Originario di Argo e discepolo di San Giovanni Evangelista, San Regolo fu uno dei primi evangelizzatori delle Gallie al fianco di San Dionigi. Primo vescovo di Arles e poi di Senlis, si distinse per numerosi miracoli, tra cui la distruzione di idoli pagani e il silenzio imposto alle rane. Morì in pace verso il 130 dopo quarant'anni di apostolato.
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SAN REGOLO, VESCOVO DI ARLES E DI SENLIS
Fonti e contesto storico
Il testo si basa su ricerche agiografiche del IX secolo condotte dopo l'incendio degli archivi di Senlis, citando autori come Vincenzo di Beauvais.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Marco XVI, 17, 18.
Non possiamo iniziare la vita di questo santo Vescovo senza deplorare un grande incendio avvenuto a Senlis nel IX secolo, il quale, consumando la chiesa cattedrale e i suoi archiv Senlis Città natale e sede episcopale del santo. i, ci ha sottratto le principali memorie dalle quali avremmo potuto apprendere le sue più belle azioni. Tuttavia, ciò che ci deve consolare è che, poco tempo dopo, alcune persone zelanti per il suo onore, volendo supplire a una così grande perdita, fecero una diligente ricerca di tutte le carte e i documenti autentici che si poterono trovare in altri luoghi riguardanti la sua nascita, la sua conversione, la sua missione, il suo episcopato e le altre circostanze della sua vita, e, su questi atti, hanno composto tutta la sua storia, che è giunta fino a noi. La si ritrova in Vincenzo di Beauvais, in sant'Antonino e nei continuatori di Bollandus: ne trarremo l'abbreviato che andremo a inserire in questa raccolta.
Conversione e formazione in Oriente
Originario di Argo, Rieul si convertì al cristianesimo a Efeso presso san Giovanni Evangelista prima di distribuire i suoi beni ai poveri.
San Rieul e Saint Rieul Primo vescovo di Senlis e vescovo di Arles, missionario di origine greca. ra originario di Argo, città della Grecia, e di una famiglia molto ragguardevole. Essendo in età di scegliere il proprio stato, sentì parlare delle meraviglie che compiva, a Efeso, il discepolo predile tto di Gesù, san Giovann saint Jean l'Évangéliste Santo verso il quale Zita nutriva una grande devozione. i Evangelista; andò a trovarlo e fu talmente rapito dalla sua santità e dalla sua dottrina che rinunciò all'idolatria, di cui aveva fatto professione fino ad allora, abbracciò il cristianesimo, ricevette da lui il santo battesimo e, dopo aver fatto un giro nel suo paese per distribuire ai poveri gli immensi beni che aveva ereditato dai suoi genitori, si legò poi inviolabilmente alla sua persona per aiutarlo nella conversione degli infedeli e nell'instaurazione della religione cristiana. Il santo apostolo, ammirando sempre più la virtù di questo generoso neofita, gli diede un rango nella Chiesa (vi è apparenza che lo fece sacerdote) e lo onorò della sua più grande familiarità. Ma la persecuzione strappò presto il maestro al discepol Domitien Imperatore romano che perseguitò Giovanni. o; poiché l'imperatore Domiziano, che era succeduto a Tito, suo fratello, essendo stato informato dei frutti meravigliosi che san Giovanni produceva a Efeso contro il culto dei falsi dei, se lo fece condurre a Roma e, dopo averlo fatto immergere in una caldaia d'olio bollente, lo relegò nell'isola di Patmos.
La missione apostolica in Gallia
Inviato da papa san Clemente, Rieul accompagna san Dionigi l'Areopagita per evangelizzare le Gallie, fermandosi dapprima ad Arles.
