Nata in Toscana, Margherita conduce inizialmente una vita di lusso e di peccato a Montepulciano. La morte brutale del suo amante provoca la sua conversione radicale; si unisce al Terz'Ordine francescano a Cortona. Vi conduce una vita di austerità estreme, di carità verso i poveri e di visioni mistiche fino alla sua morte nel 1297.
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SANTA MARGHERITA DA CORTONA
Giovinezza e vita mondana
Nata a Laviano nel XIII secolo, Margherita conduce una vita di lusso e piaceri a Montepulciano dopo la perdita precoce della madre.
La beata Margherita da Cortona , così Cortone Luogo del noviziato dove Lorenzo formò i suoi più celebri discepoli. chiamata dal luogo della sua sepoltura, nacque nel borgo di Laviano, nella diocesi di Chiusi, in Toscana, verso la metà del XIII secolo. Non favorita dalla fortuna, perse la madre in tenera età e il padre, risposandosi, le fornì purtroppo il pretesto per credere di essere libera di comportarsi come meglio credeva. Le insidie della bellezza, dell'età inesperta e dell'abbandono la portarono ad accettare le attenzioni del mondo come un trionfo inebriante. Rimase per nove anni unita a un uomo ricco di Montepulciano, che le forniv a abbondantem Montepulciano Città natale del santo in Toscana. ente di che soddisfare la sua inclinazione per il lusso e i piaceri. Ebbe da lui un figlio, che entrò più tardi nell'Ordine dei Frati Minori. Tu ttavia, nel mezzo della Ordre des Frères Mineurs Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. sua vita peccaminosa, nutriva una singolare compassione per i poveri. Le capitavano momenti di devozione in cui diceva, alla vista di certi luoghi: «Quanto sarebbe bello pregare qui! Che posto incantevole per condurre una vita penitente e solitaria!». Rientrata nella sua stanza, più di una volta deplorava il suo stato miserabile. E quando gli abitanti la salutavano, li rimproverava, dicendo che, conoscendo la sua vita criminale, non avrebbero dovuto nemmeno rivolgerle la parola. Un giorno, mentre le sue compagne la rimproveravano per i suoi ornamenti, dicendo: «Che ne sarà di te, vanitosa Margherita?», lei rispose loro: «Verrà un tempo in cui mi chiamerete Santa, quando lo sarò veramente, e verrete a visitarmi con un bastone da pellegrino».
La conversione attraverso la morte
La scoperta del corpo decomposto del suo amante, guidata dalla sua cagnolina, provoca uno shock spirituale e un desiderio immediato di penitenza.
Nell'anno 1277, il suo seduttore fu ucciso in un'occasione che gli storici non precisano; ma questa morte restituì la vita dell'anima a Margherita. Una cagnolina che lei amava molto, avendo seguito quel signore, tornò a casa dopo alcuni giorni di assenza. Arrivando, prese a emettere diversi guaiti; e, prendendo la sua padrona per la veste, la tirava come per condurla in qualche luogo. Margherita, stupita da ciò, si lasciò condurre fino a una catasta di legna che si trovava lì vicino; fu terrorizzata quando vi trovò nascosto il corpo del suo amante disteso, morto e già pieno di vermi che lo rodevano. Questo triste spettacolo fece una tale impressione sul suo spirito che, la grazia sollecitando efficacemente il suo cuore, ebbe orrore di essersi abbandonata a una creatura che non era che corruzione, e risolse di cambiare del tutto vita e di fare penitenza dei suoi crimini. Con questo pensiero, andò a gettarsi ai piedi di suo padre, come un altro figliol prodigo, e chiedendogli perdono, tra torrenti di lacrime, per i suoi disordini passati, lo supplicò di accoglierla in casa, affinché potesse espiare, per il resto dei suoi giorni, gli sregolamenti della sua cattiva vita. Per quanto indignato fosse quel buon padre per la condotta scandalosa della figlia, non poté fare a meno di abbracciarla con tenerezza e di accoglierla nella sua casa, dove ella cominciò seriamente a fare penitenza.
