Nobile dell'Artois divenuto pastore per umiltà, Drogone visse una vita di pellegrinaggi e di penitenza prima di rinchiudersi come recluso a Sebourg per quarant'anni. Sopravvissuto miracolosamente all'incendio della sua cella, è onorato come il patrono dei pastori e invocato per diverse infermità fisiche.
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S. DROGONE O DRUONE, RECLUSO, PATRONO DEI PASTORI
1118-1189. — Papi: Gelasio II; Clemente III. — Re di Francia: Luigi VI, il Grosso; Filippo II, Augusto.
Giovinezza e conversione
Nato nobile nell'Artois, Drogone perde i genitori alla nascita e, segnato da questo dramma, sceglie fin dall'infanzia una vita di austerità prima di lasciare tutto per seguire il Vangelo.
Questo Beato n Ce Bienheureux Recluso e patrono dei pastori nel XII secolo. acque nel villaggio d i Epin Epinoy Villaggio natale del santo nell'Artois. oy, oggi Carvin-Epinoy, nell'Artois, all'inizio del XII secolo. Perse il padre poco prima della nascita e fu causa, nascendo, della morte di sua madre; aveva ricevuto dai suoi genitori un'alta nobiltà e beni assai considerevoli. Fu battezzato solo dopo essere stato istruito nei principi della religione. Fu vivamente toccato quando gli fu raccontata la sua nascita; considerandosi l'assassino di sua madre, cadde in un dolore che lo disgustò interamente dal mondo, fin dall'età di dieci anni. Passava i giorni e le notti in pianto, si privava di ogni piacere, distribuiva ai poveri ciò che poteva ottenere dai suoi tutori, digiunava frequentemente, macerava il suo corpo con varie altre austerità, pregava incessantemente, leggeva o ascoltava la parola di Dio. Essendo stato un giorno straordinariamente colpito dalle parole del Vangelo con le quali Gesù Cristo esorta coloro che lo amano e lo servono a lasciare tutto per seguirlo, risolse di praticare questo precetto alla lettera.
L'umile pastore di Sebourg
Si stabilì a Sebourg come pastore per Élisabeth Haire, conducendo una vita di preghiera e umiltà segnata dal miracolo della bilocazione assistita da un angelo.
Abbandona dunque i suoi cari e il suo paese, rinuncia a tutti i suoi beni e, rivestito di un abito molto semplice sopra il suo cilicio, se ne va, come Abramo, dove Dio lo chiamerà. Dopo vari pellegrinaggi, guidato dallo spirito di Dio, si ferma nel borgo di Sebourg, nell'Hainaut, a due leghe da Valenciennes e a circa tredici leghe da Epinoy, sua patria, e si mette al servizio in qualità di pastore presso una pia dama di nome Élisabeth Haire. Questo stato gli era molto gradito. Servo, poteva praticare facilmente l'umiltà, l'obbedienza, la mortificazione; solitario, viveva nell'orazione e nel raccoglimento, e le bellezze della natura lo invitavano e lo aiutavano a lodare Dio. Nei campi gli mancava solo una cosa: la santa Eucaristia. Ma ottenne che un angelo vegliasse sul suo gregge mentre egli assisteva di tanto in tanto al santo sacrificio della messa. È una tradizione del paese, che è persino diventata un proverbio, poiché si dice spesso quando si presentano due occupazioni ugualmente urgenti: «Non posso essere come san Druone, in due luoghi contempora saint Druon Recluso e patrono dei pastori nel XII secolo. neamente». La sua padrona era molto contenta di questo buon servitore e le sue virtù lo facevano amare nel villaggio di Sebourg. Gli abitanti lo sollecitarono a farsi carico anche dei loro greggi. Accettò questo incarico e lo assolse con grande soddisfazione di tutti e a vantaggio dei poveri, ai quali distribuiva tutto il frutto dei suoi servizi.
