San Gregorio d'Armenia
Vescovo di Nicopoli
Vescovo di Nicopoli e solitario in Francia
Vescovo di Nicopoli in Armenia, Gregorio abbandona la sua sede per fuggire dagli onori e dall'eresia manichea. Si stabilisce come recluso vicino a Pithiviers in Francia, dove conduce una vita di estrema austerità per sette anni. La sua santità, manifestata da numerosi miracoli, attira le folle fino alla sua morte all'inizio dell'XI secolo.
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SAN GREGORIO D'ARMENIA,
VESCOVO DI NICOPOLI E SOLITARIO IN FRANCIA
Giovinezza e formazione in Armenia
Nato in Armenia nell'XI secolo, Gregorio riceve una solida educazione cristiana e preserva la sua fede di fronte all'influenza dei manichei.
Inizio dell'XI secolo. Il solitario sfugge alla triplice tentazione degli occhi, delle orecchie e della lingua. Per noi che viviamo nel mondo, vegliamo sui nostri sensi. San Efrem, de vita spirit. Gregor io era n Grégoire Vescovo di Nicopoli divenuto eremita in Francia. ativo dell'Arme nia; ma Arménie Luogo del martirio di san Giuda Barsaba. è la Francia tuttavia ad essere stata il teatro principale delle sue più belle azioni. La sua storia, che è stata composta da uno scrittore anonimo, ma contemporaneo, non ci dice affatto il nome dei suoi genitori, e riferisce soltanto che la loro pietà li spinse a dare ai loro figli ogni sorta di buone istruzioni. Quando fu in età, fu affidato a eccellenti maestri che gli insegnarono le sacre lettere e i principali misteri della religione cristiana, che si professava in verità nel paese, ma che era allora così corrotta dagli errori dei manichei, che bastava, secondo il parere di Baronio, sapere che qualcuno fo sse arme Baronius Discepolo di Filippo, storico e cardinale, autore degli Annales Ecclesiastici. no, per dare luogo a credere che fosse eretico. Gregorio, aiutato dal soccorso dei suoi genitori, e sostenuto dalla buona dottrina dei maestri scelti che gli erano stati dati, rimase sempre nell'innocenza, e seppe conservare la purezza della sua fede in mezzo all'eresia. Coloro che lo istruivano furono presto sorpresi dai grandi progressi che fece in pochissimo tempo; poiché divenne così penetrante e così illuminato nella scienza dell'Antico e del Nuovo Testamento, tanto per il dogma quanto per la morale, che superò tutti i maestri; e non c'è da stupirsene, poiché attingeva nella preghiera e nell'orazione tali luci, che solo lo Spirito Santo, il Maestro dei maestri, può dare. Ebbe sempre grande cura di preferire i doveri della pietà e della virtù a quelli della scienza e degli altri esercizi umani. Ebbe, fin dai suoi più teneri anni, un grande orrore per l'impurità e per la menzogna. Le principali virtù che si vedevano risplendere nella sua condotta erano l'umiltà, la modestia, la dolcezza, la sobrietà, la castità, e specialmente una grande compassione per i poveri e un desiderio ardente di fare piacere al suo prossimo.
Vita monastica a Nicopoli
Dopo la morte dei suoi genitori, distribuisce i suoi beni ai poveri e si ritira in un monastero vicino a Nicopoli dove conduce una vita di estrema ascesi.
