6° secolo

San Leandro di Siviglia

Morte
VIe siècle (naturelle)
Epoca
6° secolo
Luoghi associati
Spagna (ES) , Toledo (ES)

San Leandro è l'artefice della riforma liturgica in Spagna nel VI secolo, introducendo il simbolo niceno per contrastare l'arianesimo. Svolse un ruolo chiave nella conversione dei Goti e lasciò scritti importanti, tra cui una regola per sua sorella Fiorentina e un discorso al concilio di Toledo del 589.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 4

LITURGIA E SCRITTI DI SAN LEANDRO.

Teologia 01 / 04

Riforma della liturgia spagnola

San Leandro introduce il simbolo niceno nella messa spagnola per contrastare l'arianesimo, una pratica adottata in seguito da Roma.

Si deve a san Leandro u saint Léandre Fratello maggiore e mentore spirituale di Fiorentina. na riforma della liturgia della Chiesa di Spag na. Que Espagne Luogo di missione di Giuda Barsaba. sta liturgia prescrisse la recitazione del simbolo niceno durante la messa, in conformità con quanto già praticato in Oriente, per fare una dichiarazione espressa di non adesione all'aria nesimo. P arianisme Eresia combattuta da Colombano in Italia presso i Longobardi. oco tempo dopo, questa preziosa consuetudine passò nella Chiesa di Roma e nel resto dell'Occidente.

Contesto 02 / 04

Origini ed evoluzione della liturgia mozarabica

L'evoluzione della liturgia in Spagna, dall'influenza romana iniziale agli apporti di Leandro, Isidoro e Ildefonso, fino alla sua forma mozarabica.

La Spagna ricevette da Roma le prime luci della fede, come apprendiamo dalla lettera di papa Innocenzo I a Decenzio, ed è per questo che sant'Isidoro dice, l. I., c. 15, Offec. ecc., che l'ufficio delle chiese di Spagna fu istituito da san Pietro. Le cerimonie e la disciplina delle medesime chiese avevano un'origine romana: è un fatto di cui ci si può convincere leggendo i loro antichi concili. I Goti ariani sostituirono la liturgia di Roma con quella che Ulfila aveva composto secondo le liturgie orientali. Si crede che san Leandro ne abbia fatta una nuova basandosi su queste due prime e su quella delle Gallie. Sant'Isidoro e sant'Ildefonso le diedero in seguito un nuovo grado di perfezione. Essendo passata la Spagna sotto la dominazione dei Saraceni o degli Arabi, i cristiani di questo regno furono chiamati mixti Arabes, vale a dire Arabi molli, da cui la loro liturgia prese il nome di mozarabica. Essa lasciò il post o a quella mozarabique Rito liturgico specifico della penisola iberica. di Roma nell'XI e nel XII secolo. Il cardinale Ximenes ristabilì la liturgia mozarabica in una cappella della cattedrale di Toledo; essa è anche in uso in sette chies Tolède Città d'origine di Casilda e sede del regno di suo padre. e della stessa città, ma solo per il giorno della festa del patrono.

Fonte 03 / 04

Dibattiti e fonti erudite

Analisi dei lavori di storici e gesuiti sull'autenticità e le specificità della liturgia di san Leandro.

Il P. Florès ritiene che la liturgia di san Leandro non fosse affatto diversa da quella mozarabica e che, ad eccezione di alcuni riti di poca importanza, non avesse nulla in comune con quella degli Orientali. Si veda la sua *Spagna sagrada*, t. III, diss. de la Missa antiqua de Espagne, p. 187, 198, ecc. Tuttavia, sebbene queste liturgie avessero tra loro molta conformità, presentavano comunque differenze considerevoli in alcuni punti. Apprendiamo ciò da una lettera che il P. Durriel, dotto gesuita, ha pubblicato sui monumenti letterari ritrovati in Spagna. Si attingeranno grandi lumi su questo articolo, così come su molte altre particolarità riguardanti l'antichità ecclesiastica di Spagna, nella collezione dei manoscritti gotici che il P. Florès ha dato alle stampe. Gli studiosi consultino anche con piacere la nuova edizione delle liturgie delle chiese cristiane, che i signori Assemani hanno pubblicato a Roma in 15 vol. in-fol. La liturgia mozarabica è stata stampata a Roma, in-fol., a cura del P. Lesley, gesuita scozzese.

Eredità 04 / 04

Scritti e atti conciliari

Presentazione delle opere conservate di Leandro, in particolare la sua lettera a Fiorentina e il suo discorso al terzo concilio di Toledo.

Il volume LXXV della *Patrologia latina* di M. Migne, e il successivo, comprendono le liturgie mozarabiche. Di san Leandro c i restano: 1° saint Léandre Fratello maggiore e mentore spirituale di Fiorentina. una lettera a sua sorella Fiorentina, sotto il titolo: *De l'institution des vierges et du mépris du monde* (volume LXXXII della *Patrologia* di M. Migne); 2° un *Discorso sulla conversione dei Goti*: fa parte del terzo Concilio di Toledo, nell'a troisième Concile de Tolède Concilio del 589 che segna la conversione dei Goti al cattolicesimo. nno 589 (volume LXXII della *Patrologia* di M. Migne).

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Riforma della liturgia della Chiesa di Spagna
  2. Introduzione della recitazione del simbolo niceno durante la messa
  3. Conversione dei Goti
  4. Partecipazione al terzo Concilio di Toledo nel 589

Citazioni

  • Dell'istituzione delle vergini e del disprezzo del mondo Lettera a sua sorella Fiorentina
  • Discorso sulla conversione dei Goti Terzo Concilio di Toledo

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo