Figlia di un senatore di Costantinopoli, Eufrasia si consacra a Dio fin dall'infanzia in un monastero della Tebaide in Egitto. Rifiuta un matrimonio imperiale per condurre una vita di austerità estreme, trionfando sulle persecuzioni del demonio e compiendo miracoli. Muore all'età di trent'anni, lasciando un esempio di santità celebrato sia dai Greci che dalla Chiesa romana.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 6
SANTA EUFRASIA O EUPRASSIA, VERGINE
NELLA TEBAIDE
Origini e voti parentali
Eufrasia nasce a Costantinopoli da un senatore alleato dell'imperatore Teodosio; i suoi genitori decidono di vivere in continenza dopo la sua nascita.
Eufrasia, Euphrasie Vergine e religiosa in Egitto, figlia di un senatore di Costantinopoli. di cui qui riportiamo la vita, ebbe per padre un senatore di Costantinopoli chiama to Antig Antigone Senatore di Costantinopoli e padre di santa Eufrasia. ono, e per madre una donna nobile di nome Eufrasia. Antigono era alleato dell'imper atore Teodosio il Théodose le Jeune Imperatore bizantino associato alla traslazione delle reliquie. Giovane, ed era uno dei più impegnati negli affari pubblici e tra i più capaci nel gestirli; Eufrasia, sua sposa, non gli era da meno né in nobiltà né in virtù. Entrambi erano molto devoti alla religione e al servizio di Dio, e adempivano degnamente a tutti gli incarichi affidati alla loro prudenza. Qualche tempo dopo il loro matrimonio, ricevettero dalla mano di Dio una figlia, che fu chiamata Eufrasia come sua madre. Si accontentarono di questa figlia: Antigono, fortemente persuaso della vanità di questa vita, propose alla moglie di trascorrere il resto dei loro giorni in perpetua continenza, poiché era piaciuto a Dio di donare loro una figlia, erede della loro casa.
Eufrasia, benedicendo Dio nel suo cuore per aver fatto nascere questo buon desiderio nell'animo di suo marito, gli testimoniò che non desiderava altro, sapendo bene, secondo le parole di san Paolo: «Il tempo è breve, e coloro che sono sposati devono vivere come se non lo fossero, perché l'ombra e la figura di questo mondo passano in un momento». Lo pregò poi di distribuire una parte dei suoi beni ai poveri, affinché li portassero per loro in cielo, dove avrebbero fruttato al centuplo. Antigono lo fece di buon cuore, ed entrambi, da quel momento, non essendo più uniti che dal solo vincolo della carità, applicarono il loro spirito unicamente a servire perfettamente Gesù Cristo; ma Antigono non visse a lungo in questo santo esercizio: morì dopo un anno e lasciò, con la sua morte, la capitale dell'impero piena di rimpianti, così come del buon profumo delle sue virtù. La sua vedova, nella sua afflizione, ricorse all'imperatore, si gettò ai suoi piedi e lo supplicò di trattare la piccola Eufrasia come sua figlia, poiché aveva l'onore di appartenergli. Teodosio glielo promise e, a prova della sua buona volontà, la fece fidanzare con uno dei principali senatori, quando aveva ancora solo cinque anni.
Ritiro in Egitto e vocazione
Divenuta vedova, la madre di Eufrasia si ritira in Egitto per sfuggire a un pretendente e si stabilisce vicino a un monastero austero dove la figlia di sette anni sceglie di restare.
