Discepolo privilegiato di san Pacomio in Egitto nel IV secolo, Teodoro il Santificato divenne abate di Tabenna. Riconosciuto per la sua profonda umiltà dopo un periodo di disgrazia volontariamente accettata, diresse la congregazione pacomiana con saggezza. Fu dotato dei doni di profezia e di miracoli, e fu un vicino alleato di sant'Atanasio.
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SAN TEODORO IL SANTIFICATO,
ABATE DI TABENNA, IN EGITTO.
Giovinezza e vocazione
Teodoro lascia il mondo a quattordici anni per entrare nel monastero di Latopolis prima di raggiungere san Pacomio a Tabenna.
Trascorse due anni in tal modo nella casa di sua madre, anch'ella molto pia. Continuò a recarsi ogni giorno da un maestro di grammatica che abitava nelle vicinanze. Quando giunse al suo quattordicesimo anno, lasciò il mondo, col consenso della madre, e andò a terminare la sua educazione in un monastero della diocesi di Latopolis. La reputazione di san Pacomio lo attirò in se saint Pacôme Fondatore del cenobitismo e maestro di Teodoro. guito a Tabenna, i cui mon Tabenne Monastero principale fondato da san Pacomio. aci erano tutti dei Santi, e il suo zelo per la perfezione lo distinse presto dagli altri.
Sua madre venne al monastero per vederlo; ma egli temeva talmente le tentazioni che avrebbero potuto ricordargli il mondo, al quale aveva rinunciato per seguire Gesù Cristo con tutto il suo cuore, che pregò san Pacomio di non permettere l'incontro. La madre, edificata nel trovare nel figlio una rinuncia così perfetta, prese il velo in una comunità di vergini che si trovava vicino a Tabenna, per non pensare più che alla propria santificazione: ebbe talvolta la consolazione di vedere suo figlio in compagnia degli altri monaci.
Formazione e prime responsabilità
Compagno di viaggio di san Pacomio, Teodoro viene nominato superiore del monastero di Tabenna pur rimanendo sotto la direzione spirituale del suo maestro.
Teodoro aveva solo venticinque anni quando san Pacomio lo prese come compagno nella visita che faceva ai suoi monasteri. Cinque anni dopo, gli ordinò di prepararsi a ricevere il sacerdozio. Gli affidò in seguito il governo del monastero di Tabenna, e andò a rinchiudersi in quello di Pabau. Teodoro vi s i rec Pabau Monastero dove si ritirò san Pacomio. ava ogni sera per ascoltare le istruzioni che san Pacomio impartiva ai suoi monaci, e veniva a ripeterle a quelli di Tabenna; ciò non gli impediva di istruirli a sua volta in conferenze particolari.
Avendo un giorno accompagnato il suo beato padre in un monastero situato vicino a Panopoli, nel Basso Egitto, un filosofo di quella città chiese di conferire con Pacomio. Il santo abate ritenne opportuno inviargli Teodoro. Il filosofo propose diverse questioni. Teodoro gli rispose con altrettanto spirito che giustezza; poi lo esortò a rinunciare a speculazioni tanto vane quanto sterili, per non occuparsi più che della scienza della salvezza.
Il pio solitario soffriva talvolta molto per un violento mal di denti. San Pacomio lo consolava dicendogli che le afflizioni involontarie, sopportate con pazienza, erano più utili per la salvezza delle astinenze volontarie e delle lunghe preghiere.
La prova dell'umiltà
Dopo aver accettato prematuramente la promessa di succedere a Pacomio, Teodoro viene sanzionato e dà prova di un'umiltà esemplare diventando l'ultimo della comunità.
San Pacomio si ammalò a Pabau, due anni prima della sua morte. I monaci di Tabenna fecero promettere a Teodoro che si sarebbe fatto carico del governo dell'intera congregazione quando il santo abate non fosse più vissuto. Sebbene avesse fatto questa promessa solo suo malgrado e dopo una lunga resistenza, san Pacomio lo riprese severamente e gli tolse la superiorità di Tabenna. Egli si sottomise con gioia, riconoscendo di essersi reso colpevole di presunzione e di vanità. Fu per due anni l'ultimo della comunità e persino dopo i novizi. Sopportò questa umiliazione in silenzio e praticò grandi austerità. La sua virtù brillò di un nuovo splendore, e l'abbassamento in cui si trovava gli fu più utile della superiorità, come san Pacomio diceva spesso agli altri monaci.
Governo della congregazione
Dopo la morte di Pacomio e di Petronio, Teodoro succede a Orsise nella guida dei monaci, ristabilendo la pace e l'unità con il suo esempio.
