Santa Anastasia la Patrizia
La Patrizia
Patrizia alla corte di Giustiniano, Anastasia fuggì in Egitto per sfuggire alla gelosia dell'imperatrice Teodora. Dopo aver fondato un monastero, si ritirò per 28 anni nel deserto di Scete, vivendo reclusa in una caverna sotto abiti maschili per preservare il suo anonimato. Morì verso il 576 dopo una vita di orazione continua.
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SANTA ANASTASIA, LA PATRIZIA
Distinzione e origini
Presentazione di Anastasia la Patrizia, donna di alto rango alla corte di Giustiniano, per distinguerla da un'altra Anastasia contemporanea ritiratasi a Gerusalemme.
Vi furono due Anastasia che vissero nello stesso periodo e occuparono un alto rango alla corte de ll'imperatore Giusti l'empereur Justinien Imperatore bizantino sotto il cui regno Simeone inizia la sua vita religiosa. niano: una, che sposò il patrizio Pomp le patrice Pompée Parente dell'imperatore Giustiniano. eo, parente dell'imperatore, e che, dopo la morte del marito, abbandonò il mondo e si ritirò presso Gerusalemme sul mo nte degli Ulivi, dove montagne des Oliviers Luogo della cella e del monastero di Melania a Gerusalemme. condusse una vita santa; l'altra, di cui dobbiamo parlare qui, e che è soprannominata la Patrizia, titolo d'onore che le è rimasto per distinguerla dalle altre dello stesso nome, e che mostra che era di alta condizione.
La gelosia dell'imperatrice
Il favore di cui gode Anastasia presso l'imperatore Giustiniano suscita la gelosia dell'imperatrice Teodora, precipitando la sua partenza dalla corte.
La sua bellezza, la sua virtù e il suo spirito, uniti alla sua nascita, le conciliavano la stima e l'affetto di tutti. Anche l'imperatore aveva molta considerazione per lei; ma fu proprio questo inizio di favore che le suscitò una persecuzione da parte dell'imperatrice Teod ora, e che diede occas l'impératrice Théodora Imperatrice reggente che ripristinò il culto delle immagini nell'842. ione al suo ritiro dal mondo e alla sua santificazione. Teodora, che dal teatro era salita sul trono, aveva conservato i difetti della sua prima condizione nel sublime rango in cui era stata elevata. Era suscettibile di gelosia, senza parlare degli errori che protesse e delle tragedie che causò nella Chiesa. Non poté dunque vedere il merito di Anastasia riconosciuto e applaudito dall'imperatore senza esserne allarmata, e concepì da allora funesti disegni contro di lei.
Primo esilio e vita monastica
Anastasia fugge in Egitto dove fonda un monastero vicino ad Alessandria, vivendovi fino alla morte di Teodora.
Anastasia ne fu avvertita e le fu consigliato di scongiurare la tempesta allontanandosi dalla corte per qualche tempo; ma, ancora più prudente e generosa di quanto le venisse suggerito, e riconoscendo più da vicino la fragilità delle grandezze umane grazie alle luci della fede, disse a se stessa: «Anastasia, salva la tua anima; guarisci per sempre la principessa dalla sua ingiusta gelosia e cerca di essere tu stessa principessa del cielo».
Prese dunque con sé tutto il denaro che poté portare e passò in Egitto, dove costruì un monastero femminile a circa due leghe da Alessandria e iniziò a lavorar Alexandrie Luogo di rifugio e di studio durante la persecuzione. e seriamente alla propria salvezza. Fu in seguito chiamato il monastero della Patrizia. Rimase in quella santa casa fino alla morte dell'imperatrice Teodora, e allora dipese solo da lei tornare a corte per riprendere il suo rango e beneficiare dei buoni uffici dell'imperatore; poiché quel principe, che aveva sempre conservato una particolare stima per la sua virtù e per il suo merito, ordinò che la si cercasse ovunque per ricondurla a Costantinopoli. La notizia si diffuse nei l Constantinople Città in cui il santo esercita il suo ministero e il suo patriarcato. uoghi principali dell'impero e giunse ad Alessandria, fino al monastero di Anastasia. Ella ne fu spaventata, perché da quando aveva gustato i vantaggi della pietà nella solitudine, la corte non le appariva più che come un soggiorno di turbamento e il teatro delle passioni.
