Suor Maria di San Pietro
CARMELITANA A TOURS, — PROMOTRICE DELL'OPERA DELL'ARCICONFRATERNITA RIPARATRICE DI SAINT-DIZIER
Carmelitana a Tours, Promotrice dell'opera dell'Arciconfraternita riparatrice
Carmelitana a Tours nel XIX secolo, Suor Maria di San Pietro è la promotrice dell'opera della Riparazione. Favorita da comunicazioni divine, ha propagato la devozione al Santo Volto per placare la giustizia divina. È morta in odore di santità nel 1848 dopo essersi offerta come vittima per la Francia.
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SUOR MARIA DI SAN PIETRO,
CARMELITANA A TOURS, — PROMOTRICE DELL'OPERA DELL'ARCICONFRATERNITA RIPARATRICE DI SAINT-DIZIER
Infanzia e prima comunione
Fin dalla più tenera età, Maria di San Pietro manifesta una pietà precoce, un orrore per il peccato e una spiccata attrazione per l'orazione, culminando nella sua prima comunione a dieci anni.
era già privilegiata da Dio e prevenuta dalle benedizioni della sua dolcezza; fin dall'età di sei anni, combatteva con generosità i suoi difetti, amava il ritiro, il raccoglimento, l'orazione, e sebbene i suoi virtuosi genitori si prendessero cura di formarla presto alle virtù cristiane, si può dire che lo Spirito Santo fu il suo più grande maestro nella vita interiore. Aveva fin da allora in orrore le colpe più lievi e si rimproverava con amarezza le minime imperfezioni dell'infanzia; poiché sua sorella maggiore, avendola trovata più volte a versare lacrime e chiedendone la causa, lei rispose ingenuamente: «Piango i miei peccati».
Temeva talmente anche solo l'apparenza del male che, avendo avuto, all'età di otto anni, qualche inquietudine riguardo a un libricino di storia che le era stato prestato, lo portò, prima di aprirlo, al parroco per chiedergli un parere. Quando seppe da lui che quell'opera, senza essere cattiva, era frivola, lo restituì subito senza averne letto nemmeno la prima pagina. È così che, saggia prima dell'età, cresceva più davanti a Dio che davanti agli uomini, e si preparava, senza saperlo, ai disegni che Dio aveva su di lei.
La lettura delle sofferenze di Nostro Signore toccava vivamente il suo cuore, e faceva spesso la via crucis con molta pietà. Ma la sua attrazione dominante era per l'orazione. Non conoscendone il metodo, recitava mentalmente le sue preghiere con attenzione, in attesa che una solida istruzione su questa materia glielo facesse conoscere. La parola di Dio fu per lei un dardo penetrante che aprì la sua mente e il suo cuore alla luce divina e la rese presto abile in questa scienza dei Santi.
Da molto tempo aspirava con ardore a vedere arrivare la felice epoca della sua prima comunione e vi si disponeva con tutti gli atti che le suggeriva la sua pietà: aveva dieci anni e mezzo quando questo favore le fu concesso; ma vi portò sentimenti ben diversi da quelli ordinari ai bambini di quell'età. Già la grazia aveva parlato al suo cuore e le aveva fatto gustare, nel segreto della preghiera, quanto il Signore sia dolce; così ricevette allora un accrescimento di doni celesti. Fu allora che cominciò a penetrare i segreti dell'amore divino e che la sua anima, colma di ineffabili consolazioni, comprese che doveva appartenere senza riserve a Colui che si donava a lei con tanta liberalità. Fedele alla voce celeste, entrò con coraggio nella strada che le era tracciata e si sforzò di servire il Signore in spirito e verità.
Giovinezza e discernimento della vocazione
Dopo la perdita della madre a dodici anni, si dedica alle opere di misericordia e discerne la sua vocazione religiosa, confermata da un'ispirazione divina per il Carmelo di Tours.