Il contratto fu stipulato e gli anelli donati, ma le nozze furono differite fino a quando non fosse stata in età. Mentre la giovane vedova non pensava che a fissare la sorte della sua bambina, si vide ricercata lei stessa da un altro senatore; egli impiegò tutti i mezzi che gli vennero in mente, fino a interporre l'autorità dell'imperatrice, affinché persuadesse Eufrasia. Tuttavia la sua insistenza servì a ben poco, poiché la virtuosa vedova non volle affatto ascoltarlo: per questo motivo, temendo di esserne sempre importunata, si ritirò con la figlia e la sua famiglia in Egi Égypte Luogo in cui avviene il leggendario incontro tra Disma e la Sacra Famiglia. tto, dove possedeva grandi beni. Non soggiornava a lungo in un medesimo luogo, ma andava di città in città, per lasciare ovunque segni della sua carità, attraverso le grandi elemosine che faceva ai poveri. Visitò la bassa Tebaide, e fu pe r lei un'ineff basse Thébaïde Regione dell'Egitto visitata da Eufrosina, celebre per i suoi eremiti. abile consolazione vedere i santi eremiti che vi dimoravano. Infine, fissò la sua dimora proprio vicino a un monastero di centotrenta religiose, la cui vita era così austera che alcune mangiavano solo una volta al giorno, verso il tramonto, un po' di pane e verdure; altre mangiavano solo un giorno sì e uno no, e altre ogni tre giorni, per non dire altro delle loro ulteriori mortificazioni e penitenze.
La madre di Eufrasia, toccata da questi esempi di virtù, volle donare una grande somma di denaro a quella santa casa, per avere parte alle preghiere che vi si facevano; ma l'abbadessa rifiutò quell'elemosina, dicendo che le sue religiose non ne avevano bisogno, poiché avevano rinunciato ai beni del secolo per godere dei beni eterni, e accettò soltanto cera, olio e incenso, per servire alla chiesa. La santa vedova visitava spesso quel monastero con la figlia, che aveva ancora solo sette anni, e l'abbadessa prendeva piacere a intrattenere quell'innocente Vergine sulle dolcezze che provavano coloro che erano consacrate a Dio, e quanto sia una cosa deliziosa donarsi completamente a Lui, disprezzando le vane grandezze della terra. La piccola Eufrasia fu vivamente toccata da questi discorsi; giunta la sera, mentre sua madre voleva ritirarsi nel suo alloggio e portarla con sé, le disse che non voleva uscire dal monastero. L'abbadessa le rispose che nessuno poteva dimorarvi senza essere consacrato a Gesù Cristo con un voto perpetuo. Allora la santa fanciulla, avvicinandosi a un crocifisso che era lì presente, lo abbracciò con molta tenerezza e, baciandolo amorosamente, esclamò: «Non sia questo un ostacolo; mi offro a Gesù Cristo con un voto perpetuo per essere religiosa di questo convento». Pronunciò queste parole con grande fervore; invano la superiora cercò di spaventarla con le austerità della casa, non poté mai scalfire il suo coraggio, né obbligarla a tornare con sua madre. Quest'ultima, lungi dall'opporsi alla risoluzione della figlia, pregò Dio di accordarle la costanza. La lasciò dunque tra le mani dell'abbadessa e se ne tornò con gli occhi bagnati di lacrime. Continuò a condurre la santa vita che aveva iniziato, percorrendo tutti i luoghi dove sapeva che vi erano poveri e infelici, per assisterli nei loro bisogni. Tuttavia l'abbadessa ebbe rivelazione che questa eccellente donna non doveva vivere a lungo: la avvertì, affinché si disponesse alla morte. La santa vedova non fu affatto stupita di questa notizia, poiché chiedeva ogni giorno a Dio di volerla ritirare dal mondo; dopo avergli dunque reso grazie, fece venire sua figlia, la esortò alla perseveranza e, avendole lasciato tutte le sue ricchezze affinché le impiegasse in opere di pietà, rese l'anima a Dio dopo tre giorni e fu inumata in quello stesso monastero.
Rinuncia definitiva al mondo
Eufrasia rifiuta di tornare a Costantinopoli per sposare il senatore a cui era promessa, preferendo consacrare la sua vita e i suoi beni a Dio e ai poveri.