Non appena i genitori del nostro Santo furono tolti da questo mondo, vedendosi libero e stimando solo i beni del cielo, egli rinunciò sia ai beni che già possedeva, sia all'eredità di cui poteva legittimamente godere per la morte di suo padre e di sua madre; ne fece una giusta e liberale distribuzione ai poveri che sapeva essere nel bisogno; e, dopo aver così rinunciato a ogni sorta di possedimento, eseguì ciò che da tempo progettava nel suo cuore: abbandonare, come tanti altri servitori di Dio, la propria terra natale per andare a vivere sconosciuto in qualche deserto remoto, dove potesse avere solo Dio come testimone delle sue azioni. Il suo disegno gli riuscì abbastanza felicemente; poiché, essendosi messo in cammino sotto la protezione della divina Provvidenza, giunse in un monastero vicino alla città di Nicopoli, antica sede episcopale dell a prima A Nicopolis Città d'origine del padre di Eleuterio. rmenia, un tempo suffraganea di Sebaste. Fu lì che Gregorio, unendosi al fervore di coloro che vi trovò, li imitò e li superò persino nella pratica di tutte le virtù, e in particolare del digiuno, delle veglie, delle austerità, dell'orazione, della salmodia e simili; ma la sua inclinazione per la preghiera e l'adorazione continua era così pressante che, per soddisfarla secondo le sue innocenti intenzioni, aveva trovato il modo, con il consenso di coloro che avevano cura della custodia della chiesa e ne chiudevano le porte, di rientrarvi segretamente la sera e di passare tutte le notti in atti di adorazione e di prostrazione molto frequenti davanti al santissimo Sacramento. Lo storico della sua vita nota che si prosternava e si rialzava cento volte diverse ogni notte e che, in quella postura umiliata, in cui tutto il suo corpo aderiva alla terra, solo le due piccole dita delle sue mani sostenevano la sua testa.
Ministero ed episcopato
Ordinato sacerdote ed eletto vescovo di Nicopoli, lotta contro le eresie e le ingiustizie sociali prima di desiderare la solitudine.
Un così grande fervore fece presto conoscere, anche a coloro che lo osservavano più da vicino, che Gregorio era favorito dal cielo di una grazia molto particolare: il vescovo di Nicopoli fu informato del suo stile di vita; ne riconobbe il merito e la capacità, e lo attirò a sé; gli comunicava i suoi più grandi segreti; lo formò alle funzioni ecclesiastiche e, infine, gli conferì il sacerdozio, nel pensiero che potesse pervenire a qualche dignità più elevata. Gregorio, rispondendo al desiderio del prelato che lo introduceva nella messe del campo della sua chiesa, cominciò, con un nuovo zelo, a purgare l'aia del Signore, a fare guerra agli eretici manichei, a riunire le parti più opposte dalla divisione dei processi, a combattere i vizi che regnavano maggiormente nel paese, a difendere le vedove e gli orfani contro la malizia e le violenze di coloro che volevano opprimerli, e a far rendere a Dio il culto che gli era dovuto, distruggendo tutte le superstizioni che regnavano nella diocesi.
Non ci volle altro, quando il pio vescovo di Nicopoli fu deceduto, per spingere tutto il popolo e gli stessi ecclesiastici a portare Gregorio sul trono episcopale; non poté difendersi dall'accettare questa dignità, sebbene si giudicasse indegno; ma non volendo resistere all'ordine di Dio, che vedeva manifestato dalle acclamazioni comuni, si caricò del fardello e ne esercitò tutte le funzioni con un'esattezza che rispondeva alle speranze che si erano concepite su di lui: provvedeva a tutti i bisogni spirituali e corporei delle pecore che gli erano affidate: aveva l'abitudine di ricorrere innanzitutto a Dio per ottenere i soccorsi urgenti di cui i suoi diocesani avevano bisogno; rendeva spesso la salute ai malati che non l'avevano potuta ottenere per le vie naturali; tutto, infine, contribuiva a far credere che il cielo, così come gli uomini, approvasse la scelta che si era fatta di questo degno personaggio per condurre questa Chiesa. Tuttavia, cosa abbastanza singolare, sebbene questo umile Prelato non potesse dubitare che la sua elezione non fosse canonica e persino gradita a Dio, per tutte le benedizioni che riceveva dal cielo nella guida del suo gregge, ciò non impedì che meditasse molto seriamente un ritiro, grazie al quale potesse rinunciare ai grandi applausi che riceveva e alla dignità episcopale che possedeva. Si ricordava delle dolcezze e dei piaceri innocenti di cui i santi anacoreti godevano nei deserti; paragonava le cure e le attenzioni necessarie e continue dei vescovi con la tranquillità della vita dei solitari nelle foreste; e, giudicando che lo stato di questi ultimi fosse ben più sicuro per la salvezza della sua anima, non esitò a prendere la decisione di lasciare lo stato di grandezza in cui era stato elevato contro la sua volontà, per andare a nascondersi in qualche luogo sconosciuto, dove sperava che la divina Bontà lo avrebbe condotto.
