Il Venerabile Antonio Maria Zaccaria
FONDATORE DELLA CONGREGAZIONE DEI CHIERICI REGOLARI DI SAN PAOLO, DETTI BARNABITI
Fondatore della Congregazione dei Chierici regolari di San Paolo
Medico di formazione divenuto sacerdote a Cremona, Antonio Maria Zaccaria fondò a Milano nel 1530 la Congregazione dei Barnabiti e l'Ordine delle Angeliche. Consumato da un intenso zelo apostolico e da un'immensa carità verso i poveri, lavorò alla riforma del clero e dei costumi prima di spegnersi a 36 anni nel 1539.
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IL VENERABILE ANTONIO MARIA ZACCARIA,
FONDATORE DELLA CONGREGAZIONE DEI CHIERICI REGOLARI DI SAN PAOLO, DETTI BARNABITI
Giovinezza e formazione medica
Antonio Maria Zaccaria studia filosofia a Pavia e poi medicina a Padova prima di dedicarsi alla teologia sotto l'influenza del suo direttore spirituale.
IL VENERABILE ANTONIO MARIA ZACCARI ANTOINE-MARIE ZACCARIA Fondatore dei Barnabiti e delle Angeliche. A. 463 passione per i poveri, ai quali era felice di distribuire le elemosine di cui sua madre lo faceva depositario. Giunto all'età degli studi, Antonio Antoine Fondatore dei Barnabiti e delle Angeliche. fu posto in un collegio dove si distinse presto per la sua intelligenza precoce, la sua assiduità nello studio e la purezza dei suoi costumi. Dopo aver terminato gli studi lettera ri a Cr Crémone Città di formazione monastica e primo luogo di esilio. emona, fu inviato a Pavia per compiere la sua filosofia, poi nel 1520, all'università di Pa Padoue Luogo dei suoi studi di medicina. dova per studiarvi medicina. Sebbene lasciato a se stesso, seppe, in mezzo ai pericoli che lo circondavano da ogni parte, conservare la sua innocenza attraverso la frequenza dei sacramenti e la pratica della mortificazione. Terminato il corso, fu ricevuto dottore in medicina verso l'anno 1524, e tornò a Cremona per esercitarvi la sua arte. Ma Dio, che lo aveva destinato a guarire le malattie dell'anima piuttosto che quelle del corpo, cambiò talmente il suo cuore, che il giovane dottore dapprima rimandò i suoi progetti, e finì poi per rinunciarvi completamente. Su consiglio del suo direttore, il P. Marcello, religioso dell'Ordine di San Domenico, Antonio Maria si dedicò allo studio della teologia. Poiché univa all'amore per lo studio una grande purezza di costumi, ed era inoltre dotato di talenti superiori, si distinse prontamente per progressi molto sensibili nella scienza come nella virtù e fu presto in grado di ricevere gli Ordini sacri e infine il sacerdozio. Quando offrì per la prima volta il santo sacrificio, con un volto angelico, ardente d'amore e bagnato di lacrime, tutto assorbito nella convinzione del proprio nulla e nella meditazione del grande mistero dell'altare, lo si vide circondato all'improvviso da una luce celeste e da una moltitudine di angeli che, formando un cerchio, assistevano rispettosamente all'augusto sacrificio. La voce di questo prodigio, che si sparse subito a Cremona, accrebbe ancora la reputazione di santità che Antonio Maria si era già acquistata agli occhi di tutti, e contribuì a meritargli il nome di uomo angelico, di angelo di Dio che gli fu dato volgarmente in seguito.
Sacerdozio e ministero a Cremona
Ordinato sacerdote, manifesta una pietà angelica e si dedica ai poveri e ai malati di Cremona, segnando gli animi con un prodigio durante la sua prima messa.
Appena si vide così rivestito della dignità sacerdotale, dimenticò, sull'esempio di san Paolo, tutto ciò che aveva fatto fino ad allora per Dio, e considerò d'ora in poi come un dovere compiere cose più grandi per la gloria del divino Maestro e la salvezza delle anime. Tutto il tempo che non dedicava alla preghiera e all'esercizio del santo ministero era consacrato allo studio della teologia. Riconoscendosi debitore verso tutti, si sforzava con le sue opere di carità di guadagnare tutti gli uomini a Gesù Cristo, facendosi tutto a tutti sull'esempio dell'Apostolo. Visitava spesso i malati negli ospedali e i detenuti nelle prigioni, portando agli uni e agli altri il balsamo della consolazione, non solo esortandoli a sopportare pazientemente i loro mali, ma anche distribuendo loro soccorsi di ogni genere. La sua casa divenne, per così dire, l'asilo dei poveri, l'albergo dei pellegrini, il ritrovo di tutti coloro che, attirati dal profumo della sua santità, si rivolgevano a lui come al padre e al benefattore di tutti. Buono e affabile verso tutti, accoglieva chiunque con cuore di padre, soccorreva secondo le sue possibilità e rimandava ciascuno consolato.
Antonio Maria non mostrò forse in nessun luogo una carità più viva e più feconda che nella predicazione; perciò il vantaggio che la città di Cremona ne trasse fu immenso. Questa città, a causa delle guerre e delle dissensioni intestine, si trovava allora nello stato più deplorevole, tanto sotto l'aspetto della miseria quanto della corruzione. Ma più il male spirituale era grande, più Antonio Maria si sforzò di porvi rimedio, principalmente per mezzo della predicazione. Poiché univa la forza della parola a quella della
Fondazione dei Chierici Regolari di San Paolo
Nel 1530, fonda a Milano una nuova congregazione con Ferrari e Morigia per riformare i costumi del clero e del popolo.
VITE DEI SANTI. — TOMO XV. 30 preghiera e di una grande purezza di costumi, Dio benedisse il suo ministero e gli fece operare ammirevoli frutti di conversione. La città di Cremona non doveva essere la sola a beneficiare della carità benefica di Antonio Maria. A quell'epoca, il rilassamento della disciplina e i gravi disordini che ne conseguivano si erano introdotti nel clero e nei chiostri: di qui l'ignoranza, la superstizione e la licenza dei costumi nel popolo che non aveva che disprezzo per quei pastori infedeli, quando non si autorizzava con i loro scandali pubblici per scusare la propria condotta e dare un'aria di decoro e di onestà alla propria corruzione. Per rimediare a così grandi disordini, Antonio Maria concepì il progetto di istituire una Congregazione di sacerdoti per la riforma dei costumi. Recatosi a Milano, si legò in qu Milan Città italiana dove il santo possiede un altare e una festa annuale. ella città con Bartolomeo Ferrari e Giacomo Antonio Morigia che sentirono presto nascere in loro l'ardente desiderio di unirsi a lui per formare la Congregazione che aveva progettato. Ciò avvenne nell'anno 1530, e fu l'inizio della Congregazione dei chierici regolari di San Paolo. Antonio Maria volle che Congrégation des clercs réguliers de Saint-Paul Ordine religioso fondato da Antonio Maria Zaccaria. i suoi compagni si distinguessero innanzitutto per l'umiltà, la povertà di spirito, l'abnegazione di sé e la pratica dell'orazione. Aprì a Milano una scuola di perfezione cristiana per tutti coloro che volessero rivolgersi a lui; si accorse in folla ogni giorno alle conferenze spirituali e agli esercizi religiosi che teneva, tanto che la sua casa divenne presto troppo stretta per contenere la moltitudine degli uditori. Alcuni compagni essendo venuti ad unirsi a lui, chiese e ottenne, il 18 febbraio 1533, l'istituzione canonica del suo Ordine, sotto il nome di Chierici regolari. Nel 1534, ammise i suoi primi discepoli a prendere l'abito regolare, e diede loro delle regole che furono aumentate in seguito e definitivamente confermate dal papa Gregorio XIII nella bolla del 4 novembre 157 9. Istituendo una pape Grégoire XIII Papa che ha confermato la Congregazione dell'Oratorio nel 1575. nuova Congregazione, Antonio Maria si era proposto, innanzitutto, di lavorare alla riforma dei costumi del clero e del popolo di Milano. Per arrivare a questo duplice scopo, invitò gli ecclesiastici a conferenze spirituali, e stabilì per gli uomini la Congregazione dei coniugati, nella quale si tenevano anche conferenze spirituali. Oltre alla cura particolare che Antonio Maria e i suoi religiosi davano, nella loro comunità, agli ecclesiastici e ai laici che vi si recavano in gran numero, si impiegavano ancora attivamente nella predicazione della parola divina e nell'amministrazione dei sacramenti. Tutte queste opere non bastando al loro zelo, si misero a visitare gli ospedali, e vi esaurirono verso i malati tutti i soccorsi che impone la carità non solo per il sollievo delle anime, ma anche per quello del corpo. Ma ciò che si deve ammirare di più, è lo zelo con cui Antonio Maria si sforzò di ricondurre sulla via della salvezza coloro che avevano avuto la sventura di allontanarsene da molto tempo e che non frequentavano più la casa del Signore. Per ricondurre le povere pecore smarrite, comprese che bisognava dedicarsi alla loro ricerca. All'energia della parola unì la virtù dell'esempio, così capace di toccare i cuori. Bruciando di zelo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, non poteva contenere il fuoco che lo consumava interiormente. Un crocifisso in mano, usciva in città, percorreva le strade e le piazze pubbliche, e in mezzo alla folla che la novità dello spettacolo attirava, predicava gli obbrobri, le sofferenze di Gesù Cristo, e la necessità della penitenza di cui egli stesso dava l'esempio.
Persecuzioni ed espansione dell'opera
Nonostante le opposizioni, fonda le religiose Angeliche e stabilisce la sua comunità vicino a Sant'Ambrogio grazie alla contessa di Guastalla.
In presenza dei frutti prodigiosi e di giorno in giorno più abbondanti che nascevano a Milano sotto gli auspici della nuova Congregazione stabilita dal venerabile Zaccaria, il nemico della salvezza, esasperato dalla perdita e dalla vergogna che gli causavano questi zelanti servitori di Dio, eccitò contro di loro una violenta persecuzione, facendo intravedere ad alcune persone come una follia, e, ad altre, come uno scandalo intollerabile, ciò che, in questi religiosi, era l'effetto del loro grande amore per Gesù Cristo e del loro zelo ardente per la salvezza delle anime. In mezzo a tutte queste contraddizioni, lungi dal lasciarsi abbattere, Antonio Maria, gioioso e calmo, riponeva in Dio una fiducia tanto più grande, quanto più le persecuzioni degli uomini andavano sempre crescendo. Placatasi questa tempesta, continuò con più fervore e attività l'opera iniziata della riforma dei costumi, e Dio benedisse le opere del suo zelo, moltiplicando i suoi compagni e facendogli conquistare un maggior numero di anime. Il venerabile Zaccaria stabilì anche a Milano un Ordine di religiose che pre sero il nome di Angelich Angéliques de Saint-Paul Ordine di religiose fondato da Zaccaria. e di San Paolo, nome che fu loro confermato dal papa Paolo III, nel 1545. Dopo aver stabilito il loro monastero vicino alla parrocchia di Sant'Eufemia, si trasferì con i suoi compagni, verso la fine del 1535, in una casa situata accanto a Sant'Ambrogio, che la contessa di Guastalla gli aveva donato; vi dispose in onore di san Paolo un piccolo oratorio che divenne una chiesa pubblica nel 1542. Una volta stabilitisi in questa nuova abitazione, il venerabile Zaccaria riunì i suoi religiosi in capitolo affinché eleggessero un superiore. Su sua is tanza, il P. Morigia Cofondatore e primo superiore dei Barnabiti. P. Morigia fu nominato, il 15 aprile 1536, il primo superiore dell'Ordine dei Chierici regolari di San Paolo.
Riforma monastica a Vicenza
Chiamato dal cardinale Ridolfi, riformò diversi monasteri a Vicenza e vi introdusse la devozione delle Quarantore.