Prove familiari e chiamata
Cacciata dal padre sotto l'influsso della matrigna, viene guidata da una voce interiore verso i Francescani di Cortona.
Margherita era così toccata dai suoi peccati, e il fervore della sua contrizione era così grande, che non cessava di piangere e di emettere sospiri fino al cielo per attirare su di sé la misericordia del suo Dio. Si rivolgeva talvolta ai Santi del paradiso, e domandava loro, con strane agitazioni, quale fosse lo stato della sua anima, e se, dopo tanti crimini, Gesù Cristo l'avrebbe accolta nella sua grazia. Altre volte, mettendosi una corda al collo, andava in chiesa, dove, nel mezzo della solennità dei divini misteri, chiedeva perdono davanti a tutto il popolo per lo scandalo che aveva dato. Questa condotta dispiacque molto alla sua matrigna; e fece tanto presso suo marito, che egli cacciò di casa, come una folle e un'insensata, la santa penitente. Fu una terribile prova per lei; poiché, da una parte, il demonio le suggeriva di ritornare alle sue prime dissolutezze, dove avrebbe avuto tutto ciò che poteva desiderare, mentre in questo stato di penitenza, tutti, e persino suo padre, l'abbandonavano; d'altronde, si vedeva bella, ben fatta, ancora giovane, e in grado di godere a lungo dei piaceri della vita. Mentre era agitata da questa tentazione, udì, nel mezzo del suo cuore, una voce che le diceva di andare nella città di Cortona, al conv ento dei religio ville de Cortone Luogo del noviziato dove Lorenzo formò i suoi più celebri discepoli. si di San Francesco, dove avrebbe appreso ciò che doveva fare per l'espiazione dei suoi peccati.
Ingresso nella vita religiosa
Dopo tre anni di prova, viene ammessa nel Terz'Ordine della penitenza presso i Frati Minori di Cortona.
La fedele penitente, obbedendo a quella voce del cielo, si recò subito nel luogo che le era stato indicato; e lì, gettandosi ai piedi di un confessore, gli dichiarò il misero stato della sua vita e le grandi misericordie che Dio aveva esercitato su di lei; in seguito chiese con insistenza l'a bito del Terz'Ordine habit du Tiers Ordre Ordine religioso accolto da Engelberto a Colonia. , che viene chiamato della penitenza; i religiosi dapprima glielo rifiutarono per prudenza, per mettere alla prova la sua vocazione e per timore di profanare il loro santo Ordine con l'accoglienza di una persona che aveva condotto una vita così scandalosa; ma, dopo tre anni, meritò questa grazia con la sua perseveranza e vide finalmente il compimento dei suoi pii desideri.
Una vita di austerità
Pratica mortificazioni estreme, infliggendosi sofferenze fisiche per espiare le colpe passate e unirsi a Cristo.
L'amore divino, che aveva preso il posto dell'amore profano, infiammò il cuore della beata Margherita; ebbe per tutta la vita tanta avversione per tutte le cose della terra, quanta ne aveva avuta in precedenza per gustarne le delizie. Tutto il suo impegno era di rendersi gradita a Gesù Cristo attraverso la pratica delle virtù. Il suo piacere era di affliggere il proprio corpo con nuove mortificazioni. Aveva tanto orrore della sua bellezza, che era servita a perderla, che si colpiva il volto con una pietra, o se lo sfregava con pietra arenaria frantumata per rendersi deforme. Dormiva sul duro e non aveva che una pietra o un pezzo di legno come guanciale. Passava intere notti in veglia, in preghiera e nella contemplazione delle verità celesti. Le sue lacrime, che talvolta erano di sangue, divennero così frequenti che i suoi occhi sembravano uscire dalle orbite; sospirava, singhiozzava senza sosta; si sarebbe detto in ogni momento che stesse per spirare dal dolore. Si percuoteva e si dava la disciplina così spesso e così a lungo con corde annodate e altri strumenti di penitenza, che la sua carne, trattata in precedenza con tanta delicatezza, ne era diventata nera e livida; ed era felice di vedere in quello stato un corpo che le era servito a offendere tante volte il suo divino Salvatore. Si abituò poco a poco all'astinenza, in modo che un pezzo di pane e un po' d'acqua bastavano per il suo sostentamento; raramente vi aggiungeva qualche noce o erbe crude. La beata penitente indebolì così tanto il suo corpo con queste austerità, che non avvertì più alcun movimento disordinato della sensualità, né il minimo desiderio malvagio.
