Nato nella regione di Reims, Gervino fu abate di Saint-Riquier nell'XI secolo dopo essere stato monaco a Verdun. Grande viaggiatore ed erudito, arricchì la biblioteca della sua abbazia e percorse l'Europa per predicare e confessare. Morì santamente nel 1075 dopo aver sopportato la lebbra con pazienza.
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SAN GERVINO, ABATE DI SAINT-RIQUIER (1075).
Giovinezza e formazione a Reims
Gervino nasce nella regione di Reims e studia presso la scuola episcopale di Reims, dove supera le tentazioni legate alle sue letture profane.
Gervin Gervin Abate di Saint-Riquier nell'XI secolo, noto per la sua erudizione e i suoi viaggi. o nacque all'inizio dell'XI secolo, nella regione di Reims. Si ritiene che la sua famiglia fosse parente di Brunone, il quale, dopo aver occupato la sede di Toul, divenne papa con il nom Léon IX Papa che visitò il sepolcro del santo nel 1049. e di Leone IX. Compì i suoi studi nella scuola episcopale annessa alla metropoli di Reims. Sedotto dalla lettura dei poeti dell'antichità, lasciò che la sua immaginazione si infiammasse a tal punto da non essere lontano dal mettere in pratica le massime licenziose di cui aveva nutrito il suo spirito. La grazia di Dio lo fece tuttavia trionfare su queste tentazioni e rinunciare completamente alle cattive letture.
Vita monastica e pellegrinaggio in Terra Santa
Inizialmente canonico a Reims e poi monaco a Verdun, compì un pellegrinaggio ai Luoghi Santi nel 1027, passando per l'Ungheria.
Inizialmente canonico della chiesa di Reims, poi religioso a Saint-Vannes di Verdun, si fece notare nel mondo come nel chiostro per l'abbondanza delle sue conoscenze, la dolce eloquenza delle sue parole, la sua obbedienza, la sua devozione, la sua umiltà. Nel 1027, andò con il be ato Riccardo, abate bienheureux Richard Abate di Saint-Vannes di Verdun e compagno di pellegrinaggio. di Saint-Vannes, e altri seicento pellegrini, a visitare i Luoghi Santi. La pia carovana passò per l'Ungheria. Ricevet Hongrie Regno in cui si svolge la vita del santo. te una cordiale accoglienza da parte del re santo Stefano.
Abate di Saint-Riquier
Nominato abate di Saint-Riquier nel 1045, sviluppa l'abbazia attraverso costruzioni e l'arricchimento della sua biblioteca.
Nel 1045, Enrico I, re d'Inghilterra, lo nominò abate d i Saint-Riqui Saint-Riquier Monastero di cui Gervino fu abate e costruttore. er e lo designò come successore del venerab ile Engue Enguerran Predecessore di Gervino alla guida dell'abbazia di Saint-Riquier. rran, divenuto infermo. Il monaco di Verdun volle accettare tale incarico solo a condizione di esserne investito dal suffragio dei religiosi.
Segnalò la sua amministrazione con la costruzione di diverse cappelle e santuari, con una gestione dignitosa e al contempo accurata dei beni temporali dell'abbazia e, soprattutto, con lo zelo profuso nell'arricchire la biblioteca con un gran numero di manoscritti greci e latini.
Missioni e viaggi in Europa
Gervino percorre numerose regioni d'Europa per predicare e confessare, recandosi in particolare a Roma e in Inghilterra.
I pellegrini affluivano nella chiesa del monastero: Gervino trascorreva intere giornate a ricevere le loro confessioni. Spinto dal suo zelo, andava a predicare e confessare non solo attraverso la Piccardia, ma in Normandia, nelle Fiandre, in Aquitania, e fino in Turingia e in Ungheria.
Nel 1050, fece il viaggio a Roma in compagnia di san Leone IX, saint Léon IX Papa che visitò il sepolcro del santo nel 1049. che era venuto a Reims per consacrare la chiesa di San Remigio e presiedere un concilio. Si recò anche diverse volte i n Inghilte Angleterre Paese d'origine del beato Raoul. rra, dove l'abbazia di Saint-Riquier possedeva beni considerevoli. Ogni volta santificava il suo viaggio visitando i santuari rinomati e seminando ovunque la parola di Dio. In uno di questi viaggi, placò un'orribile tempesta che, per quindici giorni di seguito, impedì ai passeggeri di imbarcarsi.