L'imperatore, informato di questa morte e di quanto era accaduto, scrisse alla giovane Eufrasia, su sollecitazione del senatore a cui era stata promessa; le ordinò, poiché era in età da marito, di venire a Costantinopoli per celebrare le sue nozze. Eufrasia rispose che lo rendeva giudice lui stesso, se fosse ragionevole che abbandonasse il suo sposo Gesù Cristo, che era un Dio immortale, per sposare un uomo, destinato a essere pasto dei vermi; quanto a lei, era risoluta a morire mille volte piuttosto che abbandonare lo stato religioso che aveva abbracciato; chiedeva inoltre che i suoi beni fossero distribuiti ai poveri, i suoi schiavi messi in libertà e i suoi affittuari sollevati da ciò che potevano dovere dalla morte di suo padre, affinché, essendo interamente liberata dalle cure della terra, non pensasse più che a servire Gesù Cristo, al quale si era interamente consacrata. L'imperatore ricevette questa lettera e la fece leggere alla presenza di tutta la corte; e, approvando il comportamento di Eufrasia, compì fedelmente tutto ciò che ella gli chiedeva.
Vita ascetica e prove
La giovane religiosa si dedica a digiuni estremi e ai compiti più umili, subendo la gelosia della sorella Germana e gli attacchi fisici del demonio.
Questa giovane religiosa, vedendosi così libera dagli impacci del secolo, intraprese a lavorare per la propria perfezione con un coraggio degno di una sposa di Gesù Cristo. Non appena ebbe raggiunto il suo dodicesimo anno, iniziò a praticare i digiuni del monastero e a mangiare solo una volta al giorno; e, qualche tempo dopo, rimase fino a due o tre giorni senza prendere cibo. Spazzava il convento, rifaceva i letti delle altre sorelle, attingeva acqua per la cucina, si esercitava nei più vili ministeri della casa e adempiva a tutte queste cose con una gioia incredibile. Lo spirito delle tenebre, prevedendo i frutti che il suo fervore avrebbe prodotto, le mosse dapprima crudelmente guerra con forti tentazioni interiori; ma ella le superò, raddoppiando i suoi digiuni e le sue austerità e dichiarando le sue pene alla sua superiora, mezzo efficace per trionfare su tutti gli artifici del demonio. L'abbadessa, per metterla alla prova, le ordinava talvolta di trasportare grosse pietre da un luogo all'altro, per poi riportarle al loro posto originario, e la nostra Santa eseguiva ciò con la stessa puntualità come se ne avesse visto l'utilità. Le faceva anche preparare il pane del convento; la nostra Santa obbediva con piacere, senza curarsi della sua nobiltà e della sua nascita.
Il demonio, fuori di sé per il dispetto di vedere con quanta facilità Eufrasia ricevesse il comando della sua superiora e compisse tutto ciò che riguardava l'osservanza, non la lasciava in pace: le sferrava nuovi assalti, tormentandola con rappresentazioni malvagie, che eccitava nella sua immaginazione, e con sogni importuni e fantasmi pericolosi; ma la santa fanciulla, conoscendo che ciò proveniva dallo spirito maligno, non se ne preoccupava affatto; al contrario, volendo mortificare sempre più i suoi sensi esteriori con digiuni più lunghi di quelli ordinari, chiese il permesso di digiunare una settimana senza mangiare nulla, austerità che nessuna religiosa era ancora riuscita a praticare, eccetto l'abbadessa, che era molto zelante e fervente. Questa santa superiora, vedendo il coraggio di Eufrasia, le permise di fare in ciò ciò che voleva; così che ella rimase sette giorni senza mangiare. Vi era, nel monastero, una religiosa di umili origini chiamata Germana, fi glia di Germaine Religiosa gelosa di Eufrasia nel monastero. uno schiavo; invece di ammirare i favori e le grazie che Eufrasia riceveva dalla bontà di Dio, e di lavorare per imitare le sue virtù, concepì una tale gelosia per il fatto che avesse digiunato tutta la settimana senza prendere nulla, che interpretando in modo malevolo questa azione miracolosa, le disse, con tono di rimprovero, che non era che ambizione e ipocrisia per diventare abbadessa dopo la morte dell'altra; ma che sperava che Dio non lo avrebbe mai permesso. Eufrasia, invece di adirarsi per queste parole amare, ne approfittò come di un'occasione di virtù; e, gettandosi ai piedi di Germana, le chiese perdono, confessando di essere peccatrice, e fece il possibile per addolcire l'asprezza del suo cuore con parole piene di carità; ma fu inutilmente. L'abbadessa, saputo ciò che era accaduto, riprese severamente quella religiosa che aveva così oltraggiato la Santa e, per sua penitenza, le ordinò di rimanere separata dalla comunità. Eufrasia, ben lungi dal rallegrarsi di questa giustizia che le veniva fatta, non cessò di scongiurare l'abbadessa di perdonare Germana, e impiegò per questo il credito delle anziane, finché non ottenne infine ciò che chiedeva.
