Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, la Vergine Maria si sottomette per umiltà alla legge di Mosè presentandosi al Tempio di Gerusalemme. Vi offre suo figlio al Signore e incontra il vecchio Simeone e la profetessa Anna. Questa festa, detta della Candelora, celebra la presentazione della Luce del mondo.
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LA PURIFICAZIONE DELLA BEATA VERGINE
I fondamenti della legge mosaica
Spiegazione delle due leggi di Mosè: la purificazione delle partorienti dopo quaranta giorni e il riscatto dei primogeniti maschi.
Per comprendere gli adorabili misteri che la santa Chiesa venera in questo giorno, è necessario ricordare due leggi che Dio diede al suo popolo per mezzo di Mosè, e di cui l'evangelista san Luca non ha dimenticato di fare menzione nel suo Vangelo. La prima di queste leggi è riportata nel Levitico, capitolo 12: vi si dice che la donna che avrà dato alla luce un bambino, sia maschio la femme qui aura mis un enfant au monde Madre di Gesù, apparsa a Bertrand. o femmina, rimarrà per un certo tempo separata dalla compagnia degli altri come una persona impura; le è vietato toccare qualsiasi cosa santa, o entrare nel Tempio finché non siano com le Temple Luogo sacro in cui si compiono i riti di purificazione e di presentazione. piuti i giorni della purificazione, che sono quaranta giorni per un figlio maschio, e ottanta per una femmina: scaduto questo tempo, essa deve presentarsi a un sacerdote, al quale offrirà per il suo bambino un agnello di un anno in olocausto, con un piccolo piccione o una tortora; oppure, se per la sua povertà non può offrire un agnello, darà due tortore o due piccoli di colomba.
La seconda legge è scritta nell'Esodo, capitolo 13; secondo questa legge Dio voleva che gli si offrissero tutti i primogeniti degli uomini e degli animali; e poiché Dio non si è mai compiaciuto nel sangue degli uomini, perché suo Figlio doveva versare tutto il suo per loro, permetteva che si riscattassero i primogeniti degli uomini per un certo prezzo, che era di cinque sicli per un figlio, e di tre per una figlia. Secondo i termini di queste leggi, la santa Vergine e il suo divino Figlio erano esenti, è vero, da queste osservanze e cerimonie legali; poiché la Madre non aveva concepito per l'azione delle creature, ma per l'operazione dello Spirito Santo, e suo Figlio non era nato secondo le leggi ordinarie della natura, ma aveva lasciato sua madre perfettamente vergine dopo la sua gloriosa nascita; tuttavia, al fine di compiere ogni giustizia, e di darci l'esempio di una profonda umiltà e di una perfetta obbedienza, questa santa Madre e questo adorabile Figlio hanno subito il rigore di queste leggi per le ragioni che diremo in seguito. È ciò che è avvenuto oggi, come ci insegna il testo del Vangelo di san Luca, di cui ecco all'incirca i termini:
La Presentazione al Tempio
Maria e Giuseppe presentano il Bambino Gesù al Tempio di Gerusalemme, dove incontrano il vecchio Simeone.
« Compiuti i giorni della Purificazione di Maria secondo la legge di Mosè, portarono il bambino al Tempio per offrirlo al Signore, secondo quanto è scritto nella legge: «Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore», e per offrire il prezzo del suo riscatto, che era, secondo il testo della stessa legge, una coppia di tortore o due colombi. Ora, c'era allora a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone, che era giusto e tim Siméon Uomo giusto di Gerusalemme che ricevette la promessa di vedere il Cristo prima della sua morte. orato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; lo Spirito Santo, che risiedeva in lui, gli aveva rivelato che non sarebbe morto senza aver prima visto il Cristo del Signore. Venne dunque al Tempio per ispirazione divina, e quando il bambino Gesù fu presentato dai suoi genitori per l'adempimento della legge, lo ricevette tra le sue braccia e benedisse Dio dicendo: «Ora, Signore, puoi lasciare che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». » Ecco in sostanza il mistero, o piuttosto i misteri che sono stati compiuti in questo giorno, e per i quali la santa Chiesa ha istituito questa festa con tanta solennità. Le ha dato diversi nomi per significare le varie meraviglie che vi sono accadute; facciamo alcune riflessioni per raccogliere i frutti che vi sono legati.
