Papa del IV secolo, Silvestro I è celebre per aver battezzato l'imperatore Costantino, ponendo fine a tre secoli di persecuzioni. Sotto il suo pontificato si tennero i concili di Arles e di Nicea, gettando le basi della disciplina e del dogma cristiani. È considerato il liberatore della Chiesa e il costruttore delle prime grandi basiliche romane.
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SAN SILVESTRO, PAPA E CONFESSORE
Il liberatore della Chiesa
San Silvestro è celebrato come il pontefice che ha portato la libertà alla Chiesa romana convertendo l'imperatore Costantino, ponendo fine a tre secoli di persecuzioni.
*In verbis suis monstra placavit.*
Alla voce energica di questo illustre pontefice, l'idolatria, il giudaismo e l'orrendo corteo di tutti gli errori nascenti si sono vergognosamente animati nell'ombra.
Exell., xiv, 2.
Se la Chiesa romana è debitrice all'apostolo san Pietro per il suo stabilimento e la sua fondazione, possiamo dire che è debitrice a san Silv estro per la su saint Sylvestre 33º papa della Chiesa cattolica, noto per aver battezzato Costantino. a libertà. Essa era schiava e gemeva da più di trecento anni sotto la tirannia dei principi idolatri che non permettevano né al capo di esercitare la sua autorità, né ai membri di avere con lui e tra loro i rapporti necessari per adempiere a tutti i doveri del cristianesimo; ma questo grande Papa, avendo attirato Costantino a Gesù Cr isto e ave Constantin Imperatore romano la cui conversione pose fine alle persecuzioni cristiane. ndolo sottomesso al giogo amabile del Vangelo, questa Chiesa, da schiava che era, divenne libera, da serva, padrona, da misera, gloriosa e trionfante, e cominciò a regnare su quelle teste coronate che, in precedenza, la tenevano nelle catene e nella servitù. È dunque a ragione che essa considera quest'uomo celeste come il suo liberatore e che gli rende onori particolari, come a colui che l'ha resa vittoriosa sui suoi più temibili nemici.
Giovinezza e prime prove
Nato a Roma e formato dal sacerdote Girino, Silvestro si distingue per la sua ospitalità verso i pellegrini e il suo coraggio di fronte al prefetto Tarquinio Perpenna dopo la sepoltura di san Timoteo.
Silvestro Sylvestre 33º papa della Chiesa cattolica, noto per aver battezzato Costantino. era romano d'origine e figlio di Rufino. Fu istruito nella pietà da un santo sacerdote, chiamato Girino, e ne trasse tale profitto che, fin dalla più tenera età, fu visto dotato di tutte le virtù cristiane. Accoglieva con gioia nella sua casa i fedeli stranieri che giungevano in pellegrinaggio alle tombe dei santi Apostoli, lavava loro i piedi, offriva loro da mangiare e provvedeva a tutto ciò di cui avevano bisogno. Ricevette, tra gli altri, san Timoteo, martire, il quale, venuto da Antiochia a Roma per onorare le reliquie de i Ma Rome Città natale di Massimiano. rtiri, dopo aver lavorato alla conversione degli infedeli con la forza della parola di Dio, meritò con una felice morte di essere unito al numero di coloro il cui grande credito presso Dio lo aveva attirato in quella città. San Silvestro ne prese il corpo e lo seppellì con tutto l'onore che la persecuzione dei pagani gli permise. Tarquinio Perpenna, prefetto della città d i Roma, essendo Tarquin Perpène Prefetto di Roma che fece imprigionare Silvestro. ne stato informato, immaginò che i beni di Timoteo, che credeva fossero ingenti, fossero rimasti nelle mani di quest'uomo caritatevole e, volendosene impossessare, lo fece arrestare e gettare in prigione. Ma non fu per molto; poiché, fin dal giorno seguente, secondo la predizione del Santo, questo prefetto, mangiando del pesce, ingoiò una lisca che lo soffocò; la sua morte portò alla liberazione del santo prigioniero.
Ascensione al pontificato
Ordinato sacerdote da san Marcellino, succede a san Milziade nel 314. Nonostante la protezione di Costantino, deve ritirarsi temporaneamente sul monte Soratte di fronte ai magistrati pagani.
All'età di trent'anni, fu ordinato sacerdote della Chiesa romana dal papa san Marcellino, motivo per cui sant'Agostino lo chiamò sacerdote di San Marcellino; poiché, in questo rango che gli dava occasione di esercitare il suo zelo e la sua carità, si distingueva meravigliosamente tra coloro che componevano quel venerabile clero, si attirò presto la persecuzione dei donatisti. Dopo la morte di san Milziade, fu elevato alla Sede Apostolica, che ha occupato molto degnamente per quasi ventidue anni. Fu il 21 febbraio 314, sotto l'impero di Costantino il Grande. Questo principe aveva già sconfitto il tiranno Massenzio per la virtù della croce che gli era apparsa con questa iscrizione: «Con questo segno vincerai», ed essendo entrato trionfante a Roma, si era altamente dichiarato protettore della religione cristiana. Tuttavia gli Atti di san Silvestro, approvati da un gran numero di autori, sia greci che latini, testimoniano che i cristiani non smisero di essere ancora perseguitati in questa capitale del mondo, sia che Costantino si fosse raffreddato nei loro confronti, come molti hanno scritto, sia che, mentre era occupato nelle grandi guerre contro Massimino e Licinio, suoi colleghi, i magistrati pagani abbiano abusato della sua assenza per tormentarli. Così questo santo Papa, per conservarsi al suo gregge, si vide obbligato a uscire segretamente da Roma e a ritirarsi s ul monte Sor mont Soracte Luogo di ritiro di Silvestro durante i disordini a Roma. atte, detto di San Silvestro, che ne era lontano circa sette leghe.
La conversione e il battesimo dell'imperatore
Colpito dalla lebbra, Costantino riceve una visione degli apostoli Pietro e Paolo che gli ordinano di cercare Silvestro. Il papa lo battezza, il che porta alla sua guarigione miracolosa.
Ma, secondo i medesimi Atti, l'imperatore, dopo aver trionfato, con la sconfitta e la morte, su questi due nemici giurati della sua gloria e del cristianesimo, fu colpito da una lebbra che i medici chiamano elefantiasi. Forse l'aveva contratta in Egitto, dove Plinio dice che era abbastanza comune e che non risparmiava nemmeno i re, sebbene ciò fosse a grande danno dei loro popoli, poiché, per essere guariti, si facevano preparare un bagno di sangue umano che costava la vita a molti bambini. Costanza, figlia di questo principe, risentì anch'essa di questo male, ma ne fu guarita per i meriti di sant'Agnese. Quanto a lui, ricorse al rimedio ordinario, fece prendere un gran numero di bambini, affinché gli si preparasse un bagno del loro sangue. Questo atto stava per essere eseguito, quando, toccato da compassione, da un lato, dall'innocenza di questi bambini, e dall'altro, dai lamenti e dai gemimenti delle loro madri, risolse di morire piuttosto per la violenza del suo male che di servirsi di un rimedio così inumano. Fece dunque restituire questi bambini alle loro madri, con del denaro per aiutare a ricondurli a casa.
