Carlo il Buono, conte di Fiandra e figlio del re Canuto di Danimarca, fu assassinato da sudditi ribelli a Bruges. Le sue reliquie, conservate nella cattedrale di Bruges, furono oggetto di diverse traslazioni nel corso dei secoli. Sebbene il suo culto pubblico sia cessato, è onorato come beato e martire il 2 marzo.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 5
RELIQUIE, CULTO, ICONOGRAFIA.
Funerali e prime traslazioni
Dopo la presa della chiesa di San Donaziano da parte di Luigi il Grosso, il corpo intatto di Carlo viene esposto e poi trasferito a San Cristoforo per i suoi funerali.
Quando la chiesa di San Donaziano a Bruges, dove gli assassini di Carlo si erano rifugiati come in una fortezza, fu presa d'assalto da Luigi il Grosso, ci si affrettò a rendere alle reliquie del be ato Carlo gli onori bienheureux Charles Conte di Fiandra, martire della giustizia e protettore dei poveri. che fino ad allora erano mancati. Il 20 aprile, si procedette alla rimozione del corpo, che non era affatto decomposto, sebbene si trovasse lì da sette settimane. Secondo l'uso del paese, lo si cucì in una pelle di cervo e lo si espose su una piattaforma al centro del coro. Il 21, fu trasferito nella chiesa di San Cristoforo, dove la messa funebre fu cantata alla presenza del re Luigi il Grosso, dei baroni fia barons flamands Contea governata da Carlo il Buono. mminghi e del popolo.
La chiesa di San Donaziano fu riconciliata e purificata qualche giorno dopo da Simone, vesco Simon, évêque de Noyon Vescovo che ha purificato la chiesa di San Donaziano. vo di Noyon; il 25, vi fu riportato il corpo del beato Carlo.
Storia e conservazione delle reliquie
Le reliquie subiscono diverse traslazioni tra il 1606 e il 1827, finendo per essere depositate nella cattedrale di Bruges.
Filippo di Rodnan IV, vescovo di Bruges, effettuò la ricognizione del corpo nel 1606 e lo depose in un reliquiario che fu collocato sull'altare di Nostra Signora. Queste reliquie furono trasferite dapprima in una cappella consacrata al beato Carlo (19 gennaio 1782), poi nel tesoro del capitolo della cattedrale di Bruges. Si conservano oggi in una cappella di questa chiesa, dove si legge, vicino al reliquiario, questa iscrizione: Ossa sanctissimi principis Carol i Boni, S. Canuti regis Dan S. Canuti regis Danix filii Re di Danimarca e padre di Carlo il Buono. ix filii, Flandrix comitis XIII, nefandis S. Donatiani Basilicae vastatium feliciter substracta, Brugensium pietate erga optimum principem post annos 700 ab ejus morte non imminuta, nec imminuenda unquam, hic denuo recondita. 1827.
Si sostiene che l'ispezione delle ossa spieghi l'esagerazione dei cronisti fiamminghi che pretendevano che il beato Carlo avesse una statura di nove piedi.
Riconoscimento liturgico e miracoli
Sebbene il suo culto pubblico sia cessato, Carlo è riconosciuto come beato e martire in vari martirologi, e gli vengono attribuite guarigioni di lebbrosi.
Diverse lamentazioni furono composte, sia in fiammingo che in latino, poco tempo dopo la morte di Carlo: si possono vedere nei Bollandisti.
Il capitolo di Bruges, nel 1610, decise che, ogni anno, il 2 marzo, una messa solenne della Santissima Trinità sarebbe stata celebrata, nella cattedrale, in onore del beato Carlo il Buono.
I lebbrosi, per ottenere la loro guarigione, bevevano dal cranio del Beato.
Oggi non gli si rende più alcun culto pubblico.
Diversi martirologi qualificano Carlo il Buono come Santo e Martire. È iscritto al 2 marzo come Beato nei martirologi di Melanus, Gallasini, Canisius, Willotius, Greven, Du Saussay, ecc., e negli antichi Calendari spirituali della diocesi di Amiens.
Iconografia e attributi
Il beato è rappresentato con attributi regali, un leone di nero e talvolta un cane che simboleggia la sua fedeltà.
Si rappresenta ordinariamente Carlo il Buono massacrato dai suoi sudditi ribelli. Nella cattedrale di Bruges, un antico dipinto su legno lo rappresenta a figura intera. Da molto tempo non vi si vede più la sua statua. Appare al 2 marzo nelle incisioni di Sébastien Leclerc; nel tomo IV, f° 24, della Collection des Saints del Cabinet des estampes (Bibl. nat.), e nell'Iconographia sancta, donata da M. Guénébault alla biblioteca Mazarine (n° 4778). La sua immagine è stata incisa da Balthasar nelle Généalogies des forestiers et comtes de Flandres (pagina 79). Porta lo scettro e il mantello reale bordato d'ermellino. Un cane, che è al suo fianco, simboleggia la sua vigilanza e la sua fedeltà. Un manoscritto della Bibliothèque nationale, le Anciennes Chroniques de Flandres (n° 8308), contiene una miniatura che rappresenta l'assassinio di Carlo il Buono. Sui suoi sigilli, è raffigurato a cavallo, vestito di una cotta di maglia, tenendo con la mano sinistra uno scudo, e con la destra una spad a, con questa leggenda: Karolus, comes Flandrix Conte di Fiandra, martire della giustizia e protettore dei poveri. Karolus, comes Flandrix et filius regis Dacie. È il titolo che assumeva ordinariamente nelle sue carte. Carlo il Buono portava d'oro a un leone di nero lampassato e armato di rosso.
Reliquie materiali e fonti
Una piastrella macchiata di sangue è conservata al museo di Bruges; il racconto si basa principalmente sui lavori di M. Corblet.
Si conserva nel museo diocesano di Bruges una piastrella del pavimento della galleria dove questo principe fu assassinato, e sulla quale, si assicura, il suo sangue sarebbe schizzato.
Abbiamo tratto la quasi tota lità di qu M. Corblet Autore dell'Hagiographie d'Amiens e fonte principale del testo. esto racconto da M. Corblet, l'eminente autore dell'Hagiographie d'Amiens.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Assassinato da sudditi ribelli
- Esumazione del corpo il 20 aprile da parte di Luigi il Grosso
- Traslazione nella chiesa di San Cristoforo il 21 aprile
- Riconciliazione della chiesa di San Donaziano il 25 aprile
- Esumazione del corpo nel 1606 da parte di Philippe de Rodnan IV
- Traslazione delle reliquie nel 1782 e nel 1827
Miracoli
- Conservazione del corpo senza decomposizione per sette settimane
- Guarigione dei lebbrosi che bevevano dal suo cranio
Citazioni
-
Ossa sanctissimi principis Caroli Boni, S. Canuti regis Danix filii, Flandrix comitis XIII
Iscrizione del reliquiario (1827) -
Karolus, comes Flandrix et filius regis Dacie
Leggenda dei sigilli