Figlia di sant'Adalbaldo e santa Rictrude, Eusebia divenne badessa di Hamage nel VII secolo dopo essere stata formata dalla nonna santa Gertrude. Nonostante le reticenze della madre, rimase fedele alla sua missione ad Hamage dove ristabilì l'osservanza religiosa. Morì a quarant'anni, lasciando l'immagine di una vergine saggia e di una badessa devota.
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SANTA EUSEBIA O YSOIE, BADESSA DI HAMAGE (660).
Giovinezza ed educazione
Figlia di sant'Adalbaldo e santa Rictrude, Eusebia viene formata alla vita religiosa dalla nonna santa Gertrude nel monastero di Hamage.
Santa Eusebia Sainte Eusèbie Nipote e successore di Gertrude ad Hamage. era la figlia primogenita di sant'Adalb saint Adalband Padre di santa Eusebia, martire in Guascogna. aldo, di Douai, e di santa Rictru sainte Bictrude Figliastra di Gertrude, vedova di Adalbaldo. de: ricevette un'eccellente educazione nella casa paterna e fu affidata precocemente alla sua venerabile nonna santa G ertrude, che av sainte Gertrude Santa a cui Odelardo lascia in eredità i suoi beni a Nivelles. eva fondato il monast ero di Hamage, sul monastère d'Hamage Luogo di ritiro e monastero fondato da Gertrude. la Scarpe. È lì che questa bambina benedetta dal cielo si formò alla pratica delle virtù cristiane e religiose, che brillarono sempre in lei di un così vivo splendore. Fu probabilmente quando suo padre fu assassinato in Guascogna, e santa Rictrude, sua madre, con le sue due figlie più giovani Glossinda e Adalsinda, si ritirò nel monastero d i Marchiennes, che santa monastère de Marchiennes Luogo di fondazione del monastero di cui san Giona fu abate. Eusebia andò ad abitare presso la sua nonna.
Successione ed esilio a Marchiennes
Alla morte di Gertrude, Eusebia diventa badessa ma sua madre, temendo per la sua giovinezza, la richiama al monastero di Marchiennes dove le due comunità si fondono.
Alla morte di santa Gertrude, avvenuta qualche anno più tardi, la giovane Eusebia fu incaricata del governo della comunità di Hamage. Così aveva disposto la santa Badessa prima di rendere l'ultimo respiro; ma tutte le precauzioni prese non poterono rassicurare santa Bictrude, che si affrettò a richiamare la sua diletta figlia presso di sé. Temeva che il demonio, così abile nel sedurre e nel gettare nell'illusione persone di età matura, potesse ingannare ancora più facilmente la sua cara Eusebia, e soffocare nel suo cuore i preziosi semi di virtù che vedeva germogliare.
Dopo qualche ritardo, motivato senza dubbio dal tenero attaccamento che nutriva per quella casa dove era trascorsa la sua infanzia, e dove riposavano i resti venerabili della sua ava, Eusebia, per ordine espresso di sua madre, si recò con tutta la comunità di Hamage al monastero di Marchiennes. Vi fu accolta, insieme alle sue compagne, con tutte le testimonianze della gioia più sincera. Ceri accesi e incensieri fumanti circondarono i corpi dei Santi che avevano portato con sé, e tra i quali si trovava quello di santa Gertrude. Da quel momento le due comunità si fusero in una sola, e tutte le religiose, unite di cuore e di spirito, seguirono nella gioia e nella pace dello Spirito Santo, le stesse regole e i medesimi esercizi.
Ritorno e restaurazione di Hamage
Nonostante le reticenze materne, Eusebia ottiene l'autorizzazione a tornare ad Hamage per restaurarvi l'osservanza religiosa e sviluppare la comunità.
Tuttavia il pensiero del monastero di Hamage e le ultime raccomandazioni di santa Gertrude si ripresentavano senza sosta alla mente della giovane Eusebia. Le sembrava sempre che fosse in quel luogo che doveva vivere con le sue compagne, e continuare, come aveva promesso, l'opera santa che vi era stata iniziata. Presto non fu più capace di dominare il sentimento che la sovrastava e, approfittando della calma e dell'oscurità della notte, si recava in tutta fretta in quegli edifici abbandonati per rendervi omaggio a Dio e protestargli il desiderio sincero che aveva di compiere la sua volontà. Santa Rictrude ne fu informata, fece dei rimproveri a sua figlia e le inflisse persino una punizione che le sembrava meritata, per quella che considerava un'ostinazione. Ma credendo presto di riconoscere nella persistenza di Eusebia, e nella docile obbedienza che le accordava in ogni altra cosa, un disegno nascosto del cielo, risolse di consultare degli uomini di Dio, che passarono a indicarle ciò che doveva fare. Tutti furono del parere che bisognasse lasciare a Eusebia la facoltà di tornare con le sue compagne nel monastero di Hamage, con il corpo di santa Gertrude, per continuarvi la vita santa ed edificante che conducevano in precedenza.