Virtù ascetiche e miracoli
Riconosciuto per la sua austerità e devozione, compì miracoli di guarigione e di dominio sugli elementi.
Le sue virtù gli meritarono, ancor prima della sua morte, il nome di santo abate. Mentre i suoi monaci, dopo l'ufficio notturno, andavano a completare il tempo riservato al sonno, egli riprendeva le sue meditazioni. Aveva grande cura di nascondere agli occhi di tutti le sue devozioni straordinarie. Durante la Quaresima, raddoppiava le sue austerità. Affari, viaggi, indisposizioni, nulla poteva fornirgli pretesto per abbreviare la recitazione dei salmi e dei canoni. Si asteneva da ogni cibo e cantava il Graduale per intero la vigilia delle grandi feste. Dio ricompensò con dei miracoli un così grande fervore religioso. Un giorno, una povera malata fu guarita bevendo l'acqua nella quale il monaco che l'accompagnava aveva fatto immergere il suo pastorale.
La prova della lebbra e il trapasso
Colpito dalla lebbra alla fine della sua vita, muore nel 1075 dopo aver annunciato la sua prossima fine in seguito a una visione.
Durante gli ultimi quattro anni della sua vita, Gervino fu in preda a un'orribile lebbra. Benedicendo Dio per avergli inviato questa prova, non per questo tralasciava di adempiere a tutti i doveri della vita monastica.
Il 2 febbraio dell'anno 1075, celebrò la sua ultima messa nella cappella sotterranea di Nostra Notre-Dame-de-la-Voûte Cappella sotterranea costruita da Gervino dove celebrò la sua ultima messa. Signora della Volta, che aveva fatto costruire. Riuscì a stento a terminare i santi misteri; quando fu trasportato nella sua cella, disse ai suoi religiosi costernati: «Sappiate, figli miei, che la Santa Vergine mi ha, oggi, dato congedo dalla vita». Poi volle, sull'esempio di san Germano d'Auxerre, fa saint Germain l'Auxerrois Santo citato come modello di confessione pubblica per Gervino. re la confessione pubblica delle sue colpe.
Sentendo l'avvicinarsi dell'agonia, si fece trasportare in chiesa, dove spirò, disteso sul suo cilicio, davanti all'altare di San Giovanni Battista, verso il quale aveva sempre nutrito una grande devozione. Era il 3 marzo 1075.
Culto e posterità
Il suo corpo viene ritrovato purificato dalla lebbra dopo la sua morte, e un culto gli viene rapidamente tributato nonostante la successiva perdita delle sue reliquie.
Quando, secondo l'uso monastico, si lavò il corpo del defunto, non vi si trovò alcuna traccia di lebbra. Un soave odore si esalò dalle sue membra pure e levigate. L'inumazione ebbe luogo nella cripta di Notre-Dame.
Si è persa la traccia delle reliquie di san Gervino: egli fu onorato con il culto dei Santi poco dopo la sua morte M. l'abbé Corblat Autore dell'Hagiographie d'Amiens, fonte del testo. .
M. l'abbé Corblat, *Hagiographie d'Amiens*.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Studi presso la scuola episcopale di Reims
- Canonico di Reims e successivamente religioso a Saint-Vannes di Verdun
- Pellegrinaggio in Terra Santa nel 1027
- Nomina ad abate di Saint-Riquier nel 1045
- Viaggio a Roma con Leone IX nel 1050
- Colpito dalla lebbra durante gli ultimi quattro anni della sua vita
- Morto davanti all'altare di San Giovanni Battista il 3 marzo 1075
Miracoli
- Placamento di una tempesta di quindici giorni che impediva la navigazione verso l'Inghilterra
- Guarigione di una malata tramite l'acqua che ha toccato il suo pastorale
- Scomparsa delle tracce di lebbra e soave odore del corpo dopo la sua morte
Citazioni
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Imparate, figli miei, che la Santa Vergine oggi mi ha dato congedo dalla vita
Parole riferite durante la sua ultima messa