Nato a Tessalonica, Porfirio divenne vescovo di Gaza dopo una vita di ascesi in Egitto e in Palestina. Lottò con determinazione contro l'idolatria, ottenendo dall'imperatore Arcadio la distruzione dei templi pagani per costruirvi una chiesa cristiana. È riconosciuto per i suoi numerosi miracoli e il suo zelo pastorale fino alla morte nel 420.
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SAN PORFIRIO, VESCOVO DI GAZA
E SANTA IRENE, VERGINE
Giovinezza e vita ascetica
Nato a Tessalonica, Porfirio abbraccia la vita monastica in Egitto e poi in Terra Santa, prima di essere miracolosamente guarito al Calvario.
San Porfirio n Saint Porphyre Vescovo di Gaza e protagonista della biografia. acque a Tessalonica, nell'anno del Signore 353, da genitori assai ricchi e virtuosi, che ebbero grande cura di educarlo nella pietà, nel timore di Dio e nelle scienze divine e umane. All'età di venticinque anni, l'amore divino lo spinse ad abbandonare tutte le ricchezze della terra, a lasciare il suo paese e i suoi genitori per abbracciare la vita religiosa nel monastero di Scete, in Egitto. Vi rimase cinque anni, al termine dei quali visitò i luoghi santi di Gerusalemme, per poi ritirarsi in una caverna vicino al Giordano, dove trascorse altri cinque anni con tante difficoltà, a causa dell'intemperie del luogo, che cadde in una grave malattia: ciò lo costrinse a farsi portare a Gerusalemme. Per quanto fosse indebolito, non smetteva di visitare ogni giorno i luoghi santi; e disprezzava così tanto il male di cui soffriva, che si sarebbe detto che fosse un altro a sopportarlo, e non lui: la fiducia che aveva in Dio lo poneva al di sopra di ogni dolore.
Poiché non aveva potuto dividere i beni con i suoi fratelli, a causa della loro giovinezza, non aveva ancora eseguito il precetto del Vangelo di vendere tutto ciò che possedeva e di distribuirlo ai poveri: decise dunque di compierlo. A tal fine, inviò a Tessalonica un giovane di nome Marco, con il quale avev Marc Discepolo di Porfirio e autore della sua biografia. a fatto conoscenza e che fu in seguito il suo fedele discepolo, affinché procedesse a tale spartizione: la parte del Santo ammontò alla somma di quattromilaquattrocento scudi d'oro, che gli portò insieme a una quantità di mobili preziosi.
Marco fu molto sorpreso, al suo ritorno, di trovare Porfirio in ottima salute e senza che sembrasse essere stato malato; avendogliene chiesto la causa, il Santo gli rispose che era stato guarito miracolosamente sul Calvario, dove si era trascinato con molta fatica, tanto era debole; lì, Gesù Cristo, appeso alla croce, gli era apparso in un'estasi e gli aveva posto una croce sulle spalle; dopo di che non aveva più sentito alcun dolore. Il racconto di questa meraviglia toccò talmente il cuore di questo giovane, che si mise al servizio di Porfirio per trarre profitto dagli esempi delle sue virtù: ed è a lui che dobbiamo la vita di questo grande servitore di Dio.
Ordinazione e ascesa all'episcopato
Dopo aver distribuito i suoi beni, divenne sacerdote a Gerusalemme e poi vescovo di Gaza, una città dominata dall'idolatria.
I considerevoli tesori che gli erano stati portati non rimasero a lungo nelle sue mani, poiché li distribuì tutti ai poveri di Gerusalemme e delle altre città vicine, e ai monasteri che erano nel bisogno, senza riservare nulla per sé; così egli stesso fu costretto, per guadagnarsi da vivere, a imitazione dell'Apostolo delle Genti, a esercitare il mestiere di conciatore. All'età di quarant'anni, Prayle, patriarca di Gerusalemme, lo ordinò sacerdote e gli affidò la custodia del legno adorabile della croce del Salvatore. Tre anni dopo, fu fatto vesc ovo Gaza Città della Palestina vicino alla quale si trovava il monastero del santo. di Gaza, in Palestina, da Giovanni, arcivescovo di Cesarea, metropolita della provincia, uomo santo, al quale il clero e il popolo avevano rimesso questa elezione, poiché non erano riusciti ad accordarsi (gli ecclesiastici ne proponevano uno, e i laici un altro). Così, invece di pensare solo a espiare i propri peccati, come diceva lui stesso, si trovò impegnato a lavorare per l'espiazione di quelli degli altri. Non appena fu consacrato, si recò a Gaza, dove gli idolatri, di cui questa città era tutta piena, lo considerarono come il più grande nemico dei loro dei.