La notte seguente, i beati Apostoli gli apparvero e, dopo aver testimoniato quanto questo atto di clemenza fosse stato gradito a Dio, gli dissero di mandare a cercare sul monte Soratte il sommo Pontefice dei cristiani, chiamato Silvestro, e che egli gli avrebbe insegnato un altro bagno molto più salutare di quello che i medici gli avevano proposto, poiché, per suo mezzo, sarebbe guarito allo stesso tempo dalla lebbra del corpo e da quel la dell'an Constantin Imperatore romano la cui conversione pose fine alle persecuzioni cristiane. ima. Costantino obbedì a questo comando, e avendo fatto venire Silvestro, che credeva di essere chiamato per essere messo a morte, gli dichiarò la visione e l'ordine che aveva ricevuto dal cielo. Il Santo giudicò subito che quegli uomini divini che gli erano a saint Pierre Apostolo apparso a Costantino per indicargli Silvestro. ppar si erano s saint Paul Apostolo al quale san Rufo si unì per le sue missioni. an Pietro e san Paolo, e gli mostrò le loro immagini; Costantino confessò che somigliavano perfettamente ai Santi che aveva visto. Si compì allora un grande cambiamento nell'anima di questo principe. Volle essere perfettamente istruito sui misteri del cristianesimo ed entrare nei ranghi dei catecumeni, e, dopo alcuni giorni di catechismo, secondo i regolamenti della Chiesa, fu immerso nelle acque sacre del Battesimo, le quali, in virtù del sangue di Gesù Cristo, cancellano i peccati e danno all'anima la vita della grazia. Dopo questo beneficio, ne ricevette un altro che desiderava, la guarigione dalla lebbra. Uscì dal fonte con la carne netta come quella di un bambino, e sperimentò che, sebbene questo Sacramento non sia stabilito per rendere la salute al corpo, può farlo nondimeno, quando Dio se ne vuole servire come strumento per operare questo effetto miracoloso.
Fondazioni e trionfo della fede
Costantino, consigliato da Silvestro, fa erigere le grandi basiliche romane e distruggere i templi pagani. Il Papa trionfa inoltre sugli Ebrei durante una disputa pubblica.
Non si può esprimere la stima, l'affetto e la riconoscenza che Costantino ebbe da allora per san Silvestro, e il bene che fece alla Chiesa per suo consiglio e per sua preghiera. Gli Atti di questo beato Pontefice riportano che il suo illustre neofita, negli otto giorni in cui portò l'abito bianco dopo il suo battesimo, emanò santissime ordinanze per l'istituzione e la gloria della religione cristiana. Al termine di questo periodo, fece iniziare l'edificazione delle celebri basiliche del Santissi mo Salvatore, o San Saint-Jean de Latran Una delle prime basiliche costruite da Costantino. Giovanni in Laterano, e di San Pietro e San Paolo. Fece anche, in seguito, abbattere i templi dei falsi dei, rompere le loro statue e costruire ovunque chiese cristiane, alle quali donò vasi d'oro e d'argento e ornamenti di stoffa preziosa, con grandi rendite per il mantenimento degli ecclesiastici che vi avrebbero officiato. È quanto si può vedere nella vita di sant'Elena e nei discorsi sulle feste dell'Invenzione della santa Croce e della dedicazione delle chiese del Santissimo Salvatore e di San Pietro.
Una cosa che lo confermò molto nella religione che aveva abbracciato, fu l'insigne vittoria che san Silvestro riportò in sua presenza in una discussione contro gli Ebrei e i pagani, che lo accusavano di imprudenza e persino di empietà per aver abbandonato la religione dei suoi padri per adorare un uomo crocifisso. Silvestro li combatté con tanta forza e mostrò così solidamente la verità del cristianesimo, che essi rimasero muti e senza poter replicare nulla, tanto più che egli confermò la sua dottrina con grandi miracoli e guarigioni soprannaturali, ai quali, con tutta la loro sottigliezza e malizia, non poterono opporre nulla.
Dibattito storico sul battesimo
L'autore mette a confronto gli Atti di san Silvestro con gli scritti di Eusebio di Cesarea riguardo al luogo e alla data del battesimo di Costantino, privilegiando la tradizione romana.
