Religioso a Costantinopoli nel IX secolo, Lazzaro fu un pittore celebre che difese il culto delle immagini di fronte all'iconoclastia dell'imperatore Teofilo. Nonostante le atroci torture alle mani, continuò la sua arte sacra e servì più tardi come ambasciatore presso papa Benedetto III. È considerato uno dei patroni dei pittori.
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SAN LAZZARO, RELIGIOSO E PITTORE
Origini e formazione
Originario del Caucaso, Lazzaro si unisce a un monastero a Costantinopoli dove si dedica alla vita contemplativa e all'apprendimento della pittura.
Lazzar Lazare Monaco e pittore bizantino, difensore delle icone. o lasciò presto il Caucaso, dove era nato, per abbracciare la vita contemplativa in un monastero di Costanti nopoli. Durant Constantinople Città in cui il santo esercita il suo ministero e il suo patriarcato. e le ore che non consacrava alla devozione, imparò la pittura, studio di cui ci si occupava generalmente nei conventi, da quando gli Iconoclasti avevano dic hiarato guer Iconoclastes Movimento religioso che rifiuta il culto delle immagini, causa della persecuzione dei due santi. ra alle immagini.
La persecuzione di Teofilo
Sotto il regno dell'imperatore iconoclasta Teofilo, Lazzaro viene arrestato e torturato per il suo rifiuto di profanare le immagini sacre.
L'imperatore Teofilo L'empereur Théophile Imperatore bizantino iconoclasta, responsabile del supplizio dei versi incisi sul volto dei santi. , grande fautore di questi eretici (829), dichiarò guerra in particolare a tutti i pittori cristiani, che decise di far morire se non avessero sputato essi stessi sulle sante immagini e non le avessero calpestate. Il nostro Santo, che eccelleva nell'arte di dipingere, fu dunque uno di coloro che furono arrestati per questo motivo. Non appena l'imperatore lo ebbe visto, si sforzò di guadagnarselo con belle parole, affinché si schierasse dalla sua parte; ma, vedendo che perdeva tempo e fatica, ricorse alle sue solite violenze e fece tormentare questo religioso con tanta crudeltà che, non credendolo più in grado di poter vivere, lo fece gettare in una cloaca.
Ma, poco tempo dopo, il confessore di Gesù Cristo, avendo recuperato un po' di forza e di salute, ricominciò a lavorare alle sue opere ordinarie e a dipingere immagini; Teofilo gli fece applicare delle lamine di ferro ardenti sui palmi delle mani, il che gli consumò tutta la carne e lo fece cadere mezzo morto. Allora la divina Provvidenza, che voleva riservare questo buon pittore per servire ancora la sua Chiesa, permise che Teofilo, vinto dalle preghiere di sua moglie, l'impe ratrice Teodora, e dei l'impératrice Théodore Imperatore romano d'Oriente (probabilmente Teodosio II secondo il contesto storico). suoi favoriti, facesse uscire il nostro Santo di prigione.
L'immagine di san Giovanni Battista
Nonostante le mani mutilate dal fuoco, Lazzaro dipinge un'immagine miracolosa del Precursore mentre si nasconde nella chiesa della Terribile.
Essendo stato liberato in tal modo, rimase per qualche tempo nascosto a Costantinopoli, in una chiesa di san Giova saint Jean-Baptiste Santo la cui festa coincide con quella del beato Giovanni. nni Battista, che veniva chiamata la Terribile; lì, questo pio pittore, sebbene storpio delle mani, non tralasciò di realizzare un'immagine del santo precursore; essa durò a lungo e Dio se ne servì per compiere molti miracoli.
Il ripristino del culto
Dopo la morte di Teofilo, l'imperatrice Teodora e Michele III ripristinano il culto delle immagini, permettendo a Lazzaro di riprendere la sua arte.
Qualche anno dopo, questo imperatore morì miseramente di dissenteria in seguito a una battaglia che aveva perso contro i Saraceni (842); e Michele III , suo figl Michel III Imperatore bizantino, figlio di Teofilo e Teodora. io, gli succedette nell'impero. Avendo questo principe ripristinato, per cura di sua madre, il culto delle sante immagini, il religioso Lazzaro si rimise più che mai a lavorare a belle opere, tra le quali si nota un'eccellente immagine di Nostro Signore Gesù Cristo, che pose su una colonna di bronzo. Supplicato dalla santa imperatrice Teodora di perdonare il marito defunto e di pregare Dio per la sua anima, affinché gli facesse misericordia, le rispose che non era più tempo di piegare la giustizia di Dio.
Nondimeno, diversi autori riportano che questa pia principessa sollecitò istantemente il patriarca Metodio e gli altri patriarche Méthodius Patriarca di Costantinopoli che ha operato per l'Ortodossia. vescovi riuniti per celebrare l'anniversario di una festa chiamata Ortodossia, di pregare Dio per l'imperatore suo marito, e che i prelati lo fecero con tale fervore, che ottennero dalla misericordia divina la remissione di tutti i suoi crimini. Si può vedere a tal proposito Bollandus nella vita di santa Teodora, all'11 di questo mese.
Ambasciata a Roma e fine della vita
Lazzaro viene inviato in ambasciata presso papa Benedetto III e muore probabilmente durante un secondo viaggio verso Roma intorno all'anno 860.
Michele, persuaso del merito del nostro Santo, nel terzo anno del suo impero, lo onorò di una celebre ambasciata di obbedienza presso papa Be pape Benoît III Immediato predecessore di Niccolò I. nedetto III, appena eletto, e lo incaricò di presentargli da parte sua un libro dei Vangeli, coperto d'oro massiccio e arricchito di pietre preziose; un calice di simile materia e molti altri ornamenti ecclesiastici in stoffe assai rare: ciò mostra quanto Dio sappia onorare i suoi servitori, e quale ricompensa egli dia, fin da questo mondo, a coloro che hanno sopportato qualche pena per la sua gloria e per la giustizia.
Non si sa nulla delle altre azioni di san Lazzaro, se non che trascorse il resto della sua vita in un grande riposo. I Greci, nel loro Menologio, dicono che morì in cammino, durante un secondo viag Rome Città natale di Massimiano. gio che fece a Roma. Non se ne può determinare l'anno: è probabile che sia stato verso l'anno 860. Si parla, nel Menologio, al 17 ottobre, di una traslazione delle reliquie di un san Lazzaro , dalla Chietti Città italiana da cui proverrebbero alcune reliquie di san Lazzaro. città di Chieti a Costantinopoli, sotto l'imperatore Leone VI. Vi è chi crede che si tratti delle reliquie di san Lazzaro, fratello di santa Maddalena, e non di quelle del nostro Santo.
Eredità e devozione
Riconosciuto come patrono dei pittori, Lazzaro è tradizionalmente raffigurato nella sua prigione, con le mani bruciate dai suoi carnefici.
Questo martire del culto delle immagini è stato rappresentato: 1° mentre dipinge in una cappella; 2° nella sua prigione, dopo aver dipinto la Madonna: il carnefice gli brucia la mano destra con un ferro arroventato al fuoco. Un soldato lo tiene per la spalla; ma si vede bene dalla calma del Santo che questa precauzione è inutile. Egl i è, con san Luca e santa C sainte Catherine de Bologne Santa clarissa, mistica, scrittrice e artista del XV secolo. aterina da Bologna, uno dei patroni dei pittori. Il martirologio romano parla con onore di san Lazzaro, il 22 febbraio, così come Zonara e Cedreno; e il cardinale Baronio nelle sue Note, e nei volumi quattordicesimo e quindicesimo dei suoi Annali (edizione di Bar-le-Duc).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.