San Rieul rimase ancora qualche tempo a Efeso, per sostenere e confermare i cattolici; ma apprese che san Dionigi l'Areopagita era passato a Roma, con il disegno di andare a portare la fede nei paesi dove non era ancora stata portata; animato dallo stesso zelo e dallo stesso desiderio della salvezza degli infedeli, lo seguì e venne a offrirsi a san Clemente, che occupava da poco tempo la cattedra di san Pietro. Questo grande papa li ricevette con una gioia straordinaria; e, poiché aveva un desiderio estremo della conversione delle Gallie, le cui frontiere, dal lato dell'Italia e della Spagna, avevano sole ricevuto il Vangelo, compose una santa colonia di diversi uomini apostolici per questa grande spedizione. San Dionigi, che la sua alta erudizione, la sua sapienza tutta celeste e la sua dignità di vescovo di Atene rendevano assai considerevole, ne fu dichiarato il capo; gli furono dati Rustico come diacono ed Eleuterio come suddiacono, e gli fu unito, come collega e cooperatore, il nostro san Rieul, con Luciano, Eugenio e molti altri, di cui avremo occasione di parlare nel seguito di questa raccolta. Un degli storici di san Rieul lo conduce tutto d'un tratto a Parigi e a Senlis; ma gli altri, che l'antica tradizione delle chiese di Provenza autorizza grandemente, ci insegnano che questa illustre colonia venne dapprima ad Arle s, do Arles Metropoli ecclesiastica della provincia da cui dipendeva Costantino. ve vi erano già diversi cristiani che san Trofimo aveva convertito e battezzato, essendone stato fatto vescovo da san Paolo, quando vi passò con diversi eccellenti missionari per andare in Spagna. I nostri santi predicatori furono dunque ricevuti da questa santa società come Angeli venuti dal cielo, e ne accrebbero presto il numero per la forza dei loro sermoni, delle loro esortazioni e dei loro miracoli. San Dionigi rovesciò persino, con la sola invocazione del nome di Gesù Cristo, il celebre idolo di Marte, che il popolo adorava; e, essendosi per questo mezzo reso padrone del tempio, lo purificò e lo consacrò al vero Dio in onore dei beati apostoli san Pietro e san Paolo, e fece costruire un battistero per la rigenerazione di coloro che si sarebbero convertiti. Non sarebbe stato opportuno abbandonare questa chiesa nascente, né la ricca messe che vi si poteva sperare in seguito; ecco perché lo stesso san Dionigi, avendo inviato alcuni dei suoi altri colleghi in diverse province delle Gallie, consacrò san Rieul vescovo e lo lasciò ad Arles; lui, che era destinato a Parigi, proseguì il suo cammino e venne a portarvi il prezioso seme del Vangelo.
Episcopato ad Arles e visione mistica
Consacrato vescovo di Arles, riceve una visione soprannaturale del martirio di san Dionigi a Parigi e decide di recarvisi per onorare le sue reliquie.
Il nostro nuovo Vescovo lavorò con coraggio infaticabile per dissodare il campo che gli era stato assegnato, e lo fece con tale successo che si vide, in poco tempo, a capo di una chiesa numerosa, la cui pietà diffondeva il buon odore di Gesù Cristo in tutto il paese.
Tuttavia, essendo stati martirizzati a Parigi il beato Areopagita e i suoi due compagni, Rieul ne fu avvertito lo stesso giorno in modo del tutto soprannaturale; stava celebrando i divini misteri davanti a tutto il popolo. Dopo aver recitato, nel canone, i nomi di san Pietro e di san Paolo, aggiunse, senza pensarci, quelli di questi nuovi martiri, dicendo: «E dei beati martiri Dionigi, Rustico ed Eleuterio», e vide sull'altare tre colombe, che portavano questi nomi sacri impressi in colore di sangue sul petto. Comunicò, dopo la messa, la sua visione ai principali membri del suo clero e, avendo affidato a un vescovo, chiamato Felicissimo, l'incarico della chiesa di Arles, partì subito per andare a cercare le loro reliquie a Parigi.
Le reliquie di Parigi e santa Catulla
A Chatou, Rieul incontra Catulla che aveva sepolto i martiri; celebra la messa sulle loro tombe e consacra una prima cappella.