Il demonio, vinto dal lato dell'anima, risolse di attaccare il corpo, per togliere la vita alla nostra Santa o renderla incapace di adempiere ai suoi doveri. La prese un giorno mentre attingeva acqua al pozzo e la gettò dentro; vi sarebbe annegata, se il suo angelo custode non l'avesse trattenuta sopra l'acqua finché le religiose, che avevano udito la sua voce, vi accorsero e la trassero fuori. Allora ella disse al demonio sorridendo: «Io prego Nostro Signore Gesù Cristo, o Satana! che tu non trionfi su di me». Un'altra volta, mentre tagliava della legna, si diede un colpo così forte di falcetto sul piede, che il dolore la fece cadere in deliquio. Le religiose vennero prontamente in suo soccorso per portarla nel monastero; ma, essendo tornata in sé, terminò il suo lavoro nonostante la ferita, e si caricò dei pezzi di legna che aveva tagliato, per paura che il suo nemico si vantasse di averla fatta desistere. Un'altra volta, la precipitò dall'alto di un terzo piano; ma ella si rialzò sana e senza ferite. Mentre cuoceva delle verdure per il convento, lo spirito maligno rovesciò su di lei la caldaia di acqua bollente: le sorelle pensavano che fosse tutta bruciata, ma ella protestò di non aver sentito che acqua fredda.
Miracoli e guarigioni
Eufrasia manifesta la sua santità attraverso la guarigione di un bambino paralitico e la liberazione di una donna posseduta, trionfando sui demoni.
Lo Sposo celeste permetteva che il demonio mettesse così alla prova la persona della sua amata, al fine di renderla più illustre e di farci conoscere che il demonio non può nulla contro coloro che sono soccorsi e fortificati dalla sua mano onnipotente. Egli fece ancora apparire la santità di Eufrasia attraverso numerosi miracoli. Si racconta, tra gli altri, che guarì un bambino di otto anni, che era sordo, muto e paralitico, facendo il segno della croce su di lui e dicendo queste parole: «Colui che ti ha creato, ti guarisca».
C'era nel monastero una donna posseduta; l'abbadessa ne affidò la cura a Eufrasia, affinché le portasse da bere e da mangiare: cosa che nessun'altra osava fare, per timore di essere picchiata dal demonio. Ma la sorella Germana, di cui abbiamo parlato, ancora gelosa, diceva con disprezzo alle sue compagne: «Non c'è dunque nessuno qui che riesca a gestire questa indemoniata meglio di sorella Eufrasia? Se mi si vuole dare l'incarico, lo svolgerò bene quanto lei». Prese il suo pasto e glielo portò; ma la posseduta, tutta furiosa, afferrò Germana e, gettandola rudemente a terra, le strappò gli abiti e la morse così forte da portarle via un pezzo di carne; continuò a maltrattarla finché Eufrasia accorse in suo aiuto e le strappò dalle mani quella povera religiosa più morta che viva, e comandò al demonio di fermarsi: così, quella sorella gelosa divenne saggia a proprie spese, e la santità di Eufrasia fu riconosciuta da tutte le altre religiose. L'abbadessa, avendo notato per questo il potere che Eufrasia aveva sui demoni, le comandò di pregare per quella povera posseduta. La santa obbedì e, confidando nella misericordia divina, che non disprezza i voti degli umili, disse queste parole alla posseduta: «Che il mio Signore Gesù Cristo che ti ha creato, ti guarisca». E subito lo spirito impuro fu costretto a uscire, emettendo urla spaventose e schiumando in modo orribile dalla bocca di quella donna.
Morte e posterità
Eufrasia muore a trent'anni, seguita da vicino dalla sua maestra Giulia e dall'abbadessa; rimane una figura importante della pietà greca e romana.