All'età di dodici anni perse la madre e, sull'esempio di santa Teresa, corse subito a gettarsi ai piedi della santa Vergine per pregarla di farle da madre al posto di quella che Dio le aveva appena tolto. Maria adottò effettivamente quest'anima innocente e le ne diede prove sensibili nel corso di tutta la sua vita. Il suo virtuoso padre, che era incaricato di una numerosa famiglia, la affidò a due sue zie, signorine di alta pietà, che dirigevano un laboratorio di giovani persone. In questa pia casa, fece nuovi progressi nella virtù, divenne il modello delle sue compagne e serviva loro da maestra nelle vie interiori, cercando di insegnare loro e di far loro amare la pratica dell'orazione, dell'unione con Dio. Non si limitava alla cura delle anime che la circondavano; coglieva ancora tutte le occasioni per praticare, secondo i suoi mezzi, le opere di misericordia: soccorrere i poveri, visitare i malati, assistere i morenti, tali erano le sue occupazioni preferite quando non potevano nuocere ai doveri del suo stato.
Una vita già così perfetta non bastava tuttavia per soddisfare l'attrazione di quest'anima d'élite: di buon'ora aveva compreso il segreto del regno dei cieli e udito nel fondo del suo cuore l'oracolo del divino Maestro: «Chi non rinuncia a tutto, non può essere mio discepolo». Poco dopo la sua prima comunione, il gusto della vita religiosa si sviluppò talmente nel suo cuore che ne faceva l'unico oggetto dei suoi pensieri e dei suoi voti. Per giungere ai suoi fini, faceva digiuni e piccoli pellegrinaggi in onore della santa Vergine e di san Giuseppe; si rivolse anche a san Martino, vescovo di Tours, verso il quale aveva una grande devozione, e si recò in una cappella a lui dedicata. Lì, all a pre Tours Luogo di ritiro di Clotilde presso la tomba di san Martino. senza di una reliquia di questo grande Santo, fece una preghiera delle più ferventi, supplicandolo di riceverla nella sua diocesi come religiosa, sebbene non sapesse che vi si trovassero delle Carmelitane. Tuttavia, poiché le sue perplessità tornavano senza sosta a causa degli ostacoli che s i opponeva Carmélites Ordine religioso a cui appartengono i beati citati. no alla sua vocazione, ebbe l'ispirazione di andare a fare un pellegrinaggio a una celebre cappella della Vergine, situata vicino a Rennes (Notre-Dame de la Peinière). Lì, più che mai, provò un'assistenza speciale di Mar Rennes Sede episcopale dove il santo ha esercitato il suo ministero. ia e, per le grazie che vi Notre-Dame de la Peinière Luogo di pellegrinaggio mariano vicino a Rennes. ricevette, seppe senza ombra di dubbio che Dio la chiamava a servirlo attraverso la pratica dei consigli evangelici. Tutti i suoi voti erano per il Carmelo. Ma il suo confessore, volendo senza dubbio metterla alla prova, parve deciso a farla entrare in un altro istituto religioso. Nostro Signore, sempre pieno di misericordia e di bontà, la trasse d'inquietudine facendole udire dopo la santa Comunione e ripetendole più volte queste parole: «Tu sarai carmelitana»; credette che Nostro Signore avesse aggiunto: «carmelitana a Tours». Ne rese conto al suo direttore, ma grande fu il suo stupore quando le disse: «Figlia mia, sei stata accolta presso le Carmelitane di Tours».
Ingresso e vita nel Carmelo di Tours
A ventitré anni entra nel Carmelo di Tours, dove si distingue per la sua umiltà, la sua obbedienza perfetta e la sua devozione particolare alla santa Infanzia di Gesù.
Quel giorno fu per lei uno dei più belli della sua vita, ma le restava da compiere dolorosi sacrifici: lasciare una famiglia che amava e da cui era veramente amata, un padre soprattutto che aveva tanti diritti alla sua tenerezza; fu un colpo terribile per il suo cuore. Ella varcò nondimeno con coraggio questo passo difficile, dopo aver ottenuto il consenso di suo padre. Partita da Rennes il giorno della festa di san Martino, fece il suo ingresso, all'età di ventitré anni, presso le Carm elitane di Tours. A Carmélites de Tours Luogo di ritiro di Clotilde presso la tomba di san Martino. bbracciò subito con fervore e generosità tutte le pratiche della vita religiosa, nelle quali perseverò fino alla morte. Poco dopo il suo ingresso, ricevette una grazia molto particolare che produsse nella sua anima grandi effetti. Una luce interiore le diede un'idea così alta della sua santa vocazione che tutto ciò che sentiva dire non era nulla in confronto, e ne comprese così perfettamente lo spirito e il dovere che tremava senza sosta per il timore di mancare ai suoi minimi obblighi. In seguito a questa ispirazione, si abbandonò interamente a Nostro Signore per il compimento dei suoi disegni e si sforzò di rispondervi con tanto coraggio quanto fedeltà.
È così che si preparava a essere rivestita del santo abito, che ricevette con felicità e riconoscenza. In cambio di questa grazia, di cui si considerava molto indegna, diede un nuovo slancio al suo fervore e, durante tutto il suo noviziato, fu così esatta, così umile e così mortificata che non si poteva vedere senza ammirazione, senza stupore persino, i progressi che faceva nella virtù. Durante questo tempo si consacrò in modo del tutto speciale alla santa Infanzia di Nostro Signore, che fu sempre l'oggetto della sua predilezione; la scienza del presepio divenne l'unica occupazione del suo spirito. Gesù bambino, suo modello, la rese tanto ingegnosa nell'onorarlo quanto fedele nell'imitarlo. Infine arrivò il giorno tanto desiderato della sua professione. Unita da legami indissolubili al divino Sposo della sua anima, fece di tutto il suo studio il cercare di piacergli e di adempiere, con tutta la perfezione possibile, i doveri della sua vocazione. Possedette la carità in un grado eminente; la sua pietà tenera e solida le ispirava per Dio l'amore più ardente, il più effettivo: la gloria di Dio e la salvezza delle anime, ecco l'unico oggetto dei suoi pensieri, il solo scopo delle sue preghiere, il grande movente delle sue azioni. Questo zelo l'animò per tutta la vita, a causa dei crimini senza numero commessi contro la Maestà divina. Spinta fortemente dal movimento della grazia, si offriva a Dio per soddisfare alla sua giustizia e per allontanarne i colpi. La perdita delle anime faceva su di lei un'impressione così viva che talvolta non poteva contenere il suo dolore ed esplodeva in singhiozzi.
Vita spirituale e virtù religiose
La sua vita è segnata da un'unione intima con Dio, una devozione al Sacro Cuore e alla Vergine Maria, nonché da una pratica rigorosa della mortificazione e del raccoglimento.
Tuttavia il suo cuore si dilatava nell'amore di Nostro Signore, onorava la sua santa umanità in tutti i misteri della sua vita; ma quelli della sua nascita e della sua vita nascosta avevano per lei fascini incomprensibili. Assisteva con un'attenzione particolare al santo Sacrificio della Messa, e appariva allora tutta assorbita in Dio: la si vide spesso durante la santa oblazione versare un torrente di lacrime. È soprattutto alla santa Comunione che la sua devozione verso la divina Eucaristia prendeva un'estensione meravigliosa; vi si preparava con una cura del tutto straordinaria fin dalla vigilia e la notte stessa, servendosi per questo di pie pratiche, come quella di adorare con ferventi orazioni giaculatorie l'ostia che doveva ricevere, di invitare la santa Vergine e i santi angeli a preparare la dimora dell'Ospite celeste che attendeva. Il suo ritiro ordinario era nel Sacro Cuore di Gesù; è in questa fornace ardente che ha attinto tanti favori e luci per sé e per gli altri; è lì che ha scoperto tesori di grazia e di misericordia; è lì ancora che si rifugiava in tutte le sue pene, ed è a lui che ricorreva in tutti i suoi bisogni. Il suo amore per la santa Vergine crebbe sensibilmente quando si vide per sempre consacrata a lei nel suo Ordine del Carmelo; il suo fervore le suggeriva per onorarla pie industrie; ne parlava frequentemente e avrebbe voluto estendere il suo culto in tutti i cuori. Ricevette in cambio favori quasi innumerevoli per intercessione della santa Vergine, e luci abbondanti sulle prerogative di questa santa Madre di Dio. San Giuseppe e santa Teresa erano anch'essi oggetto della sua tenera e affettuosa devozione.
Suor Maria di San Pietro era giunta a un raro grado di umiltà. Nel mondo era stata fortemente esercita ta in questa madre delle v Sœur Marie de Saint-Pierre Carmelitana di Tours, iniziatrice della devozione al Santo Volto. irtù, e la sua anima nutrita del pane dell'umiliazione vi trovava più delizie di quante i mondani ne gustino sentendosi lodare nel modo più lusinghiero. Aiutata dalla grazia, è arrivata ad essere interamente esente da quei ritorni di amor proprio, da quelle ricerche interiori che si insinuano nelle nostre opere e che sono oggetto di una così crudele guerra per le anime che si dedicano alla pratica dell'umiltà. Si credeva sinceramente l'ultima, la più imperfetta, la più incapace di tutte, e anche, se riceveva qualche lode, il suo cuore non se ne elevava mai.
La sua obbedienza fu intera e perfetta; si sottometteva con la semplicità di un bambino a tutto ciò che si poteva desiderare da lei; i suoi pensieri, la sua volontà, le luci interiori che riceveva, tutto scompariva non appena aveva la minima conoscenza delle intenzioni dei suoi superiori. Agiva verso di loro con un così grande spirito di fede che parlava loro come a Dio stesso, e riceveva come emanati dalla sua bocca i loro ordini e i loro avvisi. Al profondo rispetto, univa una fiducia senza confini, un amore pieno di tenerezza, una vera riconoscenza, una sottomissione cieca; questa obbedienza è stata così universale, che ha potuto rendersi questa testimonianza, dicendo durante la sua ultima malattia: «Ciò che costituisce la mia consolazione alla mia morte, è di aver sempre obbedito».
Il suo raccoglimento era tale che sembrava estranea a tutto ciò che era intorno a lei; da lì veniva la sua unione intima e continua con Dio. Non lo perdeva mai di vista, e, per servirci delle sue espressioni, «la sua anima, strettamente unita a Nostro Signore, era felicemente legata ai suoi piedi». Ma questa vita tutta celeste non era esente da prove e sofferenze.
Ha praticato la mortificazione in una maniera ben perfetta e ben estesa, poiché la faceva consistere principalmente nel taglio delle soddisfazioni che non erano affatto necessarie e nella ricerca delle privazioni che poteva imporsi senza singolarità. Così studiava senza sosta tutte le occasioni del sacrificio, era abile a scoprirle, e più pronta ancora ad approfittarne per immolarsi tutta intera e giungere a quella morte interiore che ha costituito il suo principale carattere. La sua fedeltà non era meno ammirevole; fedele ai movimenti della grazia, fedele fino nelle più piccole cose, si potrebbe dire che si faceva schiava di questa virtù; ma sapeva per esperienza che è lì tutto il segreto della felicità per un'anima religiosa. Sarebbe stato quasi impossibile trovarla in difetto, tanto era esatta; la si poteva guardare come una regola vivente, e sarebbe bastato seguirla attentamente per conoscere e per amare i propri doveri. Poiché possedeva eminentemente la santa libertà di spirito che distingue una vera carmelitana, sapeva perfettamente alleare la carità e l'allegria alle virtù interiori. In ricreazione, era dolce e amabile, e le sue compagne amavano trovarsi lì vicino a lei, perché sempre ne ricavavano qualche frutto. Sapeva ugualmente bene sottrarsi alle creature e intrattenersi con esse secondo le circostanze, sebbene spesso dovesse farsi una violenza estrema per interrompere la sua occupazione interiore con Dio. Il suo richiamo dominante era per la vita nascosta, e la sua condotta era così semplice, così nemica della singolarità, anche nel bene, che in lei la virtù appariva facile a tutti.