Giuntovi, secondo le informazioni che gli furono date, si recò al villaggio di Chatou e vi incontrò fortunatamente una dama di Catulle Donna cristiana di Chatou che diede sepoltura a san Dionigi e ai suoi compagni. nome Catulla; era colei che aveva rimosso i corpi dei martiri e li aveva sepolti segretamente. Quando egli si fece conoscere a lei, ella gli dichiarò tutta la storia del loro martirio e lo condusse nel luogo in cui li aveva sepolti. Fu lì che san Rieul, abbandonando il suo cuore al dolore, sparse un torrente di lacrime; ma non piangeva tanto il supplizio del suo maestro e dei suoi compagni, quanto la propria sventura per non aver avuto parte al loro trionfo. Celebrò nello stesso luogo il divino sacrificio in loro onore, e incise su una pietra il racconto di ciò che era accaduto nel corso dei loro combattimenti. Tuttavia la pia Catulla, desiderando essere istruita più perfettamente di quanto non lo fosse sui misteri della nostra religione, supplicò il suo santo ospite di non uscire così presto dal suo alloggio, poiché, d'altronde, non essendo ancora placata la persecuzione contro i cristiani, egli non poteva esporsi senza andare incontro inutilmente alla morte. Ma tre giorni dopo, essendosene andato il presidente Fescennius alla notizia della morte dell'imperatore Domiziano, ella poté far costruire una cappella di legno attorno alle tombe dei santi martiri, e san Rieul la consacrò sotto il loro nome. È la cappella che santa Genoveffa di Parigi fece, in seguito, ricostruire in pietra, come abbiamo già indicato nella sua vita.
Evangelizzazione di Louvres e Senlis
In viaggio verso Senlis, distrugge l'idolo di Mercurio a Louvres e converte la popolazione di Senlis dopo aver guarito un ossesso e abbattuto gli idoli del tempio.
Dopo aver ridato coraggio al cuore dei fedeli di Parigi, dispersi dalla tempesta, e aver posto a loro capo il sacerdote Malon che consacrò vescovo, san Rieul, sentendosi chiamato altrove, prese la strada per Senlis e, passando per Louvres, a sei leghe da Parigi, vi trovò dei contadini che adoravano l'idolo di Mercurio. Il loro accecamento gli ispirò molta compassione; fece il segno della croce su quell'idolo, lo toccò con il suo bastone, pronunciò il santo nome di Gesù e, nello stesso istante, l'idolo cadde a terra e fu ridotto in polvere. Da ciò prese spunto per istruire quei contadini e far loro vedere che era a torto che rendevano a una creatura inanimata, o a un demone che vi si mostrava, il culto sovrano che è dovuto solo a Dio creatore del cielo e della terra; e la sua parola fu così potente che convertì quella povera gente e li spinse a chiedere il santo Battesimo. Edificarono persino una cappella che san Rieul dedicò in seguito, e si crede che sia ancora quella che si vede presso la parrocchia; sebbene non si possa dubitare che, dopo tanti secoli, sia stato necessario ripararla più volte. Porta il nome della santa Vergine.
Questo felice successo diede a san Rieul il coraggio di intraprendere la conversione degli abitanti di Senlis. Vi fu invitat o da u Senlis Città natale e sede episcopale del santo. na dama che aveva il figlio posseduto da un demone furioso, la quale lo supplicò con molte lacrime di venire a liberarlo. Fu il primo miracolo che compì in quella città. In seguito, essendosi aperte le porte della prigione al suo comando, e essendosi spezzate le catene dei prigionieri, li trasse da quel luogo di miseria e diede loro la libertà; queste azioni, compiute alla presenza di tutto il popolo, furono causa del fatto che molti riconobbero la verità della nostra santa fede e pregarono il Santo di battezzarli. Il presidente Quintiliano, essendone Quintilien Presidente o governatore di Senlis convertito da san Rieul. avvertito, ordinò ai sacerdoti degli idoli di preparare, per il giorno seguente, un grande sacrificio, con l'intento di obbligare Rieul a presenziarvi e a offrire come gli altri incenso agli dei falsi, o, se si fosse rifiutato di farlo, di immolarlo egli stesso con crudeli supplizi; ma san Dionigi e i suoi compagni, apparendogli di notte, lo dissuasero da una risoluzione così ingiusta e lo avvertirono che, se voleva essere salvato, era necessario che abbracciasse la religione che predicava quel nuovo dottore. Il giorno seguente, comunicò la sua visione alla moglie, la quale, ben lungi dallo spegnere quelle prime scintille di conversione, le accese al contrario e le fortificò molto con i suoi discorsi, avendo già lei stessa ricevuto qualche sentore della fede per mezzo di coloro che avevano assistito alle predicazioni di san Dionigi.