Simeone e Anna la profetessa
Ritratto di Simeone, che riconosce il Messia, e di Anna, pia vedova che annuncia la redenzione d'Israele.
Gli antichi hanno chiamato questa solennità la Festa di Simeone e di Anna: di Simeone, perché questo venerabile vénérable vieillard Uomo giusto di Gerusalemme che ricevette la promessa di vedere il Cristo prima della sua morte. vegliardo vi apparve con tanta maestà, ed è in questa occasione così altamente lodato nel Vangelo come un uomo timorato di Dio, che attendeva con fiducia la redenzione d'Israele, che possedeva nel suo cuore il Tesoro dei tesori, vale a dire: lo Spirito Santo, e che ricevette da Lui, in quel momento, l'adempimento della promessa che gli era stata fatta molto tempo prima, di non lasciare questa vita mortale senza aver avuto la felicità di vedere con i propri occhi l'autore della vita immortale e il Cristo del Signore. Ma non solo vide e conobbe a suo agio il volto di Colui che tutti gli angeli ammirano, ma lo abbracciò e lo baciò mille e mille volte con la tenerezza e la dolcezza che si possono piuttosto immaginare che esprimere; e, oltre a questi favori, svolse ancora in questo incontro l'ufficio di profeta: poiché, quando ricevette tra le sue braccia l'adorabile Gesù, che sua madre gli presentò, non solo penetrò con gli occhi dello spirito e riconobbe la Persona divina che era nascosta sotto le membra di un bambino, ma previde anche tutto ciò che gli sarebbe accaduto, e lo predisse a sua madre con queste parole: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele. Sarà un segno di contraddizione contro cui ognuno si opporrà, e la tua stessa anima sarà trafitta da una spada, affinché i pensieri di molti cuori siano svelati».
Si dice anche che sia la Festa di Anna, perché una buona ved Anne Vedova di 84 anni presente al Tempio durante la Presentazione. ova che portava questo nome, e che, dopo aver vissuto sette anni con suo marito, aveva trascorso la sua vita, fino all'età di ottantaquattro anni, in una santa vedovanza, si incontrò anch'ella, per una provvidenza meravigliosa, nel Tempio con il vegliardo Simeone, quando Giuseppe e Ma ria vi Joseph Protettore della sua vita e autore della sua vocazione. presentarono Gesù Cristo. E, poiché questa buona anziana non poté contenere la sua gioia, si mise a dire prodigi di questo stesso Bambino a tutti coloro che sapeva avere nel cuore pietà e amore per Dio. È ciò che l'Evangelista vuole dire con questi altri termini: «Ella attendeva la redenzione d'Israele».
L'Hypapante o l'Incontro
Analisi del nome greco della festa che significa l'incontro tra la Legge e la Grazia, e l'unione mistica tra Simeone e Gesù.
I Greci chiamano questa festa H ypapante, Hypopantè Termine greco che significa 'Incontro', che designa la festa in Oriente. cioè incontro, per esprimere che san Simeone e sant'Anna si sono incontrati felicemente in questa santa giornata; ciò che la Chiesa sembra voler significare nell'ufficio divino, con queste parole di cui si serve all'invito del Mattutino: «Ecco che il Signore dominatore viene nel suo santo Tempio; rallegrati, Sion, ed esulta di gioia, andando incontro al tuo Dio». In effetti, noto che in questo giorno si è verificato non uno, ma diversi incontri felicissimi; innanzitutto, Giuseppe e Maria si sono incontrati con Simeone e Anna, nel Tempio, avendo il bambino Gesù in mezzo a loro, e portandolo ciascuno a turno. Inoltre, la grazia e la legge si sono trovate a concorrere a questo divino mistero; la legge vi è stata osservata in tutto il suo rigore, e la grazia vi si è diffusa abbondantemente. Per un terzo incontro vi si sono viste le lacrime mescolate alla gioia, e le apprensioni con trasporti di esultanza, attraverso le diverse predizioni del santo vegliardo alla santissima Vergine, che le ha conservate nel suo cuore per tutto il resto della sua vita, e ne ha reso partecipe tutta la Chiesa per mezzo della penna di san Luca, fedele scrittore di queste meraviglie.
