le figure bibliche come Abramo, Mosè e Davide hanno sperato e predetto la venuta del Liberatore promesso da Dio.

Del resto, si può dire che la nascita del Verbo divino è una festa di tutti i secoli, e che essa è antica quanto la caduta del primo uomo; poiché, appena egli fu caduto, Dio disse al serpente in sua presenza: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua; essa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno»; e questa parola, pronunciata dalla bocca di Colui che si chiama il Veritiero e il Fedele, fu la prima assicurazione della nostra riconciliazione. Da quel momento, i Patriarchi e i santi Padri non fecero altro che attendere, sperare, chiedere e predire la venuta del Salvatore, che doveva procurarci un così grande beneficio; di ciò sono piene tutte le Scritture dell'Antico Testamento; è per questo che il Messia è chiamato ora il Desiderato di tutte le nazioni, ora il Desiderio dei colli eterni. È per questo che Nostro Signore diceva ai suoi discepoli, in san Luca, cap. II: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete, perché molti re e molti profeti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete e non lo videro». E altrove, assicurava ai Giudei che Abramo aveva avuto un santo desiderio di vedere il giorno del suo avvento, che lo aveva visto in spirito e che ne aveva provato una gioia estrema.

In questa beata attesa e in questa nobile speranza, Giacobbe, nel dare la sua benedizione ai figli, predisse che lo scettro non si sarebbe allontanato dalla stirpe di Giuda, né la sovranità dalla sua famiglia, finché non fosse venuto colui che doveva essere inviato, e aggiunse poi: «Io aspettavo, Signore, la tua salvezza». Nella stessa prospettiva, quando Dio volle inviare Mosè per la liberazione del popolo d'Israele e per dargli la legge, quell'umile legislatore gli rispose: «Ti prego, Signore, manda colui che devi mandare». Il Profeta-Re disse con simile ardore: «Signore, manifesta la tua potenza per salvarci, mostra il tuo volto e saremo liberati. Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia desidera te, o mio Dio!». Salomone, suo figlio, parlando della Sapienza eterna che doveva donarsi in questo mistero, rivolge a suo riguardo questa preghiera al Padre eterno: «Mandala, Signore, ti prego, dai tuoi cieli santi e dal trono della tua gloria, affinché essa dimori e lavori con me». E Tobia il vecchio, essendo sul letto di morte, dove dava istruzioni profetiche al figlio e parlava solo per oracoli, esclamò con ammirevole tenerezza: «Anima mia, benedici il Signore, perché il Signore, nostro Dio, ha liberato Gerusalemme, sua città, da tutte le sue tribolazioni. Oh! quanto sarò felice se rimarrà qualcuno della mia discendenza per vedere la gloria di Gerusalemme».

Teologia 03 / 05

Gli ultimi testimoni dell'attesa

I profeti Isaia, Geremia e Daniele, così come figure quali Simeone, Anna e i genitori di Giovanni Battista, manifestano un ardente desiderio per il Messia.

Coloro che chiamiamo particolarmente profeti non hanno testimoniato minor premura. «Mandate», dice Isaia, «mandate quell'agnello che deve dominare su tutta la terra. O cieli, fate cadere la vostra rugiada dall'alto e che la nube piova il giusto; che la terra si apra e faccia germogliare un Salvatore! O Dio, perché non squarciate i cieli e non scendete al più presto! Perché le montagne non si sciolgono alla vostra presenza!». Geremia è nel medesimo sentimento. «Un re», dice, «regnerà, sarà colmo di sapienza e farà giudizio e giustizia sulla terra; e il nome che gli sarà dato sarà il Signore, nostro giudice. Egli è la mia parte e la mia eredità, per questo lo attenderò». Tutti gli altri Profeti hanno simili movimenti estatici: soprattutto il divino Daniele, che ha meritato per questo di e divin Daniel Profeta biblico definito uomo di desideri. ssere chiamato l'uomo dei desideri: Vir desideriorum. Dopo la cattività di Babilonia, la profezia sembrò essere spenta tra gli Ebrei, ma le persone di bene non smisero di sospirare continuamente per il Messia. Testimoni i giovani Maccabei con la loro santa madre; il giusto Simeone, che attendeva la redenzione d'Israele; Anna la profetessa, che non usciva mai dal tempio e vi passava i giorni e le notti in un digiuno e un'orazione quasi continui; san Gioacchino e sant'Anna, padre e madre della gloriosa Vergine, e Zaccaria con Elisabetta, i genitori di san Giovanni Battista.

Teologia 04 / 05

La perfezione dell'attesa in Maria

La Vergine Maria incarna l'attesa più perfetta e gioiosa, la sua carità supera quella di tutti i profeti riuniti.

Se tutti i Santi dell'Antico Testamento hanno desiderato con ardore e premura la nascita del Salvatore del mondo, quali saranno stati i desideri di colei che Egli aveva scelto per essere sua celle qu'il avait choisie pour être sa mère Madre di Gesù, apparsa a Bertrand. madre, che conosceva meglio di chiunque altro il bisogno che ne aveva il genere umano, l'eccellenza infinita della sua persona e i frutti incomparabili che doveva produrre sulla terra, e la cui fede e carità superavano incomparabilmente quelle di Abramo, di Mosè, di Davide, di Isaia, di Geremia e di tutti gli altri Profeti. Certamente, il suo desiderio fu così grande che non abbiamo parole per esprimerne il merito; ma non si può concepire quale fu la sua gioia, quando vide che finalmente i suoi desideri e quelli di tutti gli angeli e di tutti gli uomini erano compiuti, e che lo erano in lei e per mezzo di lei, poiché stava per dare alla luce la speranza di tutte le nazioni e Colui sul quale il cielo e la terra volgevano lo sguardo come sul loro liberatore.

Fonte 05 / 05

Significato liturgico e fonti

La festa invita i fedeli a unirsi ai desideri della Chiesa espressi dalle antifone 'O', basandosi sugli scritti di Luigi di Granada e di Padre Giry.

Sono queste le grandi cose che sono oggetto della festa di oggi. Si troveranno trattate più ampiamente in Luigi d i Granada, Luigi Louis de Grenade Autore spirituale citato come fonte per approfondire l'argomento. da Ponte e negli altri libri di devozione. Ciò che ne abbiamo detto basta per eccitare il fervore dei cristiani in questa festa e per obbligarli a entrare nei disegni della Chiesa, quando canta con tanta solennità le antifone dei Vespri, che sono altrettante frecce ardenti e desideri infuocati che essa invia verso il cielo per trarne la vita e la luce eterna.

Questo articolo è di Padre Giry.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Istituzione della festa al X concilio di Toledo nel 654
  2. Conferma della festa da parte di Sant'Ildefonso
  3. Canto delle grandi antifone 'O' che inizia otto giorni prima di Natale

Citazioni

  • Ipse erit expectatio gentium. Genesi, XLIX, 10
  • O cieli, stillate dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e germogli il Salvatore! Isaia

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo