Nato in Borgogna, Sant'Attala fu discepolo di San Colombano a Luxeuil e poi a Bobbio, di cui divenne il secondo abate nel 615. Mantenne con fermezza la disciplina monastica di fronte alle rivolte, combatté l'arianesimo in Italia e compì diversi miracoli, tra cui la guarigione di un arto reciso. Morì santamente nel 627 dopo aver avuto la visione del cielo aperto.
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SANT'ATTALA, ABATE DI BOBBIO
Giovinezza e formazione
Nato in Borgogna da una famiglia nobile, Attala viene affidato al vescovo di Gap per la sua educazione prima di scegliere la vita monastica a Lerino.
San Attala, Saint Attale Secondo abate di Bobbio e discepolo di san Colombano. secondo abate di Bobbio, in Lombardia, nacque in Borgogna Bourgogne Regione in cui il santo è deceduto. da genitori assai illustri per la loro pietà e per la loro nobiltà. Suo padre, notando che Attala aveva molte disposizioni per le lettere, lo pose sotto la guida di Arigio , vesco Arigius Vescovo incaricato dell'educazione di Attala. vo di Gap, affinché apprendesse allo stesso tempo la virtù e le scienze. Ma Attala, vedendo che profittava poco nel palazzo episcopale e aspirando a una più alta perfezione, risolse segretamente di abbracciare la vita monastica e si ritirò nel monastero di Lerino.
Compagno di san Colombano
Deluso dal rilassamento di Lerino, raggiunge san Colombano a Luxeuil, poi lo segue in esilio in Lombardia dove fondano il monastero di Bobbio.
Vi visse per qualche tempo con meravigliosa purezza; ma, vedendo che i religiosi di quella casa si allentavano dai rigori della loro regola, credette di dover cercare un altro luogo di rifugio per ritirarvisi. Lasciò dunque Lerino e andò a trovare san Colombano, che aveva fondato da poco il monastero di Luxeuil, per esservi ricevuto nel numero dei suoi religiosi. Questo santo personaggio, notando in Attala un'inclinazione tutta portata alla virtù, fu felice di averlo e si rese molto premuroso per il suo progresso spirituale. Lo condusse anche con sé in Lombardia quando fu esiliato dalla Francia da Teodorico. Il nostro Santo fece progressi così grandi sotto la disciplina di un così buon maestro che, dopo la morte di san Colombano, fu giudicato degno di gove rnare il celebre mo monastère de Bobbio Abbazia fondata da Colombano nell'Appennino, centro di scienza e ortodossia. nastero di Bobbio, che lo stesso Santo aveva fondato durante il suo esilio con l'aiuto di Agilulfo, re dei Longobardi.
Conflitti interni a Bobbio
Divenuto abate, Attala affronta una ribellione di monaci che rifiutavano la severità della regola; la giustizia divina colpisce i ribelli, mentre i pentiti vengono perdonati.
Ma Attala non incontrò poche difficoltà quando volle mantenere i religiosi nella stretta osservanza della loro regola; alcuni di loro mormorarono apertamente contro di lui, lamentandosi della severità della sua condotta e della pesantezza del giogo che imponeva loro. Invano fece il possibile per ricondurli al dovere, impiegando la dolcezza con tutti i segni di un amore veramente paterno; invano mostrò loro che i santi Padri avevano tutti camminato per la via della mortificazione e del disprezzo delle cose di questa vita presente, non poté mai ottenere nulla da loro. Molti scossero interamente il giogo dell'obbedienza e, con il pretesto di condurre una vita solitaria, uscirono dal monastero per essere in libertà, caricando quel santo abate di un'infinità di calunnie e imposture; ma la giustizia divina non lasciò a lungo impuniti quei ribelli.
In effetti, poco tempo dopo, il principale autore di questo disordine e colui che parlava di quell'eccellente superiore con la maggiore impudenza, fu colto da una febbre così violenta che riconobbe presto che si trattava di un colpo della mano di Dio che lo puniva per il suo peccato; per questo chiese, con grandi grida, che gli fosse permesso di parlare al santo Abate e di chiedergli perdono: ma il mezzo gli fu tolto da una morte precipitosa. Alcuni dei suoi compagni, toccati dal pentimento alla vista di un così terribile castigo, andarono a gettarsi ai piedi di colui che avevano offeso e lo supplicarono di perdonare la loro temerarietà. Attala concesse loro la grazia con grande generosità, accogliendoli come pecore salvate dalle fauci del lupo; li ristabilì ciascuno nel proprio ordine. Quanto agli altri che, per vergogna o per ostinazione, non vollero tornare al monastero, dove avrebbero dovuto ottenere la remissione del loro crimine, finirono la loro vita miseramente e con segni visibili della giustizia divina: uno fu ucciso da un colpo di spada e altri due annegarono.