L'anacoresi e il travestimento
Per sfuggire alle ricerche dell'imperatore, si ritira nel deserto di Scete sotto abiti maschili con l'aiuto dell'abate Daniele.
Il timore di essere riconosciuta e costretta a ritornarvi la obbligò ad allontanarsi maggiormente dalla città e a cercare nel profondo del deserto un asilo più sicuro. Si sottrasse al favore della notte dal suo monastero e andò a cercare nella solitudine di Scete, pr esso l'abate l'abbé Daniel Padre del deserto che guidò Anastasia nella sua vita di eremita. Daniele, il modo di mettersi al sicuro. Si gettò ai suoi piedi, gli espose i motivi che l'avevano spinta a ritirarsi da Costantinopoli, le grazie di cui Dio l'aveva favorita nel suo monastero, e lo pregò di dirle cosa dovesse fare per meglio assicurare la sua salvezza.
L'abate Daniele le diede un abito da uomo, la rinchiuse in una caverna lontana a una distanza ragionevole dal suo eremitaggio e le prescrisse allo stesso tempo le regole che doveva osservare. Tra le altre cose, le proibì espressamente di mettere piede fuori dalla sua cella, né di permettere a chiunque di entrarvi. Incaricò anche il suo discepolo di portarle ogni settimana un secchio d'acqua che depositava davanti alla sua cella, ritirandosi subito senza dire una sola parola.
Fine della vita e sepoltura
Dopo ventotto anni di reclusione, morì nel 576 assistita dall'abate Daniele che rivelò allora la sua identità segreta.
Anastasia vi trascorse ventotto anni nel digiuno e in un'orazione quasi continua; Dio, sempre liberale verso coloro che gli sono fedeli, le fece conoscere la sua ultima ora. Ella volle darne avviso all'abate Daniele; ma Dio lo rivelò anche a lui. Egli venne alla sua cella accompagnato dal suo discepolo, le diede il santo Viatico e ricevette il suo ultimo respiro. La sua cella le servì da sepolcro, e l'abate Daniele raccontò al suo discepolo e agli altri Padri del deserto tutta la sua storia, per portarli a riconoscere le meravigliose operazioni della grazia divina sulle anime, e per animarli a glorificarlo e a trarre profitto da quelle del loro stato. Morì verso l'anno 576.
Nota sul travestimento sacro
Commento sulla pratica eccezionale del travestimento maschile presso alcune sante, ispirata dallo Spirito Santo ma non proposta come modello generale.
Si citano altre sante che hanno celato il proprio sesso indossando abiti maschili. Se ne trovano altri esempi ancora tra gli Orientali; ma tali azioni devono essere considerate al di sopra delle regole, essendo state ispirate da un movimento straordinario dello Spirito Santo. Condotta ammirevole, ma che non si può proporre come modello, poiché in linea generale ciò non è affatto permesso, ed è stato persino espressamente proibito da diversi concili. Vies des Pères du désert.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Vita alla corte dell'imperatore Giustiniano
- Fuga da Costantinopoli per sfuggire alla gelosia dell'imperatrice Teodora
- Fondazione di un monastero femminile vicino ad Alessandria
- Ritiro nel deserto di Scete sotto la guida dell'abate Daniele
- Vita da reclusa per 28 anni in una caverna sotto abiti maschili
Miracoli
- Rivelazione divina della sua morte imminente
Citazioni
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Anastasia, salva la tua anima; guarisci per sempre la principessa dalla sua ingiusta gelosia, e cerca di essere tu stessa principessa del cielo.
Parole interiori riportate nel testo