Rivelazioni sul Santo Volto e la Riparazione
Nel 1843, riceve comunicazioni divine riguardanti la Francia e l'istituzione di un'opera di riparazione per le bestemmie, incentrata sulla devozione al Santo Volto.
Nel 1843, Dio la favorì di comunicazioni intime riguardo alla Francia: le fece conoscere che la sua ira era irritata a causa dei peccati degli uomini, e che avrebbe colpito con tanto più rigore quanto più aveva atteso. Ma le ispirò allo stesso tempo, come un potente mezzo per disarmare il suo sdegno, l'istituzione di un'opera riparatrice. Vide anche nel Sacro Cuore di Gesù il desiderio, il bisogno stesso che Egli ha di fare misericordia, non ponendo altra condizione che la riparazione degli oltraggi fatti al suo divin Padre. Ricevette vive luci sul Volto adorabile di Nostro Signore, oggetto sensib Face adorable de Notre-Seigneur Oggetto centrale della devozione e della riparazione richiesta da Cristo. ile della riparazione, come il Sacro Cuore di Gesù è l'oggetto sensibile del suo amore per noi. Inoltre, in una delle sue comunicazioni, Nostro Signore le fece questa consolante promessa: «Poiché avete onorato il mio volto coperto di piaghe dai peccatori, rinnoverò in voi, all'ora della vostra morte, l'immagine di Dio, e tutti coloro che contempleranno sulla terra le piaghe del mio volto, lo vedranno un giorno raggiante di gloria nel cielo».
Nostro Signore le fece chiaramente conoscere che, non appena l'opera riparatrice fosse stata stabilita, non l'avrebbe lasciata a lungo sulla terra. A più riprese ebbe conoscenze a questo riguardo, e, il 30 marzo, Nostro Signore le disse di nuovo: «Il vostro pellegrinaggio avanza! Il termine del combattimento si avvicina. Vedrete presto il mio volto nel cielo. Sto per purificarvi per rendervene degna». A queste parole, ella si prostrò dicendo: «Signore, non merito che l'inferno». Il Venerdì Santo, alle tre, mentre adorava Gesù Cristo morente, sentì l'enorme peso della giustizia divina che si abbatteva sugli uomini; allora rinnovò l'atto della sua dedizione come vittima per soddisfarvi. La sua offerta fu gradita: immediatamente fu colpita.
Sviluppo del culto e miracoli
Il testo descrive l'espansione della devozione al Santo Volto, i miracoli legati all'olio della lampada di Tours e l'interesse delle autorità ecclesiastiche per questa pratica.
è circondato da omaggi, venerazione e testimonianze di fiducia. Più volte l'anno, viene esposto alla devozione dei fedeli. I Sommi Pontefici hanno concesso numerose indulgenze alle persone che visitano devotamente questa insigne reliquia.
Diversi Santi si sono distinti per la loro pietà verso il divino Volto, traendone meravigliosi frutti di salvezza. Citiamo in particolare santa Gertrude, santa Mechtilde e suor Maria di San Pietro, carmelitana, morta in odore di santità a Tours. Nostro Signore si è degnato di fare, in favore delle anime devote al suo adorabile Volto, le più magnifiche e consolanti promesse.
Da alcuni anni, questa devozione sta conoscendo uno sviluppo considerevole. È un soffio dello Spirito Santo che passa su tutto l'universo cattolico, un rimedio provvidenziale destinato a combattere i flagelli dell'empietà e a salvare il mondo.
