22 marzo 14° secolo

Santa Caterina di Svezia

Vergine e Badessa

Festa
22 marzo
Morte
22 mars 1381 (ou 24 mars)
Epoca
14° secolo

Figlia di santa Brigida, Caterina di Svezia visse un matrimonio verginale prima di raggiungere sua madre a Roma. Consacrò la sua vita alla preghiera, alle opere di carità e alla direzione del monastero di Vadstena. È celebre per essere stata miracolosamente protetta dai rapitori, in particolare dall'apparizione di un cervo.

Lettura guidata

Sezioni di lettura: 6

SANTA CATERINA DI SVEZIA

Vita 01 / 06

Origini e infanzia miracolosa

Figlia di santa Brigida e del principe Ulf, Caterina manifesta fin dall'infanzia una pietà eccezionale e beneficia di una protezione divina contro gli attacchi demoniaci.

La croce è la scala del cielo.

Vedremo, in questa storia, una bella prova di questa parola di Nostro Signore: «Che un buon albero non produce che buoni frutti, come un cattivo albero non ne produce che di cattivi»; poiché la beata di Svezia fu un ramo di bienheureuse de Suède Figlia di santa Brigida e prima badessa di Vadstena. un tronco santissimo, ovvero: di santa Brigida e di Ulf, principe sainte Brigitte Vedova, mistica e fondatrice dell'Ordine del Santissimo Salvatore. di Neric ia, suo marito. Apparve, Ulphon, prince de Néricie Principe di Nericia e padre di santa Caterina. fin dal principio dell'infanzia, che lo Sposo celeste l'aveva scelta per una delle sue spose. Amava teneramente tutte coloro che erano virtuose, e mostrava avversione e ripugnanza per tutte coloro che non lo erano, facendo così apparire avversione e ripugnanza.

Essendo svezzata, fu messa nelle mani di una virtuosa badessa, per essere educata sotto la sua guida. Ma una notte, mentre questa religiosa era a Mattutino, il demonio, prendendo la forma di un toro, gettò con le sue corna la bambina fuori dalla culla, per ucciderla, e la lasciò semimorta nel mezzo della sua stanza. Avendola trovata in questo stato, la badessa la prese tra le sue braccia, e allora lo spirito maligno le apparve e le disse: «Oh! come l'avrei finita volentieri, se Dio me l'avesse permesso!»

All'età di sette anni, un giorno giocava agli stecchini con le altre piccole pensionanti, in un momento in cui il suo dovere la chiamava altrove; ma lo Sposo celeste, che voleva farne una Santa, non lasciò passare questo tratto d'infanzia senza correzione, e, la notte seguente, i demoni le apparvero in forma di stecchini, e la frustarono così rudemente, per svezzarla da queste ricreazioni vane e puerili, che non ebbe più voglia di soffermarvisi.

Vita 02 / 06

Un matrimonio verginale

Sposata per obbedienza a Edgard, persuade il suo sposo a vivere nella castità e influenza il suo entourage, in particolare sua cognata Gidda, verso una vita più sobria.

Non appena fu nubile, suo padre le ordinò di sposarsi. Questo comando appariva del tutto opposto alla sua inclinazione e alla risoluzione che aveva preso di rimanere casta: vi acconsentì tuttavia, confidando nell'aiuto di Dio e nel favore della santissima Vergine, affinché il suo matrimonio avvenisse senza pregiudizio per la sua verginità: cosa che accadde; poiché, avendo sposato un signore di nome Edgard, gli fece Edgard Sposo di Caterina, con la quale fece voto di castità. vedere così bene la bellezza della continenza, che lo persuase a conservarla, facendo voto di castità; e in tal modo, ingannarono il mondo l'uno e l'altra, sotto il nome e le apparenze del matrimonio. Aveva un fratello di nome Carlo, che era un p rincipe Charles Fratello di Caterina, descritto come un principe mondano. leggero e mondano; non potendo sopportare che sua sorella vivesse in quel modo con suo cognato, e soprattutto offendendosi per la semplicità dei suoi abiti, cercò di farle cambiare condotta; ma Caterina, ben lungi dall'abbandonare ciò che aveva così santamente iniziato, consigliò, al contrario, alla moglie di Carlo, chiamata Gidda, di spogliarsi di tutto ciò che sapeva troppo di secolo e di pompa mondana: in che cosa riuscì molto felicemente.