Tuttavia Rieul si recò di buon mattino al tempio, costruito all'interno delle mura della città. Era un edificio sontuoso e magnifico dove vi erano ogni sorta di idoli e figure delle divinità pagane. Ma al suo arrivo, e non appena ebbe pronunciato il nome adorabile di Gesù, tutte quelle figure caddero a terra e furono infrante. Questo incidente portò scompiglio e costernazione tra i sacerdoti: ma durante la loro agitazione, il Santo, animato dallo zelo e dalla gloria del suo Dio, si mise a predicare pubblicamente la falsità del paganesimo e la verità del Vangelo; e lo fece con tale ardore e forza che non vi fu quasi nessuno tra gli astanti che non si arrendesse alle sue ragioni. Il presidente arrivò poco dopo con sua moglie e tutta la sua famiglia, e testimoniò di voler essere cristiano: ciò che finì di conquistare i principali abitanti che il timore di un uomo così terribile poteva molto impedire dal dichiararsi. Gli stessi sacerdoti non poterono resistere a una dimostrazione così evidente del loro errore; così, dopo un digiuno di tre giorni, e dopo che il tempio fu purificato e dedicato in onore della santa Vergine (è ancora oggi la cattedrale dove si trova la cappella e la celebre immagine di Nostra Signora dei Miracoli), si celebrò un battesimo solenne di un numero quasi infinito di persone di ogni sesso, età, stato e condizione. San Rieul fece anche disporre un cimitero alla porta della città, per la sepoltura dei fedeli, e vi fece costruire una chiesa sotto i nomi di San Pietro e San Paolo. Questa chiesa e questo cimitero portano ora il suo nome, e lo si è dato anche a una fontana che si trova dal lato di Compiègne, perché fu lui a farla scaturire miracolosamente, dopo aver predicato al popolo in aperta campagna.
Miracoli e viaggio nel Beauvaisis
Rieul moltiplica le guarigioni e si reca verso Beauvais per consacrare san Luciano, operando il celebre miracolo del silenzio delle rane a Rully.
Ecco quali furono le primizie della conversione del territorio di Senlis. Dio ne aumentò i progressi attraverso grandi miracoli, che il Santo operò in diverse occasioni; poiché la sua storia ci insegna che restituì la vista ai ciechi, l'udito ai sordi, l'uso dei piedi agli zoppi e la salute a molti malati. Ma si può dire che il più grande dei suoi miracoli fosse la sua vita tutta celeste e angelica. Aveva un'umiltà profondissima, che fondava su queste parole del Figlio di Dio, di cui non perdeva mai il ricordo: «Tutti coloro che si umilieranno saranno esaltati, e tutti coloro che si esalteranno saranno umiliati». Il suo zelo per la gloria di Dio non aveva confini, e non vi era nulla che non intraprendesse e che non fosse pronto a soffrire per estenderla e per accrescerla da ogni parte. La sua carità era immensa e si riversava su ogni sorta di infelice. Nessuna avversità era capace di abbatterlo. Nessuna prosperità e nessun buon successo erano capaci di gonfiare il suo cuore. La sua modestia, unita a un portamento maestoso e a una venerabile vecchiaia, imprimeva un così grande rispetto nello spirito di tutti coloro che lo guardavano, che non potevano fare a meno di amarlo e onorarlo. Tutti gli autori della sua vita riportano che il clero e il popolo di Beauvais lo inviarono a supplicare di venire a consacrare vescovo il loro apostolo, san Luciano, che era anch'egli uno dei missionari compagni di san Dionigi; ma durante il viaggio dei loro deputati verso Senlis, questo santo apostolo fu messo a morte per la fede di Gesù Cristo, senza aver ricevuto da lui l'imposizione delle mani. Se ciò è vero, bisogna dire che san Luciano è chiamato primo vescovo di Beauvais solo perché era eletto, nominato e designato vescovo, e, essendo stato inviato da san Clemente e san Dionigi, aveva tutta la giurisdizione episcopale, come gli ecclesiastici nominati a un vescovado e istituiti dal Papa l'hanno prima della loro consacrazione. Comunque sia, gli autori aggiungono che la notizia di questo illustre martirio, che fu portata a san Rieul alla sua partenza, non gli impedì di continuare il suo viaggio; in tutti i villaggi che incontrò lungo il suo cammino, predicò Gesù Cristo con meraviglioso successo. Non lontano da Senlis, guarì un cieco e, in memoria di questo miracolo, fu costruita nello stesso luogo una cappella, di cui s Rully Luogo del miracolo delle rane. i vedono ancora le vestigia nel villaggio di Rully. Predicando in aperta campagna, poiché il rumore delle rane impediva che lo si sentisse, ordinò a tutte loro, eccetto una, di smettere di gracidare finché fosse durato il suo discorso, e subito fu obbedito; egli si servì vantaggiosamente dell'obbedienza di quegli animali privi di ragione per spingere i suoi uditori a obbedire al vero Dio. A Brenouille, dove restituì la vista a un cieco, fu eretta una chiesa che, più tardi, fu posta sotto il suo patronato. A Canneville, eresse un oratorio che dedicò a san Luciano di Beauvais. Infine, dopo aver mirabilmente consolato e fortificato il popolo di Beauvais con la sua presenza, ritornò alla sua prima chiesa.