Infine, quanto a san Simeone in particolare, egli ha oggi un'unione piena di consolazione con il Bambino Gesù; poiché, se questo santo vegliardo porta
Gesù bambino, Gesù, tuttavia, governa il vegliardo: il vegliardo porta il bambino tra le sue braccia, e il bambino dà forza al vegliardo, affinché possa sostenersi. Il vegliardo abbraccia il Bambino, e il Bambino dà al vegliardo abbracci di tenerezza e di dilezione. Il vegliardo versa lacrime di gioia sulle guance del Bambino, e il Bambino lascia errare sulle sue labbra un sorriso amoroso che dilata il cuore del vegliardo. Il vegliardo preme il Bambino contro il suo petto, come se volesse rinchiuderlo nel suo cuore, per avere una nuova vita, e il Bambino si slancia nel cuore del vegliardo per dargli una vita che non è soggetta alla morte. Felice dunque l'incontro di Simeone e di Gesù, delle lacrime di Simeone con i sorrisi di Gesù, dei desideri di Simeone con l'amore di Gesù, e infine dell'anima di Simeone con l'anima di Gesù!
La superiorità del secondo Tempio
La presenza di Gesù, Maria e Giuseppe conferisce al secondo Tempio una gloria superiore a quella del Tempio di Salomone.
Questa grande festa è chiamata anche Presentazione di Gesù al Tempio; ciò che si deduce abbastanza chiaramente dal testo del Vangelo, dove è detto: «E i suoi genitori lo portarono a Gerusalemme per presentarlo al Signore». E fu allora che, secondo la profezia di Aggeo, questo T empio che i Giudei avevano costru Temple que les Juifs avaient bâti Luogo sacro in cui si compiono i riti di purificazione e di presentazione. ito dopo il loro ritorno dalla cattività di Babilonia, ricevette incomparabilmente più gloria di quanta ne avesse mai ricevuta quello che Salomone aveva elevato con tanta magnificenza. Mentre Dio era stato servito in quest'ultimo solo da uomini soggetti al peccato, dei quali la maggior parte erano effettivamente peccatori e criminali, in quello fu servito da anime pure e innocenti: da san Giuseppe, che era un uomo giusto e timorato di Dio; dalla santa Vergine Maria, sempre pura e tutta immacolata; infine da Gesù Cristo stesso, suo Figlio unico, che era il Sommo Sacerdote, secondo l'ordine di Melchisedek, e un Pontefice tale che noi possiamo desiderare: «Santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori e più elevato dei cieli».
Inoltre, il Tempio di Gerusalemme ricevette in quel giorno più gloria di quanta ne avesse ancora ricevuta da quando era stato costruito, a causa dell'offerta che vi fu presentata: Gesù Cristo il primogenito, il Figlio unico della santa Vergine, che lo offrì al suo Padre eterno: oblazione nuova che non ne avrà mai altre; offerta singolare, e l'unica che il Padre eterno abbia mai guardato con benevolenza tra tutte quelle che gli sono state fatte da quando il mondo è uscito dal suo nulla; donazione così eccellente che tutte le altre, per quanto rare e preziose possano essere, non saprebbero piacere a Dio se non ne fossero accompagnate. Come, al contrario, non vi è nulla, per quanto piccolo possa essere, anche se fosse solo una goccia d'acqua fredda, che non sia capace di placare l'ira di Dio, purché sia unita a questa offerta di Gesù fatta da Nostra Signora. Perciò è propriamente in questo giorno che la giustizia di Dio ha moderato il suo rigore, e che si è placata per il soave odore del sacrificio, non più della carne di capri e di tori, ma bensì dell'agnello immacolato, che gli fu offerto dalle mani purissime di Maria. Fu allora che questo Dio eterno, per eseguire il patto che aveva fatto molto tempo prima con il suo servo Noè, di non inviare più un diluvio d'acqua per distruggere il genere umano, versò sugli uomini un diluvio di fuoco, al fine di infiammare i loro cuori del suo amore; poiché, in questo giorno, l'arco della sua alleanza appare tra le braccia di sua Madre, come nelle nubi del cielo, per segnare l'abbondanza delle sue grazie. È ciò che ha dato il nome a questa festa della Presentazione di Gesù al Tempio. Ecco perché, nell'ufficio divino, sia alla messa, sia alle ore canoniche, tutte le parole si rivolgono più espressamente a Nostro Signore, come nelle feste istituite in suo onore.