Qualche tempo dopo, Dio fece conoscere, in una visione, all'abbadessa, che avrebbe presto chiamato a sé Eufrasia, e a quale grado di gloria sarebbe stata elevata. Pochi giorni dopo, la nostra Santa fu colta da una febbre che la condusse alla morte nel giro di ventiquattr'ore, nel trentesimo anno della sua età, circa l'anno 412, secondo coloro che la fanno nascere sotto Teodosio il Grande, e il 460 secondo altri, che la fanno nascere sotto Teodosio il Giovane. Fu inumata nel sepolcro di sua madre Julie Maestra e guida spirituale di Eufrasia nel monastero. . La sorella Giulia, che le era servita da guida e da maestra negli esercizi della religione, la pregò, mentre era in agonia, di non dimenticarla, ma di chiedere a Dio che la ritirasse da questo mondo con lei; anche l'abbadessa la scongiurò di farle la stessa grazia. Deceduta Eufrasia, Giulia passò tre giorni in pianti e preghiere presso la sua tomba, e il quarto andò a trovare l'abbadessa e le disse, con grande gioia, che Gesù Cristo la chiamava a sé per i meriti di Eufrasia: abbracciò poi tutte le sue sorelle e, il giorno seguente, morì e fu sepolta accanto alla sua cara discepola. Dopo trenta giorni, l'abbadessa riunì il capitolo e disse loro che sarebbe morta di lì a poco, avendole Eufrasia ottenuto da Dio tale favore, e ordinò loro di eleggere un'altra superiora al suo posto. Le religiose, sebbene estremamente afflitte nel perderla, procedettero all'elezione di un'altra abbadessa, che fu Teogenia; e, la mattina seg uente, qu Théogénie Successora dell'abbadessa dopo la morte di Eufrasia. esta santa fu trovata morta nell'oratorio, o per meglio dire, addormentata nel Signore. Fu posta nella tomba di Eufrasia con le altre; ma, da allora, non vi fu più posto nessuno. Dio ha compiuto grandi miracoli in favore di coloro che visitavano questo sepolcro per devozione e con riverenza.
La memoria di santa Eufrasia è in così grande venerazione presso i Greci che, quando si ricevono i voti di una religiosa, il sacerdote chiede a Dio per lei che la renda partecipe delle grazie e delle benedizioni di cui ha colmato santa Tecla, santa Eufrasia e santa Olimpiade.
Si rappresenta santa Eufrasia mentre abbraccia un crocifisso, per ricordare quella circostanza della sua vita in cui, contemplando un crocifisso, credette di vedere nelle sue braccia aperte un invito ad abbracciarlo, e corse a circondarlo con le sue braccia di bambina, per promettergli di non avere mai altro amore. Si raffigura ancora mentre calpesta il demonio che si sforza di gettarla in un pozzo.
Il martirologio romano e quello di Usuardo fanno memoria di questa santa Vergine il 13 marzo, e i Greci il 25 luglio. Surio riporta la sua vita nel suo secondo tomo, e san Giovanni Damasceno ne pa rla nel terzo discor saint Jean Damascène Padre della Chiesa che scrisse di santa Eufrasia. so che ha scritto sulle immagini.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Fidanzamento all'età di cinque anni con un senatore
- Ritiro in Egitto con la madre all'età di sette anni
- Voto perpetuo davanti a un crocifisso nel monastero della Tebaide
- Rifiuto del matrimonio imperiale per rimanere consacrata a Dio
- Pratica di austerità estreme e vittorie sulle tentazioni demoniache
- Guarigione miracolosa di un bambino sordo, muto e paralitico
Miracoli
- Guarigione di un bambino sordo, muto e paralitico tramite il segno della croce
- Liberazione di una donna posseduta
- Sopravvivenza senza ustioni a una caldaia di acqua bollente rovesciata dal demonio
- Caduta dal terzo piano senza ferite
- Digiuno completo di sette giorni
Citazioni
-
Quanto fosse ragionevole che ella lasciasse il suo sposo Gesù Cristo, che era un Dio immortale, per sposare un uomo, destinato a essere pasto dei vermi
Lettera all'imperatore Teodosio