Venerabile Maria Clotilde di Francia
REGINA DI SARDEGNA
Regina di Sardegna
Principessa francese nata a Versailles, Maria Clotilde divenne regina di Sardegna con il suo matrimonio con Carlo Emanuele. Riconosciuta per la sua profonda pietà, la sua carità verso i poveri e la sua pazienza eroica durante l'esilio imposto dalla Rivoluzione, morì a Napoli in odore di santità. Fu dichiarata venerabile nel 1808 in seguito a numerose guarigioni attribuite alla sua intercessione.
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LA VENERABILE MARIA CLOTILDE DI FRANCIA,
REGINA DI SARDEGNA
Giovinezza ed educazione a Versailles
Nata a Versailles nel 1750, Maria Clotilde riceve un'educazione pia incentrata sull'umiltà e la carità sotto la guida della contessa di Marsan.
Fu il 27 settembre 1750 che Mari a Clotilde nac Marie-Clotilde Principessa di Francia e regina di Sardegna, dichiarata venerabile. que a Vers ailles. I Versailles Luogo di nascita e di matrimonio della santa. suoi genitori, Luigi, delfino di Franci Louis, dauphin de France Padre di Maria Clotilde. a, e Maria Giuseppina di Sas Marie-Joséphine de Saxe Madre di Maria Clotilde. sonia, la educarono nell'amore e nel timore di Dio. Si sforzarono soprattutto di infondere nel suo cuore due virtù indispensabili ai grandi, la carità e l'umiltà.
La cura della sua educazione fu affidata a una dama che, nel mezzo della corte corrotta di Luigi XV, non cedeva ai disordini scandalosi che affliggevano la Francia, Madame Louise de Rohan-Guéménée, contessa di Marsan. L Mme Louise de Rohan-Guéménée, comtesse de Marsan Governante incaricata dell'educazione della principessa. a bambina era di una sottomissione perfetta e di una docilità a tutta prova. La sua obbedienza ai diversi maestri incaricati di istruirla era perfetta. Fece, il 17 aprile 1770, la sua prima comunione, con un fervore angelico. Le rimase da questa cerimonia un'impressione duratura e il desiderio di condurre, per quanto le fosse possibile, una vita di ritiro e di preghiera.
Matrimonio e insediamento in Piemonte
Sposata a Carlo Emanuele di Piemonte nel 1775, lasciò la Francia per Torino dove instaurò una rigorosa regola di vita cristiana.
Le sue inclinazioni la portavano verso la vita religiosa, e apprese con dolore che suo fratello Luigi XVI aveva promesso la sua mano a C Charles-Emmanuel Sposo di Maria Clotilde, futuro re di Sardegna. arlo Emanuele, principe di Piemonte e futuro re di Sardegna. Il 27 agosto 1775 il matrimonio ebbe luogo a Versailles, e la principessa partì per recarsi nella sua nuova dimora. La sua condotta in questa circostanza toccò tutti i cuori. Vi furono a Chambéry venti giorni di festeggiamenti, durante i quali, per l'affabilità e l'amabilità dei suoi modi, si legò tutti coloro che le si avvicinarono. Nel mezzo di tutti questi festeggiamenti, non dimenticava di elevare incessantemente il suo cuore verso Dio, e quand Turin Capitale del Piemonte dove risiedette. o giunse a Torino, si tracciò un piano di condotta cristiana, dal quale non si discostò mai per tutto il resto della sua vita.
Vita spirituale e doveri di Stato
Unendo pietà mistica e doveri di sposa, divenne la consigliera spirituale di suo marito, praticando al contempo una carità attiva.
Maria Clotilde assisteva ogni giorno regolarmente a due messe che ascoltava in ginocchio. Una parte delle sue giornate era consacrata alla meditazione e alla preghiera. Si confessava ogni settimana e si accostava ogni due giorni al sacramento dell'Eucaristia. Servendo Dio con tutto il suo cuore, non trascurava i suoi doveri temporali e si mostrava modello delle spose. Era per suo marito colma di premure e attenzioni, preveniva ogni suo desiderio, lo accudiva come una serva devota quando era malato e cercava di addolcire i fastidi della convalescenza. Si sforzava di portare i suoi pensieri verso Dio e di fargli accettare le sue sofferenze con rassegnazione. Vi metteva molta discrezione, e suo marito, di cui aveva completamente guadagnato la fiducia, la chiamava la sua consolazione, la sua direttrice spirituale.
Conservava con la massima cura la decenza nel vestire, convinta che fosse un mezzo efficace per preservare la purezza interiore, e che la dimenticanza delle convenienze portasse presto ai più deplorevoli smarrimenti. Ciò non le impediva, per compiacere suo marito e suo suocero, di vestirsi con magnificenza; ma sapeva far comprendere alle persone che le stavano vicino che teneva a che fossero vestite con decenza. Più tardi, ottenne da suo marito di indossare, al di fuori delle cerimonie pubbliche, abiti che fossero in armonia con la sua vita pia e ritirata, e mantenne questa abitudine fino alla fine della sua esistenza.
Maria Clotilde aveva una grande devozione al Sacro Cuore di Gesù e, per sua cura, fu istituita a Torino una con fraternita il cui s Sacré-Cœur de Jésus Devozione al cuore di Cristo, legata a quella del Santo Volto. copo era rendere un culto pubblico a questo divino cuore. A ciò univa una grande carità per i poveri, e il loro sollievo era una delle sue principali occupazioni. Seguendo alla lettera il precetto del Salvatore: Non giudicate e non sarete giudicati, non si permetteva mai di giudicare le azioni altrui; mai una parola amara o una parola di critica usciva dalla sua bocca; era misericordiosa verso tutti. Nutriva anche per la Madre di Dio un affetto del tutto particolare. In suo onore digiunava nelle vigilie delle sue feste e tutti i sabati dell'anno; ogni giorno recitava il piccolo ufficio e il rosario. Per renderle un culto particolare, eresse una confraternita alla quale diede il nome di Nostra Signora dell'Umiltà e della Visitazione.