Molti dotti ritengono che questi Atti di san Silvestro siano supposti e preferiscono attenersi a quanto dice Eusebio d i Cesarea, nel li Eusèbe de Césarée Storico della Chiesa e fonte principale. bro IV della Vita di Costantino il Grande, cap. LXII e LXIII, ovvero che fu solo alla fine della sua vita, e nel sobborgo di Nicomedia, che divenne catecumeno e ricevette il sacramento della rigenerazione spirituale. Questo parere è sostenuto dall'autorità di sant'Ambrogio, nell'orazione funebre di Teodosio, di san Girolamo, nella sua Cronaca (sebbene una mano estranea non vi abbia apportato tale aggiunta), di Socrate, di Teodoreto, di Sozomeno e di Gelasio di Cizico nelle loro storie, di Cassiodoro nella sua, chiamata Tripartita, e di alcuni altri scrittori più moderni. Si cita anche la lettera dei vescovi ortodossi del concilio di Rimini all'imperatore Costanzo. Tuttavia, vi sono tanti autori greci e latini che sottoscrivono il battesimo di Costantino a Roma e gli Atti di san Silvestro, sebbene si ammetta che siano stati corrotti in alcuni punti, come san Gregorio di Tours, san Venanzio Fortunato, Anastasio Bibliotecario, Incmaro, Teofane, Simeone Metafraste e Niceforo Callisto, oltre ai papi Gelasio I, in un concilio di Roma di settanta vescovi, dove fu fatto un discernimento così esatto degli Atti legittimi dei primi secoli da quelli supposti, Adriano I, nella sua Epistola a Costantino e a Irene, che fu letta nel settimo concilio, e Niccolò I, in una lettera all'imperatore Michele, dove nomina san Silvestro Magni Constantini baptizatorem,
«Colui che ha battezzato Costantino il Grande», che è difficile non prestarvi fede.
Il cardinale Baronio, nell'anno 324 dei suoi Annali e nelle sue Note sul Martirologio, sostiene che tutti coloro che hanno collocato il battesimo di Costantino a Nicomedia, e che lo hanno posticipato fino alla fine della sua vita, non abbiano fatto altro che seguire Eusebio di Cesarea; e che questo storico, che san Girolamo chiama il portabandiera degli Ariani, abbia inventato questa favola per far credere che Costantino fosse stato battezzato da Eusebio, vescovo di Nicomedia, il principale fautore dell'Arianesimo. I dotti, tuttavia, trovano in ciò poca verosimiglianza, poiché, non potendo il battesimo di Costantino essere segreto, se Eusebio lo avesse collocato in un altro luogo e in un altro tempo rispetto a quando avvenne, la sua finzione sarebbe stata subito riconosciuta come una pura impostura, e non avrebbe fatto altro che screditare se stesso. Il Padre Morin, dell'Oratorio, nella sua Storia della liberazione della Chiesa, per opera di Costantino il Grande, dopo aver seriamente esaminato le ragioni delle due opinioni, lascia la questione indecisa e la pone nel numero di quelle difficoltà di cui non si può avere una conoscenza certa. In questo dubbio, se si vuole prendere una decisione, è più sicuro seguire ciò che la Chiesa ci propone nelle Lezioni della festa del nostro Santo; è ciò che adottiamo, non come indubitabile, ma come probabile e sostenuto da un'autorità sufficiente.
I grandi concili e la disciplina
Il pontificato è segnato dai concili di Arles e di Nicea. Silvestro vi fa condannare l'arianesimo e definisce la consustanzialità del Verbo per mezzo dei suoi legati.
Durante il pontificato di questo grande Papa, si tennero diversi Concili, tanto per la difesa della fede contro gli eretici, quanto per il ristabilimento e la perfezione della disciplina ecclesiastica. Uno dei principali fu quello di Arles, dove si trovarono i vescovi delle Gallie, d'Italia, di Spagna, d'Africa e della Gran Bretagna. Vi si ordinò che la festa di Pasqua si celebrasse nello stesso giorno per tutto il mondo, la domenica dopo il quattordicesimo giorno della luna di marzo. Vi si condannò la reiterazione del battesimo osservata dagli africani. Vi si decise la causa di san Ceciliano, vescovo di Cartagine, che fu riconosciuto innocente dei crimini di cui i donatisti lo accusavano. Vi si fecero anche leggi molto eque contro gli scismatici. I Padri di questo Concilio scrissero una lettera a san Silvestro, dove, dopo avergli testimoniato la gioia che avrebbero provato se fossero stati onorati della sua presenza, cosa che gli affari della sua Sede avevano impedito, gli rendono conto di ciò che avevano fatto nella loro assemblea.