Esilio e reclusione in Francia
Lascia la sua sede episcopale per l'Occidente e si stabilisce come recluso a Saint-Martin-le-Seul, vicino a Pithiviers, praticando un digiuno rigoroso.
Partì dunque in segreto dal luogo in cui si trovava e passò in Occidente con due religiosi greci che aveva associato a sé; e, dopo aver percorso una parte dell'Italia e della Francia, si fermò vicino alla città di P ithiviers, Pithiviers Luogo di traslazione delle reliquie di Salomone. o Piviers, nella Beauce, nella diocesi di Orléans, che ha dato il nome alla regione del Piverais. Apprese, per rivelazione, che vi era, a tre quarti di lega da lì, una piccola chiesa dedicata sotto il nome di San Martino di Vertou, e che veniva chiamata Saint-Martin-le-Seul, vale a dire il Solitario; giudicando dunque che questo luogo fosse perfettamente conforme a ciò che desiderava da così tanto tempo, risolse di stabilirvi una dimora per farsi recluso per tutto il resto della sua vita.
Per eseguire la sua risoluzione con maggiore sicurezza, e non avere nessuno in seguito che potesse arrecare alcun ostacolo al suo soggiorno, chiese alla dama del luogo, che s i chia Odoric Vescovo di Orléans al momento dell'arrivo di Gregorio. mava Avoye o Louise, madre di Odoric, vescovo di Orléans, il permesso di stabilirsi in quel luogo, cosa che ottenne tanto più facilmente in quanto questa dama sapeva quali fossero l'insigne merito e le qualità di questo pio Solitario. Si costruì dunque una piccola capanna dell'altezza e della lunghezza del suo corpo, nella quale si rinchiuse per non occuparsi più che della contemplazione delle verità celesti ed eterne, come ne aveva concepito il disegno fin dai suoi primi anni. Il santo recluso, vedendosi interamente padrone delle sue azioni, cominciò a trattare il suo corpo in una maniera poco conosciuta fino ad allora in Occidente; poiché, senza parlare delle altre austerità corporee, osservava un digiuno molto severo; si privava di ogni alimento i lunedì, i mercoledì, i venerdì e i sabati, e se prendeva qualcosa i martedì e i giovedì, non era che verso la fine del giorno, dopo il tramonto del sole; osservava tuttavia un'eccezione tutte le domeniche e le grandi feste dell'anno, durante le quali non digiunava, imitando in ciò gli antichi Solitari che cessavano di digiunare durante quei giorni; ma i pasti di questo recluso erano così frugali, che si poteva dire che li prendesse solo per non morire. In effetti, non usava mai carne né alimenti conditi con burro; mangiava solo lenticchie ammollate in acqua comune, che si accontentava di esporre al calore del sole; la sua consuetudine, per misurarne la quantità, era di prenderne tanta quanta la sua mano sinistra ne poteva contenere. Il pane di cui faceva uso era composto d'orzo; ne mangiava solo tre once al giorno; usava anche talvolta radici crude che si trovavano nel suo deserto, e che i poveri abitanti dei dintorni gli portavano. Questo genere di vita non poté essere nascosto dal servo di Dio; così la divina Provvidenza sembrava averlo condotto in quel luogo per apparirvi come una fiaccola destinata a illuminare molte persone, tanto per l'austerità della sua vita quanto per la dolcezza dei suoi consigli e la profondità delle istruzioni che dava a coloro che, avendolo conosciuto, venivano alla sua piccola capanna per ricevervi il pane di vita che egli non rifiutava di distribuire.
