Proveniente dalla nobiltà fiorentina, Caterina de' Ricci entrò tra le Domenicane di Prato a tredici anni. Grande mistica, ricevette le stimmate e visse ogni settimana i tormenti della Passione in estasi. Fu celebre per le sue visioni, in particolare i suoi colloqui a distanza con san Filippo Neri.
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SANTA CATERINA DE' RICCI (1590).
Giovinezza e vocazione religiosa
Nata nella nobiltà fiorentina, Caterina manifesta una pietà precoce prima di unirsi al monastero domenicano di Prato all'età di tredici anni.
Caterina, Catherine Vergine domenicana e mistica italiana del XVI secolo. nata dalla nobile famiglia dei Ricci, a Firen Florence Città in cui Giulia ha servito come domestica. ze, mostrò fin dall'infanzia una pietà precoce e come naturale. Posta nel monastero suburbano di San Pietro di Monticelli per esservi educata e formata alla virtù, ogni giorno pregava davanti a un'immagine di Cristo in croce, non senza versare lacrime; e meditava la Passione, anche durante le ore di ricreazione. Fu in seguito trasferita al monastero di San Vincenzo, dell'Ordine di San Domenico, nella città di Prato; e f u men Prato Città in cui si trova il monastero di San Vincenzo dove visse. tre si trovava lì che rifiutò costantemente di tornare alla casa paterna prima di aver ricevuto l'assicurazione che sarebbe tornata al monastero. Infine, all'età di tredici anni, disprezzando le delizie del secolo, abbracciò la vita religiosa nello stesso monastero.
Ascetismo e direzione spirituale
Conduce una vita di austerità estreme e di fervente preghiera, dirigendo al contempo la sua comunità con umiltà e zelo per la regola.
La sua carità verso Dio era ardente e la sua orazione quasi continua: vi consacrava tutto il tempo che le lasciavano le sue occupazioni necessarie e il poco riposo che si concedeva; affliggeva il suo corpo macerandolo per mezzo di una catena di ferro e della flagellazione. Molto sobria nel cibo, si astenne dalla carne per quarantotto anni, vivendo per la maggior parte del tempo di verdure ed erbe, talvolta accontentandosi di pane e acqua. Desiderando la salvezza del prossimo, spandeva davanti a Dio preghiere molto ferventi per la conversione dei peccatori. Fu mossa da tale compassione per un'anima che era in purgatorio, che la si vide soffrire i dolori più acerbi che le furono inviati dal cielo in espiazione delle pene meritate da quell'anima. La sua prudenza era rara, il suo zelo per l'osservanza della regola molto ardente; diresse a lungo le religiose del suo monastero, formandole alla santità con l'esempio ancora più che con le esortazioni. In questo ufficio, praticava l'umiltà fino ad assolvere i lavori più penosi e più umili, fino a farsi serva devota dei malati.
Grazie mistiche e fenomeni soprannaturali
Caterina riceve le stimmate e vive settimanalmente la Passione di Cristo; è anche nota per il suo dono di bilocazione con san Filippo Neri.
Le grazie dall'alto scesero su di lei con una profusione straordinaria: fu così che ricevette dalle mani del Salvatore l'anello del fidanzamento e le sacre stimmate, che si resero esteriormente visibili più di una volta. Per lo spazio di diversi anni, il giovedì e il venerdì, rapita nella più sublime estasi, sentì abitualmente tutti i tormenti del Redentore nella sua passione, l'uno dopo l'altro, e in ordine. Trovandosi a Prato, vide san Filippo Neri, che er a a R Prato Città in cui si trova il monastero di San Vincenzo dove visse. oma, e si i ntrattenne con lui a q saint Philippe de Néri Santo contemporaneo con il quale ebbe una visione mistica. uella distanza. Illustre per il dono delle estasi, dei rapimenti, delle celesti visioni e delle luci profetiche, predisse il futuro e scoprì cose nascoste. Infine, indebolita da gravi malattie e munita dei sacramenti della Chiesa, volò al cielo nell'anno di Nostro Signore 1590, all'età di sessantanove anni, il 2 febbraio. Il sommo Pontefice Benedetto XIV la iscrisse solennemente nel novero delle sante vergini, nell 'anno dell Benoît XIV Papa che ha beatificato Girolamo Emiliani. a nostra salvezza 1746.
Transito e rappresentazioni sacre
Dopo la sua morte nel 1590 e la sua canonizzazione nel 1746, la sua iconografia si è fissata attorno ai simboli delle sue visioni mistiche e al suo nome di nascita, Alessandrina.
Santa Caterina de' Ricci viene rappresentata mentre riceve dalle mani di Gesù Cristo l'anello delle vergini; con una corona di spine sul capo, poiché fin dall'infanzia si vide la sua fronte imperlata di piaghe sanguinanti che ricordavano l'incoronazione di spine; in preghiera davanti a un crocifisso che si anima e si stacca per abbracciarla; mentre riceve nella bocca un getto di latte dalla Santa Vergine. Prima di en trare in re Alexandrine Vergine domenicana e mistica italiana del XVI secolo. ligione, Caterina si chiamava Alessandrina.
--**Lezioni del breviario domenicano.**
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Educazione presso il monastero di San Pietro a Monticelli
- Ingresso nel monastero di San Vincenzo a Prato all'età di 13 anni
- Ricezione delle stimmate e dell'anello degli sponsali mistici
- Direzione delle religiose del suo monastero
- Visione e colloquio a distanza con san Filippo Neri
- Canonizzazione da parte di Benedetto XIV nel 1746
Miracoli
- Stimmate visibili
- Bilocazione o visione a distanza con san Filippo Neri
- Estasi settimanali della Passione
- Crocifisso che si anima per abbracciarla
- Dono di profezia