Trapasso e posterità iconografica
Muore in pace verso l'anno 130 sotto l'imperatore Adriano. La sua iconografia lo associa a un asino, un cervo e delle rane.
Impiegò il resto della sua vita a coltivare, con le sue visite, le sue esortazioni e i suoi esempi, la vigna di cui aveva la cura. Infine, cosa ammirevole in un tempo in cui il martirio era quasi inseparabile dall'episcopato, morì in pace in mezzo al suo popolo, nell'anno 130, sotto l'imperatore Adriano, dopo aver lavorato per quasi quarant'anni a queste diverse missioni. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa di San Pietro e San Paolo, che ha preso da allora il suo nome, come abbiamo detto; e ha compiuto, nel corso dei secoli, un gran numero di miracoli. I suoi storici sono costretti a ometterne la maggior parte, poiché l'incendio avvenuto nella chiesa cattedrale di Senlis ne ha fatto perdere gli atti; ma ne riportano alcuni assai considerevoli, che mostrano i grandi meriti e lo straordinario potere di questo santo Vescovo.
Si rappresenta san Rieul con un asino coricato ai suoi piedi: ecco il senso di questa rappresentazione che, del resto, si trova raramente nelle opere degli artisti: Rieul, avendo liberato un ossesso a Senlis, il diavolo scacciato dall'esorcismo, testimoniò il desiderio di entrare nel corpo dell'asino, che serviva da cavalcatura al santo Vescovo. Era senza dubbio una compensazione, come quella dei demoni che, secondo il Vangelo, chiesero di poter abitare il corpo dei porci. Ma, dice la leggenda, l'asino, da bestia ben istruita, fece un segno di croce con il suo piede sulla terra, e il diavolo fu ridotto a doversi sistemare altrove. — Si vedono ancora un cervo e una cerva nelle antiche pitture che rappresentano san Rieul, senza dubbio per ricordare il miracolo di questi animali, che andavano a inginocchiarsi davanti alla sua tomba, in mezzo alla folla, il giorno della sua festa. Ma vi è forse a ciò una spiegazione più allegorica. Non sarebbe la rappresentazione, per così dire geroglifica, della conversione del paese di Senlis, i cui abitanti si chiamavano abitanti dei boschi, Silvanectenses? — Va da sé che le rane, la cui voce tacque all'ordine di san Rieul, sono apparse nelle sue immagini. Gli abitanti di Rully, dove si operò questo miracolo, e il cui nome latino Reguliacus deriva da Régulus (Rieul), non hanno mancato di far rappresentare delle rane sul quadro della cappella di san Rieul, loro apostolo.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Conversione per opera di san Giovanni Evangelista a Efeso
- Missione nelle Gallie con san Dionigi l'Areopagita
- Episcopato ad Arles
- Visione delle tre colombe durante il martirio di san Dionigi
- Episcopato ed evangelizzazione di Senlis
- Distruzione degli idoli di Mercurio a Louvres e di Marte ad Arles
Miracoli
- Visione di tre colombe recanti i nomi dei martiri di Parigi
- Distruzione dell'idolo di Mercurio tramite il tocco di un bastone
- Apertura miracolosa delle prigioni di Senlis
- Sorgere di una fonte miracolosa vicino a Compiègne
- Silenzio imposto alle rane a Rully per poter predicare
- Guarigione di ciechi e di indemoniati
Citazioni
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Chiunque si umilierà sarà esaltato, e chiunque si esalterà sarà umiliato
Vangelo (citato come regola di vita del santo)