Nobile bretone divenuto monaco a Nantilly e poi abate, Albino fu eletto vescovo di Angers nel 529. Predicatore instancabile e protettore dei poveri, lottò contro i matrimoni incestuosi e riscattò numerosi schiavi. Celebre per i suoi miracoli, in particolare la liberazione di prigionieri, è uno dei grandi santi della Gallia merovingia.
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SANT'ALBINO, VESCOVO DI ANGERS
Origini e vocazione monastica
Nato in Bassa Bretagna da una famiglia nobile, Albino rinuncia al mondo per entrare nel monastero di Nantilly, dove si distingue per la sua umiltà e per un primo miracolo legato a una pioggia prodigiosa.
Questo degnissimo prelato francese nacque in Bassa Bretagna, nella diocesi di Vannes. Suo padre apparteneva a una delle più nobili casate della parrocchia di Languidic, a due leghe dalla città di Hennebont; anche sua madre proveniva da un'illustre famiglia. Sebbene la loro fulgida nobiltà fosse sostenuta da grandis simi beni, notre Saint Vescovo di Angers, compagno di viaggio di Lubino. il nostro Santo, ben lungi dal lasciarsi affascinare da questo vano splendore del mondo, si ritirò di buon'ora, cont ro il loro volere, nel monastero di N monastère de Nantilly, près de Saumur Monastero vicino a Saumur dove Albino fu monaco e poi abate. antilly, vicino a Saumur, per abbracciarvi la vita religiosa sotto la regola di Sant'Agostino; e, senza riguardo per la grandezza della sua stirpe, vi divenne il più umile e il più obbediente di tutti. Provava un piacere singolare nelle mansioni più umili e disprezzate, e mortificava la sua carne, per meglio sottometterla allo spirito, con veglie, astinenze, lunghe preghiere e altre mortificazioni. Dio mostrò, fin dal suo noviziato, quanto questa condotta gli fosse gradita, attraverso un favore che merita di essere segnalato.
Un giorno il suo abate lo inviò nel villaggio per recapitare un messaggio a un contadino. Mentre eseguiva l'ordine ricevuto, una pioggia così prodigiosa cadde sull'edificio in cui si trovava in compagnia di diverse altre persone, che ne perforò il tetto e lo squarciò da ogni parte, cosicché non si era meno bagnati che in aperta campagna; ma accadde questo prodigio: che tutti gli altri furono inzuppati, mentre Albino solo fu risparmiato; non cadde una sola goccia d'acqua sui suoi abiti; la pioggia, dice il suo storico, non osando toccarlo per rispetto all'ardore della fede che infiammava il suo cuore, così come il fuoco non poté toccare i tre fanciulli nella fornace di Babilonia.
Abbazia ed elezione episcopale
Divenuto abate a Nantilly, ristabilì la disciplina prima di essere eletto vescovo di Angers nel 529, sostenuto dai suoi pari tra cui san Melanio di Rennes.
La storia della sua vita non ci fornisce dettagli sui primi anni della sua professione e del suo sacerdozio; si è limitata a dirci che i rari esempi della sua virtù lo fecero eleggere abate di quel monastero all'età di venticinque anni, altri dicono trentacinque (504), e che si comportò in questo nuovo incarico con tanta prudenza che, unendo la severità alla dolcezza, ristabilì infine la disciplina regolare al punto più alto che si potesse desiderare per la gloria di quella santa casa. Il suo primo storico, san Fortunato, paragona la situazione del monastero sotto questo ammirevole maestro a un giardino delizioso abbellito dai fiori di primavera più soavi, più vari, più incantevoli.