Miracolo 03 / 06

Soggiorno a Roma e protezioni miracolose

Raggiunta la madre a Roma, sfugge a diversi tentativi di rapimento grazie a interventi divini, come l'apparizione di un cervo o l'accecamento dei suoi aggressori.

Dopo la morte del padre, santa Brigida, sua madre, essendosi recata a R Rome Città natale di Massimiano. oma per ispirazione divina, ella la seguì col consenso del marito; giuntavi, non le mancarono occasioni di lotta per conservare il fiore della sua castità inviolata: poiché, qualche tempo dopo, essendosi sparsa in città la notizia della morte del marito, un signore pose gli occhi su di lei per sposarla; e, vedendo che non poteva sperare nulla per le vie ordinarie, prese la risoluzione di rapirla. Infatti, mentre un giorno si recava alla chiesa di San Sebastiano, accompagnata da alcune pie dame, questo sacrilego si mise in condizione di eseguire il suo disegno; ma un cervo, che si presentò improvvisamente in mezzo alla strada, lo distrasse, e mentre correva per inseguirlo, Caterina sfuggì dalle sue mani. Quando rientrò da sua madre, quest'ultima, a cui Dio aveva rivelato il pericolo corso dalla figlia, esclamò: «Benedetto sia, figlia mia, il cervo di cui il cielo si è servito per liberarvi dal tranello che vi era stato teso». Da allora Caterina osservò un ritiro più severo e uscì solo raramente. Tuttavia, un'altra volta che si recava con sua madre alla chiesa di San Lorenzo fuori le mura, si trovò in un simile pericolo; ma quel signore che l'attendeva, essendo sul punto di metterle le mani addosso, perse improvvisamente la vista. Riconoscendo la sua colpa, venne a gettarsi ai suoi piedi e, avendole chiesto perdono, recuperò, per le sue preghiere e per quelle di sua madre, il bene che la sua temerarietà gli aveva fatto perdere. In seguito, egli stesso rese testimonianza di questo miracolo alla presenza del Papa. Non corse altrove rischi minori che a Roma; particolarmente una volta che, recandosi ad Assis i con Assise Luogo dell'arresto di San Sabino. la stessa santa Brigida per visitare la chiesa di Santa Maria della Porziuncola, fu sorpresa in una locanda da banditi, che gettarono uno sguardo di concupiscenza su di lei; ma fu ancora liberata miracolosamente da questo pericolo: poiché si udì subito attorno alla locanda un gran rumore, come di gente in armi, e una voce risuonò nell'aria comandando di catturare quei ladri; ciò incusse loro tale spavento che presero tutti la fuga. Il giorno seguente, mentre le Sante continuavano il loro cammino, quegli stessi ladri tornarono per eseguire in pieno giorno ciò che non avevano potuto fare durante la notte: ma Dio, avendoli colpiti anche di cecità, non poterono vedere le sue serve quando passarono vicino al luogo dove si erano appostati. Questa protezione visibile del cielo aumentava talmente il fuoco dell'amore divino e l'affetto per la virtù nel cuore di Caterina, che la sua santità acquisiva continuamente nuovi gradi. L'umiltà era la sua virtù prediletta, e le lodi le davano tanta confusione e dolore quanto le umiliazioni e i disprezzi le causavano soddisfazione.

Teologia 04 / 06

Devozione e opere di carità

Nonostante la tentazione di tornare in patria, si dedica alla meditazione della Passione e alla carità verso i poveri di Roma, sostenuta da visioni mistiche.

Ma il nemico della salvezza, che nulla aveva potuto ottenere contro la nostra Santa, escogitò un inganno che quasi riuscì. La poca libertà che le restava per visitare i luoghi venerati dai fedeli rese alla giovane vedova il soggiorno a Roma noioso. Sua madre e il suo confessore ebbero un bel da fare a rappresentarle che si trattava di una tentazione; la tristezza seguì da vicino la noia; ella impallidiva e deperiva a vista d'occhio. Le due pie donne riposero la loro fiducia in Maria, chiedendole, con ferventi preghiere, di conoscere la volontà del Signore. La loro fiducia fu ricompensata: Caterina vide, in un sogno misterioso, la Madre delle misericordie, che le manifestò, con aria severa, di non avere alcun soccorso per una persona dimentica delle sue promesse, e pronta a sacrificare il suo dovere al desiderio di rivedere il suo paese, dove l'attendevano pericoli inevitabili. La pia Principessa, non appena svegliata, detestando la sua viltà, andò a gettarsi ai piedi di santa Brigida, rinnovandole la promessa di non lasciarla mai più.