San Pacomio Saint Pacôme Fondatore del cenobitismo e maestro di Teodoro. morì nel 348 e gli fu dato come successore colui che egli stesso aveva designato: si trattava di Petronio, che la morte portò via un mese dopo . Sant'Orsis Saint Orsise Successore di Petronio che cedette il suo posto a Teodoro. e fu eletto per sostituirlo; ma, trovando il peso superiore alle sue forze e sapendo che vi erano alcuni disordini nella congregazione, fece eleggere Teodoro al suo posto, assicurandolo che in ciò seguiva l'ordine che san Pacomio aveva dato prima di morire. Teodoro riunì i monaci, li esortò alla pace e fece cessare tutte le cause di divisione. Le sue preghiere, i suoi discorsi e i suoi esempi ristabilirono ovunque l'unione e la carità. Orsise gli servì da assistente. Tra loro vi era la più perfetta intesa, poiché avevano bandito ogni sentimento di orgoglio e di gelosia. Cercavano di superarsi a vicenda in premura e umiltà; Teodoro non faceva mai nulla senza consultare Orsise, ed essi visitavano i monasteri l'uno dopo l'altro.
Teodoro istruiva ciascuno dei suoi monaci in particolare; li consolava nelle loro pene e li incoraggiava a camminare nelle vie della penitenza. Rimproverava le colpe con una dolcezza che gli conquistava tutti i cuori, e non vi era nessuno che non gli rivelasse con intera fiducia i suoi pensieri più segreti. Ricorreva alla preghiera e al digiuno per far rientrare nel dovere coloro che se ne erano allontanati, e questo mezzo gli riusciva sempre. Fu favorito dal dono dei miracoli e da quello di profezia.
Doni spirituali e profezie
Teodoro manifesta doni di profezia, in particolare sulla morte di Giuliano l'Apostata, e compie miracoli che testimoniano la sua santità.
Trovandosi un giorno sul Nilo con sant'Atana saint Athanase Vescovo deposto dagli eretici e reintegrato durante il concilio di Sardica. sio, gli disse ch e Giuliano l'Apo Julien l'Apostat Imperatore romano persecutore dei cristiani. stata stava morendo in quel momento e che il suo successore avrebbe restituito la pace alla Chiesa: ciò che fu presto verificato dall'evento. Il Santo predi sse an Nitrie Deserto monastico in Egitto. che ai monaci di Nitria, nel 353, Ariens Eresia combattuta da Colombano in Italia presso i Longobardi. che l'orgoglio degli Ariani non avrebbe tardato ad essere confuso. Questa predizione è contenuta in una lettera che possediamo ancora. Abbiamo una seconda lettera del santo abate, che è un'esortazione a celebrare devotamente la Pasqua. Gennadio parla di altre tre lettere che Teodoro scrisse per l'istruzione dei suoi monaci; ma esse non sono giunte fino a noi.
Si legge il seguente episodio in san Nilo e in altri antichi autori: Un giorno, mentre Teodoro faceva un'istruzione ai suoi monaci durante il tempo del lavoro, due vipere si attaccarono ai suoi piedi. Egli non fece alcun movimento, per paura di distrarre il suo uditorio che lo ascoltava attentamente. Finito il discorso, permise di uccidere le vipere che non lo avevano punto.
Morte e posterità
Teodoro muore nel 367. Il suo corpo viene posto accanto a quello di san Pacomio, e la sua memoria è onorata da sant'Atanasio.
Una domenica dell'anno 367, fu avvertito che uno dei suoi monaci era in punto di morte; lasciò l'ufficio divino per andare ad assisterlo nei suoi ultimi momenti. Disse a coloro che erano presenti che la morte di quel monaco sarebbe stata presto seguita da un'altra che non ci si aspettava. I monaci vegliarono durante la notte accanto al corpo del loro fratello, e lo seppellirono il giorno di Pasqua cantando salmi. Dopo l'ottava della festa, Teodoro tenne un discorso molto toccante ai suoi monaci che si trovavano riuniti in occasione della Pasqua, e li rimandò nei loro monasteri. Poco tempo dopo, si ammalò; poi, avendo raccomandato la comunità a Orsise, si preparò con un raddoppio di fervore al passaggio dal tempo all'eternità. Morì il 27 aprile 367, nel cinquantatreesimo anno della sua età. Il suo corpo fu portato sulla cima della montagna e sepolto nel cimitero dei monaci, al canto dei salmi; ma poco tempo dopo fu posto con quello di san Pacomio. Sant'Atanasio scrisse ai monaci di Tabennisi per consolarli della perdita che avevano appena subito e per rimettere davanti ai loro occhi la gloria di cui godeva il loro beato Padre. I Greci onorano san Teodoro il 16 maggio, e i Latin i il 28 dicemb saint Théodore Abate di Tabenna e discepolo di san Pacomio. re.
Godeacazé e Dem Celilier.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nel monastero della diocesi di Latopolis all'età di 14 anni
- Raggiunge san Pacomio a Tabenna
- Nominato compagno di visita di san Pacomio a 25 anni
- Governo del monastero di Tabenna
- Periodo di umiliazione e sottomissione come ultimo della comunità
- Elezione a superiore generale della congregazione da parte di sant'Orsise
- Annuncio della morte di Giuliano l'Apostata a sant'Atanasio sul Nilo
- Morto il 27 aprile 367 all'età di 53 anni
Miracoli
- Dono di profezia (morte di Giuliano l'Apostata, fine dell'arianesimo)
- Immunità al morso di due vipere durante un'istruzione
- Dono di miracoli non specificati
Citazioni
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Le afflizioni involontarie, sopportate con pazienza, sono più utili per la salvezza delle astinenze volontarie.
Parole di san Pacomio riportate nel testo