Ma Dio, che non voleva che una luce così brillante rimanesse più a lungo in un chiostro, ordinò, per la sua Provvidenza, che dopo aver esercitato questo incarico per altri venticinque anni, fosse elevato, per i suoi meriti, a un grado più eminente per illuminare tutta la Chiesa. La città di Angers, dopo la morte di Adulfo, undicesimo vescovo noto di quella sede, chiese Albino per succedergl i. Eg Aubin Vescovo di Angers, compagno di viaggio di Lubino. li resistette dapprima fortemente alla sua elezione, scusandosi per la sua incapacità, che pretendeva essere molto grande; ma vedendo che era la volontà di Dio, accettò infine questo pesante incarico (529).
I vescovi della provincia che avevano potuto apprezzare il suo talento, il suo carattere e la sua virtù, applaudirono alla scelta del popolo e del clero angioino. Ma nessuno ne concepì più gioia di san Melanio, vescovo di Rennes. Que saint Melaine, évêque de Rennes Vescovo di Rennes, amico e compatriota di san Albino. sto pontefice fu, nel VI secolo, la luce della Gallia occidentale e uno dei più grandi prelati del suo tempo. Era amico, compatriota e forse parente di sant'Albino. È verosimile che fu lui a conferirgli la consacrazione episcopale; era accompagnato, in questa circostanza, da altri tre prelati ugualmente amici del nostro Santo: erano san Laudo di Coutances, san Vittore II di Le Mans e san Marco di Nantes. I santi amici si separarono dopo aver celebrato un'ultima volta i santi misteri in una cripta venerata da allora, e situata nella basilica così conosciuta più tardi sotto il nome di Notre-Dame de la Charité o di Ronceray. Di questi cinque vescovi, il primo a scendere nella tomba fu san Melanio. Avvertiti da un angelo, sant'Albino e i vescovi di Le Mans e di Nantes andarono ad assisterlo sul suo letto di morte e a celebrare le sue esequie.
Apostolato sociale e riscatto degli schiavi
Vescovo devoto, predica quotidianamente e si distingue per il riscatto dei cristiani caduti in schiavitù durante le invasioni barbariche.
Seguiamo ora sant'Albino, divenuto vescovo, nei laboriosi esercizi della vita privata.
Il frutto della grazia che operava in lui fu tale che la città di Angers apparve del tutto diversa da come era prima della sua promozione a questo vescovado; questo nuovo prelato non si accontentava di predicare nelle feste più solenni; non lasciava trascorrere un giorno senza istruire il suo popolo, sia in pubblico che in privato, tenendo per massima costante che l'anima non ha meno bisogno di un nutrimento quotidiano di quanto il corpo ne abbia del suo cibo ordinario.
Si prendeva una cura ammirevole dei poveri della sua diocesi; visitava i malati, consolava gli afflitti e sollevava con tutto il suo potere le vedove che sapeva essere gravate da un gran numero di figli.
Ma un'altra classe di sventurati fissò soprattutto la sua attenzione: furono gli sfortunati cristiani caduti in schiavitù in seguito alle invasioni dei barbari, e assai numerosi in quell'epoca. Sant'Albino impiegò, per riscattare quelli della sua diocesi, tutte le risorse che i beni della sua chiesa, i suoi risparmi personali e la liberalità delle anime pie poterono fornirgli. Restituì così alla libertà un gran numero di abitanti dell'Angiò. Sant'Albino precedette di undici secoli san Vincenzo de' Paoli in questo ammirevole apostolato.
Miracoli e conflitti reali
Si oppose al re Childeberto per proteggere la giovane Eteria e compì numerosi miracoli, tra cui resurrezioni e la liberazione soprannaturale di prigionieri.
Alla grazia della carità, il Beato univa quella dei miracoli. Citiamo innanzitutto un fatto che dipinge i costumi del VI secolo. Vi era nel villaggio di Douillé, vicino ad Angers, una giovane e nobile damigella, chiamata Eteria, la cui straordinaria bellezza aveva suscitato la conc upiscenza del roi Childebert Re dei Franchi che sostenne il santo. re Childeberto. Immediatamente, per suo ordine, fu catturata e tenuta sotto sorveglianza.