Pellegrinaggi e vita da recluso
Dopo nove viaggi a Roma, le sue infermità lo costringono a rinchiudersi in una cella addossata alla chiesa di Sebourg, dove vive quarant'anni in povertà.
Dopo aver trascorso sei anni nell'umile condizione di pastore, Druone, aspirando a una vita più penitente, lasciò Sebourg, nonostante le sollecitazioni della sua padrona e di quasi tutti gli abitanti, e intraprese lunghi pellegrinaggi di devozione, per mortificare il suo corpo con la fame e la sete, con il caldo e il freddo, con le fatiche e i pericoli dei cammini. Fece nove volte il viaggio a Roma e vi Rome Città natale di Massimiano. sitò molti altri santuari. Veniva, a intervalli, a Sebourg, per ritrovare la sua antica padrona, che lo accoglieva come un figlio. Quando le sue infermità non gli permisero più di vivere da pellegrino, decise di vivere da solitario. Si fece dunque costruire una piccola cella addossata alla chiesa e vi si rinchiuse per non uscirne più per il resto dei suoi giorni. Poiché da lì poteva udire i divini uffici, vi assisteva con una devozione angelica. Il suo cibo non era che un po' di pane d'orzo, la sua bevanda, acqua pura. Se gli veniva dato qualcosa, lo distribuiva ai poveri, contento del solo possesso di Dio.
Morte e miracolo del fuoco
Miracolosamente risparmiato dall'incendio della sua cella, morì nel 1189 dopo una vita divisa tra servizio, pellegrinaggio e solitudine.
Essendo scoppiato un incendio nella chiesa, e successivamente nella sua capanna, egli rimase in mezzo alle fiamme senza riceverne il minimo danno; Dio rinnovò in suo favore il prodigio dei tre fanciulli nella fornace di Babilonia. Il santo recluso rese l'anima a Dio il 16 aprile 1189, verso il settantunesimo anno della sua età, essendosi ritirato dalla casa paterna all'età di sedici anni, avendo custodito le greggi per sei anni, trascorso nove anni nei suoi pellegrinaggi e quaranta nella sua cella.
Contesa del corpo e miracoli
Il suo corpo diviene miracolosamente intrasportabile fuori da Sebourg, fissando il suo culto in questo villaggio nonostante le rivendicazioni della sua famiglia.
I parenti di san Drogone, appresa la notizia della sua morte, chiesero il suo corpo agli abitanti di Sebourg; ma fu loro impossibile trasportarlo fuori dal paese; quando il carro, sul quale lo avevano posto, giunse ai confini del territorio di Sebourg, divenne immobile e il corpo così pesante che furono costretti a riportarlo alla chiesa e a inumarlo nel sepolcro che gli era stato preparato. Questa tomba (che si vede ancora oggi) fu costruita nel mezzo della navata centrale: vi furono collocate sopra le sacre fonti battesimali.
Quanto al luogo in cui il carro si fermò, si tratta di una piccola altura che viene chiamata ancora oggi, in memoria di q uesto miracolo, il Mo Mont-Joie-Saint-Druon Località che commemora il miracolo dell'immobilità del corpo del santo. nt-Joie-Saint-Druon.
Traslazione delle reliquie e patronato
Dopo un infruttuoso trasferimento a Binche, le sue reliquie ritornano a Sebourg nel 1227; è invocato per le ernie e diverse malattie fisiche.