L'esilio e le prove della Rivoluzione
Di fronte all'invasione francese e al Direttorio, accompagna il marito in esilio dalla Sardegna a Napoli, dando prova di un'eroica pazienza.
Nutriva un profondo attaccamento per la Chiesa e sentiva vivamente tutte le sofferenze che pativa Pio VI, suo ca Pie VI Papa citato come colui che ha approvato il culto di Giulia nel 1821. po. Ammirava la sua pazienza in mezzo alle tribolazioni. Ella stessa ebbe bisogno di tale pazienza di fronte ai mali della Francia e alle sventure della sua famiglia, cui seguirono quelle della famiglia del marito. Nel 1798, un decreto del Direttorio tr asformò il Directoire Governo rivoluzionario francese che invase il Piemonte. Piemonte in una repubblica e il suo sposo fu costretto a cercare asilo in Sardegna. La donna cristiana non abbandonò il marito; obbligata a separarsi da tutta la sua corte, salpò con lui verso Cagliari. Carlo Emanuele vi si amma Cagliari Città della Sardegna dove il santo è deceduto e dove viene invocato contro la febbre. lò e la principessa si vide costretta a occuparsi degli affari di Stato al suo posto; durante quel periodo diede prova di prudenza e abilità. Cedendo ai consigli che furono loro dati, dopo sei mesi tornarono sul continente. Si stabilirono dapprima a Firenze, poi a Roma, da dove gli eventi li scacciarono; si recarono a Napoli e in seguito a Roma, che furono costretti a lasciare una se Naples Luogo di morte della santa. conda volta per ritirarsi a Napoli. In mezzo a queste continue vicissitudini, Maria Clotilde spinse fino all'eroismo la sua pazienza e la sua sottomissione alla volontà del cielo. «Non ci resta nulla», diceva; «ma Dio è nostro: Dio è con noi; si ha tutto con Dio; quando si ha Dio, nulla ci manca».
Estranea all'odio, perdonava di buon cuore coloro che perseguitavano le due nobili famiglie a cui apparteneva per nascita e per matrimonio. Conversando un giorno sulla felicità del cielo, disse che la nostra gioia più dolce sarebbe stata, in quel felice soggiorno, vedere seduto accanto a noi uno dei nostri nemici che ci dovesse la sua salvezza. Il suo esilio e le sue umiliazioni volsero a profitto della sua pietà. Visitava assiduamente le chiese, vi trascorreva lunghe ore in preghiera, sola e senza alcun seguito, frequentava assiduamente i sacramenti e mostrava una pietà che edificava tutti coloro che ne erano testimoni.
Morte e riconoscimento delle sue virtù
Muore a Napoli nel 1802; la sua reputazione di santità e i miracoli portano alla proclamazione del suo titolo di venerabile nel 1808.
Il 1° marzo 1802, dopo essere rimasta a lungo in preghiera nella chiesa della Trinità a Napoli, rientrava a casa con un violento mal di testa e una febbre ardente. Sentì che la sua ultima ora si avvicinava e si preparò con fervore alla morte attraverso la ricezione fervente degli ultimi sacramenti della Chiesa. Il re si mostrò dapprima inconsolabile; ma poiché era, anche lui, un grande cristiano, disse che doveva a Dio tutti i sacrifici. Quando furono riferiti i suoi sentimenti alla regina, ella esclamò: «Che felicità! Non ho più nulla da desiderare ora se non il paradiso».
Spirò il 7 marzo, con il sorriso sulle labbra. Aveva quarantadue anni. Il medico che l'aveva curata non poté fare a meno di esclamare quando la vide morta: «Mi rallegro del fatto che un angelo sia appena volato in cielo». Il suo corpo fu inumato nella chiesa delle religiose del Terz'Ordine di San Tommaso. Le sue virtù e diverse guarigioni miracolose operate per sua intercessione portarono avanti la sua causa di canonizzazione e, il 9 aprile 1808, la Congregazione dei Riti le conferì il titolo di venerabile. Carlo Emanuele ent rò tra i Gesuiti Charles-Emmanuel Sposo di Maria Clotilde, futuro re di Sardegna. e vi morì il 6 ot tobre 18 Jésuites Ordine religioso a cui si unì il marito dopo la morte di lei. 11.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Versailles il 27 settembre 1750
- Prima comunione il 17 aprile 1770
- Matrimonio con Carlo Emanuele di Piemonte il 27 agosto 1775
- Esilio in Sardegna in seguito al decreto del Direttorio nel 1798
- Gestione degli affari di Stato a Cagliari durante la malattia del marito
- Vita errante tra Firenze, Roma e Napoli
- Deceduta a Napoli il 7 marzo 1802
- Dichiarata venerabile il 9 aprile 1808
Miracoli
- Diverse guarigioni miracolose avvenute per sua intercessione dopo la morte
Citazioni
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Non ci resta nulla; ma Dio è con noi: Dio è con noi; si ha tutto con Dio; quando si ha Dio, nulla ci manca.
Marie-Clotilde de France -
Che felicità! Non ho più nulla da desiderare ora che il paradiso.
Maria Clotilde di Francia