San Albino ne ebbe tanta pietà che si recò egli stesso alla prigione e la fece uscire con l'autorità che gli conferivano il suo ufficio e la reputazione della sua santità. Un soldato temerario volle opporsi e vomitò mille ingiurie contro di lui; ma egli non fece che soffiare sul volto di quell'insolente, il quale cadde stecchito ai suoi piedi.
Il principe, terrorizzato da questa manifestazione dell'ira di Dio, acconsentì ad abbandonare i suoi progetti riguardo ad Eteria e chiese solo un compenso in denaro. Il generoso prelato si fece carico di questo riscatto, troppo felice di contribuire così alla conservazione della virtù altrui.
Ma se un solo soffio di san Albino fu abbastanza potente in quell'occasione per togliere la vita a chi ne era indegno, la sua parola non fu in altre circostanze meno forte per ridarla a coloro che l'avevano perduta senza loro colpa; è ciò che accadde a un giovane fanciullo, chiamato Alabaude, del borgo di Géné, vicino a Segré, che egli resuscitò per la forza delle sue preghiere. In una parola, si sarebbe detto che il suo potere si estendesse fino al punto di far sussistere insieme la morte e la vita: poiché, essendo deceduto un suo servitore a Vannes in sua assenza, quando si volle portarlo a terra, il suo corpo, come se fosse stato animato, si tenne del tutto immobile, finché il santo prelato, giunto sul luogo e avendogli dato la sua benedizione, si lasciò trasportare molto agevolmente.
Non parliamo dei suoi altri prodigi e delle guarigioni miracolose che compì: rese la vista a cinque ciechi e l'uso degli arti a diversi paralitici, tra gli altri a una dama di Angers, chiamata Grata. Dio gli aveva dato un potere del tutto particolare per la liberazione dei prigionieri.
Diversi criminali, detenuti nella torre di Angers, pregarono il Santo di volersi adoperare presso il giudice per la loro liberazione; la sua carità glielo fece intraprendere di gran cuore; ma il giudice, incline alla severità, avendogli rifiutato questa grazia, il vescovo disse semplicemente che Dio non sarebbe stato così inesorabile e che bisognava rivolgersi a Lui. In effetti, avendo perseverato in preghiera fino a metà della notte, una grossa pietra si staccò da sola dalla muraglia e diede passaggio ai prigionieri; essi vennero immediatamente a trovare il Santo che pregava nella chiesa di San Maurilio e, prosternandosi ai suoi piedi, gli promisero di non tornare più ai loro antichi crimini. Ma non bisogna stupirsi che san Albino l'abbia avuta vinta su un uomo rivestito di un corpo, poiché il suo potere si estendeva persino sugli spiriti: poiché, essendosi il demonio collocato nell'occhio di una donna che possedeva, il che rendeva il suo volto mostruoso, tanto quell'occhio era gonfio, san Albino lo scongiurò per qualche tempo e, avendogli fatto divieto, nel nome di Gesù Cristo, di nuocere a quella serva di Dio, lo scacciò vergognosamente e la donna fu liberata.
Concilio di Orléans e rigore canonico
Egli influenza il terzo concilio di Orléans (540) e difende con intransigenza le leggi sul matrimonio contro le pressioni della nobiltà e del clero.
Queste fulgide virtù del nostro Santo, accompagnate e sostenute da tanti miracoli, portarono agevolmente il suo nome in tutte le parti del regno dei Franchi. I l re Childeberto, figlio primogenito del gra Le roi Childebert, fils aîné du grand Clovis Re dei Franchi che sostenne il santo. nde Clodoveo, nutriva una tale venerazione per questo illustre prelato che gli andò incontro quando giunse a Parigi; e il Santo, servendosi a proposito del credito di cui godeva presso il re, come di un talento prezioso che Dio gli metteva tra le mani, ottenne la convo cazione del terzo concilio troisième concile d'Orléans Concilio tenutosi nel 540 riguardante la disciplina ecclesiastica e la morale. di Orléans, dove, per sradicare gli abusi che si erano insinuati in Francia, furono stabiliti diversi punti di grande importanza: tra gli altri, che gli Ebrei che si facevano beffe delle cerimonie cristiane praticate dalla Chiesa durante la Settimana Santa, sarebbero stati rinchiusi nelle loro case dal Giovedì Santo fino al lunedì della festa dell'Agape; che i preti concubinari sarebbero stati scomunicati e, se avessero perseverato nella loro cattiva condotta, sarebbero stati degradati e rinchiusi in un monastero; che i matrimoni tra parenti sarebbero stati nulli e che coloro che li avessero contratti sarebbero stati colpiti da anatema.