Eusebia, avendo dunque ricevuto la benedizione di sua madre, tornò piena di gioia nella sua antica dimora, dove fece prontamente ristabilire l'ordine e l'osservanza religiosa, come sotto il governo della sua ava, che si sforzava di imitare in ogni cosa. La dolcezza del suo comando, l'affabilità dei suoi modi, la regolarità perfetta della sua condotta, le attirarono il rispetto e l'affetto di tutte le sue compagne. Nulla appariva loro penoso nell'adempimento dei doveri della vita religiosa, perché prendeva sempre per sé gli uffici più difficili, e perché la vista dei suoi esempi era da sola capace di ispirare coraggio e dedizione alle più tiepide. Così la pietà era in onore in quella casa e, in poco tempo, si vide moltiplicarsi considerevolmente il numero delle sante fanciulle che venivano a consacrarvisi al servizio di Dio.
Morte e ultimi istanti
Eusebia muore all'età di quarant'anni dopo aver esortato le sue sorelle all'obbedienza e alla carità, in un'atmosfera di luce soprannaturale.
Tale era la vita ammirevole che conduceva la vergine Eusebia quando Dio le diede un presentimento della sua fine prossima, sebbene fosse ancora solo nel suo quarantesimo anno. Non lo nascose affatto alle sue pie compagne che, a questa notizia, furono tutte colme del più profondo dolore. Per quanto la riguardava, sottomessa alla santa volontà del cielo, attese, con calma e fiducia, quell'ora suprema che doveva colmare la sua felicità riunendola al suo divino Sposo. Sentendo presto i primi segni della malattia che l'avrebbe tolta da questo mondo, si mise in dovere di chiamare presso il suo letto funebre le sante figlie che si erano poste sotto la sua guida. Rivolse a tutte loro le parole più toccanti e più pie, raccomandò particolarmente l'obbedienza che è il nerbo della vita religiosa, la carità che ne fa la dolcezza e il fascino, e lo spirito di abnegazione e di sacrificio che le conferisce il suo merito davanti a Dio. Poi, poiché la sua morte poteva far nascere negli animi certe inquietudini sul futuro di una casa che doveva quasi tutto alle sue liberalità e a quelle della sua famiglia, esortò le sue sorelle a riporre tutta la loro fiducia in Dio, che non abbandona mai coloro che sperano in Lui. Mentre la malattia portava a compimento queste parole, una grande luce si diffuse nel luogo in cui si trovava, e quasi nello stesso istante la sua anima volò nei cieli. «Così si incamminò alle nozze dello Sposo la gloriosa Eusebia, figlia di ammirazione, come il bel arcobaleno, che ricco dei colori della livrea divina e toccando la terra solo con la punta dei piedi, entra a cuore aperto negli ornamenti di gloria. Vergine saggia e prudente, nobile lampada dei chiostri, piena dell'olio della grazia, consumata lentamente dalla più viva fiamma di un perfetto olocausto: dolce esalazione che profuma i cieli».
Storia e traslazioni delle reliquie
Il corpo della santa conosce diverse traslazioni tra Hamage e Marchiennes, in particolare sotto l'episcopato di san Vindiziano nel 691.
La pia Vergine fu inumata nella chiesa dei santi apostoli. Alcuni anni più tardi, su invito della nuova badessa, chiamata anch'essa Gertrude, san Vindizian o, vescovo di C saint Vindicien Vescovo di Cambrai e di Arras che procedette alla traslazione delle reliquie. ambrai e di Arras, accompagnato da Hatta, primo abate di Saint-Waast, venne a fare la dedicazione di una chiesa nuova nella quale fu trasportato il corpo della Santa, che cominciò, soprattutto in quell'epoca (691), a ricevere gli omaggi dei fedeli. Si vede in atti molto antichi che il corpo di sant'Eusebia fu posto più tardi nel monastero di Marchiennes, senza che si sappia bene per quali ragioni. Da allora si era anche stabilita l'usanza di trasportarlo al priorato di Hamage, la vigilia della dedicazione di quella chiesa. I religiosi, che avevano accompagnato l'urna della Santa, vi celebravano con pompa gli uffici della notte; poi, il giorno seguente, il resto della comunità, accompagnato dall'abate, veniva a terminare la pia solennità. Dopo la messa, che era cantata con pompa, tutti riprendevano il cammino verso il monastero di Marchiennes, ripetendo le lodi di Dio.
Vi furono diverse traslazioni delle reliquie di sant'Eusebia. L'ultima che gli autori abbiano menzionato è quella che fu fatta il 17 maggio 1138 da Amando, abate di Marchiennes. Precedentemente si vede che l'abate Adalardo spogliò l'urna della Santa di tutte le ricchezze che la coprivano, per venire in soccorso agli abitanti di un villaggio vicino, che un incendio aveva ridotto alla più estrema necessità.
Distruzione delle reliquie durante la Rivoluzione
Nel 1793 e nel 1830, le reliquie furono disperse o distrutte a Parigi; solo un frammento rimane a Notre-Dame di Parigi.
