Cancelliere dell'imperatore Ottone III e poi arcivescovo di Colonia nel 999, Eriberto si distinse per la sua immensa carità verso i poveri e i malati. Fondatore dell'abbazia di Deutz, è celebre per aver ottenuto la fine di una siccità grazie alle sue preghiere. Morì nel 1021 durante una visita pastorale.
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SANT'ERIBERTO, ARCIVESCOVO DI COLONIA (1021).
Giovinezza e formazione
Nato a Worms in una famiglia nobile, Eriberto studia a Gorze dove sviluppa un'attrazione per la vita monastica prima di essere richiamato da suo padre.
Eriberto nacque a Worms Worms Città di origine e di formazione del santo. , città imperiale della Germania, nel Palatinato del Reno. Ebbe come padre uno dei principali gentiluomini del paese, e sua madre era nipote di Reg inbaldo, Réginbaud Conte di Svevia e antenato materno del santo. conte di Svevia. Fu educato dapprima presso i suoi genitori nelle lettere umane e nella pietà, e andò in seguito a completare la sua formazione nello studio delle sante Regole e della teologia a Go rze, Gorze Celebre monastero della Lorena dove Eriberto compì i suoi studi. celebre monastero della Lorena, nella diocesi di Metz, che era allora considerato un'eccellente scuola di virtù e di scienza. Vi prese così bene il gusto della vita religiosa, che era risoluto a farne professione, e a non uscire mai da quella santa casa, se suo padre non avesse impiegato tutta la sua autorità per farlo tornare.
Ascesa alla corte imperiale
Notato dal vescovo Ildebrando e poi dall'imperatore Ottone III, divenne cancelliere dell'Impero e assistette all'incoronazione di suo cugino, papa Gregorio V.
Quando fece ritorno a Worms, il vescovo I ldebrando Hildebaud Vescovo di Worms che nominò Eriberto suo prevosto. , affascinato dal suo spirito, dalla sua saggezza e dalla sua pietà, lo nominò prevosto della sua Chiesa e lo destinò a essere suo successore: ma la sua morte impedì l'esecuzione di questo disegno. Alcuni anni d opo, l'im Othon III Imperatore del Sacro Romano Impero. peratore Ottone III, che non aveva ancora ricevuto la corona imperiale, essendo stato informato del merito di Eriberto, lo chiamò a corte e lo fece suo cancelliere. Questo principe, che nutriva amore e gusto per le persone virtuose, giudicandolo ugualmente adatto al servizio della Chiesa e dello Stato, non gli diede pace finché non lo ebbe fatto promuovere agli ordini sacri insieme a suo cugino Bruno, che fu in segui to papa co Grégoire V Papa legittimo contemporaneo di San Nilo. n il nome di Gregorio V, e che lo incoronò imperatore nell'anno 996.
Elezione all'arcivescovado di Colonia
Eletto arcivescovo di Colonia nonostante la sua umiltà, riceve il pallio a Roma dalle mani di Silvestro II prima di prendere possesso della sua sede nel 999.
Tuttavia l'arcivescovado d i Colon Cologne Sede arcivescovile e luogo di sepoltura del santo. ia rimase vacante: e, dopo contestazioni durate diversi mesi, che formarono una sorta di scisma in quella Chiesa, tutti furono d'accordo nello scegliere il cancelliere Eriberto. Si inviarono subito dei deputati all'imperatore, che si trovava in Italia. Egli fece venire a Benevento, dove si trovava, Eriberto che stava terminando di pacificare le popolazioni dei dintorni di Ravenna. Quando seppe i disegni che avevano su di lui, la sua umiltà, unita all'apprensione di vedersi caricato di un ministero così temibile come quello dei pastori della Chiesa, lo fece ricorrere a mille mezzi per distogliere quel fardello dalle sue spalle. Ma fu inutile dichiararsi peccatore, ignorante, incapace davanti all'imperatore e ai deputati della chiesa di Colonia, nessuno volle credergli. Fu costretto a cedere, non appena gli furono dati segni sensibili della volontà di Dio. Essendo stato provveduto secondo le forme e le cerimonie consuete, trascorse ancora due mesi, dopo la sua investitura, presso il principe. Si recò poi a Roma per ricevere il Pa llio dalle m Sylvestre II Precettore di Giraud e futuro papa. ani di papa Silvestro II, e partì subito per recarsi alla chiesa metropolitana di Colonia, di cui prese possesso la vigilia di Natale, l'anno 999, che fu il giorno della sua consacrazione.
Virtù e ministero pastorale
Eriberto si distinse per la sua assidua predicazione, la sua profonda umiltà e una rigorosa mortificazione, portando segretamente un cilicio.
Rispose prontamente alla grazia della sua ordinazione con le cure che dedicò al suo gregge: e, non contento di farne la rassegna, di riconoscerne i bisogni, di curarne i mali, di nutrirlo con il pane di vita che egli stesso distribuiva attraverso il ministero della predicazione, al quale era molto assiduo, presentò ancora nella sua persona il modello da seguire, offrendo esempi di ogni sorta di virtù al suo clero e al suo popolo, e rendendosi il nutrice dei poveri, il medico dei malati, il sostegno dei deboli e il padre comune di tutti i suoi diocesani. Rimaneva sempre entro i confini di una profonda umiltà, per preservare il suo cuore dal gonfiore e dall'esaltazione, e per non lasciarsi abbagliare dal falso splendore della grandezza che lo circondava. A ciò univa una mortificazione continua, per tenere sempre il suo corpo e le sue passioni sotto il giogo dello spirito; e non abbandonò mai il rude cilicio che nascondeva sotto un abito ordinario e consono alla sua dignità.