Splendore e miracoli
La sua reputazione di santità attira le folle; guarisce un signore posseduto e dispensa insegnamenti spirituali.
La fama della sua reputazione si diffuse così lontano che non solo le popolazioni dei dintorni, ma anche quelle più distanti, venivano ad ammirare e ad ascoltare gli oracoli di questo nuovo predicatore, che conduceva peraltro una vita così angelica sulla terra. Ognuno, a gara, veniva a portargli piccoli doni conformi al proprio stato di vita. Per non rattristare i suoi benefattori e non privarli del merito delle loro elemosine, riceveva ciò che gli veniva presentato; ma era per distribuirlo in seguito e farne parte ai poveri del paese. Non mancava, nelle relazioni che intratteneva con le genti, di istruirle su tutti i loro doveri, di parlare loro dei fini ultimi e di elevare il loro spirito per consolarle in tutte le loro sventure. Quando questo santo Prelato terminava le sue predicazioni, gli si chiedeva la benedizione, che egli impartiva con grande fede e profonda umiltà: distribuiva anche al popolo le eulogie; si trattava di pani benedetti che a quel tempo ci si scambiava per mantenere la devozione e la carità reciproca.
Il prudente recluso, vedendo che non solo il popolo comune, ma anche gli ecclesiastici e i sacerdoti venivano per vederlo e ascoltarlo, credette, per la gloria di Dio, di dover approfittare delle loro visite; riservava loro una grande accoglienza, li rispettava, li onorava e faceva persino preparare per loro piccoli pasti vicino alla sua cella, affinché, nutrendo il loro corpo con gli alimenti naturali di cui gli avevano fatto dono, potesse anche renderli partecipi di quell'abbondanza soprannaturale di luci celesti di cui il cielo lo favoriva nelle sue orazioni. Accadde una cosa memorabile in tale occasione: un signore, che era venuto a trovare il santo, essendo stato invitato, come molti altri, a prendere qualche ristoro nel deserto, e avendolo rifiutato per disprezzo, non fu appena tornato a casa sua, con la sua scorta, che si sentì posseduto dallo spirito maligno, trovandosi agitato da così violente convulsioni che voleva gettarsi nel fiume, nonostante le ragioni e gli ostacoli che gli venivano opposti. Il caritatevole solitario, essendone stato informato, pregò Dio per la sua guarigione: costrinse il demonio a uscire dal suo corpo; e il malato, avendo molto umilmente chiesto perdono per la sua colpa, recuperò una perfetta salute.
Morte e culto a Pithiviers
Muore all'inizio del XII secolo. Le sue reliquie vengono trasferite nella chiesa di Saint-Salomon a Pithiviers, dove si verificano numerosi miracoli.
Il santo Vescovo dimorò per lo spazio di sette anni nella piccola caverna che la sua pietà gli aveva fatto scegliere, esercitandosi, come abbiamo detto, in ogni sorta di azioni virtuose che lo fecero giungere a un altissimo grado di perfezione, e unendo gli esercizi della vita solitaria a quelli dei più grandi missionari e dei più ardenti predicatori. Infine, Dio, volendo ricompensarlo e chiamarlo a una vita più felice, gli fece conoscere il giorno in cui avrebbe lasciato questo mondo. Il Santo vi si preparò; chiese e ricevette il corpo e il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, in forma di Viatico; e, munito di un così potente soccorso, rese pacificamente il suo spirito a Dio. Non si conosce precisamente l'anno; ma fu verso l'inizio del XII secolo, il 16 marzo. Sarebbe difficile spiegare i pianti e le grida di tutto il popolo dei dintorni, e persino dei cantoni più lontani, che credevano di aver perso tutto nel vedersi privati dei soccorsi e dei consigli di un così santo personaggio, che consideravano come un potente protettore presso Dio. I rimpianti del popolo aumentarono quando si videro i nuovi miracoli che il cielo operò in favore di molti malati, che invocarono il santo