Giovanni da Sordi fu un monaco e abate di Cremona, divenuto vescovo di Mantova e poi di Vicenza nel XII secolo. Difensore della Chiesa di fronte allo scisma e all'imperatore Barbarossa, fu assassinato nel 1181 da un usurpatore di beni ecclesiastici. Il suo culto fu ufficialmente approvato da Leone XII nel 1824.
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SAN GIOVANNI DA SORDI, VESCOVO DI VICENZA (1181).
Giovinezza e vocazione monastica
Nato nel 1125 in una famiglia pia, Giovanni entra nel monastero di San Lorenzo di Cremona a quindici anni e diviene un abate esemplare, unendo rigore spirituale e carità materiale.
Giovanni de S Jean de Sordi Vescovo di Mantova e poi di Vicenza, martire per la difesa dei beni ecclesiastici. ordi nacque nel 1125. Suo padre si chiamava Evangelista e sua madre Berta de Persici. Erano imparentati con le prime famiglie del paese, possedevano grandi ricchezze e si facevano notare per la loro pietà e il loro amore per Dio. Giovanni perse il padre precocemente e vide sua madre risposarsi con un uomo che gli diede il suo no me di Caccia Cacciafronte Vescovo di Mantova e poi di Vicenza, martire per la difesa dei beni ecclesiastici. fronte. Entrato nel monastero di San Lore nzo di Crémone Città di formazione monastica e primo luogo di esilio. Cremona dopo essere stato, all'età di quindici anni, canonico di quella città, ne fu presto il modello per tutta la casa. Come tutti i Santi, ricercava la mortificazione e passava lunghe ore in orazione. Elevato al sacerdozio dopo aver pronunciato i suoi voti nel 1139, divenne dapprima priore del monastero di San Vittore di Cremona, poi abate del monastero di San Lorenzo. Si distinse nella guida dei suoi religiosi per una dolcezza tutta paterna, una prudenza consumata e una carità senza confini. L'obbedienza sotto di lui non era difficile, poiché compiva per primo ciò che raccomandava ai suoi religiosi. Se i bisogni spirituali dei suoi figli erano la sua preoccupazione continua, non dimenticava per questo i loro bisogni materiali; vegliava affinché nulla mancasse loro e, sebbene il monastero non fosse ricco, ne amministrava le rendite con tale abilità che ogni giorno faceva distribuire ai poveri abbondanti elemosine.
Lo scisma e l'esilio
Fedele alla Chiesa di fronte allo scisma di Ottaviano, Giovanni si oppose all'imperatore Federico Barbarossa, il che gli valse l'esilio da Cremona.
Dio visita attraverso le tribolazioni coloro che gli sono cari. Le prove non mancarono a Giovanni da Sordi. Perse dapprima sua madre, che, con sua grande consolazione, morì in odore di santità. Poco dopo dovette gemere per i mali della Chiesa che fu, nel 1139, lacerata dallo scisma di Ottaviano, cardinale di Santa Cecilia. Si premurò che il popolo di Cremona non si lasciasse sedurre dall'innovatore e, per placare l'ira di Dio, ottenne che fossero fatte processioni espiatorie per tutta la città. Federico Barbaross a, protettore di Ott Frédéric Barberousse Imperatore di cui un ufficiale chiese la mano di Rosana. aviano, irritato dalla condotta di Giovanni da Sordi, lo esiliò da Cremona. Il Santo si sottomise: si ritirò nella solitudine in attesa che la tempesta fosse passata e, lì, si dedicò più che mai alla preghiera e alla mortificazione.
Vescovo di Mantova e di Vicenza
Nominato vescovo di Mantova dal Papa, riforma il suo clero prima di essere trasferito alla sede di Vicenza dopo la riconciliazione imperiale del 1177.
Gli onori andarono a cercarlo nel suo ritiro. Su richiesta del clero e del popolo, fu nominato alla sede episcopale di Mantova. Resistette a lungo, poi infine fu costretto a piegarsi davanti all'ordine formale del Papa. Si occupò del governo della sua diocesi con l'attività e lo zelo di un buon Pastore. Iniziò predicando con l'esempio, poi provvide affinché i suoi sacerdoti conducessero una vita degna della santità del loro stato; diede saggi regolamenti per reprimere gli abusi e far scomparire i vizi pubblici. La sua vita era quella di un religioso. Amico della povertà, ne ritraeva l'immagine nei suoi vestiti, nel suo cibo e nel suo arredamento. Tutto il denaro che gli giungeva tra le mani andava in opere di misericordia.
