Beato Corrado da Offida
DELL'ORDINE DEI FRATI MINORI
Sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori
Religioso francescano italiano del XIII secolo, Corrado da Offida si distinse per la sua profonda umiltà, rifiutando gli onori per servire in cucina. Amico intimo di Pietro da Treia, ricevette numerose visioni mistiche, tra cui quella della Vergine che gli affidava Gesù Bambino. Predicatore esemplare e modello di povertà, morì in missione a Bastia nel 1306.
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IL BEATO CORRADO DA OFFIDA, SACERDOTE,
DELL'ORDINE DEI FRATI MINORI
Origini e ingresso nella vita religiosa
Nato a Offida, Corrado entra tra i Frati Minori a quindici anni, distinguendosi per la sua umiltà e la sua amicizia spirituale con Pietro da Treia.
*Folia pauper rebus, sed virtutibus dives.* Beato colui che è povero di ricchezze, ma ricco di virtù. *Tommaso da Kempis.*
Come un bel cielo tutto cosparso di stelle, la provincia dei Frati Minori della Marca d'Ancona fu un tempo abbellita da pii e santi frati, che, simili ad astri brillanti, risplendevano sull'Ordine serafico e sul mondo intero per la luce della loro dottrina e lo splendore dei loro esempi. Di questo numero fu il beato Corrado.
Questo ammirevole bienheureux Conrad Religioso francescano italiano del XIII secolo, modello di povertà e contemplazione. zelatore della povertà evangelica e delle osservanze di san Francesco, nacque a Offida, borgo importante della diocesi di Ascoli (Italia). I suoi genitori, profondamente virtuosi, lo educarono nella pietà, ed egli corrispose meravigliosamente alle loro cure e alle grazie prevenienti di cui Dio lo favoriva. Appena quindicenne, e già tutto infiammato d'amore per Dio, entrò nell'Ordine serafico, dove si fece notare, Ordre séraphique Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. fin dal suo noviziato, per la sua umiltà e la sua alta contemplazione. Tra i suoi compagni di noviziato, Corrado intuì un Santo, il beato Pietro da T reia. Si legò con lui di un bienheureux Pierre de Treja Compagno di noviziato e amico intimo di Corrado. a dolce intimità, che, basata unicamente su motivi soprannaturali, ne fu solo più viva e duratura.
L'amore per la vita nascosta
Sebbene ordinato sacerdote, preferì per quindici anni compiti subalterni come la cucina e la questua, prima di essere incoraggiato a celebrare la messa dalla beata Benvenuta da Recanati.
Dopo la sua professione, Corrado fu applicato agli studi teologici, distinguendosi in essi, e fu poi elevato al sacerdozio. Ma amava talmente la vita nascosta che chiese, come un insigne favore, di essere impiegato in cucina e nei lavori di questua. Non si poté rifiutare alle sue insistenze e, per più di quindici anni, dedito a questi oscuri e penosi lavori, divise i suoi momenti tra la contemplazione e il lavoro. L'eccesso della sua umiltà gli impedì talvolta di salire al santo altare per offrirvi il divino sacrificio; fu ripreso per questa astensione da un'anima santa che egli dirigeva, la beata Benvenuta da R ecanati, terziaria. «Avete tort bienheureuse Bienvenue d'Ancône Terziaria francescana che consigliò Corrado sulla celebrazione della messa. o ad agire così», esclamò un giorno; «ho visto sull'altare l'adorabile maestà del Figlio di Dio, che vi invitava e vi attendeva; ha manifestato scontento per la vostra timidezza. Avvicinatevi a lui con più fiducia». Quel giorno, infatti, Corrado non aveva osato salire all'altare, nel timore di essere distratto da un servizio funebre che doveva aver luogo.
Ascesi e favori mistici sul Monte della Verna
Inviato sul Monte della Verna, vi conduce una vita di alta contemplazione, ricevendo apparizioni della Vergine Maria e del beato Egidio.
L'alta reputazione di santità del servo di Dio spinse i superiori a inviarlo al convento del Monte del la Verna, co Mont-Alverne Luogo celebre dell'ordine francescano dove soggiornò Corrado. nvento per sempre celebre per il prodigio delle Stimmate e per il soggiorno che vi fecero successivamente san Bonaventura, sant'Antonio da Padova e gli altri principali Santi dell'Ordine serafico. I superiori avevano grande cura di collocare in questo luogo benedetto solo religiosi eminenti in virtù. Corrado vi consacrò i suoi giorni e le sue notti alla contemplazione e alle pratiche austere che l'accompagnano. In cambio, vi ricevette una quantità di favori straordinari:
VIES DES SAINTS. — TOME XIV. 25
apparizioni frequenti della gloriosa Vergine Maria, dei santi Angeli, di diversi Santi, e più particolarmente del beato Egidio, compagno di san Francesco. Infine, si può dire del nostro Santo ciò che la Sacra Scrittura dice di Mosè, che «parlava con Dio come un amico si intrattiene con il suo amico», e che «tutta la sua conversazione era nei cieli».
Miracoli e visione di Gesù Bambino
Dopo aver esorcizzato un'indemoniata a Sirolo, si ritira a Forano dove beneficia di una visione della Vergine che gli affida Gesù Bambino.