recluso per ottenere la loro guarigione. Tanto il santo Vescovo si era preso cura di nascondersi durante la sua vita, tanto il cielo fece risplendere il suo merito e la sua santità dopo la sua morte. Si ritirò dunque il suo corpo dalla tomba, vogliamo dire dalla piccola cella dove si era rinchiuso; fu portato con solennità nella chiesa di Saint-Martin tra gli applausi e le lodi di un concorso infinito di popolo; fu sepolto nel mezzo della chiesa, davanti all'altare maggiore; ma la dama di Pithiviers, di cui abbiamo parlato, riconoscendo sempre più il tesoro che si trovava sulle sue terre, ebbe abbastanza autorità per ottenere che fosse portato, in seguito, nella città stessa, e fu onorevolmente deposto nella chiesa di Saint-Salomon, dove si compirono ancora nuove m eraviglie: tr Saint-Salomon Luogo in cui riposano le reliquie del santo. a le altre, un pover'uomo del paese, che aveva perso la vista, essendosi prostrato davanti alla tomba del santo Solitario, che aveva conosciuto, avendo implorato il suo soccorso, e confidando nel suo potere presso Dio, ricevette una perfetta guarigione. Fu ancora in questo modo che una donna, la cui mano destra era diventata storta in un accesso di paralisi da cui era colpita, fu favorita da una salute perfetta, pregando con viva fede presso la tomba del nostro santo Vescovo.
Leggiamo nel Proprio della chiesa di Orléans, dove la festa di san Gregorio è segnata come semidoppia, il 26 marzo, che il corpo di questo Santo riposa ancora oggi nella chiesa di Saint-Salomon, a Pithiviers.
Fonti e iconografia
Il racconto si basa su testimonianze contemporanee, in particolare quelle dei suoi parenti giunti dall'Armenia, e descrive la sua iconografia tradizionale.
La reputazione della singolare santità del nostro ammirevole Anacoreta essendosi diffusa fino al paese in cui era nato, i suoi parenti, credendo di trovarlo ancora in vita, vennero per ricevere presso di lui, come molti altri, le luci della salvezza; ma ebbero l'afflizione di apprendere, arrivando, che era deceduto. Il loro viaggio, tuttavia, che era stato guidato dall'ordine della divina Provvidenza, non fu inutile, poiché è da loro che si sono apprese le circostanze della sua vita negli anni che precedettero il suo viaggio in Occidente.
Lo si rappresenta a cavallo con un bambino in groppa che lo guida attraverso l'Asia e l'Europa fino a Pithiviers, dove il suo ospite lo indirizzò verso Saint-Martin de Vertou.
Gli Atti che abbiamo appena riportato sono tanto più autentici in quanto l'autore che ce li ha lasciati assicura di averne vista una gran parte con i propri occhi, di averne appresa un'altra parte da diverse persone del suo tempo che avevano conversato familiarmente con il Santo stesso, e che si ha la verità dalla viva voce dei suoi parenti, che vennero dall'Armenia in Francia, come abbiamo detto. Abbiamo tratto quanto abbiamo appena esposto dagli originali che abbiamo trovato in Rollandus, avvalendoci anche delle sapienti osservazioni che alcuni autori moderni hanno lasciato su questo argomento.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione cristiana in Armenia
- Rinuncia ai beni paterni ed entrata nel monastero di Nicopoli
- Elezione alla sede episcopale di Nicopoli
- Lotta contro l'eresia manichea
- Dimissioni segrete e viaggio verso l'Occidente con due religiosi greci
- Insediamento come recluso a Saint-Martin-le-Seul vicino a Pithiviers
- Sette anni di austera vita eremitica in Francia
Miracoli
- Esorcismo di un signore posseduto dopo aver disprezzato il santo
- Guarigione di un cieco davanti alla sua tomba
- Guarigione di una donna con la mano paralizzata
- Molteplici guarigioni di malati per sua intercessione
Citazioni
-
Il solitario sfugge alla triplice tentazione degli occhi, delle orecchie e della lingua.
Sant'Efrem (citato in epigrafe)