Carità e lotte demoniache
Fonda un'infermeria per i poveri, subendo al contempo violente tentazioni e attacchi del demonio.
Non amò più che i poveri sulla terra; il frutto del suo lavoro e le elemosine che le venivano fatte erano per loro; trasformò in un'infermeria una casa dove curava i malati. Tuttavia, sebbene avesse trionfato in tal modo sul suo nemico domestico, che è la concupiscenza, il nemico di fuori, che è il demonio, non cessò di attaccarla per tentare di scuotere la sua costanza; poiché, prendendo una figura estranea, le apparve un giorno e, fingendo di volerla consolare, le disse: «Perché, Margherita, ti tieni così rinchiusa in una cella? Perché ti fai morire con penitenze indiscrete? Non è abbastanza, per salvarti, che tu pratichi ciò che fanno gli altri penitenti dell'Ordine?». Ma, ben lungi dal lasciarsi andare al rilassamento per questi artifici, la Santa inventava ogni giorno nuove austerità; e, poiché Gesù Cristo le aveva fatto conoscere che le tentazioni dovevano tener luogo del martirio che desiderava ardentemente, era sempre disposta a combatterle. Il demonio impiegò altri stratagemmi per farle abbandonare la sua penitenza: talvolta si mostrava a lei in figure orribili, altre volte si presentava sotto forme gradevoli, al fine di farla cadere nel peccato; e, infine, le diceva sempre che non avrebbe perseverato, che la grazia le sarebbe mancata nel corso delle sue mortificazioni e che Dio l'avrebbe abbandonata. Ma lo stesso Dio, i cui occhi sono incessantemente fissi sui giusti e le cui orecchie sono sempre attente alle loro preghiere, consolò e fortificò la sua fedele serva con queste amorevoli parole: «Non temere, figlia mia, io sono con te nell'afflizione; ti ne libererò affinché tu sia glorificata. Segui fedelmente i consigli del tuo direttore e, con il soccorso delle mie grazie, trionferai su tutti i tuoi nemici».
Misticismo e intercessione
Favorita da visioni di Cristo e di santa Chiara, intercede in modo particolare per le anime del Purgatorio.
L'umiltà aveva gettato radici così profonde nel suo cuore, che non poteva sopportare che si avesse la minima considerazione per lei; per questo, essendosi accorta che si cominciava ad avere una certa stima per la sua virtù, al fine di distruggere questi sentimenti vantaggiosi, usciva in piena strada e gridava agli abitanti di Cortona: «A cosa pensate, amici miei, di trattenere entro le mura della vostra città una creatura detestabile come me; ignorate forse quale vita vergognosa ho condotto?». Un'altra volta, si faceva trascinare, con la corda al collo, per la città di Montepulciano, e un'altra donna gridava dietro di lei: «Ecco questa Margherita che ha perduto tante anime; ecco questa peccatrice che ha profanato la vostra città». Se i suoi confessori non avessero frenato il suo zelo, avrebbe compiuto ben altre stravaganze, se così bisogna chiamare questi atti di virtù che passano per follia agli occhi degli uomini, ma che, agli occhi di Dio, sono effetti di una sublime sapienza, animata dal divino amore. Dio, infatti, la ricompensava con insigni favori; poiché, per esaltare i meriti della beata penitente, la rendeva così temibile agli spiriti dell'inferno, che essi erano costretti a gridare, per bocca degli ossessi, che non potevano nemmeno sopportare l'aria che Margherita respirava. Non diciamo nulla delle visite del suo angelo custode, delle rivelazioni ammirabili e delle visioni straordinarie che aveva incessantemente nelle sue preghiere e nelle sue meditazioni, dove Nostro Signore Gesù Cristo le parlava con una familiarità