L'umiltà della Vergine
Sebbene esente da ogni macchia, Maria si sottomette alla legge per umiltà, trasformando questo rito in una nuova infusione di grazia.
Tuttavia, il titolo della Purificazione della Vergine è rimasto come proprio e particolare di questa solennità, che per questo motivo viene posta al rango delle sue cinque feste più grandi. Se ne deve senza dubbio cercare la ragione in queste prime parole del Vangelo: «Quando furono compiuti i giorni della Purificazione di Maria». Poiché, sebbene non vi sia mai stato nulla da purificare in questa santa Vergine, che è sempre stata pura e senza macchia, come il suo divino Sposo ha dichiarato egli stesso nel Cantico dei Cantici, la sua umiltà, tuttavia, l'ha portata a sottomettersi alle cerimonie della Purificazione; non giudicò di doversi esentare dalla Purificazione delle donne, dopo che suo Figlio non aveva rifiutato la Circoncisione degli uomini; non ha vergogna di apparire come una donna comune e di essere stimata impura, poiché suo Figlio appare in mezzo agli uomini come un peccatore.
Ma poiché è degno di Dio risollevare gli umili proprio attraverso ciò che sembra abbassarli, Egli ha ispirato ai fedeli di dare il titolo di Purificazione a questa festa, per trarre le grandezze di Maria dai suoi stessi abbassamenti. Potrei ancora dire, senza offendere la purezza immacolata della stessa Vergine, per verificare più espressamente queste parole dell'Evangelista: «Compiuti i giorni della Purificazione di Maria», che, quando presentò suo Figlio Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo averlo dato alla luce, questa stessa offerta le servì da Purificazione perfetta: purificazione, tuttavia, che non suppone alcun peccato, poiché esso non ha mai trovato ingresso nella santissima anima della Vergine; purificazione che non indica alcun difetto di natura in questa augusta persona, che la Sapienza eterna aveva preso piacere a plasmare come il capolavoro delle sue mani, creatrici di tutte le cose; purificazione che non ha tolto alcuna impurità legale o corporea a questa divina Madre, che non era affatto compresa nei termini della legge, poiché era rimasta vergine di corpo e di spirito, e anche perfettamente pura e immacolata, dopo aver dato alla luce Gesù Cristo, la purezza stessa, così come lo era prima di averlo concepito nelle sue caste viscere. Dunque, queste parole: «Compiuti i giorni della Purificazione di Maria», non significano altro che una nuova infusione di grazia e di santità interiore nell'anima della santa Vergine, che si purificava e si santificava sempre di più attraverso la ricezione di nuove grazie meritate da tutte le sue azioni, e più particolarmente in questa oblazione di suo Figlio, del quale, in qualche modo, si privava offrendolo al Padre eterno per la redenzione degli uomini. Ciò che abbiamo detto finora basta, a nostro avviso, per far comprendere i diversi nomi e la sostanza di questo mistero; ci resta ora da dire una parola sulla sua istituzione.
Origini e tradizioni liturgiche
Storia della festa rinnovata da Giustiniano nel 541 e introduzione della processione dei ceri da parte di papa Sergio I.