Una felice esperienza ha mostrato quanto la pietà verso il Santo Volto sia gradita a Dio e uti le ai crist sainte Face Oggetto centrale della devozione e della riparazione richiesta da Cristo. iani. Molti giusti gli sono debitori della loro perseveranza; molti peccatori della loro conversione; molti malati del loro ritorno alla salute. Nessuno ignora le guarigioni e gli altri effetti meravigliosi ottenuti per mezzo dell'olio che brucia costantemente a Tours davanti a un'immagine del Santo Volto, detta Veronica. Abbiamo visto le attestazioni autentiche di un gran numero di persone (almeno seimila certificati) guarite da qualche malattia per la virtù dell'olio miracoloso. Da qui deriva l'uso salutare di mantenere una lampada accesa davanti a un'immagine del Santo Volto, che si colloca sia in chiesa, sia in un oratorio privato. Sappiamo che nella diocesi di Carcassonne in particolare, questo uso si è esteso i n quasi tutte le parro diocèse de Carcassonne Sede episcopale occupata da san Stapino. cchie, ed è fonte delle più grandi benedizioni.
Se la Chiesa celebra le glorie del divino Volto del Salvatore nella festa della Trasfigurazione, nessun ufficio, nessuna solennità speciale ha lo scopo di onorarne gli oltraggi e i dolori. Tuttavia, la festa del Santo Volto ha un interesse che completa la serie delle feste in onore della Passione. Ma d'altra parte, Nostro Signore non ha sopportato tante sofferenze, né ha patito tante ignominie quanto sul suo amabile volto. Nessuna circostanza della Passione è stata così chiaramente annunciata dai Profeti e minuziosamente riportata dagli Evangelisti. E non è senza un disegno particolare di Dio che tutti questi dettagli, che tutte queste circostanze degli oltraggi subiti dal nostro Redentore, sono stati consignati nella Scrittura.
Del resto, siamo in grado di affermarlo, uno dei più antichi vescovi di Francia ha l'intenzione di presentare prossimamente alla Santa Sede una supplica al fine di ottenere per la sua diocesi l'istituzione di una festa in onore del Santo Volto. Degni il Signore di benedire questo pio disegno e di farlo riuscire per la sua maggior gloria e per la felicità della Chiesa e della Francia!
Le promesse del Santo Volto
Enumerazione delle otto promesse fatte da Cristo a coloro che onorano il suo Santo Volto, basate sugli scritti della suora e di altre sante mistiche.
Promesse fatte da Nostro Signore Gesù Cristo, in favore delle persone devote al suo Santo Volto:
1° Concederò loro una contrizione così perfetta, che i loro stessi peccati saranno mutati davanti a me in gioielli d'oro prezioso;
2° Nessuna di queste persone sarà mai separata da me;
3° Offrendo il mio Volto al mio Padre, esse placheranno la sua ira e acquisteranno, come con una moneta celeste, il perdono dei poveri peccatori;
4° Aprirò io stesso la bocca per perorare presso il mio Padre tutte le cause che mi presenteranno;
5° Le illuminerò con la mia luce; le infiammerò con il mio amore; le renderò feconde in buone opere;
6° Asciugheranno, come la pia Veronica, il mio Volto adorabile che il peccato oltraggia e sfigura; e, in cambio, inciderò i miei tratti divini nella loro anima;
7° Alla loro morte, rinnoverò in esse l'immagine di Dio cancellata dal peccato;
8° Per la somiglianza del mio volto, esse risplenderanno più di molte altre nella vita eterna, e il chiarore del mio Volto le colmerà di felicità.
Queste inestimabili promesse sono tratte dalle opere di santa Gertrude, di santa Matilde e dagli scritti di suor Maria di San Pietro.
Ultima malattia e morte
Colpita da una grave malattia, vive i suoi ultimi istanti come vittima di espiazione e muore l'8 luglio 1848, dopo aver rimesso l'opera della Riparazione nelle mani di Dio.
da una grave e crudele malattia che l'ebbe presto ridotta all'estremo. La sua pazienza e la sua rassegnazione furono sempre costanti, la sua unione a Dio continua, la sua generosità, il suo spirito di sacrificio, senza alterazione. Fin dall'inizio della sua malattia, le si disse: «Pregate dunque Nostro Signore affinché vi sollevi un poco, se non vuole guarirvi». — «No», rispose, «in fatto di sofferenze e di sacrifici, non ho mai chiesto nulla di particolare a Dio, ma allo stesso modo non gli ho mai rifiutato nulla». Era tutta compenetrata dal pensiero del giudizio di Dio e si vedeva come oppressa sotto il peso della sua giustizia. Dimenticando per così dire i favori di cui era stata colmata, non si occupava che delle sue colpe per piangerle e chiederne perdono.