Oltre alla preghiera vocale, che aveva sempre amato fin dall'infanzia, faceva ogni giorno quattro ore di meditazione sulla Passione dolorosa del suo Salvatore, al quale si offriva senza sosta in sacrificio. Un giorno, mentre era in preghiera a Roma, nella chiesa di San Pietro, una dama, vestita di bianco e con un mantello nero sopra, le apparve e le disse di pregare Dio per la moglie di suo fratello Carlo, la quale era deceduta, e che in pochi giorni avrebbe ricevuto un ricco lascito, poiché ella aveva lasciato loro per testamento la corona d'oro di cui si serviva, secondo l'usanza del paese. Questo beneficio servì solo a soddisfare meglio le grandi opere di carità che esercitava nella città di Roma; non vi era ospedale che non avesse parte alle sue liberalità. Ora, sebbene il suo equipaggio e i mobili della sua dimora fossero molto poveri, tuttavia, in certe occasioni, Dio la faceva apparire pomposamente vestita; e, con apparenze gradevoli, copriva la sua stanza di arazzi di gran pregio, e il suo letto di cortine di porpora e di coperte di drappo d'oro, per soddisfare gli occhi di coloro che si fermano all'esteriorità.

Fondazione 05 / 06

Superiora a Vadstena e missione diplomatica

Dopo la morte di Brigida, divenne superiora del monastero di Vadstena in Svezia prima di tornare a Roma per perorare la canonizzazione di sua madre presso il Papa.

Trascorse venticinque anni con sua madre, sia a Roma che durante il viaggio a Gerusalemme, dove l'accompagnò. Dopo il beato trapasso di santa Brigida, ritornando in Svezia, vi portò il suo corpo e diverse altre reliquie di santi con sé; poi, avendo terminato le esequie, entrò nel monast ero di Vadstena, di monastère de Watzen Monastero svedese di cui Caterina fu superiora. cui fu riconosciuta come superiora. Iniziò allora a istruire le religiose sulla regola che sua madre aveva lasciato per iscritto; ma poiché Dio glorificò il sepolcro di questa santa vedova con diversi miracoli, il re di Svezia, e tutti i prelati e i principi del suo regno, volendo ottenere dal Papa che procedesse alla sua canonizzazione, giudicarono opportuno che sua figlia Caterina tornasse per questo a Roma. Ella vi si recò secondo il loro desiderio; ma a causa dello scisma che sorse nella Chiesa, al tempo di Urbano Urbain VI Papa che estese la festa della Visitazione a tutta la Chiesa nel 1389. VI, non poté portare a termine questa faccenda; non lasciò tuttavia questa grande città senza lasciarvi evidenti segni della sua santità; poiché una donna che era malata, non volendo confessarsi né prepararsi alla morte, ella si mise in orazione e implorò la misericordia divina per lei. Allora uscì dal Tevere un vapore nero e denso che circondò la sua casa e l'offuscò a tal punto che le persone che vi erano non potevano nemmeno vedersi, e vi si fece un rumore così spaventoso che la malata, tutta spaventata e quasi fuori di sé, chiamò Caterina e le promise, con le lacrime agli occhi, di fare tutto ciò che le avrebbe comandato. Si confessò e, il giorno seguente, finì i suoi giorni con ogni apparenza che Dio le avesse perdonato i suoi peccati. Un'altra, che aveva avuto diversi parti difficili, trovandosi incinta e prossima al termine, supplicò questa santa Principessa di non dimenticarla nelle sue preghiere; la Santa le diede buona speranza e le promise di assisterla. In effetti, ottenne tanto con le sue istanze presso Dio, che questa donna partorì felicemente una figlia, che fu chiamata Brigida.

Dopo un soggiorno di cinque anni nella città di Roma, dove, nel perseguimento della canonizzazione di sua madre, ricevette molte lodi in pieno Concistoro dalla bocca stessa del sommo Pontefice, riprese la strada per la Svezia per ritirarsi nella sua solitudine. La sua reputazione era così grande che fu ricevuta e trattata con rispetto e onore straordinari da tutti i principi e i prelati, sia d'Italia che di Germania, presso i quali passò. Tutto questo viaggio fu glorioso per lei, a causa dei miracoli che furono compiuti per sua intercessione. Si racconta, tra l'altro, che un uomo del suo seguito, essendo caduto addormentato dall'alto di un carro ed essendo stato schiacciato sotto le ruote, la virtuosa Principessa fece la sua preghiera, lo toccò con le sue mani e lo guarì. Fece lo stesso per un altro che era caduto dalla sommità di un edificio sulle pietre e si era rotto le membra a tal punto che non poteva muoversi; gli restituì anche, con il suo tocco, una salute così perfetta che tornò immediatamente a lavorare con gli altri operai, dando mille lodi a Dio e alla sua benefattrice, che aveva ottenuto così prontamente la sua guarigione.