Tutti questi prodigi diffusero lontano la fama del nostro Santo. I numerosi pellegrini della Verna chiedevano tutti di ricevere la benedizione di frate Corrado e si raccomandavano alle sue preghiere. Piuttosto che restare esposto agli omaggi premurosi della moltitudine, l'umile Corrado preferì lasciare il santuario dove era stato favorito da tante grazie. O umiltà dei Santi! Ottenne dal Padre generale il permesso di trasferirsi al convento di Sirolo e, il giorno stesso del suo arrivo, liberò miracolosamente un'indemoniata dal demonio. Corrado previde che l'affluenza delle genti verso di lui sarebbe ricominciata; trascorse dunque la notte in preghiera e, allo spuntar del giorno, partì segretamente per rag giungere il suo Pierre de Treja Compagno di noviziato e amico intimo di Corrado. fedele amico Pietro da Tr eia, n Forano Luogo della visione mistica della Vergine e del Bambino. el solitario convento di Forano, nella Marca d'Ancona. Un giorno, frate Corrado si addentrò nel bosco vicino al convento per dedicarsi alla divina contemplazione. Frate Pietro lo seguì da lontano e volle essere testimone di ciò che stava per accadere al suo amico. Era il giorno della Purificazione di Maria e Corrado chiedeva alla divina Madre di ottenergli un po' di quella dolcezza che aveva provato il vecchio Simeone, quando ella aveva deposto tra le sue braccia il santo Bambino Gesù. Esaudendo la preghiera del suo fedele servitore, Maria apparve all'improvviso, circondata di luce e portando tra le braccia il divino Bambino. Si avvicinò a frate Corrado e gli diede il Salvatore. In possesso di questo ineffabile tesoro, il felice frate coprì di baci il Figlio della Vergine, lo strinse al suo cuore e, in quel momento, si sentì come liquefatto nell'amore divino e immerso in un oceano di dolcezze inesprimibili. Frate Pietro, che da lontano contemplava questo incantevole spettacolo, ne provò egli stesso una grande consolazione. L'amicizia che già univa intimamente questi due Santi fratelli crebbe a tal punto che sembravano non formare più che un cuore e un'anima sola. Perciò convennero di confidarsi l'un l'altro tutte le consolazioni di cui Dio si sarebbe degnato di favorirli.
Predicazione e fedeltà alla regola
Riconosciuto per la sua eloquenza e i suoi miracoli, è considerato una copia vivente di san Francesco per la sua estrema povertà e austerità.
Corrado fu impiegato anche nella predicazione e, in questo difficile ministero, apparve tanto più eloquente quanto più i suoi esempi sostenevano la sua dottrina. «È una verità eterna che bisogna portare la croce; ma», dice un celebre oratore (Bourdaloue), «questa verità, sebbene eterna, non ha la stessa grazia nella bocca di tutti. Non spetta a ogni sorta di persona predicare la croce». Questa grazia, di cui parla Bourdaloue, il nostro Santo la possedeva in grado eminente. I suoi ascoltatori, sentendolo parlare della via stretta, si lasciavano facilmente persuadere, perché vedevano in lui un uomo crocifisso al mondo, un uomo morto a se stesso, un modello infine di quella vita di rinuncia e di fervore di cui le sue predicazioni facevano sentire la necessità. Inoltre, appariva circondato dall'aureola dei miracoli, decorato dal dono della profezia; così operò nelle anime meravigliosi frutti di salvezza.
Perfetto osservatore della sua Regola, Corrado si applicò talmente a camminare sulle orme di san Francesco, che i compagni sop ravvissuti di saint François Fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. questo santo Patriarca si compiacevano di proclamare Corrado la copia vivente e fedele del loro Padre. Amante appassionato della povertà e dell'umiltà, portò per più di cinquant'anni lo stesso abito tutto logoro e tutto rattoppato. Camminava sempre a piedi nudi, senza sandali e con gli occhi bassi.
Transito e riconoscimento ufficiale
Muore a Bastia nel 1306. Il suo culto è ufficialmente approvato da papa Pio VII nel 1817.
Mentre, nonostante la sua età avanz ata, C Conrad Religioso francescano italiano del XIII secolo, modello di povertà e contemplazione. orrado predicava la missione a Bastia, sul lago di Perugia, pieno di giorni e di meriti, si addormentò nel Signore, il 12 dicembre 1306.
Il papa Pio VII pape Pie VII Papa che ha autorizzato il culto del beato Ranieri. , con un breve del 21 aprile 1817, approvò solennemente il culto reso da tempo immemorabile al beato Corrado, e permise a tutto l'Ordine di San Francesco di celebrare la sua festa il 19 dicembre. Questa festa è celebrata il 12 dicembre, dal clero secolare delle città di Perugia, di Assisi e di Offida.
Estratto dagli Annali francescani.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nell'Ordine serafico all'età di quindici anni
- Assegnazione volontaria alla cucina e alla questua per quindici anni
- Soggiorno nel convento della Verna
- Ritiro nel convento di Forano con Pietro da Treia
- Missione di predicazione a Bastia
Miracoli
- Liberazione di un'indemoniata a Sirolo
- Visione della Vergine Maria che gli affida Gesù Bambino nel giorno della Purificazione
- Dono di profezia
Citazioni
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Folia pauper rebus, sed virtutibus dives.
Thomas à Kempis (in epigrafe)