Il primo Concilio generale di tutta la Chiesa, che è quello di Nicea, fu anch'esso celebrato ai suoi tempi. Il sogget to de Arius Eretico la cui dottrina negava la divinità di Cristo. lla sua assemblea fu l'eresia di Ario, che, ben lungi dall'essere estinta dai numerosi Concili particolari convocati a questo scopo, si diffuse talmente in Oriente che tutta la Chiesa era vicina ad esserne incendiata. Bisognava prevenire questo male, e non si trovò rimedio migliore che unire i principali vescovi di tutto il mondo cristiano, affinché definissero insieme ciò che avevano appreso dalla tradizione apostolica sulla divinità di Gesù Cristo. Questo Concilio si tenne solo per l'autorità di san Silvestro, e vi presiedette tramite i suoi legati, che furono il grande Osio, vescovo di Cordova, in Spagna; i sacerdoti Vito, o Vittore, e Vincenzo, membri del clero romano. In questo Concilio, la consustanzialità del Verbo, e conseguentemente di Gesù Cristo con suo Padre, fu definita, e vi si compose il secondo Simbolo della Chiesa, il quale, con le aggiunte che vi furono fatte al Concilio di Costantinopoli, è quello che cantiamo alla messa.
L'imperatore Costantino vi assistette e vi diede rari esempi di umiltà, modestia, pazienza e zelo per la fede e la religione cristiana, e i vescovi, dal canto loro, gli resero grandi onori, ricevendolo nel mezzo della loro assemblea; questa è una delle prove più forti di cui si è servito il cardinale Baronio per mostrare che egli era già battezzato. Dopo la condanna di Ario e lo stabilimento della fede, il Concilio scrisse a san Silvestro per chiedergli la conferma dei suoi decreti; e questo santo Papa, avendo riunito per questo un altro Concilio a Roma, li confermò con queste parole: «Noi confermiamo con la nostra bocca, in conformità, tutto ciò che è stato stabilito nella città di Nicea, in Bitinia, dai trecentodiciotto beati vescovi, per il sostegno della santa madre, la Chiesa cattolica e apostolica, e anatematizziamo tutti coloro che intraprenderanno di distruggere la definizione di questo grande e santo Concilio, fatta alla presenza del piissimo e venerabile principe Costantino Augusto».
Decreti liturgici e fine della vita
Silvestro stabilisce regole sul crisma, sulle vesti liturgiche e sul riposo domenicale. Muore nel 335 dopo aver governato la Chiesa con carità per oltre vent'anni.
Questo beato Pontefice fece, oltre a ciò, molte cose degne di eterna memoria. Tra le altre, fece costruire una chiesa nel campo di un suo sacerdote, chiamato Equizio, presso le terme di Traiano, ancora chiamata il titolo di Equizio.