Conflitto con gli idolatri e incontro con Irene
Fuggendo dalla persecuzione, Porfirio incontra la giovane Irene che converte, mentre affronta l'ostilità dei pagani di Gaza.
Un giorno, dovendo lasciare la sua casa episcopale per sfuggire alla furia degli idolatri, si rifugiò con uno dei suoi sacerdoti in una casetta abitata da una povera donna e dalla sua bambina. Questa si chiamava Irene; a veva Irène Figlia di San Spiridione. quattordici anni. Riconoscendo il vescovo, la giovane, che si trovava sola in quel momento, si gettò ai suoi piedi e lo venerò. Il vescovo le chiese il nome dei suoi genitori. «Non ho più né padre né madre», rispose Irene; «ho solo una nonna anziana che nutro insieme a me con il mio lavoro». «Sei cristiana, figlia mia?» «No, ma desidero diventarlo». «Quanto è incline al bene questo popolo», esclamò il santo vescovo; «se il nemico non vi ponesse ostacolo! Ma Dio sarà il padrone». Poi pregò la fanciulla di prestare loro un posto sulla terrazza della casa per riposare, e di non dire a nessuno che vi fossero. Irene pose una stuoia sulla terrazza, diede loro quel poco che possedeva, pane e olive. Il santo vescovo, considerando il buon cuore con cui questa giovane offriva loro ciò che le era costato un penoso lavoro, si mise a versare lacrime e le disse che sarebbe diventata una serva del buon Dio. La bambina scese verso la sua ava e i due fuggitivi si addormentarono; era estate. Quando il tumulto si placò, si ritirarono segretamente in chiesa, poi tornarono alla dimora episcopale che la popolazione pagana aveva saccheggiato e dove aveva lasciato morto uno dei servitori del vescovo.
Il miracolo della pioggia e l'appello all'imperatore
Porfirio ottiene la pioggia attraverso la preghiera e sollecita l'aiuto di Giovanni Crisostomo per ottenere dall'imperatore la distruzione dei templi pagani.
Tuttavia il cielo stava per intervenire in favore della causa cristiana: una grande siccità regnava in quell'epoca in Palestina; i pagani l'attribuirono naturalmente ai malefici del vescovo. Giove, dicevano, aveva ben predetto che l'arrivo di Porfirio sarebbe stato il segnale di un gran numero di mali. Sacrificarono inutilmente ai loro idoli per ottenerne la pioggia; ma il Santo, dopo aver fatto, con la sua piccola compagnia di cristiani, delle preghiere pubbliche in diverse chiese, dove li condusse in processione, ne fece cadere dal cielo una grande abbondanza, come un tempo il profeta Elia: molti pagani, toccati da questo miracolo, si convertirono alla religione cristiana; e, al fine di fermare il furore e l'ostinazione degli altri, scrisse a san Giovanni Crisostomo, a Costantinopoli, per pregarlo di chiedere all'imperatore Arcadio la distruzione dei templi dei falsi dei a Gaza. Porfirio aveva preso questa faccenda così tanto a cuore, che ne era caduto malato; ma la gioia che provò nell'apprendere che il beato patriarca aveva ottenuto dal principe ciò che desiderava con tanto ardore, gli restituì la salute. In effetti, qualche tempo dopo, un ufficiale, chiamato Ilario, arrivò a Gaza con un editto dell'imperatore, per rovesciare gli idoli e chiudere i templi dei falsi dei. Tuttavia costui, essendosi lasciato corrompere da una grande somma di denaro, permise che si adorasse in segreto la statua di Giove.