Tuttavia i rovesci avevano spezzato l'orgoglio del Barbarossa e addolcito il suo caratte Barberousse Imperatore di cui un ufficiale chiese la mano di Rosana. re. Nel 1177, si riconciliò con il papa legittimo Alessandro III, con grande gioia della Alexandre III Papa che ha proceduto alla canonizzazione di Bertrando a Tolosa. Chiesa, con grande gioia soprattutto del vescovo di Mantova. Scrisse al sovrano Pontefice per testimoniargli tutta la sua allegrezza e congratularsi con lui per questo felice evento; gli chiedeva allo stesso tempo il ristabilimento del vescovo Graziodoro che aveva abbandonato la sua sede per seguire l'Antipapa e se ne pentiva. Il Papa cedette alle preghiere del Santo e restituì Mantova al vescovo penitente; quanto a Giovanni de Sordi gli diede il vescovad o di Vi Vicence Città in cui Giovanni fu vescovo e subì il martirio. cenza, divenuto vacante per la morte del titolare.
Fu a Vicenza ciò che era stato a Mantova. I vizi lo ebbero come avversario inflessibile, ma pieno di una dolce carità; il clero fu oggetto della sua incessante sollecitudine; gli afflitti, i poveri, gli infelici trovarono in lui un padre e un consolatore. Il suo popolo, edificato dalla sua vita santa e austera, non finiva di tessere lodi sul suo conto e lo venerava al pari di un angelo.
Il martirio per i diritti della Chiesa
Per aver difeso i beni della sua chiesa contro l'usurpatore Pietro al castello di Malo, Giovanni viene assassinato il 16 marzo 1181.
La morte del santo Vescovo fu il risultato di una vendetta. Nel XIII secolo, i vescovi, per aumentare le loro entrate al fine di poter sovvenire alle miserie del tempo o per procurarsi dei protettori contro le esazioni di una moltitudine di piccoli tiranni, davano in affitto una parte dei beni delle loro chiese. Le terre del castello di Malo, appartenenti alla chiesa di Vicenza, erano state affittate a un c erto P Piétro Fittavolo del castello di Malo e assassino del vescovo Giovanni. ietro, che aveva finito col tempo per non pagare più il canone, per considerarsi un vero proprietario e per agire di conseguenza. Il Vescovo reclamò i diritti della sua chiesa; vi mise dolcezza, longanimità, poi, vedendo che non otteneva nulla, scomunicò l'usurpatore. Questa punizione, lungi dal far rientrare il colpevole in se stesso, lo esasperò; egli formò il progetto di assassinare il Vescovo, e lo realizzò il 16 marzo 1181.
Culto e posterità
Dopo la sua morte, il suo corpo fu deposto nella cattedrale di Vicenza e il suo culto fu ufficialmente approvato da papa Leone XII nel 1824.
Alla notizia di questo crimine, l'inter a città Vicence Città in cui Giovanni fu vescovo e subì il martirio. di Vicenza fu in lutto e in lacrime. Gli abitanti irritati vollero trarre una pronta vendetta dall'assassino: si corse alla sua casa che fu data alle fiamme. Pietro riuscì a scappare, e non si seppe mai cosa ne fosse stato. Il corpo del Vescovo fu sepolto nella sua cattedrale e posto in seguito in un mausoleo di marmo. San Giovanni da Sordi era da lungo tempo onorato come Santo quando, nel 1824, Leone XII approvò il suo culto.
Divino compendio di vite dei Santi.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Ingresso nel monastero di San Lorenzo a Cremona
- Ordinazione sacerdotale nel 1139
- Esilio da Cremona per opera di Federico Barbarossa
- Nomina a vescovo di Mantova
- Nomina alla sede vescovile di Vicenza
- Assassinato da un contadino scomunicato di nome Pietro
Miracoli
- Morte in odore di santità di sua madre Berthe