inconcepibile. Le rivelò molti segreti a tal proposito. Un giorno, la vigilia della sainte Claire Santa che appare in visione a Margherita. festa di santa Chiara, lo udì dirle: «Benedette siano tutte le pene che ho sofferto per la tua anima; benedetti siano l'Incarnazione e tutti i miei lavori. Oggi il numero dei buoni è piccolo in confronto a quello dei cattivi; ma anche se avessi in tutto l'universo un solo vero figlio, benedirei ancora a causa sua le pene che ho sopportato». Poiché la sua devozione era rivolta particolarmente alla Passione dello stesso divino Salvatore, riceveva molte consolazioni nel meditarla; ma queste consolazioni erano seguite da un desiderio così grande di soffrire per aver parte alle sofferenze del suo Dio, che provava una sorta di invidia per le persone che vedeva nell'afflizione. Si accostava ogni giorno ai sacramenti della penitenza e dell'Eucaristia, dopo esservi stata invitata da Gesù Cristo stesso, e vi gustava dolcezze che non si possono esprimere. Queste dolcezze, tuttavia, erano diminuite nella misura delle sue conversazioni e dei suoi sfoghi con le creature. Passiamo sotto silenzio il dono della profezia, la grazia dei miracoli, la virtù di liberare gli ossessi e di guarire da diverse malattie, di cui fu favorita durante i ventitré anni della sua penitenza.
Questa frequente meditazione della Passione del Salvatore e dei suoi altri misteri ispirava a Margherita un'immensa carità per la salvezza delle anime, sia in questo mondo che nell'altro. L'esempio della sua vita santa e penitente, unito all'efficacia delle sue preghiere e delle sue continue austerità, convertì un gran numero di persone, che vennero talvolta da paesi lontani per testimoniare la loro riconoscenza o per raccomandarsi alle sue preghiere. Le anime del purgator io stesse, per per âmes du purgatoire Stato di purificazione post-mortem centrale nella commemorazione. messo divino, entravano con lei in questa misteriosa corrispondenza per sollecitare i suoi pii suffragi. Mentre un giorno pregava per due artigiani che le erano apparsi e le avevano fatto sapere di essere stati uccisi dai ladri, senza potersi confessare, ma avendo tuttavia rimpianto per le loro colpe, il Salvatore le rispose: «Dite ai Frati Minori che si ricordino delle anime dei defunti; esse sono in così gran numero che lo spirito dell'uomo può a stento immaginarlo, e tuttavia sono poco soccorse dai loro amici». Margherita apprese per rivelazione che sua madre era stata liberata dal purgatorio dopo dieci anni; che suo padre ne era stato tratto parimenti, ma dopo avervi sopportato pene ben più grandi. Un giorno, mentre pregava per la sua defunta serva, l'angelo custode le disse: «Rimarrà in purgatorio per un mese, ma vi soffrirà pene leggere, a causa delle ire in cui è caduta per zelo; dopo di che sarà trasportata tra i cherubini». Il Salvatore le disse ancora un giorno della Purificazione della Santa Vergine: «I tre defunti per i quali avete pregato stamattina, secondo il parere dei loro giudici, non sono affatto dannati; ma soffrono tormenti così estremi che, se non fossero visitati dai buoni angeli, si crederebbero dannati, perché si trovano molto vicini a coloro che lo sono realmente. Come tra i religiosi vi sono celle distinte, lo stesso avviene per le pene del purgatorio: alcuni sono purificati in fitte tenebre, altri in rapidi torrenti, altri nel ghiaccio, altri in fuochi divoranti, ecc.»
Transito e riconoscimento ecclesiale
Muore nel 1297; il suo corpo rimane incorrotto a Cortona. Viene canonizzata da Benedetto XIII nel 1728.