Porfirio, vedendo l'indurimento di quegli infedeli, che non cessavano di fare ogni giorno nuovi oltraggi ai cristiani, se ne afflisse così tanto, che risolse di lasciare il suo vescovado, e se ne andò a Cesarea a pregare l'arcivescovo di permetterglielo; ma questi rianimò il coraggio del buon prelato, ed entrambi convennero di andare insieme a Costantinopoli per ottenere dall'imperatore la rovina totale dei templi di quegli idolatri. Furono fortificati in questo buon proposito dal beato Procopio, anacoreta a Rodi, che aveva avuto rivelazione che sarebbero riusc iti, e che l'imperatr l'impératrice Eudoxie Moglie di Teodosio II e rivale di Pulcheria. ice Eudossia avrebbe felicemente dato alla luce un figlio, se avesse concesso loro ciò che chiedevano. Il giorno dopo il loro arrivo, si recarono all'udienza imperiale; e non appena questa principessa li vide, li salutò per prima, chiese la loro benedizione, diede lei stessa del denaro per il loro viaggio e promise loro di assisterli con tutto il suo potere. San Giovanni Crisostomo, sebbene fosse in cattivi rapporti con l'imperatore a causa degli artifici di Eudossia, che voleva vendicarsi del fatto che egli l'avesse ripresa per essersi appropriata di un bene che non le apparteneva, non mancò di servirli per mezzo di Amanzio, suo amico, che era in grande credito presso questa principessa.
L'udienza imperiale a Costantinopoli
Grazie all'imperatrice Eudossia e alla nascita del futuro Teodosio II, i vescovi ottengono un editto per la distruzione dei templi di Gaza.
Arcadio oppose grandi difficoltà ad accordare ciò che i santi vescovi chiedevano, poiché traeva grandissimi tributi dagli idolatri di Gaza; acconsentì soltanto a far chiudere i loro templi e a privarli di ogni carica, al fine di obbligarli in tal modo a convertirsi. Tuttavia, avendo l'imperatrice dato alla luce un figlio, secondo la promessa che i santi prelati le avevano fatto, seguendo il santo anacoreta, ella escogitò il seguente espediente per convincere l'imperatore. Fece redigere una supplica, contenente ciò che san Porfirio chiedeva, e disse al Santo di consegnarla, dopo la cerimonia del battesimo del giovane principe, che fu chiamato Teodosio come il suo a Théodose Imperatore d'Oriente, fratello di Pulcheria. vo, al signore della corte che lo avrebbe portato, e che ella aveva istruito su ciò che doveva fare: costui la ricevette, l'aprì e, fatto silenzio, ne lesse una parte, poi la ripiegò, fece chinare il capo al bambino e disse quindi a voce alta: «Sua maestà imperiale ordina che tutto ciò che è in questa supplica sia eseguito». Quando il giovane principe fu riportato al palazzo, l'imperatrice, cogliendo l'occasione, disse all'imperatore che prevedeva un futuro felice per suo figlio: «Sappiamo», aggiunse, «cosa contiene questa supplica, affinché sia eseguita interamente». L'imperatore, avendola sentita leggere, disse: «Questa richiesta è un po' gravosa; ma sarebbe ancora più gravoso rifiutarla, poiché è la prima grazia che nostro figlio ha concesso». — «Non solo che ha concesso», replicò l'imperatrice, «ma che ha concesso essendo rivestito della sua veste d'innocenza, e che è stata ottenuta solo per un motivo di pietà e da santi prelati». Così l'imperatore non poté rifiutarsi di ratificare la supplica, e ne affidò l'esecuzione a un tale Cinegio, uomo di grande virtù e ze lante Cinége Ufficiale imperiale incaricato di distruggere i templi di Gaza. per la fede.
Distruzione degli idoli e costruzione dell'Eudossiana
Tornati a Gaza, i templi pagani vengono distrutti e una chiesa monumentale, l'Eudossiana, viene edificata sulle rovine del tempio di Giove.