San Albino si rese così zelante osservatore di tutti questi articoli, particolarmente dell'ultimo, che non aveva alcun riguardo né per la qualità delle persone, né per i danni che ne potevano derivare. E, poiché una volta alcuni vescovi, vigliaccamente compiacenti verso un signore che aveva contratto matrimonio con una sua parente, ed era caduto per questo sotto anatema, volevano costringere sant'Albino ad assolverlo e a inviargli delle eulogie (erano cose benedette che i vescovi inviavano un tempo, come segno di unione e benevolenza), questo generoso Prelato rispose loro con uno spirito colmo di zelo: «Volete costringermi a sottoscrivere questa assoluzione; ma Dio è abbastanza potente da sostenere la causa di cui voi rifiutate di prendere le difese». In effetti, questo scomunicato fu colpito da morte improvvisa prima di ricevere le eulogie.
Morte e posterità
Dopo un viaggio ad Arles per consultare san Cesario, muore verso la metà del VI secolo, lasciando l'immagine di un prelato rigoroso e caritatevole.
Tuttavia, il Santo, temendo di non aver mostrato abbastanza fermezza ed energia nei confronti dei vescovi suoi confratelli, si recò nella città di Arles per co nsultare san saint Césaire Abate di Lerino e poi vescovo di Arles, mentore di Siffredo. Cesario e sapere da lui cosa dovesse fare per espiare questa colpa di cui si riteneva colpevole. Non sappiamo quale consiglio ricevette dal santo arcivescovo; ma vediamo, in seguito, che il rimpianto e la tristezza, uniti alle fatiche di un viaggio di trecento leghe, lo portarono via da questa vita subito dopo il suo ritorno ad Angers, all'età di settant'anni, secondo il calcolo di Padre Alberto il Grande, di Morlay, nella sua Storia dei Santi di Bretagna. Altri gliene attribuiscono ottanta; ma questa diversità deriva solo dal fatto che alcuni lo fanno abate all'età di trentacinque anni e altri a venticinque. Aveva governato felicemente il suo vescovado per lo spazio di ventun anni e sei mesi, e morì il primo di marzo, verso la metà del VI secolo, lasciando dietro di sé un ricordo eterno delle sue virtù e un immenso rimpianto in tutto il suo popolo per aver perso un così buon padre e un così degno prelato.
Culto e reliquie
Il suo culto si diffonde in Europa, segnato da traslazioni di reliquie ad Angers e pellegrinaggi locali come quello di Moeslain.
## CULTO DI SANT'AUBIN. — PELLEGRINAGGIO DI MOESLAIN
Il suo corpo fu solennemente inumato in una cappella della chiesa di San Maurilio, suo predecessore sulla sede di Angers. Qualche tempo dopo, san Germano, vescovo di Parigi, trovandosi ad Angers con altri vescovi della provincia, decisero di trarlo da quel luogo e di trasportarlo in una chiesa appena eretta in suo onore. Ma, poiché si faceva molta fatica a riuscirvi, dato che il sepolcro era estremamente stretto, tre pietre staccatesi da sole ne facilitarono il mezzo: tutto risuonava delle lodi e degli inni che si cantavano al Creatore, che si mostrava ammirabile nei suoi Santi. Fu portato con un'allegrezza generale di tutta la città di Angers in questa nuova chiesa. Questa traslazione fu celebre per diversi miracoli che vi si compirono: tre paralitici furono perfettamente guariti, e due ciechi, avendo chiesto di essere posti all'ombra del corpo santo, vi ricevettero la piena fruizione della luce.