Miracoli e testimonianze
Il santo compì diversi miracoli, tra cui la calma di un fiume e la guarigione di un arto reciso, fatti attestati dallo storico Giona.
In seguito a queste punizioni così esemplari, Dio autorizzò la condotta del suo servo attraverso diverse azioni miracolose, che lo resero sempre più ragguardevole. Il mulino del monastero era in grave pericolo di essere trascinato via da uno straripamento del fiume di Bobbio, che ha dato il nome a questa abbazia; egli vi inviò il diacono Sinoaldo e, mettendogli in mano il suo pastorale, lo incaricò di fare il segno della croce e di ordinare alle acque di prendere un altro corso. Sinoaldo vi andò e trovò più obbedienza in quell'elemento di quanto il santo uomo ne avesse trovata nello spirito dei suoi cattivi religiosi. Egli arrestò le onde e tornò subito a raccontare questo prodigio al santo Abate, che gli proibì di parlarne durante la sua vita. Un religioso, che lavorava la terra a mezza lega dal monastero, essendosi tagliato il pollice della mano sinistra, ricorse al santo Abate per essere guarito. Il Santo lo rimandò a cercare il pollice che aveva lasciato sul posto; e, strofinandolo con la saliva, lo riattaccò così perfettamente che si sarebbe detto che non fosse mai stato tagliato. Restituì anche la salute a un bambino abb L'historien Jonas Monaco e biografo di san Bertulfo. andonato dai medici. Lo storico Giona, che racconta questi fatti, ne fu testimone oculare.
Virtù e carattere
Ritratto morale di Attala, descritto come un modello di dolcezza, saggezza e carità universale, che unisce umiltà e coraggio.
Sebbene il nostro Santo facesse tutto il possibile per nascondere la sua santità, la sua umiltà, tuttavia, non poté impedire che fosse considerato la meraviglia del suo secolo. Egli aveva una grande dolcezza verso i suoi inferiori, una moderazione e un'onestà estreme nei confronti dei suoi pari, una saggezza ammirevole nel ricompensare i meriti, una sovrana condiscendenza nell'istruire gli ignoranti e nel sollevare e sostenere i deboli, una prudenza e un talento particolari nel comporre le divergenze, un coraggio inflessibile nell'opporsi ai superbi e nel combattere i nemici della verità, un'intelligenza consumata per ogni sorta di affari e una carità universale per tutti coloro che dipendevano da lui o che trattavano con lui. La sua pazienza non si stancava mai nelle avversità e il suo cuore non si gonfiava né si elevava mai nelle prosperità; in una parola, era un eccellente modello, in cui tutte le virtù cristiane e morali apparivano con splendore.
Lotta contro l'eresia e il paganesimo
Attala si oppose vigorosamente all'arianesimo sostenuto dal re Arioaldo e inviò monaci a evangelizzare le popolazioni pagane di Tortona.
Come san Colombano, suo predecessore, Attala combatté con vigore l'arianesimo che infettava ancora l'Italia, soprattutto il Milanese. Per qu esto Ari Ariowald Re dei Longobardi, di confessione ariana. oaldo, re dei Longobardi, che professava tale eresia, odiava molto il nostro Santo e i suoi monaci. Un giorno, poiché uno di loro passò senza salutarlo, dato che, a quell'epoca, si seguiva spesso alla lettera il precetto di san Giovanni: «Non salutate nemmeno colui che è scomunicato», il re ordinò a uno dei suoi uomini di attenderlo sulla strada che doveva percorrere durante la notte e di ucciderlo. Quest'ordine fu eseguito. Ma Dio risuscitò il morto e l'assassino, posseduto dal demonio, soffrì orribili dolori; solo Attala poté liberarlo. Un altro religioso, che il santo Abate aveva incaricato di distruggere i resti del paganes Tortone Luogo di missione contro il paganesimo. imo a Tortona, fu catturato dagli abitanti, che lo gettarono in acqua e vi ammassarono sopra enormi pietre. Per un effetto della potenza divina, il Martire uscì dall'acqua sano e salvo, mentre la maggior parte dei persecutori morì di morte violenta.