Il pensiero della sua morte imminente la faceva fremere di gioia: «La mia ora è giunta», diceva, «presto tutti i miei legami saranno spezzati. Quando vi contemplerò, o celeste dimora? Quando, o mio Dio, vi vedrò faccia a faccia e senza velo?». Se le si parlava del cielo, il suo volto assumeva un'espressione animata: «È là che aspiro», diceva con trasporto. Quando le si ricordava Gesù bambino e le grazie che aveva ricevuto per questo mistero, rispondeva: «Quel divino Maestro mi insegnava allora la scienza della culla, e ora è la scienza della croce». Nei primi giorni di giugno, si trovò così male che chiese lei stessa gli ultimi sacramenti, che ricevette con grandi sentimenti di pietà. Durante il resto della malattia, ricevette ancora il santo Viatico ogni volta che il suo stato lo permise. Venerdì 26 giugno, ebbe una crisi così forte che si credette di dover recitare le preghiere per la raccomandazione dell'anima. Mentre le si recitavano, avvenne in lei qualcosa di straordinario i cui effetti furono sensibili; dapprima, si univa soltanto alle preghiere con ferventi elevazioni, essendo abbattuta dalle sofferenze; ma a queste parole: Maria, mater gratiæ, mater misericordiæ, estese spontaneamente le braccia verso il cielo, come un bambino che si slancia verso la madre appena la scorge, e rimase abbastanza a lungo in quella posizione, sebbene pochi minuti prima il suo braccio fosse così debole e rigido che non aveva potuto fare il segno della croce. In seguito, per due volte diverse, si mise le braccia in croce per spirare come una vittima, e quando si volle impedirglielo, disse: «Lasciatemi così, è per me un dovere».
Prendeva tra le mani il suo crocifisso e una piccola statua del bambino Gesù che non la lasciava mai, li baciava a turno, li stringeva sul cuore, poi, tenendo il bambino Gesù sollevato il più in alto possibile, pronunciò solennemente, ma a bassa voce, queste parole: «Padre eterno, vi offro ancora una volta questo adorabile bambino, il vostro divino Figlio, per l'espiazione dei miei peccati e di quelli di tutti gli uomini, per i bisogni della santa Chiesa, per la Francia, per la Riparazione (parlava così dell'opera riparatrice delle bestemmie e della profanazione della domenica). Divino Gesù, la Réparation Istituzione spirituale volta a riparare le bestemmie e le profanazioni. rimetto, abbandono quest'opera nelle vostre mani; è per essa che ho vissuto, è per essa che muoio». Dopo una lunga e terribile agonia, rese l'anima a Dio l'8 luglio 1848.
L'autorità metropolitana di Tours è rimasta così colpita dai fatti meravigliosi accaduti a Suor Maria di San Pietro, da aver posto tutti i suoi scritti sotto sigillo.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Prima comunione all'età di dieci anni e mezzo
- Perdita della madre all'età di dodici anni
- Pellegrinaggio a Notre-Dame de la Peinière vicino a Rennes
- Entrata nel Carmelo di Tours all'età di ventitré anni nel giorno di San Martino
- Comunicazioni intime nel 1843 sull'opera riparatrice e sul Santo Volto
- Decesso dopo una lunga agonia l'8 luglio 1848
Miracoli
- Guarigioni ottenute tramite l'olio della lampada che arde davanti all'immagine del Santo Volto a Tours
- Luci interiori e promesse profetiche di Nostro Signore
Citazioni
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Piango i miei peccati
Risposta a sua sorella all'età di sei anni -
Ciò che mi consola in punto di morte è l'aver sempre obbedito
Parole durante la sua ultima malattia -
Divino Gesù, rimetto, abbandono quest'opera nelle vostre mani; è per essa che ho vissuto, è per essa che muoio
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