La sua istituzione è così antica che possiamo farla risalire ai primi secoli della Chiesa; tuttavia, essendosi i cristiani un po' rilassati, e questa festa essendo caduta nell'oblio in molti luoghi, essa fu rinnovata dalla pietà dell'imperatore Giustiniano il Grande, nell l'empereur Justinien l'aîné Imperatore bizantino sotto il cui regno Simeone inizia la sua vita religiosa. 'anno 541, sotto il pontificato di Vigilio, in occasione di una peste che, avendo già spopolato quasi tutto l'Egitto e correndo per le varie province dell'impero romano, sembrava voler ridurre tutte le città in solitudini. L'imperatore, temendo questo terribile flagello di Dio, ricorse al favore dell'Immacolata Vergine Maria e, mettendosi sotto la sua protezione, ordinò, sotto pene severe, su parere del patriarca e del clero di Costantinopoli, che si celebrasse la festa della Purificazione. Questa Madre di misericordia fece apparire che questa festa le era molto gradita, poiché la malattia contagiosa cessò immediatamente in tutta la città. Baronio crede che papa Gelasio abbia istituito questa solennità a Roma per abolire le superstizioni e le dissolutezze degli idolatri, che chiamavano Lupercali e che celebravano all'inizio di febbraio. Ma è molto più probabile che egli non fece che ristabilirla e che essa sia molto più antica. Si può vedere su questo argomento Bollandus, negli Acta Sanctorum di questo mese, e il R. P. Combeils, dell'Ordine di San Domenico, nella sua Biblioteca dei Padri, dove riporta un'omelia su questa festa di san Metodio, vescovo di Tiro, che fiorì nel IV secolo.
Papa Sergio I, come appare dall'Ordo Le pape Serge Ier Papa che avrebbe consacrato Wiron e Plechelmo. romano, vi aggiunse la processione con i ceri, al fine di rappresentare più sensibilmente il mistero che si compì in questo giorno nel tempio di Gerusalemme, quando queste quattro persone, Maria, Giuseppe, Simeone e Anna, facendo come una processione, portarono ciascuno a turno il bambino Gesù, che era veramente il lume che avrebbe illuminato le genti, e la luce che avrebbe dissipato le tenebre del mondo. È per questo motivo che la Chiesa, che è sempre guidata dallo Spirito Santo, ordinò in questa cerimonia di portare ceri accesi alla processione. Ciò non si osservava solo, scrive il venerabile Beda, in questa festa della Purificazione di Nostra Signora, ma anche in tutte le sue altre solennità; da dove può essere venuta la pratica che si osserva ancora oggi nelle processioni delle confraternite istituite in onore della santa Vergine.
Ecco quanto avevamo da dire sulla sostanza di questo mistero e sull'istituzione della festa che la Chiesa celebra in questo giorno. Che se qualcuno desidera vedere un più ampio discorso su questa materia, al fine di intrattenere il suo spirito nella devozione, non ne saprebbe trovare, a nostro avviso, di più adatto di quanto ne abbia scritto il R. P. Luigi di Granada, particolarmente in una meditazione che ha fatto apposta su questo soggetto nelle sue Aggiunte al Memoriale, nel libro dell'Amore di Dio; vi rimandiamo il lettore per non trattenerlo oltre.
Quanto al venerabile Simeone, la Chiesa ne celebra la memoria l'8 ottobre, e quella di sant'Anna, la profetessa, il 4 settembre, come si può vedere nel Martirologio romano.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita di Gesù Cristo
- Sottomissione alla legge della Purificazione quaranta giorni dopo il parto
- Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme
- Incontro con Simeone e Anna la profetessa
- Offerta di una coppia di tortore o di due giovani colombi
Miracoli
- Cessazione della peste a Costantinopoli nel 541 dopo l'istituzione della festa
Citazioni
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Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace... perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza.
Cantico di Simeone (San Luca) -
Anche a te una spada trafiggerà l'anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori.
Profezia di Simeone