Morte e posterità
Dopo una visione celeste, Attala muore nel 627 e viene sepolto a Bobbio accanto a san Colombano e san Bertulfo.
Cinquanta giorni prima della sua morte, Attala ebbe avviso, per rivelazione, di tenersi pronto per un grande viaggio; e non comprendendo se, in effetti, Dio lo destinasse a qualche terra straniera, o se la morte dovesse porre fine al suo pellegrinaggio in questo mondo, mise tutto in ordine nel suo monastero, fece tutti i preparativi necessari per intraprendere un lungo cammino e si sarebbe messo in viaggio se fosse stata la volontà di Dio. Ma sentendosi colto dalla febbre verso la fine del termine stabilito, comprese che quel viaggio riguardava l'eternità. Infine, conoscendo, dal raddoppiarsi degli accessi, che la sua ultima ora era vicina, si fece portare alla porta della sua cella, dove c'era una croce che toccava sempre entrando e uscendo, prima di fare su di sé quel segno di salvezza; la salutò amorevolmente e con tutti gli affetti della sua anima, poi, versando torrenti di lacrime, pregò umilmente la divina Bontà di perdonargli tutte le sue colpe passate e di non escluderlo dal suo paradiso. In seguito, congedò gli assistenti e chiese di essere lasciato solo per qualche tempo; tutta saint Blimond Abate di Saint-Valery, presente alla morte di Attala. via, san Blimondo, quell'illustre abate di Saint-Valery, di cui abbiamo dato la vita il terzo giorno di gennaio, rimase segretamente accanto a lui, per soccorrerlo in caso di bisogno. San Attala, credendosi solo, diede al suo cuore un'intera libertà di esprimere i suoi sentimenti. Implorò con lacrime la divina misericordia e la scongiurò di guardarlo con occhio di pietà. In mezzo ai suoi sospiri, alzando gli occhi al cielo, lo vide aperto e lo contemplò per lo spazio di diverse ore; dopo di che, avendo fatto chiamare i suoi religiosi, li pregò di riportarlo nella sua cella. Il giorno seguente, li fece tutti riunire, rivolse loro un'esortazione pressante alla perseveranza, disse loro diverse cose per consolarli; e infine, avendo dato loro la sua ultima benedizione, rese l'anima a colui che l'aveva creato, il 10 marzo 627. Fu sepolto nel monastero di Bobbio, accanto al suo illustre maestro Colombano. Più tardi, fu deposto nello stesso sepolcro il co saint Bertulfe Successore di Attala a Bobbio, sepolto con lui. rpo di san Bertulfo, e i tre Santi condivisero da allora i medesimi onori.
Fonti agiografiche
La vita del santo fu redatta dal suo discepolo Giona e tramandata da Beda il Venerabile e Surio.
Giona, che fu suo discepolo dopo esserlo stato di san Colombano, scrisse la sua vita, così come si trova nel terzo tomo del venerabile Beda, da cui Surio l'ha raccolta. I due continuatori di Britannien la riportano nel secondo tomo di questo mese, dopo averla collazionata su quattro antichi manoscritti.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione sotto il vescovo Arigio a Gap
- Ingresso nel monastero di Lerino
- Raggiunge san Colombano a Luxeuil
- Esilio in Lombardia con san Colombano
- Elezione a secondo abate di Bobbio
- Lotta contro l'arianesimo e il paganesimo
- Morte avvenuta dopo una rivelazione ricevuta cinquanta giorni prima
Miracoli
- Deviazione del corso del fiume di Bobbio tramite il segno della croce
- Riattaccamento di un pollice tagliato con la saliva
- Guarigione di un bambino dato per spacciato dai medici
- Liberazione di un ossesso (l'assassino di un monaco)
- Protezione divina di un monaco gettato in acqua a Tortona
Citazioni
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Non salutate nemmeno colui che è scomunicato
Riferimento a San Giovanni citato nel testo