Fondazioni e soccorsi pubblici
Fonda l'abbazia di Deutz e moltiplica le opere di carità durante la carestia, arrivando a servire i poveri con le proprie mani.
Fece restaurare le chiese e ne costruì di nuove; ma una grande carestia che afflisse la Germania e la Francia lo indusse a sospendere ciò che appariva meno necessario in tali opere, per andare incontro alla miseria pubblica che premeva ancora più vivamente sulla sua carità. Non fu solo il liberatore del suo paese in quell'occasione, come il patriarca Giuseppe lo era stato per l'Egitto; si fece anche servitore dei poveri e degli stranieri, ai quali procurò personalmente ogni possibile assistenza per i bisogni dell'anima e del corpo, arrivando a lavare loro i piedi e a preparare da mangiare con le proprie mani. Costruì, in un luogo indicato dalla Santa Vergine, un grande monastero, dall'altra parte del Reno, di fronte a Colonia, e lo dotò di un ricco patrimonio, che l'imperatore Ottone III g li aveva Othon III Imperatore del Sacro Romano Impero. lasciato poco tempo prima della sua morte, oltre ai suoi beni personali. È quello che fu chiamato di Deutz, ne lla c Duitz Monastero fondato da Eriberto di fronte a Colonia. ittà omonima, e che fu a lungo rinomato per la grande regolarità, grazie all'eccellenza della disciplina che il nostro santo Prelato vi stabilì. Consacrò a Colonia, vicino alla Porta Alta, una cappella a santo Stefano. Ricostruì la basilica dei dodici Apostoli e vi aggiunse un collegio. Per allontanare la peste e la carestia, istituì una solenne processione attorno alle mura della città, che ebbe luogo fino alla fine del XVIII secolo, il venerdì nell'ottava di Pasqua. Durante un periodo di estrema siccità, dopo una processione alla chiesa di San Severino, il cui uso si è piamente conservato fino ai nostri giorni, il beato Prelato chinò il capo tra le mani appoggiate sull'altare per implorare l'Onnipotente, piangendo abbondantemente, e, come un tempo santa Scolastica, attirò impr ovvisamente dal cie sainte Scholastique Sposa di sant'Ingiurioso, con il quale condivise il voto di castità. lo una pioggia torrenziale.
Miracoli e fine della vita
Dopo aver ottenuto la pioggia con le sue preghiere e aver proseguito le sue visite pastorali, morì nel 1021 e fu sepolto a Deutz.
Poiché questo eccellente Pastore non aveva nulla più a cuore della conservazione e dell'accrescimento del gregge che il suo Maestro gli aveva affidato, non poteva stancarsi di farne la rassegna attraverso continue visite pastorali, portando ovunque con sé non solo la luce della parola di Dio per illuminare gli spiriti, il fuoco della carità per animare ciascuno ad arruolarsi, ma anche i soccorsi della vita corporale, per rimediare alla necessità e alla miseria dei singoli. Fu durante il corso di queste laboriose visite che fu fermato nella piccola città di Deutz da un Duitz Monastero fondato da Eriberto di fronte a Colonia. a malattia di cui piacque a Dio servirsi per terminare e coronare i suoi lavori. Morì il 16 marzo dell'anno 1021. Il suo corpo fu sepolto a Deutz nel monastero che aveva fondato. Arnoldo, arc ivesco Arnold Arcivescovo di Colonia che procedette alla ricognizione delle reliquie del santo nel 1147. vo di Colonia, ne fece la ricognizione nel 1147, il 30 agosto, e riposa ancora in quel luogo in un bel sepolcro.
È rappresentato con una chiesa sulla mano; questo attributo ricorda specialmente la fondazione dell'abbazia e del monastero di Deutz; diciamo specialmente, perché fece restaurare un gran numero di edifici sacri nella sua diocesi.
La fondazione di questa stessa abbazia di Deutz ha dato luogo a rappresentare san Eriberto in un altro modo, vale a dire in ginocchio in preghiera davanti a un'immagine di Nostra Signora, perché, volendo erigere la sua fondazione in un luogo famoso per i crimini che vi erano stati commessi, supplicò la Santa Vergine di purificarlo.
San Eriberto, come abbiamo appena visto, ottenne dal cielo la fine di una siccità prolungata che minacciava di portare una grande carestia. Durante le preghiere pubbliche da lui ordinate per placare l'ira di Dio e alle quali assisteva, si vide una colomba volare attorno alla sua testa, come per segnalarlo alla venerazione dei popoli. La sua commiserazione per i poveri era grande. Perciò si accorreva dalla Francia e dalla Germania per avere parte alle largizioni della sua carità. Lo si invoca per la pioggia.
Culto e iconografia
Rappresentato con una chiesa o in preghiera, è invocato per la pioggia e onorato a Colonia, Deutz e in Lombardia.
È onorato a Deutz, e persino in Lombardia, poiché vi accompagnò l'imperatore Ottone III.
Si veda il Proprio di Colonia, Baillet, e il celeb re Rup Rupert Abate e autore della vita di sant'Eriberto. erto, abate di Deutz, che ha composto la vita del Santo nel monastero che egli aveva fondato.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Studi presso il monastero di Gorze in Lorena
- Nomina a cancelliere dell'imperatore Ottone III
- Consacrato arcivescovo di Colonia la vigilia di Natale del 999
- Ricevimento del Pallio a Roma dalle mani di Silvestro II
- Fondazione del monastero di Deutz
- Ottenimento miracoloso della pioggia durante una siccità
Miracoli
- Pioggia torrenziale ottenuta tramite la preghiera durante una siccità
- Apparizione di una colomba sopra la sua testa durante le preghiere pubbliche