Essendosi diffusa la fama di santità dei due Istituti nelle altre città della Lombardia, il cardina le Niccolò Ridolfi, che cardinal Nicolas Ridolfi Amministratore della diocesi di Vicenza. amministrava la diocesi di Vicenz a, preg Vicence Città in cui Giovanni fu vescovo e subì il martirio. ò il venerabile Antonio Maria di recarsi a Vicenza con alcune delle sue religiose più esperte, per aiutarlo nella riforma di due monasteri femminili, dove la disciplina appariva molto rilassata. Il venerabile servo di Dio, vedendo la volontà di Dio in questo appello, si recò a Vicenza, verso la fine di maggio del 1537, accompagnato da alcuni dei suoi religiosi e da alcune Angeliche. La riforma di cui si occupò per prima fu quella del convento delle Convertite. Questa casa era composta da donne che avevano condotto nel mondo una vita cattiva e che si trovavano lì per fare penitenza dei loro disordini passati. Grazie ai suoi sforzi perseveranti, alle sue vive esortazioni e all'aiuto che gli prestarono le Angeliche, riuscì a cambiare completamente i cuori di queste povere pecore smarrite. Per rendere stabile il bene che aveva operato in questo convento, ne affidò la direzione ad alcune Angeliche. Riformò poi un monastero di vergini, chiamate religiose di San Silvestro, le quali, trascurando completamente l'osservanza della Regola, si erano abbandonate a ogni sorta di vanità e di licenze poco in armonia con la perfezione del loro stato. Le virtù e lo zelo del venerabile Zaccaria trionfarono presto su tutti questi ostacoli e riportarono tra queste religiose la più esatta disciplina. Ma non limitò a questo il suo zelo e la sua grande carità; stabilì anche a Vicenza tutti gli esercizi di pietà che aveva introdotto a Milano, e soprattutto le conferenze spirituali che contribuirono potentemente a ricondurre un gran numero di persone alla pratica delle virtù cristiane. Vi introdusse anche il pio uso di esporre con tutta la solennità possibile il santissimo Sacramento all'adorazione dei fedeli, per quaranta ore.
Ultima missione e trapasso
Esausto per le sue fatiche, muore a Cremona nel 1539 dopo una missione a Guastalla, lasciando dietro di sé l'ordine dei Barnabiti.
Tornato a Milano, il venerabile Zaccaria, nonostante l'indebolimento della sua salute, lavorò con ardore, durante gli ultimi due anni della sua vita, a tutte le opere che aveva intrapreso. Vedendo il suo Ordine svilupparsi sempre più, decise di acquistare un locale più adatto di quello che occupava. Gli fu offerta un'antica chiesa dedicata a san Barnaba, che si trovava fuori da porta Tosa, in un luogo ritirato e tranquillo. Ma la morte lo portò via prima della conclusione di questo affare; poiché i Chierici regolari vi furono definitivamente stabiliti solo nel 1547. Tale fu l'origine del nome di Barnabiti, che viene loro dato ancora generalmente oggi. Un'altra cosa che il venerabile Zaccaria ebbe grandemente a cuore, fu la professione dei suoi voti solenni che aveva differito fino ad allora. Tuttavia non si sa con certezza se la morte gli abbia lasciato il tempo di fare i suoi voti. Verso la fine di maggio 1539, il Venerabile, che non si tirava indietro davanti a nessuna opera di carità, si recò a Guastalla per tenervi una missione. Ma le fatiche che si era imposto, unite ai rigori delle sue mortificazioni, lo fecero cadere presto in tale languore e in tale debolezza, che fu vittima della sua troppa carità. Ai primi attacchi della febbre, non tardò a capire che toccava il termine del suo pellegrinaggio. Trasportato a Cremona, presso sua madre, la mala ttia fe Crémone Città di formazione monastica e primo luogo di esilio. ce rapidi progressi, e il Venerabile, munito degli ultimi sacramenti, si addormentò pacificamente nel Signore, il 5 luglio 1539.
Riconoscimento e reliquie
Le sue reliquie furono trasferite nella cattedrale di Milano e le sue virtù eroiche furono riconosciute dai papi successivi nel XIX secolo.