Questa ammirevole serva di Gesù Cristo, perseverando in tal modo nell'esercizio di una dura mortificazione, seppe, per una luce celeste, che l'ora della sua morte era vicina e che sarebbe stata assistita, in quel prezioso momento, da tutte le anime che erano state liberate, per le sue preghiere, dalle fiamme del purgatorio. Così, la beata Margherita, sopraffatta dall'eccesso delle sue austerità e consumata dagli ardori del santo amore, dopo aver ricevuto i divini Sacramenti, e tutta trasportata e trasformata in Dio, rese l'anima il 22 febbraio 1297. Il suo corpo, che esalava un soave profumo, fu sepolto nella chiesa dei Frati Minori di Cortona, dove si sono compiuti tanti miracoli presso la sua tomba, che non si contano meno di dieci morti risuscitati. Per questo motivo il papa Leone X, sulla base di informazioni già raccolte dal cardinale Orsini, legato in Italia sotto Clemente V, concesse agli abitanti di Cortona di celebrare la festa di questa beata penitente lo stesso giorno in cui era deceduta; e Urbano VIII, nell'anno 1624, emanò il decreto della sua beatificazione e concesse a tutto l'Ordine di San Francesco il permesso di celebrarne Benoît XIII Papa che elevò l'Istituto a Ordine religioso nel 1725. l'ufficio. Infine, Benedetto XIII la canonizzò nel 1728. Il suo corpo si è conservato fino ad oggi senza alcuna corruzione; si trova a Cortona, nella chiesa delle religiose di San Francesco, che ha abbandonato il nome di San Basilio per prendere quello di Santa Margherita.
Posterità e storiografia
Descrizione degli attributi iconografici (cane, teschio) e menzione dei biografi storici come Giunta Bevegnati.
Santa Margherita da Cortona è stata rappresentata 1° seguendo il suo cane che la guida verso il cadavere del suo amante; 2° tenendo una croce in mano, per ricordare sia la sua penitenza, sia i favori che ricevette dal cielo meditando la Passione; 3° mentre contempla, spaventata, un teschio; 4° mentre riceve la visita del suo angelo custode; 5° in ginocchio, mentre vede Gesù Cristo nel cielo; 6° mentre si solleva da terra durante un'estasi; 7° con una spada contro il petto, per esprimere i dolori del Calvario, dei quali, su sua richiesta, fu provata. A
I. T. V, f° 46, coll. del Cabinet des Estampes, a Parigi.
sinistra dell'incisione si vede un cane seduto che tiene tra le fauci un teschio.
La memoria della beata Margherita da Cortona è celebrata in Italia. Ferrarins non ha dimenticato di inserirla nel Catalogo dei Santi che non si trovano nel martirologio romano. Artus du Moustier ne fa menzione anche nel martirologio dei religiosi di San Francesco. La sua vita, composta dal R. P. Giunta Bevegnati, su R. P. Juncta de Bévague Confessore e biografo della santa. o confessore, e approvata dall'Inquisizione di Toscana, è riportata dal dotto Bellandus, nel terzo tomo di febbraio. Il R. P. Wadding parla anche della nostra Santa nel secondo tomo degli Annali dei Frati Minori.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Laviano a metà del XIII secolo
- Vita disordinata per nove anni a Montepulciano
- Scoperta del corpo del suo amante assassinato nel 1277
- Ritorno a casa del padre e successiva espulsione da parte della matrigna
- Ingresso nel Terz'Ordine di San Francesco a Cortona dopo tre anni di prova
- Fondazione di un'infermeria per i poveri
- Canonizzazione da parte di Benedetto XIII nel 1728
Miracoli
- Corpo rimasto incorrotto che emana un soave profumo
- Dieci morti resuscitati presso la sua tomba
- Liberazione di ossessi
- Dono di profezia e visioni delle anime del purgatorio
Citazioni
-
Verrà un tempo in cui mi chiamerete Santa, quando lo sarò davvero, e verrete a visitarmi con un bastone da pellegrino.
Testo fonte -
Benedette siano tutte le pene che ho sofferto per la tua anima.
Parole di Cristo riportate dalla Santa