Proveniente da una famiglia di santi, Adeltrude fu formata alla vita religiosa da sua zia santa Aldegonda nell'abbazia di Maubeuge. Divenuta badessa a sua volta, diresse la comunità con saggezza per dodici anni fino alla sua morte nel 696. È onorata per la sua obbedienza perfetta e le sue visioni mistiche.
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SANTA ADELTRUDE, BADESSA DI MAUBEUGE (696).
Origini ed educazione a Maubeuge
Proveniente da una famiglia di santi, Adeltrude raggiunge sua zia santa Aldegonda al monastero di Maubeuge per esservi formata alla vita religiosa.
Il nome di questa venerabile vergine appare più volte, sia nella vita dei suoi genitori san Vincenzo e santa Valdetrude, di san Landry, vescovo di Meaux, suo fratello, sia infine in quella di sua zia santa Aldegonda, che seguì con Madelberta, sua sorella, a M albodium (Maubeuge) Malbodium (Maubeuge) Monastero fondato da santa Aldegonda. quando vi si recò per fondare un monastero. Fin dai suoi primi anni, si notava già in lei un vivo desiderio di ascoltare la parola di Dio e di meditarla in silenzio: fin da allora faceva continui sforzi per praticare tutte le virtù della sua età. I suoi religiosi genitori benedicevano incessantemente il Signore considerando questi sorprendenti sforzi della grazia in una bambina così giovane, e si presero ogni cura per farle produrre frutti ancora più abbondanti. Santa Adeltrude, che ebbe la felicità di crescere in una famiglia dove i suoi occhi vedevano solo buoni esempi, dove le sue orecchie udivano solo parole sagge e oneste, avanzava dunque rapidamente nella pietà, e queste felici disposizioni, che non erano sfuggite all'occhio vigile di santa Aldegonda, non fecero che svilupparsi ulteriormente quando questa venerabile badessa, ritiratasi nel suo monastero di Maubeuge, si fu fatta carico specialmente della guida delle sue due virtuose nipoti.
Vita di perfezione e di carità
Adeltrude si distingue per il suo ascetismo rigoroso, la sua dedizione totale verso i malati e i poveri, e un'obbedienza esemplare.
Non ebbe difficoltà a far entrare la giovane Adeltrude nelle vie sublimi della perfezione, alla quale appariva manifesto che Dio la chiamasse. Unicamente occupata dal desiderio di piacere a Gesù Cristo, e di consacrargli tutti i suoi affetti e i suoi pensieri, cresceva in sapienza e in grazia, e gustava un'ineffabile felicità nell'adempimento dei doveri che le erano imposti. Nulla appariva penoso al suo fervore, e, lungi dall'accettare gli addolcimenti che la sua giovane età reclamava, sembrava voler al contrario imporsi nuovi carichi e maggiori fatiche.
Ma tanto il suo amore per Dio era vivo e ardente, quanto la sua carità verso il prossimo la rendeva attenta a tutti i loro bisogni. Questa dolce sensibilità per i malati e i poveri, che aveva succhiato col latte, nutrita e mantenuta in mezzo alla sua famiglia, sembrava aumentare in lei con l'età, e ogni volta che le circostanze glielo permettevano, si applicava a darne testimonianza. Le sue compagne soprattutto risentivano gli effetti di questa continua benevolenza di cui la sua anima era colma, e lei rendeva a tutte loro, con un'umiltà e una modestia che ne accrescevano ancora il pregio, tutti gli uffici della più delicata premura. Così, la giovane serva di Gesù Cristo era amata dalle sue sorelle che edificava con i continui e ammirevoli esempi delle sue virtù.
Tra tutte quelle che brillavano in lei, si notava soprattutto la sua obbedienza; questa virtù, che è come il fondamento della vita religiosa, aveva sempre avuto molta attrattiva per lei, e santa Aldegonda, da parte sua, si era presa una cura particolare di esercitarvela. Forse fu per ricompensarla dei suoi sforzi, e per dare allo stesso tempo un esempio alle sue compagne, che Dio permise in suo favore uno di quei fatti nei quali si rivelano tutta la sua bontà e l'amabile familiarità con la quale agisce talvolta in mezzo alle anime sante.
Segni divini e visioni
Compie il miracolo della cera bollente e riceve incoraggiamenti mistici da san Pietro per la protezione della sua comunità.