All'inizio del XIII secolo, si fu costretti, per timore di profanazioni, a trasportare le reliquie di san Druone a Binche; ma poiché Binche Città in cui le reliquie furono temporaneamente trasferite nel XIII secolo. non vi operarono alcun miracolo per lo spazio di nove anni, furono riportate a Sebourg il 14 giugno 1227. Il concorso di popolo fu immenso a questa traslazione; tanto che i grani, che erano già alti, furono calpestati; si credevano i raccolti perduti, ma il giorno seguente si videro raddrizzati e magnifici. In memoria di questa traslazione e di questo miracolo, ancora oggi, la domenica della Trinità, si portano solennemente in processione le reliquie del Santo. Si può vedere nel secondo tomo di aprile, negli Acta Sanctorum dei Bollandisti, qu ante guarigi Hollandistes Società di studiosi gesuiti che pubblica gli Acta Sanctorum. oni miracolose, soprattutto per le rotture, le ernie, la crudele malattia della pietra, la sordomutismo, siano state ottenute per l'intercessione di san Druone. Egli stesso aveva sofferto di un'ernia molto grave che lo costrinse precisamente a rinunciare ai suoi pellegrinaggi.
Luoghi di memoria e devozione attuale
I villaggi di Epinoy e Sebourg conservano numerosi siti di pellegrinaggio, tra cui il suo pozzo, la sua cella e la sua tomba, risparmiati dalla Rivoluzione.
Ancora oggi a Epinoy, a una dis tanza Epinoy Villaggio natale del santo nell'Artois. di circa cinquanta metri dalla canonica, nei campi, viene mostrato il pozzo di San Druone. Questo pozzo è oggetto di tale venerazione che vi si attinge acqua solo una volta all'anno, nel giorno della festa e della processione del Santo. La chiesa a lui dedicata a Epinoy è costruita sul luogo stesso della sua casa paterna.
A Sebourg, i rico rdi del Sebourg Luogo principale della vita, della reclusione e del culto del santo. pio recluso sono stati altrettanto preziosamente conservati: oltre a una Fontana di San Druone verso la quale, secondo un'antica tradizione, il santo pastore conduceva ogni giorno il suo gregge; oltre al sentiero che porta il nome di Cammino di San Druone, si vede ancora una croce in pietra, circondata da alcuni alberi, all'estremità di questa parrocchia. Essa si trova nel luogo in cui i genitori di San Druone, giunti da Epinoy, come si è detto, per portarne via il corpo, lo deposero e lo restituirono agli abitanti di Sebourg. Inoltre, nella chiesa del villaggio si vede la sua tomba in pietra e legno, sopra la quale è posta la cassa che racchiude le sue reliquie. Infine, in un incavo di questa chiesa, si scopre la Capanna di San Druone, che ricorda la piccola cella in cui il recluso visse per quarantadue anni. Essa racchiude una sorta di letto in pietra, sul quale è adagiata una statua, anch'essa in pietra, che rappresenta il Santo. I vetri sono rossi e ricordano l'incendio che la consumò interamente senza causare il minimo danno all'uomo di Dio. È lì che i pellegrini giungono in folla a rendere omaggio al santo pastore, a pregarlo di allontanare dalle loro famiglie e dai loro greggi flagelli e malattie. Il loro numero è particolarmente considerevole nel giorno della sua festa e la domenica della Santissima Trinità. Tra questi pellegrini che arrivano dai paesi più lontani, si può sempre distinguere la delegazione degli abitanti di Epinoy, che non mancano mai di venire ogni anno, proprio alla vigilia della festa, a onorare e invocare il loro santo compatriota. Salvati dalle profa nazioni del 1793, i profanations de 1793 Periodo durante il quale le tombe erano ancora visibili. suoi preziosi resti riposano sopra la tomba di cui abbiamo parlato. La chiesa del Mont-Saint-Quentin possiede un dente del Santo.
Fonti agiografiche
Il racconto si basa sui lavori di Padre Giry, di M. Sauvet e dell'abate Doutembus.
Ci siamo serviti, per completare Padre Gir y, di cui Père Giry Agiografo francese, autore della versione del racconto presentata. abbiamo rifatto il racconto, tra gli altri libri, di un compendio della vita di san Druone, a cura di M. Sauvet, parroco di Sebourg, e dei Santi di Arras, di M. l'abate Doutembus.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.