I santi prelati, estremamente soddisfatti e carichi dei considerevoli doni fatti loro da Arcadio ed Eudossia, si imbarcarono per tornare nelle loro diocesi e arrivarono in dodici giorni a Maiuma, che dista solo una lega da Gaza, dopo aver tuttavia evitato una furiosa tempesta, che cessò non appena il pilota, di religione ariana, ebbe abiurato i suoi errori grazie alle esortazioni del Santo, seguendo il consiglio che gli aveva dato in sogno il beato Procopio, quell'anacoreta di cui abbiamo parlato. I cristiani andarono loro incontro con la croce e cantando inni. Quando entrarono a Gaza, una statua di Venere, che era di marmo, che i pagani e in particolare le donne avevano in grande venerazione, cadde a terra in presenza della croce, si ruppe in mille pezzi e alcuni dei frammenti fracassarono la testa a un idolatra e ne ferirono un altro che in precedenza si era fatto beffe di loro: ciò fu causa della conversione di molti di quegli infedeli. Non erano passati che dieci giorni dall'arrivo del Santo a Gaza, quando Cinegio vi giunse con un gran numero di soldati per eseguire gli ordini dell'imperatore. Egli rovesciò dunque interamente i templi del Sole, di Venere, di Apollo, di Giove e degli altri falsi dèi, e bruciò un'infinità di idoli e di libri superstiziosi. Si racconta un prodigio che avvenne quando si volle distruggere il tempio di Giove: un bambino di sette anni, ispirato da Dio, parlando in lingue che non aveva mai appreso, indicò il modo di bruciare le porte, che erano di bronzo e che i sacerdoti di quel falso dio avevano così ben barricato dall'interno con grosse pietre che non si potevano aprire. L'imperatrice Eudossia aveva dato al Santo una grande somma di denaro per costruire una chiesa a forma di croce al posto di quel tempio. Fu chiamata Eudossiana ed era così superba che si veniva da ogni parte per vederla; si diceva pe rsino che Eudoxienne Grande chiesa costruita a Gaza sul sito del tempio di Giove. nessun'altra, a quel tempo, la eguagliasse in grandezza e bellezza.
Miracoli e conversioni finali
Il santo compie diversi miracoli, tra cui il salvataggio di bambini caduti in un pozzo, e veglia sulla vocazione religiosa di Irene.
Mentre tutto il popolo, vale a dire uomini e donne, anziani e bambini, lavorava con estrema solerzia per gettarne le fondamenta, si udivano spesso queste parole: «Gesù Cristo ha vinto». Accadde anche uno strano incidente, che fece però risplendere maggiormente la misericordia di Dio e la virtù del santo prelato. Tre bambini di sei o sette anni caddero in un pozzo estremamente profondo. Immediatamente il Santo si prostrò a terra per un'ora davanti a tutto il popolo e rivolse la sua preghiera a Dio, mentre si scendeva nel pozzo. Cosa ammirevole! Si trovarono questi tre bambini seduti su una pietra, senza aver ricevuto il minimo male, e, per rendere questo miracolo ancora più celebre, essi avevano tutti e tre una croce di uguale grandezza, rossa come il più bel vermiglio, perfettamente impressa: una sulla fronte, l'altra sulla spalla e la terza sulla mano. Poiché siamo in tema di miracoli operati dal nostro Santo, diremo ancora che liberò una donna nobile, che era da sette giorni in travaglio, a condizione che si facesse cristiana; e che rese muta una donna manichea che aveva voluto disputare contro di lui per sostenere i suoi errori.