Un giorno dunque, riferisce il biografo, santa Adeltruda fu incaricata da santa Aldegonda, sua zia, di raccogliere dei pezzi di cera che si erano staccati, e dei quali si voleva trarre profitto per il servizio dell'altare. Secondo l'ordine che le era stato dato, li pose con altri in un vaso esposto sul fuoco. Ma la fiamma del focolare divenne presto così ardente che la cera fusa e bollente fuoriusciva da ogni parte, aumentando ancora la sua attività. La giovane vergine allora, senza temere l'inevitabile incidente al quale si esponeva, si slancia audacemente verso il fuoco e ne ritira il vaso senza risentirne il minimo male.
Questa obbedienza perfetta di santa Adeltruda, e tutte le altre virtù di cui la sua anima era ornata, furono ricompensate anche quaggiù da visioni angeliche e rivelazioni che la colmavano di consolazioni ineffabili. Un giorno una delle sue religiose vide all'angolo dell'altare l'apostolo san Pietro che sorrideva e le diceva: «Coraggio, Adeltruda, proteggerò voi e le vostre figlie nella pace del Signore».
Governo del monastero e trapasso
Succedendo alla zia come badessa, dirige Maubeuge con saggezza per dodici anni prima di morire nel 696.
Scelta per dirigere, dopo la morte della zia, la comunità già importante di Maubeuge, ella assolse a questo incarico con una saggezza e una prudenza di condotta che non si sapeva abbastanza ammirare. Tutte le sante figlie che vi servivano il Signore le obbedirono con gioia e continuarono a fare rapidi progressi nella perfezione; di modo che si credette di perdere una seconda volta santa Aldegonda quando, dodici anni più tardi (696), la beata Adeltrude andò a raggi bienheureuse Adeltrude Badessa di Maubeuge nel VII secolo. ungerla nei cieli. Verso la fine della sua vita, un'altra religiosa aveva visto delle stelle brillanti che salivano e scendevano sulla cella della santa badessa, poi la Vergine celeste che sembrava invitarla alle nozze del suo divino Figlio.
Culto e rappresentazioni
La memoria di Adeltrude è perpetuata a Maubeuge attraverso tradizioni liturgiche e descrizioni precise dei suoi abiti monastici.
Il ricordo di questa santa badessa si conservò preziosamente nell'abbazia nascente che aveva così a lungo edificato con il suo spirito di fede e di religione, e la sua festa vi si celebrava ogni anno, il 25 febbraio, con grande solennità. Il suo nome, inseparabile da quello dell'illustre patrona di Maubeuge, è ancora caro oggi ai pii abitanti, che hanno conservato fedelmente le antiche tradizioni lasciate dai loro antenati.
Si vedeva un tempo in questa città un antico dipinto che rappresentava santa Adeltrude e santa Aldegonda, con il velo bianco, un mantello viola seminato di fiori e una veste rossa ricoperta da una tunica bianca.
Nella sua grande opera sugli Ordini religiosi, Hélyot fornisce il disegn Hélyot Storico degli ordini religiosi citato come fonte. o di un abbigliamento tale quale lo portavano un tempo le badesse di Maubeuge; non sembra discostarsi molto da quello che abbiamo appena segnalato. Questo disegno, dice, si trova in un antico manoscritto dell'abbazia di Saint-Amand; consisteva in un velo bianco scuro, un mantello viola cosparso di fiori, una veste rossa bordata di vaio, che arrivava fino a metà gamba, sotto la quale ve n'era un'altra bianca, che scendeva fino ai talloni. Per quanto riguarda il mantello, continua, il P. Mabillon ritiene che i fiori di cui è se P. Mabillon Monaco benedettino e storico, autore degli Annales Ordinis Sancti Benedicti. minato siano un'invenzione del pittore.
Vedere il dict. des ord. relig. art. Nicelles. Edizione di Migne.
Vocazione di Avertano a Limoges
Nato a Limoges, Avertano entra tra i Carmelitani in seguito a una visione angelica e manifesta immediatamente doni mistici.
-- SANTO AVERTAN SAINT AVERTAN Religioso carmelitano del XIV secolo originario di Limoges. O, RELIGIOSO CARMELITANO (XIV secolo).
Ecco un fiore del Carmelo.
Avertano na cque a Limoges Possibile luogo di nascita del santo e origine della donna miracolata. Limoges da genitori che gli trasmisero qualcosa di più prezioso dei beni terreni di cui erano privi: il timore di Dio, un amore sincero per il bene e una grande devozione per la Santa Vergine.
