4 marzo 3° secolo

San Lucio I

Papa

Papa e martire

Festa
4 marzo
Morte
4 mars 254 (martyre)
Categorie
papa , martire , confessore
Epoca
3° secolo

Originario della Toscana, Lucio I succedette a san Cornelio come papa nel 252. Dopo aver conosciuto l'esilio sotto l'imperatore Gallo, tornò a Roma dove proseguì il suo ministero pastorale e caritatevole durante un periodo di peste. Fu infine martirizzato per decapitazione nel 254 sotto l'imperatore Valeriano.

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Sezioni di lettura: 5

SAN LUCIO I, PAPA E MARTIRE

Vita 01 / 05

Origini e inizio del pontificato

Originario di Lucca in Toscana, Lucio succede a Cornelio ed esercita il suo pontificato tra il 252 e il 254 sotto i regni di Gallo e Valeriano.

Lucio Lucius 22º papa della Chiesa cattolica e martire. era toscano d'origine; nacque a Lucca e ebbe come padre Licino... Sedette dal consolato di Gallo e Volusiano (252) fino a quello di Valeriano III e Gallieno II (254). Dopo essere stato esiliato per la fede, Dio permise che ritornasse alla sua chiesa. Prescrisse con un decreto che due sacerdoti e tre diaconi accompagnassero ovunque il vescovo, per costituire presso la sua persona una sorta di corte ecclesiastica. Fu decapitato il 3 marzo 254, per ordine di Valeriano. Recandosi al luogo del supplizio, affidò il governo della chiesa a Stefano, suo arcidiacono. In due ordinazioni, nel mese di dicembre, impose le mani a quattro sacerdoti, quattro diaconi e tre vescovi, destinati a diverse chiese. Fu sepolto nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Dopo di lui la sede episcopale rimase vacante per trentacinque giorni.

È in questi termini che il *Liber Pontificalis*, o cronaca dei Papi, riassume gli atti del pontificato di san Lucio: entriamo in qualche dettaglio.

Lucio aveva già accompagnato nell'esilio il papa san Cornelio, suo predecessore. La sua promozione al trono pontificio non fece che designarlo più specificamente alla proscrizione del Cesare Gallo, la cui politica nei confronti dei cristiani colpiva di preferenza i pastori, per meglio raggiungere il gregge. San Lucio I fu dunque esiliato come lo era stato san Cornelio, e ricevette, nel luogo del suo bando, lettere di san Cipriano, vescovo di Cartagine, che si congratulava c on lui per la saint Cyprien Vescovo d'Africa in contrasto con Stefano sulla questione del battesimo. sua gloriosa confessione. Il luogo del suo secondo esilio ci è rimasto sconosciuto. Si sa che il tempo del suo primo bando era trascorso a Civitavecchia.

Contesto 02 / 05

Il flagello della peste e l'eroismo cristiano

Mentre la peste devasta l'Impero, i cristiani si distinguono per la loro carità verso i malati, nonostante le calunnie pagane che li accusano di propagare il male.

La peste bussava allora alle porte dell'Impero. Decio il Giovane, che aveva appena messo a morte san Cornelio, ne fu a Roma una delle prime vittime. Ma era soprattutto in Africa che il flagello infieriva con un'orribile intensità. Il coraggio dei fedeli vacillò un istante, di fronte a questo nuovo genere di pericolo. San Cipriano indirizzò allora al suo clero e al suo popolo, per risollevare gli animi abbattuti, il suo magnifico libro della *Mortalità*.

Il contrasto tra la condotta dei fedeli e quella degli idolatri, durante la durata del flagello, fu una delle prove più sorprendenti della divinità del Cristianesimo. I cristiani erano ovunque ci fosse bisogno di un soccorso: curavano gli appestati senza distinzione di famiglia o di culto.

Lungi dall'aprire gli occhi e dal benedire almeno questo eroismo, il mondo ufficiale romano approfittava dell'occasione per diffondere una calunnia nuova. Se

SAN LUCIO I, PAPA E MARTIRE.

i cristiani si mostravano ovunque, si diceva, era per propagare la peste: col pretesto di soccorrere la popolazione, la avvelenavano. Uno dei più ardenti tra questi infami denunciatori fu, in Africa, Demetriano, condiscepolo e rivale di scuola di san Cipriano. Questi, che lo chiamava un latratore, rispose fieramente ai suoi oltraggi e stigmatizzò la viltà cupida dei pagani di fronte al flagello. I pamphlet di Demetriano sono periti per sempre: la vittoriosa epistola che Cipriano gli scrisse in confutazione, rimarrà come un monumento eterno della degradazione dei pagani del III secolo, veri mostri con volto umano, che approfittarono di una calamità pubblica per arricchirsi e inebriarsi di lussuria o di vino sui cadaveri delle vittime.

Ciò che accadeva a Cartagine avveniva allo stesso modo in Asia, in Grecia, in Italia, nelle Gallie. È in quest'epoca che santa Regina fu martirizzata in Borgogna. È durante questa peste che san G regorio di Neocesarea conqui saint Grégoire de Néocésarée Fervente discepolo di Origene e autore del suo panegirico. stò e giustificò il suo glorioso soprannome di Taumaturgo. Percorse tutte le case invase dal flagello. Ovunque si presentasse, invocava il nome di Gesù Cristo e la peste fuggiva.

Vita 03 / 05

Ritorno dall'esilio e corrispondenza di san Cipriano

Dopo un esilio a Civitavecchia, Lucio rientra a Roma tra le acclamazioni e riceve una lettera di congratulazioni da san Cipriano di Cartagine.

Nonostante la peste, nonostante le invasioni dei Numidi al Sud e degli Sciti al Nord, Gallo, che allora regnava sul mondo, aveva una sola preoccupazione: quella di annientare i cristiani. Questo sogno, accarezzato da tanti altri prima e dopo di lui, non era così facile da realizzare come immaginava. Perì miseramente in un combattimento che dovette sostenere contro uno dei suoi capitani ribelli. Valeriano gli succedette.

Nel frattempo, il sovrano delle catacombe, il pontefice esiliato, san Lucio, approfittava di queste rivoluzioni politiche per rientrare tra le acclamazioni del popolo fedele nella sua cit Saint Cyprien Vescovo d'Africa in contrasto con Stefano sulla questione del battesimo. tà episcopale.

San Cipriano, informato di questo lieto evento, gli scrisse una lettera di congratulazioni, in accordo con gli altri vescovi d'Africa. Ecco un frammento di questa lettera: «Qualche tempo fa, fratello carissimo, vi scrivevamo per congratularci del duplice onore al quale la misericordia divina vi riservava chiamandovi a dirigere la Chiesa e a illustrarla al tempo stesso con la vostra gloriosa confessione. Oggi vi rivolgo di nuovo le mie congratulazioni, a voi, ai vostri compagni, a tutta la cristianità. Benedetto sia il Signore che vi ha riportato dall'esilio. Il pastore è reso al suo gregge, il pilota al timone, il capo al suo popolo. Sembra dunque che il vostro bando sia stato disposto dalla Provvidenza, non perché la Chiesa restasse vedova del suo vescovo, ma perché il vescovo tornasse alla sua Chiesa più grande e più onorato. Se i giorni di prova sono stati abbreviati per voi, l'autorità del vostro episcopato non ha fatto che accrescersi. Pontefice, salendo all'altare del nostro Dio, non avrete più bisogno di parole per confermare la fede del popolo; il vostro passato è abbastanza eloquente... E piacesse a Dio, fratello carissimo, che mi fosse dato, in questo momento, di mescolarmi alla folla pia che acclama il vostro ritorno! Che allegrezza tra tutti i fratelli! Quale immenso concorso di tutti i fedeli di Roma per ricevervi e abbracciarvi! Tutti gli occhi sono fissi su di voi. Tutti i cuori volano al vostro passaggio, tale è lo spettacolo che contemplo in spirito, e che mi fa pensare alle gioie inenarrabili di cui il secondo avvento di Gesù Cristo sarà il segnale. Come Giovanni il precursore annunciò la venuta di Cristo, così il Pontefice confessore che ci ritorna oggi, ci appare come il precursore del sovrano Giudice. — I miei colleghi, così come le cristianità delle nostre province, mi incaricano di trasmettervi tramite questa epistola i loro sentimenti di gioia e di fedele attaccamento. Nei nostri sacrifici e nelle nostre preghiere, non cessiamo di rendere grazie a Dio Padre e a Gesù Cristo suo figlio, Nostro Signore, chiedendogli di conservarvi e di accrescere ancora la gloria che avete acquisito con questa prima confessione del suo santo nome. Forse Dio non vi ha richiamato a Roma se non per dare al vostro futuro martirio un teatro più splendente...»