Questa prima traslazione ebbe luogo il 30 giugno 556: una festa fu istituita per ricordare questo memorabile evento. Poco dopo un monastero sorse vicino alla chiesa che possedeva i resti preziosi del santo vescovo: la chiesa e l'abbazia scambiarono il loro nome primitivo con quello di Sant'Aubin.
Pochi Santi hanno operato tanti miracoli durante la loro vita e dopo la loro morte. A metà del XII secolo, la città di Guérande, in Bretagna, fu liberata dall'invasione normanna per l'intercessione di sant'Aubin: fu proclamato solennemente il patrono principale della città bretone.
Si fecero nel corso dei secoli altre tre traslazioni del corpo di sant'Aubin, che tutte si celebravano in una maniera speciale. La chiesa anglicana fa ancora memoria della prima, il 17 giugno, nella sua liturgia eretica.
Vi sono alcune reliquie del santo vescovo di Angers a Louvencourt di Amiens, a Plessier-Rozainvillers e a Saint-Aubin-Rivière.
Sant'Aubin è stato uno di quegli uomini straordinari la cui influenza ha varcato i confini della provincia che è stata testimone della sua vita sfolgorante. Un gran numero di chiese facevano, prima della Rivoluzione, memoria di lui, almeno due volte l'anno, il 1° luglio e il 1° marzo. Il suo nome è stato conosciuto nell'universo e il suo culto diffuso in tutti i regni dell'Europa. La Francia, l'Italia, la Spagna, la Spagna, la Polonia stessa hanno onorato specialmente la sua memoria. Tutti i martirologi fanno menzione di lui, e il suo nome si trova iscritto nelle più antiche litanie conosciute. Sarebbe troppo lungo enumerare le parrocchie dei vari diocesi di Francia che sono ancora oggi sotto il titolo di Sant'Aubin: solo nell'Angiò, se ne contano più di venticinque.
Accordiamo tuttavia una menzione al pellegrinaggio di Sant'Aubin a Moeslain. Moeslain è un piccolo villaggio di poco pi ù di due Moeslain Villaggio dell'Alta Marna che possiede una reliquia e un pellegrinaggio. cento abitanti, situato a un chilometro da Saint-Dizier, nell'Alta Marna, sulla strada di Vassy. L'origine della devozione a sant'Aubin in questa località risale all'anno 1190, epoca in cui un vescovo di Châlons-sur-Marne, uscito dal monastero di Sant'Aubin d'Angers, fece dono alla parrocchia di Moeslain di un dito della mano del Santo. Questa reliquia è scampata ai disastri delle rivoluzioni, e tre volte l'anno, il 1° marzo, il lunedì di Pasqua e il lunedì di Pentecoste, numerosi pellegrini vanno a venerarla nel modesto santuario del villaggio. Non lontano dalla cappella di Sant'Aubin di Moeslain, si trova una fontana di acqua viva, oggetto della fiducia degli abitanti del luogo e anche degli stranieri: questa sorgente non si è mai prosciugata, nemmeno durante le più forti siccità.
Questa fontana di Sant'Aubin non è la sola che gli sia dedicata: ve n'è un'altra in un villaggio del dipartimento dell'Aisne che porta il nome del nostro Santo, ancora più rimarchevole per gli effetti che produce. Le madri di famiglia di quest'ultima parrocchia assicurano che, generalmente, i loro bambini malati provano un'agitazione straordinaria, preludio della loro guarigione, nel momento in cui si immergono le loro fasce nella fontana.
Si ammira nella cappella di Moeslain una statua di sant'Aubin che, al giudizio degli artisti, è un capolavoro: è in pietra e tutta di un blocco; la si attribuisce a Ligier Richier, l'autore rinomato della tomba di Saint-Niblet.
Ci sia permesso di offrire alla pietà dei numerosi devoti di sant'Aubin l'invocazione che serve da prefazio, il giorno della sua festa, in un messale manoscritto del X secolo conservato alla biblioteca di Angers:
« Dio eterno, liberaci dalle catene che tengono le nostre anime prigioniere; noi ve ne supplichiamo per Nostro Signore Gesù Cristo che ha dato alla sua Chiesa, nella persona del beato pontefice Aubin, un modello tanto compiuto quanto ammirevole. La Chiesa cattolica, diffusa su tutti i punti del globo, si glorifica e si rallegra delle opere eccellenti e della vita così degna di lodi di questo fedele servitore. La sua morte gloriosa e il suo ingresso trionfante nei cieli fanno oggi oggetto delle armonie divine dei nove cori degli spiriti beati.
« Permetteteci dunque di unirci a questi innumerevoli concerti e di elevare i nostri cuori fino a voi, o nostro Dio e nostra ricompensa per l'eternità! Amen ».
La sua vita è stata dapprima scritta da un santo sacerdote, Fortunato, che gli era estremamente devoto: essa si trova in Surins. San Gregorio di Tours, il venerabile Beda e Usuardo ne fanno anche un'onorevole memoria; il martirologio romano lo nomina al 1° giorno di marzo. A questo proposito, Baronio nota che sant'Aubin viveva al tempo di Childerico, re di Francia, e che assistette al terzo concilio di Orléans, celebrato l'anno 540 del nostro santo: e che allora l'abate Trillione si è sbagliato quando, parlando di sant'Aubin d'Angers, nel suo terzo libro degli Uomini illustri dell'Ordine di San Benedetto, lo pone all'anno 720. Lo stesso Baronio nota anche che vi è un altro sant'Aubin, molto più antico di questo, in onore del quale san Massimo, vescovo di Riez, in Provenza, fece costruire una chiesa, e che potrebbe ben essere sant'Aubin VIII, vescovo di Châlons, di cui si parla negli Atti di san Lupo, arcivescovo di Troyes. Vi è ancora un terzo sant'Aubin, arcivescovo di Lione, posteriore al nostro, e che è segnato nelle Tavole melesiasiche, al 17 settembre; — ve n'è un quarto. È Aubin o Albin d'Embrun, di cui diamo la vita oggi: ci sembra più probabile che sia in onore di sant'Albin d'Embrun che san Massimo fece erigere una chiesa.
Abbiamo consultato, per completare questa vita di sant'Aubin: Les Vies des saints Personnages de l'Anjou, di Dom Charmard, Parigi, 1863; — les Vies des Saints de Bretagne, di Dom Labineau, Parigi, 1876; — les Annales hagiologiques de France, t. VII; — Saint Aubin, di M. l'abbé Mazelin; — les Caractéristiques del Padre Cahier, senza parlare delle fonti comuni.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nel monastero di Nantilly contro il volere dei genitori
- Elezione ad abate all'età di 25 o 35 anni (504)
- Elezione alla sede episcopale di Angers nel 529
- Partecipazione al terzo concilio di Orléans nel 540
- Viaggio ad Arles per consultare san Cesario
- Morto all'età di 70 o 80 anni dopo 21 anni di episcopato
Miracoli
- Protezione da una pioggia torrenziale che risparmia solo i suoi abiti
- Morte improvvisa di un soldato insolente con un semplice soffio
- Resurrezione del bambino Alabaude a Géné
- Apertura miracolosa delle porte della prigione di Angers tramite la caduta di una pietra
- Guarigione della signora Grata e di numerosi ciechi
- Distacco spontaneo di pietre dal sepolcro durante la sua traslazione
Citazioni
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Dio è abbastanza potente da sostenere la causa di cui voi rifiutate di prendere le difese
Risposta ai vescovi compiacenti