Fin da giovane ebbe il pensiero di offrirsi come vittima a Dio: pregò, digiunò per ottenere dal cielo di conoscere la sua vocazione. La sua perseveranza fu ricompensata. Il cielo inviò un angelo a manifestargli la sua volontà: il Carmelo era, nei disegni di Dio, destinato a santificare Avertano.
Il santo giovane non perde tempo: si reca dai Carmelitani di Limoges e, app ena ebbe rivestit Carmes de Limoges Ordine religioso a cui appartengono i beati citati. o la livrea dell'Ordine, il Signore lo favorì con frequenti rapimenti estatici.
Rigore e penitenze
Pratica una povertà estrema, rifiutandosi persino di nominare il denaro, e si impone dure penitenze notturne sulle colline.
La sua condotta era in armonia con queste grazie straordinarie: adempiva con tanta gioia e prontezza agli ordini dei superiori, che i suoi confratelli non lo chiamarono presto che il figlio dell'obbedienza.
Si era proposto come modello Gesù Cristo e il profeta Elia, il fondatore del suo Ordine, nella pratica della povertà: avrebbe creduto di commettere un'imperfezione non solo toccando, ma persino nominando il denaro. Andava oltre: distoglieva accuratamente lo sguardo da quel metallo che è lo strumento della perdizione di tante anime.
Trascorreva intere giornate nell'esercizio della contemplazione, senza pensare ai bisogni del corpo. Era allora talmente assorbito in Dio che era difficile richiamarlo al sentimento delle cose esteriori.
La vigilia di certe feste dell'anno, si imponeva di scalare in ginocchio, durante la notte, le colline vicine al monastero: durante questo esercizio, pregava, piangeva e si percuoteva il petto con un sasso fino a ferirselo: non tornava al convento che all'alba.
Pellegrinaggio finale verso l'Italia
In cammino verso i luoghi santi con il fratello Romeo, muore di malattia a Lucca dopo aver attraversato le Alpi in piena peste.
Il cielo gli aveva ispirato il desiderio di compiere un pellegrinaggio ai luoghi santi. I superiori, assecondando l'adempimento di questo desiderio, gli diedero come compagno di viaggio il fratello Romeo: partirono dopo Ognissanti per l'Italia. Dopo aver attraversato le Alpi, il cui passaggio era reso difficile dal freddo, dalla pioggia e dalla neve, videro chiudersi davanti a loro le porte di tutte le città, a causa della peste che imperversava nella Penisola.
Avertano arrivò a Lucca esa usto pe Lucques Città d'Italia dove visse e morì santa Zita. r la fatica e malato a morte. Fu accolto per carità nell'ospedale di San Pietro situato sulle mura. Lì lottò per qualche tempo contro il male che lo minava. Infine, un giorno Nostro Signore, accompagnato dalla sua divina Madre e da numerose legioni di angeli, venne ad avvertirlo di prepararsi all'ultimo viaggio: ricevette i sacramenti dei moribondi e terminò una bella vita con una morte ancora più bella. I miracoli che si operarono davanti alle sue spoglie appena raffreddate determinarono i lucchesi a fargli magnifici funerali. Dalla chiesa dell'ospedale dove fu inizialmente sepolto, il suo corpo fu più tardi portato processionalmente nella chiesa principale della città, insieme a quello di san Romeo che era morto poco tempo dopo.
Ciò che resta quaggiù dei due amici è racchiuso nello stesso sepolcro e riceve i medesimi omaggi. San Romeo, di cui i religiosi Carmelitani celebrano l'ufficio il 4 marzo, era italiano di nascita.
Breviario dei Carmelitani Scalzi.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione cristiana presso i genitori san Vincenzo e santa Valdetrude
- Ingresso nel monastero di Maubeuge sotto la guida di sua zia santa Aldegonda
- Miracolo del vaso di cera bollente
- Elezione ad badessa di Maubeuge dopo la morte della zia
- Governo della comunità per dodici anni
- Visioni celesti di san Pietro e della Vergine Maria prima della sua morte
Miracoli
- Rimozione di un vaso di cera bollente dal fuoco senza alcuna bruciatura per obbedienza
Citazioni
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Coraggio, Adeltrude, io custodirò voi e le vostre figlie nella pace del Signore
Visione di san Pietro riportata da una religiosa