Martirio 04 / 05

Il martirio di san Lucio

Denunciato dai sacerdoti pagani e rifiutandosi di sacrificare agli idoli, Lucio viene decapitato il 4 marzo 254 dopo aver affidato la Chiesa al suo arcidiacono Stefano.

La predizione di san Cipriano doveva presto avverarsi. — San Lucio I, in pres Saint Lucius Ier 22º papa della Chiesa cattolica e martire. enza dei disastri causati dalla peste, moltiplicò gli sforzi della sua carità e inviò soccorsi a tutte le cristianità del mondo. Uno zelo così fulgido non poteva passare inosservato. Il popolo di Roma si abituava poco a poco a volgere le proprie speranze verso i vicari di Gesù Cristo come verso i suoi veri capi. Queste tendenze dovevano eccitare la gelosia pagana. I sacerdoti di Giove Capitolino, i senatori idolatri, la maggioranza ufficiale, i satelliti del potere, in una parola, organizzarono una vera e propria sommossa contro san Lucio. Trascinato davanti ai tribunali e intimato di sacrificare agli dei dell'Impero, il Papa rispose con un generoso rifiuto. Immediatamente la popolaglia prezzolata, che riempiva il pretorio, esplose in ingiurie e vociferazioni. Si precipitarono sul venerabile Pontefice; lo trascinarono colmandolo di oltraggi. Lucio si lasciò condurre come un agnello docile e, dopo aver subito numerose torture, ebbe la testa troncata dal gladio del carnefice il 4 marzo dell'anno 254.

Culto 05 / 05

Posterità, reliquie e culto in Danimarca

Le sue reliquie furono trasferite da Pasquale I nell'822, poi riscoperte nel 1599. Divenne inoltre un importante santo patrono in Danimarca.

Di san Lucio I ci restano alcuni decreti raccolti da Graziano. Si trovano nel tomo I dei concili e tutti, come san Cipriano, che amava particolarmente la Santa Sede e lo scrisse a papa Stefano, sono degni di venerazione e di rispetto.

Il papa Pasquale I esumò il suo corpo, insieme a quelli di sant'Urbano, papa, di santa Cecilia, di san Valeriano, di san Tiburzio e di san Massimo: li trasportò dal cimitero in città nell'anno 822 e li pose sotto l'altare di santa Cecilia, dove rimasero sepolti per quasi otto secoli, finché, nel 1599, furono nuovamente scoperti sotto il pontificato di Clemente VIII, per cura del cardinale Sfondrati, titolare di Santa Cecilia. Furono esposti, dal 20 ottobre, alla venerazione pubblica per un mese intero, poi racchiusi in nuove teche e ricollocati solennemente il giorno della festa di santa Cecilia, il 22 novembre.

San Lucio è onorato come patrono a Copenaghen, a Roskilde e in Selandia in Danimarca.

La prima traslazione di san Lucio da parte di papa Pasquale I coincide esatta mente co Danemark Territorio di missione per l'evangelizzazione. n la partenza della prima missione che, sotto la guida di sant'Anscario di Corbie, andò a evangelizzare la Danimarca. Diverse chiese di questo regno hanno avuto come patrono san Lucio. La ragione di ciò è certamente che il Papa avrà donato reliquie del suo santo predecessore ai missionari del Nord. Del resto, è certo che la chiesa di Roskilde abbia posseduto un tempo il capo di san Lucio, donato da papa Gregorio VII. Ma il tempio dalle grandi torri, dalle splendide navate, è vuoto da tempo; non più tombe, non più reliquie, non più canti, non più fedeli. Il freddo della morte, ecco ciò che ha sostituito il culto del Dio vivente e dei suoi santi.

— San Lucio, prega per la Danimarca!

Una sua reliquia è conservata presso il Carmelo di Amiens.

Diverse storie della Chiesa e Storia della Chiesa cattolica in Danimarca, dell'abate G. J. Karup.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.

Annessi ed entità collegate

Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

Eventi principali

  1. Elezione al pontificato nel 252
  2. Esilio a Civitavecchia sotto l'imperatore Gallo
  3. Ritorno dall'esilio a Roma sotto Valeriano
  4. Decreto sull'accompagnamento del vescovo da parte di presbiteri e diaconi
  5. Martirio per decapitazione il 4 marzo 254

Citazioni

  • Il pastore è restituito al suo gregge, il pilota al timone, il capo al suo popolo. Lettera di San Cipriano

Entità importanti

Classificate per pertinenza nel testo