L'urna, che conteneva le reliquie di questa Santa, fu inviata nel 1793 all'Hôtel des Monnaies di Parigi. Il corpo, che era intatto, fu salvato dalla profanazione grazie alle cure di un uomo stimabile, di no me M. Desroto M. Desrotours Uomo che salvò il corpo della santa dalla profanazione nel 1793. urs, e depositato più tardi presso l'arcivescovado di Parigi; vi fu conservato fino al momento del saccheggio di quel palazzo, il 29 luglio 1830. Le reliquie di santa Eusebia furono in quel momento profanate e disperse senza che sia stato possibile recuperarle in seguito. Ne rimane solo un frammento che era stato precedentemente collocato in un reliquiario della chiesa di Notre-Dame di Parigi.
Culto e devozione locale
Sotto il nome di santa Ysoie, è particolarmente venerata nella diocesi di Beauvais, dove un villaggio porta il suo nome.
A circa mezza lega da Marchiennes, si scopre nella campagna, su una strada molto frequentata, una cappella dedicata a sant'Eusebia. Situata su una piccola collina e circondata da una cintura di alti pioppi, che dominano tutto il paese circostante, sembra invitare gli abitanti e i lavoratori, sparsi nei campi, a invocare nel cielo colei che un tempo ha edificato questi luoghi con l'esempio delle sue virtù e i benefici della sua carità.
Sant'Eusebia, che è conosciuta in diversi luoghi e particolarmente nel territorio di Beauvais sotto il nome di santa Ysoie o Eusoye, ha spesso opera sainte Ysoie Nipote e successore di Gertrude ad Hamage. to guarigioni miracolose in favore delle persone che l'hanno invocata. I suoi atti rendono testimonianza di questi benefici, che hanno contribuito a rendere il suo culto celebre nei luoghi in cui ha vissuto. È menzionata in questo giorno nei Martirologi di Francia, dei Paesi Bassi e in quello dei Benedettini.
La diocesi di Beauvais la tiene, come abbiamo detto, in particolare venerazione. Il culto di sant'Eusoye, in questa diocesi, risale a un'antichità assai remota. Ecco quale ne fu l'origine: poiché la comunità di Marchiennes possedeva una terra non lontano da Breteuil, vi si costruì una cappella in onore della beata Badessa; da allora i Beauvaisiani la presero in grande affetto. Più volte, in tempi calamitosi, si rivolsero a lei e ne ricevettero potenti soccorsi. Andavano a invocarla spesso, e soprattutto il 18 novembre, giorno anniversario della sua prima traslazione. Arricchita dalle loro pie liberalità, divenuta il ritrovo di una folla di pellegrini, la cappella di Sainte-Eusoye non tardò a vedersi circ ondata da dim Sainte-Eusoye Villaggio del Beauvaisis chiamato in onore della santa. ore, e divenne chiesa parrocchiale. Il villaggio che vi si è formato ha preso e conservato il nome della Santa: l'ha scelta come patrona e celebra ogni anno la sua festa in questo giorno.
Iconografia e stirpe santa
Rappresentata con una palma e una lampada, appartiene a un'illustre famiglia che annovera numerosi santi.
In un manoscritto che si trova oggi presso la Biblioteca di Douai, santa Ysoie è rappresentata con le sante Glossinda e Adalainda mentre portano una palma e una lampada, la lampada indica la vigilanza necessaria alle vergini e la palma annuncia il successo finale. Studiosi più esperti di noi hanno affermato: senza dubbio la palma data a dei Santi che non sono martiri è una particolarità legata a certi paesi, le Fiandre, per esempio, nel caso che ci occupa; sia pure.
Fu una bella idea quella di riunire in un medesimo quadro i santi personaggi forniti da una stessa famiglia: nulla di più edificante, nulla di più convincente, nulla di più trionfante. La famiglia da cui uscì santa Ysoie fu un vero vivaio di eletti. Così non è raro incontrare san Adalbaldo, il Martire, riu nito a santa R saint Adalbaud Padre di santa Eusebia, martire in Guascogna. ictrude, sua moglie, e ai suoi quatt sainte Rictrude Figliastra di Gertrude, vedova di Adalbaldo. ro figli: santa Eusebia, santa Adalainda, santa Glossinda e san Mauronto.
Vies des Saints de Cambrai et d'Arras, par M. l'abbé Destombes.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione presso la nonna santa Gertrude ad Hamage
- Ritiro temporaneo nel monastero di Marchiennes dopo la morte del padre
- Nomina ad badessa di Hamage alla morte di Gertrude
- Fusione temporanea delle comunità di Hamage e Marchiennes sotto l'ordine di sua madre
- Ritorno definitivo ad Hamage con il corpo di santa Gertrude
- Morta all'età di 40 anni dopo aver presagito la propria fine
Miracoli
- Presentimento della sua fine imminente
- Luce celeste al momento del suo trapasso
- Guarigioni miracolose postume
Citazioni
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Vergine saggia e prudente, nobile lampada dei chiostri, piena dell'olio della grazia, consumata lentamente dalla fiamma più viva di un perfetto olocausto.
Testo agiografico