Vita 06 / 06

Ultimi giorni ed eredità

Si spense nel 1381 in Svezia. La sua eredità comprende l'opera 'Consolazione dell'anima' e una ricca iconografia che simboleggia la sua purezza e i suoi miracoli.

Tornata Caterina in Svezia, la sua salute cominciò a indebolirsi. Aveva l'abitudine, fin dal tempo in cui viveva con sua madre, di confessarsi ogni giorno, e continuò a farlo sempre, specialmente durante quest'ultima malattia. Tuttavia, a causa della debolezza dello stomaco e dei vomiti, non osava ricevere il Santissimo Sacramento dell'altare; se lo faceva comunque portare per adorarlo e per umiliarsi alla sua divina presenza. Infine, alzando gli occhi al cielo e raccomandando la sua anima a Dio, passò da questo mondo a uno migliore, nell'anno di grazia 1381. Gli atti della sua vita dicono che fu l'undicesimo giorno delle calende di aprile, che corrisponde al 22 marzo. Ma, poiché aggiungono che fu la vigilia della festa dell'Annunciazione, molti hanno creduto che vi si fosse insinuato un errore: che si fosse scritto 11 al posto di 9, che è il 24 dello stesso mese. È una differenza di poca importanza, che non ci ha dispensato dal seguire la data del Martirologio Romano.

Sopra il monastero dove la Santa era deceduta apparve una stella che seguì il suo corpo fino alla chiesa e rimase sospesa in aria, davanti al feretro, fino alla fine della sepoltura. Molti miracoli avvennero al suo sepolcro.

Di santa Caterina di Svezia possediamo un libro intitolato: *Con solazione dell'anima Consolation de l'âme Opera spirituale composta da santa Caterina. *. Lei stessa dice nella sua prefazione che la sua opera è composta da massime tratte dalla Sacra Scrittura e da diversi trattati di pietà.

Ecco i diversi modi di rappresentare santa Caterina di Svezia:

1° Durante la sua infanzia, Maria le appare di notte e la loda per la modestia con cui riposa; 2° un cervo al suo fianco. Abbiamo appena detto in quale circostanza questo animale distolse l'attenzione di un rapitore che insidiava la virtù della Santa. Ma c'è un altro tratto della sua vita che potrebbe aver fornito agli artisti il motivo per porre un cervo accanto a lei: si racconta infatti che, mentre attraversava un bosco durante una battuta di caccia del marito, una daina inseguita dai cani si gettò verso la nostra Santa, che ottenne la grazia per quella graziosa bestia; 3° in gruppo con sua madre santa Brigida, in abiti da pellegrino; 4° mentre medita la Passione del Salvatore per ricordare la sua devozione alle sofferenze di Gesù Cristo: passava infatti ogni notte diverse ore a versare abbondanti lacrime davanti a un crocifisso; 5° con un giglio in mano, simbolo della sua verginità durante il matrimonio e della sua professione religiosa, dopo la morte del principe suo sposo; 6° è stata rappresentata talvolta nel suo letto, visitata da un sacerdote che porta l'Eucaristia, perché, nella sua ultima malattia, non potendo ricevere il viatico a causa dei suoi disturbi di stomaco, chiese di poter almeno adorare Nostro Signore nel suo augusto Sacramento; 7° viene rappresentata ancora sia in costume da badessa, tenendo un pastorale e una piccola chiesa; sul capo una corona che ricorda la sua nobile origine; sia intenta a curare e medicare i poveri.

Si invoca santa Caterina di Svezia contro l'aborto e contro le inondazioni.

Surio riporta la sua vita nel suo secondo tomo. La si trova anche alla fine del Libro delle Rivelazioni di santa Brigida, sua madre.

Fonte ufficiale Les Petits Bollandistes, di mons. Paul GUÉRIN, cameriere di Sua Santità Pio IX.