Il corpo del venerabile servo di Dio fu trasportato a Milano, deposto nel monastero e posto provvisoriamente sotto l'altare di una cappella situata sotto il coro delle religiose Angeliche, dove rimase per ventisei anni, conservandosi intatto e senza corruzione. Nel 1566, fu sepolto ai piedi dell'altare dove rimase fino al 1664. A quell'epoca, i suoi resti furono rinchiusi in una bara ricoperta di ottone e posti, vicino allo stesso altare, in una nicchia. Vi riposarono fino all'anno 1806, quando il papa Pio VII permise di introdurre la causa della sua beatificazione. Fu allora che le sante reliquie furono, su richiesta del capitolo metropolitano, trasferite nella cattedrale di Milano e collocate all'ingresso della cappella sotterranea di San Carlo. Il papa Gregorio XVI, il 20 giugno 1833, si pronunciò affermativamente sulle virtù del venerabile Zaccaria praticate in grado eroico, e il papa Pio IX ne rese il decreto, mentre era in esilio a Gaeta, nel 1849.
Fonti e commemorazioni locali
La biografia si basa sui lavori del R.P. Toppa e menziona vari martiri della Rivoluzione francese.
Abbiamo estratto questa biografia dalla Vita del venerabile Zaccaria, del R. P. Toppa.
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### ANNIVERSARI E COMMEMORAZIONI.
Joseph Desjardins, nato a Hénin-Liétard (Passo di Calais, circondario di Béthune, cantone di Carvin), fratello converso e chirurgo dell'abbazia di Sept-Fonds (diocesi di Autun); deportato su spiagge lontane nel 1793, per rifiuto del giuramento; morto in esilio il 6 luglio 1794. — Suzanne Gaillard, religiosa del Santissimo Sacramento nel convento di Bollène (Valchiusa), con il nome di suor Saint-Mathieu; arrestata il 2 maggio 1794 e gettata nelle prigioni di Orange; condannata a morte per rifiuto del giuramento, dal tribunale popolare di quella città; giustiziata all'età di trentun anni. 1794. — Garnier, sacerdote sessantenne della diocesi di Coutances; rinchiuso, per rifiuto del giuramento, nel forte di Mont-Saint-Michel, sulle coste della Normandia; vi rimase in preda a grandi sofferenze fino al 1796; fu rilasciato e tornò nella sua diocesi; assassinato da soldati ubriachi nel momento in cui tornava dall'amministrare un malato. 1797. — Gaudaire, giovane ecclesiastico della diocesi di Saint-Malo (oggi di Rennes); arrestato a Méneac (Morbihan, circondario di Paimbœuf, cantone di La Trinité) da soldati di una colonna mobile, e massacrato sul posto. 1797. — Gaultier, sacerdote sessantenne della diocesi di Cavaillon (oggi di Avignone), assassinato nel suo domicilio, per il suo attaccamento alla fede cattolica. 1791. — Françoise Gaudronneau, religiosa della diocesi di Angers, si ritirò a Vezins (Maine e Loira, circondario di Beaupréau, cantone di Cholet) al momento della soppressione del suo chiostro; arrestata in quel borgo e gettata nelle prigioni di Angers; morta in catene. 1794. — Geoffroy, parroco di Fleury-la-Tour (Nièvre, circondario di Nevers, cantone di Saint-Benin-d'Azy); espulso dalla sua cura per rifiuto del giuramento del 1791; arrestato e messo in reclusione in una casa claustrale di Nevers; trasportato a Nantes per essere deportato; morto a seguito di maltrattamenti sul pontone del porto di quella città. 1794. — Georgelin, sacerdote della diocesi di Saint-Brieuc; arrestato da truppe rivoluzionarie nel momento in cui assisteva un morente; condotto sulla piazza pubblica di Plouec (Côtes-du-Nord, circondario di Guingamp, cantone di Pontrieux) e fucilato, all'età di ventisette anni. 1798. — Bonne Gérard, religiosa ospedaliera della casa di carità di Arras; arrestata e inviata a Cambrai; condannata a morte dal tribunale rivoluzionario di quella città, e giustiziata all'età di quarantasette anni. 1794.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Studi di medicina a Padova (1520-1524)
- Ordinazione sacerdotale a Cremona
- Fondazione della Congregazione dei Chierici regolari di San Paolo (1530)
- Istituzione canonica dell'Ordine (18 febbraio 1533)
- Fondazione delle religiose Angeliche di San Paolo (Milano)
- Riforma dei monasteri a Vicenza (1537)
- Missione a Guastalla (1539)
Miracoli
- Apparizione di una luce celeste e di un cerchio di angeli durante la sua prima messa
- Conservazione intatta del corpo per ventisei anni dopo la morte