Egli battezzò santa Romana, figlia sainte Romaine Vergine romana battezzata da Silvestro. di Calpurnio, prefetto di Roma, la quale, avendo consacrato la sua verginità a Gesù Cristo, e ritiratasi nei deserti presso Tivoli, vi compì grandi miracoli e vi condusse una vita più angelica che umana. Si celebra la sua festa il 23 febbraio. Si attribuiscono anche al santo Papa diversi decreti, alcuni dei quali non fanno che rinnovare o confermare ciò che era già in uso nella Chiesa: 1° che il Crisma fosse consacrato solo dal vescovo: era la pratica dei primi secoli, che non si deve dubitare sia venuta dall'ordinanza degli Apostoli; 2° che nel Battesimo il sacerdote ungesse la sommità del capo della persona battezzata: è una cerimonia che si osservava anche prima del IV secolo; 3° che i diaconi usassero all'altare le dalmatiche; 4° che si consacrasse il Corpo di Nostro Signore solo su veli di lino, e non su cotone o seta, per rappresentare i sudari di lino di cui questo santo Corpo fu avvolto dopo la sua morte; 5° che un laico non avesse l'audacia di farsi accusatore contro un chierico, e che un chierico non fosse giudicato da un giudice profano; 6° che i giorni della settimana, eccetto la domenica e il sabato, fossero chiamati ferie, per far conoscere agli ecclesiastici che dovevano distaccarsi da tutte le cure temporali e applicarsi solo al servizio di Dio. Ciò si faceva già prima di san Silvestro.
Egli segnò il tempo degli interstizi che bisognava osservare nella ricezione degli Ordini. In sette ordinazioni che fece nel mese di dicembre, creò quarantadue sacerdoti, trentasette diaconi e settantacinque vescovi. A questa prudenza celeste, con la quale governava la Chiesa, unì un'ammirabile pietà e una singolare carità verso i poveri. Aveva cura delle vergini consacrate a Dio, e faceva fornire loro le cose necessarie alla vita. Badava anche che gli ecclesiastici avessero di che sussistere onestamente, e che coloro che avevano grandi rendite ne facessero parte a coloro che erano nel bisogno.
Infine, dopo un Pontificato di ventun anni, dieci mesi e dodici giorni, passò da questa vita mortale per andare a godere in cielo di quella che non finirà mai; ciò avvenne nel 335. Il suo corpo fu sepolto sulla via Salaria, nel cimitero di Priscilla, a un miglio da Roma. Le sue reliquie riposano sotto l'altare della chiesa di San Silvestro in Capite. Il giorno della sua festa, il suo capo è esposto sopra il tabernacolo, in un reliquiario d'argento.
Rappresentazioni iconografiche
Il santo è tradizionalmente rappresentato mentre battezza Costantino, lega la bocca di un drago o tiene una croce, simboleggiando i suoi miracoli e il suo ruolo storico.
Viene rappresentato: 1° mentre depone il corpo di san Pietro nelle catacombe, nel luogo chiamato la confessione di san Pietro; alla sua sinistra si nota un guerriero che potrebbe essere Costantino; 2° in piedi, mentre tiene un libro chiuso e benedice; 3° mentre battezza Costantino; 4° mentre lega la bocca a un drago posto in mezzo alle fiamme: dietro il Papa, tre cardinali; due angeli reggono il suo piviale; 5° in ginocchio, mentre vede un angelo che tiene una croce circondata da rami. Questa croce allude senza dubbio al ritrovamento della vera croce, avvenuto sotto il suo pontificato per cura di sant'Elena.
Abbiamo rivisto e completato questo racconto di Padre Gtry con la Storia della Chiesa, dell'abate Darru.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Elevazione alla Sede Apostolica il 21 febbraio 314
- Ritiro sul monte Soratte durante la persecuzione
- Guarigione miracolosa e battesimo dell'imperatore Costantino
- Presidenza tramite legati al Concilio di Nicea nel 325
- Consacrazione delle basiliche di San Giovanni in Laterano e di San Pietro
Miracoli
- Guarigione dalla lebbra di Costantino tramite il battesimo
- Domazione di un drago
- Vittoria oratoria miracolosa contro gli ebrei e i pagani
Citazioni
-
In verbis suis monstra placavit.
Ecclesiastico, xiv, 2 (citato in esergo) -
Confermiamo con la nostra bocca, in piena conformità, tutto ciò che è stato stabilito nella città di Nicea
Decreto di conferma del Concilio di Nicea