Nel frattempo Porfirio non aveva dimenticato Irene, la sua piccola benefattrice. Quando l'imperatore ebbe ristabilito l'ordine in città, la fece cercare dal suo sacerdote. Irene venne in compagnia di una delle sue zie: quando fu al cospetto del vescovo, si gettò ai suoi piedi, supplicandolo di concederle il battesimo. Il vescovo la rialzò, le diede del denaro per aiutarla nella sua povertà e la congedò promettendo di non dimenticarla. Si prese cura di farla istruire, insieme alla nonna e alla zia, e le battezzò tutte e tre. Quando ebbero deposto la veste battesimale, san Porfirio chiamò di nuovo Irene e le chiese se non pensasse a sistemarsi; che in tal caso le avrebbe procurato una dote e uno sposo cristiano. — «Ma, santo Padre», disse la nuova cristiana, «voi mi avete già dato uno Sposo, e non vorrete che ne accetti un altro». — «E quale sposo, figlia mia?» — «Il Salvatore della mia anima, lo Sposo delle vergini». Il buon prelato si mise a piangere di gioia. La rimandò dunque a casa sua, raccomandandole di condurre una vita degna della vocazione che voleva scegliere. Qualche tempo dopo, essendo morta sua nonna, il santo vescovo affidò la giovane vergine alle cure della diaconessa Manaris. Un gran numero di giovani ragazze, trascinate dal suo esempio, abbracciarono il glorioso stato della verginità. Irene morì nella sua innocenza battesimale verso l'anno 490.
Morte ed eredità agiografica
Porfirio muore nel 420 dopo un episcopato segnato dall'ascesi e dallo zelo pastorale, la sua vita essendo riportata dal suo discepolo Marco.
Ma torniamo a san Porfirio, che da lunghi anni aveva preceduto Irene in cielo. Non è possibile esprimere lo zelo con cui questo zelante pastore lavorò per stabilire la fede nella sua diocesi, sia confermando i fedeli nella verità del Vangelo, sia riportando gli eretici al grembo della Chiesa, sia convertendo gli idolatri alla religione cristiana; la santità della sua vita fu un potente mezzo per venire a capo di una così grande impresa: lo splendore delle sue virtù era capace di conquistare chiunque. Era estremamente affabile, mite, umile, sincero, caritatevole verso i poveri, amandoli con tutto il suo cuore e soccorrendoli in ogni loro bisogno; e aveva talmente mortificato le sue passioni, da essere giunto a una sorta di insensibilità. Non viveva che di pane nero e verdure, mangiando solo dopo il tramonto del sole, eccetto nei giorni di festa; in quei giorni mangiava a mezzogiorno e, oltre alle verdure, usava olio e formaggio, e prendeva un po' di vino mescolato con molta acqua, perché soffriva di stomaco; e visse in tal modo per tutto il tempo della sua vita. Infine, dopo aver subito numerosi oltraggi da parte degli idolatri, durante i ventiquattro anni in cui governò la chiesa di Gaza, con tutta la virtù che si può desiderare in un vero pastore, rese l'anima a Dio il 26 febbraio, l'anno di Nostro Signore 420. Il martirologio romano e il menologio dei Greci fanno un'onorevole memoria di san Porfirio. Marco, suo discepolo, che fu testimone oculare di tutte le su e az Marc Discepolo di Porfirio e autore della sua biografia. ioni, ha scritto la sua vita, di cui abbiamo fatto questo compendio. La si può vedere più diffusamente in Surio e nei Bollandisti, al 26 febbraio.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Nascita a Tessalonica nel 353
- Ritiro nel monastero di Scete in Egitto a 25 anni
- Vita eremitica vicino al Giordano
- Guarigione miracolosa sul Calvario a Gerusalemme
- Ordinazione sacerdotale dal patriarca Prayle a 40 anni
- Elezione e consacrazione a vescovo di Gaza
- Viaggio a Costantinopoli per ottenere la distruzione dei templi pagani
- Distruzione del tempio di Giove e costruzione della chiesa Eudossiana
Miracoli
- Guarigione istantanea dalle sue infermità tramite una visione di Cristo in croce
- Ottenimento della pioggia dopo una grande siccità tramite la preghiera
- Caduta e frantumazione della statua di Venere al suo ingresso a Gaza
- Salvataggio di tre bambini caduti in un pozzo profondo
- Liberazione di una nobile donna durante un parto difficile
Citazioni
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Gesù Cristo ha vinto
Acclamazioni popolari durante la fondazione della chiesa